Cardirene: cos’è, a cosa serve ed effetti collaterali

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Avvertenza

Il presente articolo non sostituisce il foglietto illustrativo dei farmaci né soprattutto il parere medico; le risposte alle domande più comuni su Cardirene sono quindi fornite a solo scopo divulgativo e vanno intese come espressione del parere dell’autore, anche se formulate secondo scienza e coscienza e soprattutto in base a documenti ufficiali e letteratura scientifica disponibile.

 

In caso di dubbi s’invita quindi il lettore a fare riferimento al proprio curante.

Cos’è Cardirene?

Cardirene è un farmaco che contiene il principio attivo acetilsalicilato di D,L-lisina (analogo  all’Aspirina, ma salificato diversamente) e appartiene alla categoria di medicinali chiamati ” Antitrombotici, Antiaggreganti piastrinici”.

Cardirene agisce impendendo la formazione di coaguli di sangue (trombi), bloccando
l’aggregazione di alcune cellule del sangue dette “piastrine“.

È disponibile in commercio in 4 diversi dosaggi:

  • Cardirene 75 mg polvere per soluzione orale
  • Cardirene 100 mg polvere per soluzione orale
  • Cardirene 160 mg polvere per soluzione orale
  • Cardirene 300 mg polvere per soluzione orale

Non esiste invece Cardirene compresse.

A cosa serve?

Cardirene può essere prescritto per:

  1. La prevenzione dei problemi causati dalla formazione di coaguli di sangue e dall’irrigidimento delle arterie (eventi atero-trombotici maggiori):
  2. La prevenzione della richiusura dei by-pass (by-pass aorto-coronarici) e in una particolare  metodica che dilata le arterie che portano il sangue al cuore (angioplastica coronarica  percutanea transluminale – PTCA);
  3. La prevenzione dei problemi al cuore ed alla circolazione (eventi cardiovascolari) nelle persone con irrigidimento e alterazioni alle arterie (malattia ateromasica conclamata), in una particolare infiammazione dei vasi sanguigni (sindrome di Kawasaki), nelle persone in emodialisi e nella prevenzione della formazione di coaguli di sangue (trombosi) durante la tecnica utilizzata in chirurgia per la circolazione del sangue al di fuori del corpo (circolazione extracorporea).

Il solo dosaggio di 100 mg è indicato per la prevenzione dei problemi al cuore ed alla circolazione (eventi cardiovascolari) nelle persone ad elevato rischio per questi disturbi.

Cardirene o Cardioaspirina? Quali differenze?

Cardirene e Cardioaspirina sono entrambi farmaci a base di acido acetilsalicilico (ASA, ovvero aspirina), ma differiscono per formulazione e dosaggio:

  • Cardirene: contiene ASA in forma di lisina acetilsalicilato, che si scioglie più rapidamente e ha un’azione più immediata. È disponibile in bustine da 75 mg, 160 mg o 300 mg.
  • Cardioaspirina: contiene ASA in forma gastroprotetta, con dosaggio fisso di 100 mg in compresse rivestite, pensate per ridurre l’irritazione gastrica.

Entrambi sono usati per la prevenzione cardiovascolare, ma la scelta dipende dalle caratteristiche del paziente e dalla tollerabilità gastrica.

Serve ricetta?

Sì, per l’acquisto di Cardirene è necessaria presentazione di ricetta medica ripetibile.

È mutuabile?

Sì, quando prescritto per le indicazioni previste Cardirene è mutuabile.

Cardirene in gravidanza

L’uso di Cardirene in gravidanza dipende dal trimestre di gestazione:

  • Primo e secondo trimestre: l’assunzione non è raccomandata, ma può essere valutata dal medico solo se strettamente necessario, considerando rischi e benefici.
  • Terzo trimestre (oltre le 24 settimane di gestazione): controindicato perché può causare gravi complicazioni per la madre e il feto, tra cui:
    • Ritardo del travaglio e aumento del rischio di emorragia materna e fetale.
    • Tossicità cardiopolmonare e renale nel feto.
    • Chiusura prematura del dotto arterioso, con possibili conseguenze cardiache per il bambino.

Quando viene prescritto in gravidanza?

Durante la gravidanza i farmaci a basso dosaggio di aspirina vengono prescritti ad alcune categorie di donne a rischio per prevenire problemi legati alla placenta, come preeclampsia, ritardo di crescita fetale, distacco di placenta e per ridurre il rischio di aborti ripetuti.

Oltre alla sua funzione nella prevenzione cardiovascolare, può essere utile in gravidanza grazie alle sue due principali proprietà: anticoagulante e antinfiammatoria.

  • Azione anticoagulante: impedisce l’aggregazione delle piastrine, migliorando la fluidità del sangue. Questo favorisce una migliore circolazione a livello della placenta, garantendo al feto un adeguato apporto di ossigeno e nutrienti, soprattutto in situazioni a rischio.
  • Azione antinfiammatoria: con un dosaggio di 100 mg, contribuisce a ridurre i livelli di molecole coinvolte nei processi infiammatori, che potrebbero essere legati a complicanze della gravidanza, compresi gli aborti spontanei.

