Introduzione
La rinite allergica è un’infiammazione delle mucose nasali che si verifica quando il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo ad alcuni allergeni inalati, come
- pollini,
- muffe,
- acari della polvere.
È l’allergia più comune al mondo e si stima che nei Paesi occidentali soffra di rinite circa il 10% della popolazione; può colpite soggetti di tutte le età, ma più comunemente interessa persone tra i venti e i quaranta anni.
Tra i segni e i sintomi più caratteristici con cui si manifesta si annoverano:
- naso che cola,
- starnuti e arrossamento del naso,
- lacrimazione e gonfiore attorno agli occhi.
L’insorgenza dei sintomi compare molto rapidamente, già entro pochi minuti dall’esposizione all’allergene, e talvolta in modo così invasivo da arrivare ad influenzare
- il sonno,
- la capacità di lavorare
- e la concentrazione.
Quando gli allergeni sono i pollini, la rinite allergica si manifesta tipicamente durante periodi specifici dell’anno legati alla fioritura, soprattutto in primavera. La genetica ereditaria svolge un ruolo importante nella comparsa di questa condizione medica e molte persone che soffrono di rinite allergica presentano spesso anche
- asma,
- congiuntivite allergica
- o dermatite atopica.
La diagnosi si basa generalmente sulla storia clinica in combinazione con un test cutaneo, chiamato Prick test, e con l’analisi del sangue per valutare il titolo anticorpale di IgE.
La terapia consiste, quando possibile, nell’allontanamento del paziente dall’allergene. Se necessario possono essere somministrati alcuni farmaci che riducono la sintomatologia, senza però curarla definitivamente (i farmaci più utilizzati sono gli antistaminici e i corticosteroidi).
In alcuni pazienti selezionati è possibile infine valutare la possibilità di ricorrere a una terapia di desensibilizzazione (vaccino) volta a ridurre l’entità della risposta allergica o, idealmente, guarire definitivamente.

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Cause
La rinite allergica è innescata dal contatto tra le mucose (bocca, occhi e naso) con minuscole particelle chiamate allergeni; un allergene è una sostanza solitamente innocua per la maggior parte delle persone, ma che in alcuni individui, indicati come soggetti atopici, è in grado di produrre manifestazioni allergiche di varia natura, tra cui la rinite allergica.
I soggetti affetti da rinite allergica presentano quindi un’eccessiva reattività del sistema immunitario al contatto con alcuni allergeni presenti comunemente nell’ambiente. Una volta venuti a contatto con la mucosa nasale, in questi soggetti si assiste a una reazione che innesca la produzione di un’esuberante quantità di IgE (anticorpi), che danno il via alla cascata di reazioni che scatena i tipici sintomi dell’allergia.
Il risultato consiste in una vasodilatazione dei capillari, aumento della loro permeabilità e della produzione di muco da parte delle ghiandole presenti sulla mucosa nasale che, a loro volta, sono alla base dell’insorgenza dei segni e sintomi caratteristici della rinite allergica.
Tra i più comuni allergeni presenti in natura vi sono
- Pollini: Piccole particelle di polline prodotto da alberi ed erba sono una tra le cause più comuni di rinite allergica. La maggior parte degli alberi impollina da inizio a metà primavera, mentre le erbe impollinano alla fine della primavera e all’inizio dell’estate. Dunque, se un soggetto è allergico ai pollini, soffrirà di rinite allergica solamente durante la stagione primaverile e a inizio estate
- Acari della polvere (piccoli parassiti che si nutrono della cute desquamata umana): Possono trovarsi comunemente in materassi, tappeti, mobili, cuscini e lenzuola. La rinite allergica non è causata dagli acari della polvere di per sé, ma da una sostanza proteica che si trova nei loro escrementi. Gli acari della polvere sono presenti tutto l’anno, anche se il loro numero tende ad aumentare durante l’inverno in conseguenza del clima secco e della minor apertura delle finestre.
- Spore prodotte da funghi, come la muffa.
