Cos’è il broncospasmo?
Il broncospasmo è una condizione caratterizzata dal restringimento temporaneo e involontario dei bronchi e dei bronchioli, le vie aeree che trasportano l’aria ai polmoni.
Questo restringimento è causato
- dalla contrazione della muscolatura liscia che circonda le vie aeree,
- dalla produzione eccessiva di muco
- e dall’infiammazione della mucosa bronchiale.
Il broncospasmo si manifesta tipicamente con difficoltà respiratorie (fame d’aria), affanno, tosse e sensazione di costrizione toracica.
È una condizione comune soprattutto in pazienti adulti e bambini con asma, ma può verificarsi anche in altre malattie respiratorie o come reazione a determinati stimoli.

iStock.com/DavidWhalen
Sintomi
Il broncospasmo può manifestarsi con vari sintomi, che spesso dipendono dalla gravità del restringimento delle vie aeree e dalla causa scatenante. In generale i sintomi principali includono:
- Respiro sibilante (wheezing): un suono fischiante o sibilante che si avverte soprattutto durante l’espirazione, causato dal passaggio dell’aria attraverso le vie aeree ristrette.
- Difficoltà respiratorie (dispnea): sensazione di mancanza d’aria o difficoltà a respirare profondamente. Nei casi gravi, questa sensazione può diventare angosciante e richiedere assistenza medica urgente.
- Tosse: spesso secca o irritativa, ma può anche essere produttiva, con espettorato di muco denso. La tosse può peggiorare durante la notte o l’attività fisica.
- Senso di costrizione toracica: sensazione di pressione o pesantezza al petto, causata dalla difficoltà a inspirare ed espirare adeguatamente.
- Affaticamento: dovuto allo sforzo che il paziente compie per respirare. Nei casi più gravi, l’ossigenazione può essere compromessa, causando affaticamento generalizzato.
- Aumento della frequenza respiratoria (tachipnea): la respirazione diventa più rapida e superficiale per compensare la difficoltà respiratoria.
- Cianosi (nei casi più gravi): una colorazione blu delle labbra e delle unghie, segno di ipossia (insufficiente apporto di ossigeno ai tessuti), che indica una situazione di emergenza.
Broncospasmo nei bambini
Nei bambini i sintomi di broncospasmo possono essere simili, ma spesso si manifestano con una maggiore agitazione, irritabilità e difficoltà a parlare o mangiare a causa del respiro affannoso.
Quanto dura il broncospasmo?
Il singolo episodio di broncospasmo può durare da pochi minuti a diverse ore, a seconda della causa e del trattamento. In un episodio acuto, come quello legato all’asma o all’esercizio fisico, può risolversi rapidamente con l’uso di broncodilatatori, solitamente entro 15-60 minuti. Se non trattato, può durare più a lungo, anche alcune ore.
In caso di infezioni respiratorie (come bronchite o bronchiolite), il broncospasmo può persistere per giorni o più, migliorando man mano che l’infezione viene curata. Nei pazienti con malattie croniche come la BPCO o l’asma mal controllata, il broncospasmo può durare settimane o ripresentarsi frequentemente, con fasi di peggioramento e miglioramento.
In generale, la tempestività del trattamento con broncodilatatori e corticosteroidi è fondamentale per ridurre la durata e la gravità del broncospasmo.
Cause
Teoricamente ogni fattore che arrechi danno alla mucosa dei bronchi (cioè allo strato di cellule che riveste l’interno della loro parete) può portare alla contrazione della muscolatura bronchiale. Le cause di broncospasmo sono quindi molte e, se presenti contemporaneamente, possono agire in modo sinergico.
Tra le cause più comuni:
- Asma bronchiale: Il broncospasmo è un segno tipico dell’asma, una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree. Nell’asma i bronchi si restringono a causa di una risposta eccessiva a determinati stimoli (allergeni, aria fredda, esercizio fisico, inquinanti, ecc.), causando episodi ricorrenti di broncospasmo.
- Bronchite cronica e malattia polmonare ostruttiva cronica (BPCO): Nei pazienti con BPCO o bronchite cronica, l’infiammazione delle vie aeree e la produzione eccessiva di muco possono portare a episodi di broncospasmo, che peggiorano durante le riacutizzazioni.
