Allergia agli acari della polvere: sintomi, rimedi e vaccino

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Introduzione

Gli acari della polvere sono spesso descritti come esemplificazione del paradosso causato dall’eccesso d’igiene, che potrebbe essere la causa dell’aumento della diffusione di diverse forme allergiche ed altre malattie.

Le forme di allergia e di asma correlate alla presenza degli acari sono per esempio in netto aumento nei Paesi sviluppati, dove l’attenzione all’igiene è particolarmente elevata; al contrario nei Paesi poveri, dove la popolazione vive in condizioni di povertà e spesso di sporcizia, la patologia è significativamente meno comune.

A differenza degli acari della scabbia, gli acari della polvere non si insediano sotto la pelle e non sono parassiti.

L’allergia agli acari della polvere domestica è quindi molto comune in Occidente e può causare reazioni allergiche caratterizzate da

  • asma,
  • eczema
  • e rinite (naso chiuso).

La terapia prevede un accurato controllo e bonifica ambientale per abbattere la quantità di acari presente nell’ambiente e l’eventuale ricorso a farmaci per la gestione dei sintomi.

Ricostruzione grafica di un acaro della polvere

iStock.com/animatedfunk

Cause

Gli acari sono sicuramente la componente più rilevante della polvere nei casi di allergie alla stessa; sono microscopici animali (aracnidi) legati alla famiglia delle zecche e dei ragni, si nutrono principalmente di piccoli frammenti di pelle umana e si ritrovano praticamente in tutte le abitazioni del mondo nei climi umidi, caldi e temperati.

Non sono visibili ad occhio nudo (sono grandi circa 0.25 mm) e trovano diffusione in particolar modo in letti, materassi, moquette, …

Il ciclo riproduttivo dell’acaro varia dai 10-19 giorni dell’esemplare maschio ai 70 circa dell’esemplare femmina, che è in grado di deporre 60-100 uova nelle ultime cinque settimane di vita.

Al di là di eventuali reazioni allergiche sono innocui per l’uomo.

I sintomi di una qualunque allergia sono causati dall’inspirazione di sostanze note in ambito medico come allergeni; gli allergeni sono sostanze generalmente innocue, ma che nei soggetti predisposti sono in grado di causare reazioni allergiche.

Nel caso degli acari si tratta di molecole (in genere proteine) contenute nelle feci rilasciate nell’ambiente; queste particelle sono così piccole e leggere da venire facilmente disperse nell’aria ed essere così respirate dagli abitanti della casa.

I sintomi tendono ad aumentare nei mesi freddi, quando le finestre rimangono chiuse più a lungo e si ricorre sistematicamente all’uso del riscaldamento.

Sintomi

Nel momento in cui gli allergeni vengono a contatto con le mucose nasali e/o oculari si presentano nel paziente i sintomi tipici dell’allergia agli acari, che sono:

In alcuni pazienti l’allergia può manifestarsi anche attraverso sintomi cutanei, quali ad esempio:

  • eczema ed arrossamento,
  • prurito diffuso (viso, cuoio capelluto, …).

Diagnosi

Il percorso diagnostico per l’allergia agli acari della polvere inizia con un’accurata anamnesi clinica. Il medico valuta la ricorrenza dei sintomi, la loro stagionalità (spesso più intensi in inverno o al risveglio) e la risposta del paziente all’esposizione ad ambienti polverosi.

Test cutanei (prick test)

Il gold standard per la diagnosi di primo livello rimane il skin prick test. Durante l’esame, una goccia di estratto allergenico di acaro (solitamente delle specie Dermatophagoides pteronyssinus e Dermatophagoides farinae) viene depositata sull’avambraccio e la cute viene lievemente scalfita con una lancetta sterile. Se il paziente è sensibilizzato, entro 15-20 minuti si svilupperà un pomfo (un piccolo rigonfiamento simile a una puntura di zanzara) circondato da rossore e prurito.

Esami del sangue (IgE specifiche)

In casi selezionati, come in presenza di dermatiti estese che impediscono i test cutanei o quando il paziente non può sospendere l’assunzione di antistaminici, si ricorre al dosaggio delle IgE specifiche nel siero (precedentemente noto come RAST). Questo esame quantifica gli anticorpi della classe E diretti contro gli allergeni degli acari presenti nel sangue.

Diagnostica molecolare (CRD)

La medicina moderna si avvale oggi della diagnostica molecolare o Component Resolved Diagnosis (CRD). Questo approccio permette di identificare con precisione verso quali specifiche proteine dell’acaro il paziente è allergico (come Der p 1, Der p 2 o Der p 23). Questa distinzione è fondamentale per:

  • Differenziare la sensibilizzazione primaria da possibili reazioni crociate con altri invertebrati (come crostacei o molluschi).
  • Prevedere la probabilità di successo e personalizzare l’eventuale immunoterapia specifica (il cosiddetto vaccino).
  • Identificare i pazienti a maggior rischio di sviluppare asma bronchiale.

Trattamento e gestione

L’obiettivo principale della terapia è il controllo dell’infiammazione allergica, il miglioramento della qualità della vita e la prevenzione della progressione verso l’asma. Il piano terapeutico si articola su tre pilastri fondamentali: prevenzione ambientale, terapia farmacologica sintomatica e immunoterapia desensibilizzante.

