Ulcera gastrica (stomaco e duodenale): sintomi e dieta

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Introduzione

L’ulcera peptica è una ferita aperta che può svilupparsi sulla mucosa interna di

  • stomaco,
  • duodeno (il tratto superiore dell’intestino tenue),
  • oppure esofago.

Fino a non molto tempo fa i fattori relativi allo stile di vita, come la predilezione per gli alimenti speziati o lo stress lavorativo, erano considerati la causa principale della maggior parte delle ulcere, attualmente si ritiene invece che i responsabili di quasi tutti i casi siano da riferirsi a

  • un’infezione batterica (da helicobacter pylori)
  • o alcuni farmaci (tipicamente antinfiammatori),

mentre stress e dieta possono essere semplicemente causa di un peggioramento dei disturbi.

Il sintomo caratteristico è un bruciore a livello dello stomaco che:

  • inizia a stomaco vuoto (tra un pasto e l’altro, oppure durante la notte),
  • si riduce temporaneamente dopo mangiato o dopo aver preso un antiacido,
  • dura da qualche minuto a diverse ore,
  • va e viene per giorni o settimane.

A seconda della localizzazione in cui si presenta, l’ulcera peptica può assumere nomi diversi.

  • Ulcera gastrica. È un’ulcera peptica che colpisce lo stomaco.
  • Ulcera duodenale. È la forma di ulcera peptica che si sviluppa nella parte superiore dell’intestino tenue (duodeno).
  • Ulcera esofagea. L’ulcera esofagea di solito colpisce la parte inferiore dell’esofago. Spesso è associata al reflusso gastroesofageo cronico.

L’ulcera gastrica non deve essere confusa con la gastrite, una condizione diversa, caratterizzata dall’infiammazione delle pareti dello stomaco e che tuttavia nel tempo può portare ad ulcerazione.

Le ulcere sono un disturbo relativamente comune, ma la buona notizia è che è possibile curarle con efficacia.

Fotografia di donna che si tocca la pancia a causa di dolore

iStock.com/asiandelight

Cause

Le cause alla base della formazione di un’ulcera sono:

Antinfiammatori

Per capire come i gli antinfiammatori (FANS) siano in grado di causare la formazione di un’ulcera nello stomaco è importante comprendere il loro meccanismo; si tratta di molecole usate per ridurre e trattare

Nell’organismo umano i meccanismi biochimici alla base di questi sintomi passano attraverso due specifici enzimi che sono l’obiettivo di questi farmaci: bloccando o riducendo l’attività enzimatica si riducono i sintomi.

Il problema nasce dal fatto che gli stessi enzimi sono coinvolti anche nella produzione di una sostanza che protegge le pareti dello stomaco dagli acidi gastrici e l’assunzione di antinfiammatori ne riduce fortemente la quantità prodotta, aumentando quindi la probabilità di sviluppo di ulcera peptica. In aggiunta, molti antinfiammatori sono di per sé acidi, l’assunzione per bocca è quindi responsabile anche di un’azione gastrolesiva diretta.

Sono soggetti a questo rischio persone di tutte le età che si trovano a dover assumere FANS per lunghi periodi (settimane), ma in generale le sono a maggior rischio pazienti:

  • con 70 anni o più,
  • donne,
  • che assumono due antinfiammatori contemporaneamente,
  • che assumono FANS per lungo tempo senza pause,
  • con precedenti di ulcera,
  • in terapia con cortisone o farmaci per l’osteoporosi,
  • che fumano e/o consumano alcolici.

Helicobacter pylori

L’H. pylori è un batterio a forma di spirale in grado di causare la comparsa di ulcera peptica danneggiando il rivestimento mucoso che protegge la mucosa dello stomaco e del duodeno dall’azione degli acidi gastrici.

Si tratta di un’infezione molto diffusa, che si stima colpisca circa un terzo della popolazione; nella maggior parte dei casi tuttavia l’infezione rimane asintomatica (senza sintomi né complicazioni) per anni o per sempre.

Raramente i bambini infetti manifestano ulcera, mentre è più comune la comparsa negli adulti.

Sindrome di Zollinger-Ellison

La sindrome di Zollinger-Ellison è una rara condizione che si verifica quando uno o più tumori si formano nel pancreas e nel duodeno e rilascian grandi quantità di gastrina, un ormone che stimola la produzione gastrica di acidi; questa eccessiva presenza di acidi gastrici alla lunga diventa causa di ulcere peptiche e intestinali.

La sindrome colpisce circa un soggetto ogni milione di persone, tendenzialmente tra i 30 e i 50 anni.

Sintomi

Si ritiene che la maggior parte dei pazienti con ulcera non manifesti alcun disturbo; quando presenti il sintomo più comune dell’ulcera peptica è il bruciore di stomaco, che peggiora a causa degli acidi gastrici che vengono a contatto con la zona ulcerata.