- Infezioni respiratorie: Le infezioni virali o batteriche delle vie aeree, come il raffreddore, la bronchite acuta e la polmonite, possono innescare broncospasmo. Nei bambini, una causa frequente è la bronchiolite virale (causata solitamente dal virus respiratorio sinciziale), che provoca un’infiammazione e restringimento delle vie aeree nei più piccoli.
- Allergie e ipersensibilità: Le allergie respiratorie a sostanze come polline, peli di animali, muffa o acari della polvere possono causare un’infiammazione delle vie aeree e scatenare broncospasmo. Questo è particolarmente vero nei soggetti asmatici o allergici.
- Attività fisica (asma da sforzo): Alcune persone sviluppano broncospasmo durante o subito dopo l’attività fisica, una condizione nota come asma da esercizio fisico. Questo è più comune negli individui con asma preesistente o con vie aeree particolarmente reattive.
- Irritanti ambientali: Fumo di sigaretta, inquinanti atmosferici, esposizione a sostanze chimiche, profumi intensi o polveri sottili possono irritare le vie aeree e causare broncospasmo in soggetti sensibili.
- Reazioni avverse ai farmaci: Alcuni farmaci, come i beta-bloccanti (usati per trattare l’ipertensione e altre patologie cardiovascolari) o l’aspirina (nei soggetti con asma indotta da aspirina), possono causare o peggiorare il broncospasmo.
- Anestesia: Durante l’anestesia generale, in particolare in soggetti asmatici o con una storia di malattie respiratorie, può verificarsi broncospasmo come complicazione.
Broncospasmo paradosso
Con il termine broncospasmo paradosso si indica il fenomeno di broncocostrizione indotto dell’inalazione di un farmaco assunto a scopo broncodilatatore (quindi paradosso perché l’effetto ottenuto è opposto a quello atteso).
La causa non è chiara, ma secondo alcuni autori potrebbe essere legata alla presenza di eccipienti specifici presenti nella formulazione (conservanti, propellenti, …).
La reazione in genere è autolimitante, esaurendosi nel giro di 5-10 minuti, ma causando ovviamente preoccupazione e spavento (e inducendo in molti casi alla somministrazione di adrenalina).
Quando preoccuparsi?
Il broncospasmo è un fenomeno che si manifesta in maniera episodica e che normalmente si risolve senza conseguenze a lungo termine per il paziente: si tratta quindi di una condizione con una prognosi solitamente buona.
Esistono tuttavia casi particolarmente gravi di broncospasmo, in cui l’apporto di ossigeno è ridotto drasticamente (ipossia). In una situazione simile, se la crisi si protrae troppo a lungo, la sintomatologia può essere severa, fino a comprendere
- tachicardia,
- cianosi (colorazione bluastra della cute)
- e morte per asfissia.
Diagnosi
L’identificazione del broncospasmo inizia con un’accurata anamnesi medica e un esame obiettivo. Il medico valuterà la presenza di sintomi classici come fame d’aria, tosse insistente e il caratteristico respiro sibilante rilevabile tramite l’auscultazione del torace. Per confermare la diagnosi e determinare la causa sottostante, il percorso diagnostico segue protocolli precisi.
Valutazione funzionale e spirometria
La spirometria rimane il “gold standard” per valutare l’ostruzione delle vie aeree. Questo esame misura quanta aria è possibile espirare e con quanta rapidità. Un passaggio fondamentale è il test di reversibilità: al paziente viene somministrato un broncodilatatore a rapida azione; se i parametri respiratori migliorano significativamente dopo circa 15 minuti, la diagnosi di broncospasmo reversibile (tipico dell’asma) è confermata.
In alternativa, in contesti domestici o per il monitoraggio a lungo termine, può essere utilizzato il misuratore di picco di flusso (PEF), un dispositivo portatile che permette al paziente di controllare autonomamente il grado di apertura dei bronchi.
Biomarcatori e test avanzati
I moderni protocolli includono spesso il test del FeNO (Ossido Nitrico Esalato). Questo esame non invasivo misura il livello di infiammazione allergica (eosinofila) nelle vie aeree, aiutando il medico a distinguere tra diverse tipologie di malattie respiratorie e a prevedere la risposta ai farmaci cortisonici.
Indagini di imaging e test allergologici
Sebbene il broncospasmo non sia visibile direttamente tramite immagini, il medico può richiedere esami radiologici per escludere complicazioni o altre patologie:
- Radiografia del torace: utile per escludere polmoniti, versamenti pleurici o la presenza di corpi estranei, specialmente nei bambini.