Dosaggio e posologia

Medicina effervescente in un bicchiere

Immagine d’archivio, la bustina disciolta potrebbe non essere Cardirene
(Shutterstock/Luca Rossatti)

La dose raccomandata è in genere 1 bustina al giorno da sciogliere in un bicchiere d’acqua, alla dose prescritta dal medico.

Prima dei pasti o dopo? A stomaco pieno o vuoto?

È preferibile che l’assunzione avvenga ai pasti.

Per quanti giorni si può prendere?

In genera l’assunzione è cronica (per lunghissimi periodi, spesso per sempre).

Si può bere alcol?

L’assunzione concomitante di alcol aumenta il rischio di lesioni gastrointestinali e può alterare i test di coagulazione del sangue, pertanto il consumo deve avvenire con cautela durante il trattamento e nelle 36 ore successive.

Effetti collaterali

Cardirene, come tutti i farmaci, può causare effetti collaterali, sebbene non tutti i pazienti li manifestino.

  • Sanguinamenti: Il rischio di sanguinamento può persistere per 4-8 giorni dopo l’interruzione della somministrazione di acido acetilsalicilico. Questo può causare un rischio maggiore di sanguinamento (emorragia) se il paziente deve sottoporsi ad un intervento chirurgico. Più in  generale il sanguinamento può manifestarsi in forma di sindromi emorragiche anche  potenzialmente mortali:
  • Diminuzione del numero delle piastrine del sangue (trombocitopenia).
  • Rottura dei globuli rossi del sangue (anemia emolitica) nelle persone con deficit di G6PD, (deficit di glucosio 6 fosfato deidrogenasi) una particolare malattia ereditaria, che colpisce i globuli rossi.
  • Diminuzione anche grave del numero delle cellule del sangue (pancitopenia, citopenia bilineare, anemia aplastica, insufficienza midollare, agranulocitosi, neutropenia, leucopenia).
  • Reazioni allergiche (reazioni anafilattiche, asma, angioedema, edema)
  • Broncospasmo
  • Mal di testa, vertigini e capogiri, che possono presentarsi con alte dosi e con un lungo trattamento.
  • Suoni nell’orecchio (tinnito) e sordità, che possono presentarsi con alte dosi e con un lungo trattamento.
  • Dolore all’addome.
  • Difficoltà a digerire (dispepsia).
  • Sanguinamenti dello stomaco e dell’intestino (emorragia gastrointestinale); nausea, infiammazione e lesioni della mucosa dell’esofago (esofagite e ulcere esofagee); infiammazione dello stomaco e del duodeno, con dolore all’addome e sanguinamento dall’intestino (gastrite e duodenite erosiva); lesioni (ulcere) allo stomaco e/o all’intestino; infiammazione (colite) e perforazione del tratto gastrointestinale. Queste reazioni possono presentarsi con qualsiasi dose di acido acetilsalicilico e in pazienti con o senza disturbi che ne permettono la previsione, che hanno o non hanno sofferto di gravi eventi gastrointestinali.
  • Infiammazione del pancreas (pancreatite acuta) come reazione allergica (ipersensibilità) all’acido acetilsalicilico.
  • Disturbi e infiammazione del fegato (epatite cronica), con aumento degli esami del sangue a carico del fegato (aumento degli enzimi epatici).
  • Orticaria, e altre irritazioni della pelle che si manifestano sempre nello stesso punto (eruzioni fisse)
  • Problemi ai reni (insufficienza renale)
  • Sindrome di Reye, una grave malattie che colpisce soprattutto i bambini e che si manifesta
    con febbre, influenza, varicella, danni al sistema nervoso e al fegato.
  • L’acido acetilsalicilico può prolungare il travaglio e ritardare il parto.
  • Aumento dei liquidi nei polmoni (edema polmonare non cardiogeno) con l’uso prolungato del medicinale che può verificarsi anche in caso di una reazione di allergia all’acido acetilsalicilico.
  • Infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite compresa la Porpora di Schönlein-Henoch).
  • Disturbi alle arterie del cuore di natura allergica (sindrome di Kounis) nel caso di una reazione  allergica all’acido acetilsalicilico.
  • Presenza di sangue nello sperma (ematospermia).

Sintomi da sovradosaggio

  • Intossicazione moderata: ronzii nelle orecchie, sensazione di riduzione dell’udito, mal di testa (cefalea), capogiri,vertigini, confusione e nausea.
    Questi sintomi da sovradosaggio possono essere controllati riducendo la posologia.
  • Intossicazione grave: febbre, respirazione accelerata (iperventilazione), variazione dell’acidità del sangue (alcalosi respiratoria, chetosi, acidosi metabolica), coma, collasso cardiovascolare, difficoltà a respirare (insufficienza respiratoria), grave abbassamento della quantità di zuccheri nel sangue (ipoglicemia).

Avvertenze

In caso di ronzio nelle orecchie, difficoltà uditiva o vertigini, informi il suo medico.