Il fastidio può essere avvertito ovunque tra pancia e petto e tipicamente:

  • aumenta a stomaco vuoto (tra un pasto e l’altro e/o di notte),
  • diminuisce o passa a stomaco pieno (dopo un pasto),
  • diminuisce o passa a seguito di assunzione di antiacidi,
  • ha durata variabile da alcuni minuti a diverse ore,
  • può andare e venire anche per diversi mesi.

Tra i sintomi meno comuni ricordiamo:

Senza un adeguato trattamento l’ulcera peptica può peggiorare, è quindi indispensabile non trascurare alcun sintomo dubbio, prima che compaiano eventualmente:

Quando chiamare il medico

L’ulcera non è un disturbo che sia possibile gestire con rimedi da automedicazione ed è quindi necessario rivolgersi al medico in caso di dubbi sulla sua presenza.

Contattare urgentemente il medico o il Pronto Soccorso nel caso in cui comparissero:

Pericoli

Le complicazioni gravi sono relativamente rare, ma potenzialmente molto gravi se il disturbo viene trascurato.

  • Emorragia interna. L’emorragia può verificarsi come lenta perdita di sangue che provoca anemia (e sintomi correlati, come stanchezza, palpitazioni, affanno), oppure come intensa perdita di sangue per cui può rivelarsi necessario il ricovero in ospedale o una trasfusione. È la complicazione più comune.
  • Perforazione. Si tratta di un’evenienza fortunatamente rara, che tuttavia può causare peritonite e sepsi a causa del contenuto dello stomaco che viene riversato all’interno dell’addome.
  • Cicatrici. Le ulcere peptiche possono anche trasformarsi in tessuto cicatrizzato in grado di ostruire il passaggio degli alimenti nel canale digerente: le cicatrici vi faranno sentire sazi anche dopo aver mangiato pochi bocconi e provocheranno il vomito e la perdita di peso. I sintomi possono essere ripetuti episodi di vomito, un persistente senso di pienezza, perdita di peso inspiegabile. Viene diagnosticata attraverso la gastroscopia.

Diagnosi

La diagnosi di ulcera peptica segue oggi protocolli consolidati che mirano non solo a confermare la presenza della lesione, ma soprattutto a identificarne la causa precisa per impostare una terapia mirata. Il percorso diagnostico inizia con l’anamnesi e l’esame obiettivo, ma richiede quasi sempre test strumentali o di laboratorio per una certezza clinica.

Test per Helicobacter pylori

La ricerca del batterio è il primo passo fondamentale, poiché la sua eradicazione è la chiave per la guarigione definitiva. Le linee guida attuali prediligono i test non invasivi come approccio iniziale:

  • Urea Breath Test (test del respiro): è considerato il gold standard per la sua elevata sensibilità e specificità. Il paziente ingerisce una piccola quantità di urea marcata con un isotopo non radioattivo del carbonio (13C). Se il batterio è presente, scinde l’urea liberando anidride carbonica marcata, rilevabile nel respiro. È fondamentale sospendere farmaci antiacidi e antibiotici nelle settimane precedenti per evitare falsi negativi.
  • Ricerca dell’antigene nelle feci: un test rapido e affidabile che ricerca direttamente le proteine del batterio in un campione fecale. È particolarmente utile sia nella fase diagnostica sia per confermare l’avvenuta eradicazione dopo la cura.
  • Sierologia: l’esame del sangue ricerca gli anticorpi anti-H. pylori. Tuttavia, poiché gli anticorpi possono persistere anni dopo la guarigione, non è utile per distinguere un’infezione attuale da una passata.

Endoscopia e biopsia

La gastroscopia (o EGDS) rimane l’esame diagnostico più preciso. Attraverso una sottile sonda flessibile dotata di telecamera, il medico può ispezionare direttamente le pareti di esofago, stomaco e duodeno.

L’endoscopia è indispensabile quando:

  • Il paziente presenta sintomi di allarme (anemia, perdita di peso, vomito ematico).
  • Si ha un’età superiore ai 45-50 anni (per lo screening del tumore gastrico).
  • È necessario eseguire una biopsia: il prelievo di piccoli campioni di tessuto permette di confermare la natura benigna dell’ulcera e di eseguire test molecolari (PCR) per verificare la sensibilità del batterio agli antibiotici, contrastando il problema della resistenza ai farmaci.

Diagnostica per immagini

Sebbene meno comune rispetto al passato, la radiografia con mezzo di contrasto (bario) può essere utilizzata in casi selezionati dove l’endoscopia non sia praticabile. La tomografia computerizzata (TC) viene invece impiegata prevalentemente in regime di urgenza per diagnosticare complicazioni gravi come la perforazione gastrica.

Cura

Gli obiettivi principali della cura dell’ulcera peptica sono l’eliminazione dei sintomi, la cicatrizzazione della ferita e la prevenzione delle recidive. Oggi disponiamo di protocolli altamente efficaci che variano in base all’origine del disturbo (infettiva o farmacologica).