- TAC (Tomografia Computerizzata): riservata a casi complessi, sospetta BPCO avanzata o quando i sintomi non rispondono alle terapie convenzionali.
Infine, poiché l’ipersensibilità è una causa scatenante frequente, possono essere indicati test allergici cutanei (Prick test) o ematici (RAST test) per identificare allergeni ambientali specifici.
Cura e trattamenti
L’obiettivo principale della terapia è il ripristino immediato del corretto flusso d’aria e la riduzione dell’infiammazione cronica per prevenire futuri attacchi. Il trattamento moderno si basa su un approccio personalizzato che combina farmaci di “emergenza” e terapie di “mantenimento”.
Terapie farmacologiche inalatorie
L’uso di inalatori e dell’aerosol rappresenta il pilastro della cura, poiché permette al farmaco di raggiungere direttamente i bronchi riducendo gli effetti collaterali sistemici. Le principali classi di farmaci includono:
- Broncodilatatori a rapida azione (Relievers): Come il salbutamolo, essenziali per bloccare una crisi in corso. Le linee guida attuali raccomandano spesso l’uso di una combinazione di cortisone inalatorio e formoterolo anche al bisogno, poiché agisce sia sul restringimento che sull’infiammazione sottostante.
- Terapie di mantenimento (Controllers): Utilizzate quotidianamente per mantenere le vie aeree aperte. Includono i corticosteroidi inalatori (ICS) e i broncodilatatori a lunga durata d’azione (LABA o LAMA).
- Corticosteroidi sistemici: In caso di crisi severe che non rispondono agli inalatori, il medico può prescrivere cicli brevi di farmaci orali come il prednisone o il metilprednisolone per ridurre rapidamente l’edema delle mucose.
Approcci innovativi e ossigenoterapia
Per i pazienti con broncospasmo grave e persistente (asma grave), sono oggi disponibili farmaci biologici (anticorpi monoclonali) somministrati per via sottocutanea, che agiscono selettivamente sulle molecole responsabili dell’infiammazione. Nelle situazioni di emergenza ospedaliera, può rendersi necessaria l’ossigenoterapia per contrastare l’ipossia e supportare la funzione vitale.
Stile di vita e gestione dei trigger
La gestione del broncospasmo non può prescindere da modifiche comportamentali mirate. Il paziente deve essere parte attiva del processo di cura attraverso:
- Bonifica ambientale: Ridurre l’esposizione ad acari, muffe e pollini; evitare l’uso di profumi ambientali o spray irritanti.
- Cessazione del fumo: È l’intervento più efficace per rallentare il declino della funzione polmonare. Smettere di fumare riduce drasticamente l’iperreattività bronchiale.
- Attività fisica protetta: L’esercizio non va evitato, ma pianificato. In caso di asma da sforzo, l’uso preventivo di un inalatore 10-15 minuti prima dell’attività può prevenire il broncospasmo.
- Idratazione: Mantenere un buon livello di idratazione aiuta a rendere il muco bronchiale meno denso e più facile da espellere.
Prevenzione
Le fasi acute del broncospasmo sono solitamente provocate da un agente scatenante, motivo per cui è possibile effettuare una prevenzione efficace. Questo è importante soprattutto per le persone più a rischio, che hanno già avuto episodi in passato o che soffrono di malattie respiratorie.
Le strategie di prevenzione comprendono:
- smettere di fumare,
- evitare il contatto con sostanze irritanti o alle quale siamo ipersensibili,
- utilizzare dispositivi di protezione individuale (ad esempio mascherine) in ambienti a rischio,
- evitare sforzi fisici intensi senza adeguata preparazione.
Fonti e bibliografia
Si ringrazia il Dr. Daniele Busatta per la prima stesura dell’articolo
- Fredberg J. J. Bronchospasm and its biophysical basis in airway smooth muscle. Respiratory Research, 2004; 5: 2.
- Conner J. B, Buck P. O. Improving Asthma Management: the case for mandatory inclusion of dose counters on all rescue bronchodilators. Journal of Asthma, 2013; 50: 658-63.
- Caggiano et al. Exercise-Induced Bronchospasm and Allergy. Front Pediatr, 2017; 5: 131.
- Woolnough K. V., Ross K. M. Cough: Bronchospasm or not? Can Fam Physician, 1985; 31: 499-502.