Controindicazioni

Cardirene è controindicato in caso di:

  • Allergia all’acetilsalicilato di D,L-lisina o ad uno qualsiasi degli altri componenti del medicinale.
  • Allergia ad altri medicinali antinfiammatori non steroidei (FANS).
  • Asma o polipi nasali associati ad asma insorti dopo l’assunzione di medicinali contenenti acetilsalicilati o sostanze con attività simile (specialmente FANS), oppure reazioni allergiche come broncospasmo o reazioni anafilattiche ai salicilati.
  • Gravidanza nel terzo trimestre (oltre le 24 settimane di gestazione).
  • Presenza o storia di lesioni alla parete dello stomaco o della prima parte dell’intestino (ulcera gastrointestinale attiva, cronica o ricorrente) o episodi di emorragia gastrica o perforazione dopo trattamento con acido acetilsalicilico o FANS.
  • Malattie che causano perdita di sangue (malattia emorragica).
  • Condizioni che aumentano il rischio di sanguinamenti (rischio emorragico).
  • Grave insufficienza epatica.
  • Grave insufficienza renale.
  • Grave insufficienza cardiaca non controllata.
  • Assunzione di metotrexato a dosi superiori a 15 mg/settimana, utilizzato per il trattamento dei tumori.
  • Assunzione orale di medicinali che agiscono sulla coagulazione del sangue (anticoagulanti orali).
  • Presenza di mastocitosi, patologia in cui l’uso di acido acetilsalicilico può provocare gravi reazioni allergiche, tra cui shock con vampate di calore, ipotensione, tachicardia e vomito.
  • Età inferiore ai 16 anni.

L’uso di Cardirene non è raccomandato durante l’allattamento.

Controindicazioni relative

Si raccomanda particolare cautela in caso di:

  • Presenza di acido acetilsalicilico in altri medicinali: verificare che altri farmaci assunti non contengano acido acetilsalicilico per evitare il rischio di sovradosaggio.
  • Mal di testa da uso prolungato di analgesici: l’assunzione prolungata e ad alte dosi di analgesici può causare mal di testa; in questo caso, non aumentare il dosaggio e consultare un medico.
  • Uso regolare di analgesici: l’assunzione frequente, soprattutto in combinazione con altri antidolorifici, può causare danni renali gravi e permanenti (insufficienza renale).
  • Deficit di G6PD: in caso di carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, vi è un rischio aumentato di emolisi (rottura dei globuli rossi).
  • Storia di ulcere o infiammazioni gastrointestinali: particolare attenzione in caso di ulcera gastrica o duodenale, sanguinamento gastrointestinale o gastrite pregressi.
  • Insufficienza renale lieve o moderata: possibile peggioramento della funzione renale.
  • Insufficienza epatica lieve o moderata: rischio di alterazioni della funzionalità epatica.
  • Asma: possibile correlazione tra attacchi d’asma e reazioni allergiche ai FANS o all’acido acetilsalicilico; in questi casi, l’uso è controindicato.
  • Mestruazioni abbondanti o sanguinamenti anomali: possibile aumento del volume e della durata del ciclo mestruale.
  • Sanguinamento o ulcere gastrointestinali: il rischio di questi eventi avversi aumenta con la dose e può verificarsi in qualsiasi momento, soprattutto in soggetti anziani, con basso peso corporeo o in trattamento con farmaci anticoagulanti o antiaggreganti. In caso di sanguinamento gastrointestinale, interrompere immediatamente il trattamento.
  • Interventi chirurgici, anche minori (es. estrazione dentaria): rischio aumentato di sanguinamento; l’interruzione del trattamento verrà valutata dal medico caso per caso.
  • Uricemia alta: L’acido acetilsalicilico può interferire con l’eliminazione dell’acido urico: alte dosi possono aumentare l’escrezione di acido urico (effetto uricosurico) mentre dosi molto basse possono ridurne l’escrezione; pertanto il medicinale è sconsigliato nelle persone che soffrono di una grave infiammazione delle articolazioni (gotta).
  • Età superiore ai 70 anni: l’uso deve avvenire solo dopo consulto medico, specialmente in caso di assunzione di altri farmaci.
  • Insufficienza epatica lieve o moderata e interazioni farmacologiche: la prescrizione avviene con cautela in caso di problemi epatici e in concomitanza con alcuni medicinali, come antidiabetici, antiacidi, diuretici e glucocorticoidi, a causa del rischio di interazioni.
  • Uso di dispositivi intrauterini (spirale): possibile riduzione dell’efficacia contraccettiva, con necessità di monitoraggio da parte del medico.
  • Assunzione di Nicorandil: l’uso combinato con salicilati può aumentare il rischio di ulcera, perforazione ed emorragia gastrointestinale.
  • Interazione con levotiroxina: l’uso concomitante deve essere evitato, poiché Cardirene può aumentare i livelli di ormoni tiroidei nel sangue; il medico monitorerà i parametri tiroidei se necessario.
  • Vaccinazione contro la varicella: l’acido acetilsalicilico non deve essere assunto nelle sei settimane successive alla vaccinazione, per ridurre il rischio di complicanze.
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