Misure di bonifica ambientale

La riduzione della carica allergenica in casa è il primo passo indispensabile. Sebbene sia impossibile eliminare totalmente gli acari, alcune strategie basate sull’evidenza scientifica possono ridurne drasticamente la concentrazione:

  • Coperture anti-acaro: L’uso di coprimaterassi e copricuscini certificati, costituiti da tessuti a trama fittissima che impediscono il passaggio degli acari e dei loro allergeni, è la misura singola più efficace.
  • Controllo dell’umidità: Gli acari necessitano di umidità per sopravvivere. Mantenere l’umidità relativa indoor al di sotto del 50% attraverso l’uso di deumidificatori ne blocca la proliferazione.
  • Lavaggi ad alte temperature: La biancheria da letto deve essere lavata almeno ogni 1-2 settimane a 60°C, temperatura necessaria per denaturare le proteine allergizzanti e uccidere i microrganismi.
  • Eliminazione dei serbatoi: Dove possibile, è raccomandato sostituire la moquette con pavimenti duri (marmo, ceramica, parquet) e preferire tende leggere e lavabili frequentemente.
  • Filtrazione HEPA: L’utilizzo di aspirapolveri dotati di filtri HEPA (High Efficiency Particulate Air) evita che le particelle allergeniche vengano rimesse in circolo durante la pulizia.

Terapia farmacologica

I farmaci hanno il compito di spegnere l’infiammazione e alleviare i sintomi fastidiosi. Le opzioni principali includono:

  • Antistaminici di seconda generazione: Disponibili in compresse o gocce, bloccano l’azione dell’istamina riducendo starnuti, prurito e rinorrea senza causare sonnolenza significativa.
  • Corticosteroidi nasali: Rappresentano il trattamento più efficace per la rinite persistente, agendo localmente per ridurre il gonfiore delle mucose.
  • Colliri antistaminici: Utili in caso di congiuntivite allergica associata.
  • Terapie per l’asma: In caso di coinvolgimento bronchiale, si ricorre a broncodilatatori e cortisonici per via inalatoria secondo i protocolli internazionali.

Immunoterapia specifica (AIT)

L’immunoterapia (comunemente chiamata vaccino) è l’unico trattamento in grado di modificare la storia naturale della malattia, agendo sulle cause e non solo sui sintomi. Consiste nella somministrazione controllata di dosi crescenti dell’allergene a cui il paziente è sensibile per “rieducare” il sistema immunitario.

  • Modalità: Può essere somministrata per via sublinguale (compresse o gocce da assumere a casa) o sottocutanea (iniezioni ambulatoriali).
  • Durata: Per essere efficace e garantire benefici a lungo termine dopo la sospensione, il trattamento deve essere proseguito per un periodo compreso tra i 3 e i 5 anni.
  • Sicurezza: Sebbene raramente possano verificarsi reazioni sistemiche (incluso il rischio teorico di shock anafilattico nelle forme iniettive), i moderni protocolli sono estremamente sicuri e ben tollerati.

Stile di vita e prevenzione

Uno stile di vita sano supporta la gestione dell’allergia. È fondamentale evitare il fumo di tabacco, che agisce come irritante aspecifico potenziando l’infiammazione allergica delle vie aeree. Durante le operazioni di pulizia profonda, il soggetto allergico dovrebbe, se possibile, allontanarsi o indossare una mascherina protettiva per evitare l’inalazione massiva di particelle sollevate. Per i bambini, è utile limitare il numero di peluche nel letto o sottoporli regolarmente a un passaggio in freezer (per 12-24 ore) seguito da un lavaggio per rimuovere gli allergeni.

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Cosa sono gli acari?

Gli acari sono una classe di animali di ridotte dimensioni, sottoclasse degli aracnidi (cui per esempio comprende anche i ragni) e non come spesso si legge degli insetti. Gli acari della polvere sono microscopici, si nutrono di forfora umana e si insediano in materassi, moquette, divani, tappeti, ...

Quali sono i sintomi dell'allergia agli acari della polvere?

I sintomi più comuni sono: starnutinaso chiuso e/o che colaocchi rossi, che lacrimano e prudonotosse.

Come eliminarli?

Non è purtroppo pensabile di riuscire ad eliminarli completamente ed in via definitiva, ma attraverso periodiche bonifiche ambientali è in genere possibile riuscire ad abbatterne l'impatto sulla qualità di vita dei soggetti allergici.

È normale avere sintomi di asma in caso di allergia agli acari della polvere?

Sì, è comune che le allergie agli acari della polvere possano scatenare sintomi asmatici, come difficoltà respiratorie, tosse e sibilo. Un'accurata valutazione da parte di un medico è raccomandata per monitorare e gestire tali sintomi.

Cos'è l'immunoterapia per l'allergia agli acari?

L'immunoterapia per gli acari è un trattamento che modifica la risposta immunitaria attraverso la somministrazione di dosi crescenti dell'allergene, disponibile in gocce sublinguali o iniezioni sottocutanee (un po' impropriamente viene definito "vaccino antiallergico"). Va proseguita per almeno 3-5 anni e ha dimostrato di ridurre significativamente i sintomi allergici nel 70-80% dei pazienti ben selezionati, con benefici che persistono anche dopo l'interruzione. È indicata in pazienti con sintomi rilevanti nonostante la terapia farmacologica standard e le misure ambientali. Non è una soluzione rapida né certa, ma può modificare il decorso naturale dell'allergia offrendo un beneficio a lungo termine.

Quali misure preventive possono aiutare a gestire un'allergia agli acari della polvere?

Per gestire l'allergia agli acari è essenziale creare un ambiente pulito: utilizzare coperture antiacaro per materassi e cuscini, lavare regolarmente biancheria da letto a 60°C, ridurre l'umidità e pulire frequentemente gli ambienti per ridurre l'esposizione agli allergeni.
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