Trattamento dell’infezione da Helicobacter pylori

In presenza del batterio, la terapia di prima linea in Italia è oggi orientata verso la terapia quadrupla con bismuto. Questo approccio combina diversi farmaci per massimizzare le probabilità di successo:

  • Due o tre diversi antibiotici (come claritromicina, amoxicillina o metronidazolo).
  • Sali di bismuto, che hanno un’azione protettiva locale e battericida.
  • Un potente inibitore dell’acidità.

La durata standard è di 10-14 giorni. È cruciale completare l’intero ciclo antibiotico, anche se i sintomi scompaiono dopo pochi giorni, per evitare che il batterio sviluppi resistenze.

Terapia farmacologica per la gestione dell’acido

Per permettere alla mucosa di rigenerarsi, è necessario ridurre drasticamente la produzione di acido cloridrico. Le opzioni includono:

Inibitori della Pompa Protonica (IPP) e P-CAB

Gli IPP (omeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo, esomeprazolo, rabeprazolo) rimangono il pilastro della terapia. Agiscono bloccando le proteine cellulari che secernono l’acido. Nelle versioni più aggiornate dei protocolli clinici, si stanno affiancando i P-CAB (Potassium-Competitive Acid Blockers) come il vonoprazan, che offrono un blocco dell’acido ancora più rapido e duraturo.

Anti-H2 e Agenti Protettivi

I farmaci che bloccano l’istamina (come la famotidina) possono essere utilizzati come alternativa o supporto. Farmaci citoprotettivi come il sucralfato agiscono invece creando una sorta di “cerotto” chimico sopra l’ulcera, proteggendola dagli attacchi acidi e dai sali biliari.

Ulcera causata da antinfiammatori (FANS)

Se l’ulcera è dovuta all’uso di farmaci per il dolore o l’infiammazione, la prima misura è la sospensione del farmaco responsabile. Se il paziente non può interrompere la terapia (ad esempio per patologie croniche), il medico valuterà il passaggio a farmaci meno aggressivi (come i COX-2 inibitori) o l’associazione fissa con un “gastroprotettore”.

Stile di vita e raccomandazioni pratiche

Sebbene l’ulcera sia una patologia medica che richiede farmaci, le scelte quotidiane accelerano significativamente la guarigione e prevengono le complicazioni:

  • Smettere di fumare: il fumo è un nemico critico della mucosa gastrica. Rallenta la cicatrizzazione e aumenta drasticamente il rischio di perforazione.
  • Moderazione dell’alcol: le bevande alcoliche possono irritare direttamente il rivestimento dello stomaco e stimolare ulteriore produzione acida.
  • Alimentazione consapevole: non è più richiesta una dieta “in bianco” rigidissima. Tuttavia, è bene evitare quegli alimenti che il singolo paziente associa a un peggioramento del dolore (spesso caffeina, cioccolato, cibi molto grassi o spezie piccanti). È preferibile fare pasti piccoli e frequenti per evitare lunghi periodi di stomaco vuoto.
  • Gestione dello stress: sebbene lo stress non “crei” l’ulcera da solo, può esacerbare la sintomatologia e alterare i meccanismi di difesa dello stomaco.

In caso di ulcere refrattarie o complicazioni emorragiche, l’intervento può avvenire durante la stessa gastroscopia (emostasi endoscopica) o, in casi estremi, attraverso la chirurgia tradizionale, oggi molto meno frequente grazie all’efficacia dei nuovi farmaci.

Fonti e bibliografia

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Cos'è l'ulcera?

L'ulcera è una ferita aperta, nel caso di ulcera gastrica questa si trova all'interno dello stomaco (nella prima parte dell'intestino in caso di ulcera duodenale).

Con che sintomi si manifesta?

Il sintomo più comune è un senso di bruciore o di dolore al centro dell'addome che:
  • inizia a stomaco vuoto (tra un pasto e l'altro, oppure durante la notte),
  • si riduce temporaneamente dopo mangiato o dopo aver preso un antiacido,
  • dura da qualche minuto a diverse ore,
  • va e viene per giorni o settimane.
Alcuni pazienti tuttavia non avvertono questi fastidi, ma possono percepire difficoltà a digerire e nausea.

Come curare l'ulcera gastrica?

Il trattamento dipende dalla causa scatenante:
  • antibiotici nel caso di infezione da H. Pylori
  • farmaci inibitori di pompa nel caso di ulcere causate dall'assunzione di farmaci (che andranno ovviamente sospesi).

Quanto tempo serve per guarire dall'ulcera gastrica?

In genere 1-2 mesi dal momento del trattamento (o dal termine dell'insulto che l'ha causata, come la sospensione dei farmaci antinfiammatori).

Da cosa è causata?

Le cause più comuni sono
  • infezione da Helicobacter Pylori
  • abuso di farmaci antinfiammatori
Seppure sia credenza comune che stress ed alcuni alimenti possano causare ulcera, la letteratura disponibile non sostiene queste ipotesi.
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