- Animali: Molte persone sono allergiche agli animali, soprattutto cani e gatti. Al contrario di quello che si pensa comunemente, la reazione allergica è causata solo in una piccola parte dal pelo animale, mentre il più delle volte l’allergene è rappresentato da pelle morta desquamata dell’animale che, seccandosi, può essere dispersa nell’ambiente. Sebbene cani e gatti siano i responsabili più comuni, sono note forme allergiche verso cavalli, bovini, conigli e roditori. Stare a stretto contatto con gli animali fin dai primi anni di vita può aiutare a proteggere dalle allergie per gli animali (sono diversi gli studi che confermano questa teoria, in particolare se si tratta di gatti).
Fattori di rischio
Tra i diversi fattori di rischio il più importante è sicuramente rappresentato dalla genetica ereditaria. Se all’interno della famiglia ci sono altri soggetti che soffrono di rinite allergica, si ha un’alta possibilità di svilupparla nel corso della vita. I soggetti che soffrono di rinite allergica hanno inoltre elevate probabilità di sviluppare anche asma, congiuntivite allergica e dermatite atopica, e viceversa.
Altri fattori di rischio riconosciuti nello sviluppo di rinite allergica sono
- crescere in una famiglia di fumatori,
- vivere in aree urbane molto inquinate,
- svezzamento eccessivamente precoce.
Sintomi
I sintomi caratteristici della rinite allergica coinvolgono principalmente la mucosa nasale e la mucosa congiuntivale dell’occhio. I più comuni sono
- rinorrea (secrezione nasale eccessiva, ossia naso che cola),
- prurito al naso e agli occhi,
- attacchi di starnuti,
- congestione nasale,
- gonfiore ed eritema congiuntivale,
- gonfiore palpebrale (comparsa di occhiaie particolarmente marcate),
- accumulo di liquido nell’orecchio medio che può causare ipoacusia,
- fotofobia (sensazione di fastidio alla luce)
- irritabilità,
- spossatezza,
- disturbo del sonno,
- difficoltà a concentrarsi.
Allergia o raffreddore?
Sebbene raffreddori e allergie stagionali possano condividere alcuni sintomi, si tratta di condizioni profondamente diverse in quanto ad origine e meccanismi biochimici:
- il raffreddore è causato dall’infezione da parte di un virus,
- le allergie dall’esposizione ad allergeni come alberi o pollini.
Proprio per questo la più comune differenza tra allergia e raffreddore è la periodicità con cui si manifesta l’allergia, soprattutto quando legata alle fioriture (che tipicamente, a seconda della pianta, possono andare da inizio primavera all’autunno inoltrato); il raffreddore può certamente comparire più comunemente d’inverno, ma anche se con minori probabilità può essere contratto in un qualsiasi periodo dell’anno.
| Sintomi | Raffreddore | Allergia |
| Tosse | Spesso | A volte |
| Senso di malessere e dolori | A volte | Mai |
| Fatica e debolezza | A volte | A volte |
| Prurito agli occhi | Raramente | Spesso |
| Starnuti | Spesso | Spesso |
| Mal di gola | Spesso | Raramente |
| Naso che cola | Spesso | Spesso |
| Naso chiuso | Spesso | Spesso |
| Febbre | A volte | Mai |
Fonte tabella: Mayo Clinic
Diagnosi
Il percorso diagnostico per la rinite allergica inizia con un’accurata anamnesi clinica. Il medico valuta la stagionalità dei sintomi, la loro durata e la presenza di fattori scatenanti ambientali o familiari. La conferma della patologia e l’identificazione degli allergeni responsabili si avvalgono oggi di protocolli precisi che includono:
- Skin Prick Test (SPT): Rimane il test di primo livello standard per la sua rapidità e affidabilità. Consiste nell’applicazione di gocce di estratti allergenici sulla cute dell’avambraccio, seguita da una leggera puntura superficiale. La comparsa di un pomfo pruriginoso entro 20 minuti indica la presenza di una sensibilizzazione specifica.
- Dosaggio delle IgE specifiche sieriche (RAST test): Un prelievo di sangue per misurare la quantità di anticorpi IgE diretti contro allergeni sospetti. È indicato quando i test cutanei non sono eseguibili (ad esempio in caso di dermatiti estese o uso di farmaci che interferiscono con i risultati) o per integrare i dati del Prick test.
- Diagnostica molecolare (CRD – Component Resolved Diagnosis): Questa tecnica avanzata permette di individuare le singole molecole proteiche scatenanti all’interno di un allergene. È fondamentale per distinguere tra una vera allergia e una semplice cross-reattività, aiutando a prevedere l’efficacia di un’eventuale immunoterapia.
- Rinoscopia: Nei casi di rinite cronica o resistente alla terapia, lo specialista può eseguire un’ispezione delle cavità nasali tramite fibre ottiche per escludere complicazioni come polipi nasali o anomalie anatomiche.
Rimedi e cura
Il trattamento della rinite allergica mira a eliminare l’infiammazione delle mucose, controllare i sintomi e prevenire lo sviluppo di complicanze come asma o sinusite. L’approccio moderno integra la prevenzione ambientale, la gestione farmacologica e, nei casi indicati, l’immunoterapia per modificare la risposta immunitaria.
Le opzioni terapeutiche validate includono:
Terapia farmacologica
- Corticosteroidi intranasali: Sono considerati i farmaci più efficaci per la rinite persistente. Agiscono direttamente sull’infiammazione locale riducendo congestione, rinorrea e prurito. I moderni spray nasali hanno un assorbimento sistemico estremamente basso e un elevato profilo di sicurezza.
- Antistaminici di seconda generazione: Disponibili in formulazioni orali o topiche (spray o colliri), bloccano l’azione dell’istamina riducendo rapidamente starnuti e prurito. Le molecole attuali non causano, nella maggior parte dei casi, la sonnolenza tipica dei vecchi farmaci.
- Combinazioni fisse: Esistono spray nasali che uniscono un antistaminico e un corticosteroide in un unico erogatore, offrendo un sollievo più rapido e completo nei pazienti con sintomi moderati-gravi.
- Antagonisti dei recettori dei leucotrieni: Possono essere prescritti soprattutto quando la rinite si associa all’asma bronchiale.
- Farmaci biologici: Per forme di rinite allergica grave e non responsiva alle terapie standard, lo specialista può valutare l’uso di anticorpi monoclonali (come gli anti-IgE) che agiscono bloccando i mediatori dell’infiammazione allergica alla radice.
Immunoterapia allergene-specifica (AIT)
L’immunoterapia, spesso definita vaccino per l’allergia, è l’unico trattamento in grado di agire sulla causa della patologia. Attraverso la somministrazione controllata di dosi crescenti dell’allergene, si induce una tolleranza nel sistema immunitario. Può essere somministrata per via sublinguale (gocce o compresse) o sottocutanea. Il ciclo terapeutico dura solitamente dai 3 ai 5 anni e garantisce un beneficio che persiste a lungo anche dopo la sospensione del trattamento.
Stile di vita e rimedi pratici
La gestione quotidiana gioca un ruolo cruciale nel ridurre il carico allergico complessivo. Le principali raccomandazioni basate sull’evidenza includono:
- Lavaggi nasali: L’uso di soluzioni saline aiuta a detergere la mucosa dai pollini e dagli altri allergeni inalati, riducendo la necessità di farmaci sintomatici.
- Igiene degli ambienti: Per chi soffre di allergia agli acari, è fondamentale l’uso di coprimaterassi certificati e l’impiego di aspirapolvere con filtri HEPA.
- Prevenzione stagionale: Durante i picchi pollinici, è consigliabile tenere le finestre chiuse nelle ore centrali della giornata, evitare di stendere il bucato all’aperto e fare la doccia dopo essere stati all’esterno per rimuovere i pollini dai capelli e dalla pelle.
- Protezione degli animali: Se l’allergia riguarda gli animali domestici, è opportuno limitare il loro accesso alle stanze da letto e provvedere a una pulizia frequente degli ambienti.
Autore
Dr. Alberto Carturan
Medico ChirurgoIscritto all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Padova n. 11890