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Introduzione

Si tira su con il naso, si starnutisce e magari si ha anche mal di gola e una tosse fastidiosa: il raffreddore comune può colpirci tutti, di tanto in tanto.

Il classico raffreddore è un’infezione virale del tratto respiratorio superiore, ossia di naso e gola. Tipicamente non è pericoloso, anche se talvolta viene percepito come tale.

I sintomi caratteristici del raffreddore sono:

  • congestione nasale,
  • scolo nasale,
  • pizzicore in gola,
  • starnuti.

A secondo del virus causa del raffreddore, è anche possibile avere:

  • tosse,
  • riduzione dell’appetito,
  • cefalea,
  • dolori muscolari,
  • scolo retronasale,
  • mal di gola.

Negli adulti e nei bambini più grandi, di solito la febbre è assente o scarsa. I bambini piccoli spesso hanno febbre, con temperature di 37,5-39°.

I bambini in età prescolare hanno un rischio maggiore di contrarre frequentemente un raffreddore, ma anche gli adulti sani possono contrarre un paio di raffreddori all’anno; si tratta del più frequente motivo di assenza da scuola dei bambini e dal lavoro degli adulti e i genitori spesso vengono contagiati dai propri figli.

Come far passare il raffreddore?

Non esiste una cura per il raffreddore comune, ma in genere è un disturbo che tende a risolversi spontaneamente entro 7-10 giorni; possono risultare utili i seguenti rimedi:

  • riposo,
  • bere molto per mantenersi idratati,
  • gargarismi con acqua salata tiepida,
  • utilizzo di farmaci per automedicazione per dare sollievo ai sintomi.
Fotografia di una famiglia a letto colpita da raffreddore

iStock.com/ElenaNichizhenova

Raffreddore nel neonato

Bambini e neonati sono soggetti particolarmente a rischio di contrarre raffreddore e altre malattie respiratorie, perchè il loro sistema immunitario è ancora immaturo e più suscettibile alle infezioni.

Anche se può spaventare, in genere il raffreddore non è un grosso problema nemmeno nei neonati, nonostante possa durare un po’ di più rispetto agli adulti (fino a due settimane); può effettivamente capitare che il virus causi complicazioni (otiti, o anche polmoniti), ma non è così frequente.

I sintomi tendono a essere gli stessi dell’adulto (nasino congestionato, starnuti ed eventualmente febbre); in genere non servono trattamenti e la malattia tende a risolversi in modo spontaneo.

In questi casi di norma non sono necessari antibiotici, perchè la causa è virale e non batterica, ma si raccomanda di contattare il pediatra nel caso in cui:

  • un neonato con meno di tre mesi manifesti una febbre di 38° o superiore,
  • un lattante di età compresa tra 3-6 mesi abbia una temperatura corporea superiore a 39°,
  • i sintomi persistano da più di tre settimane,
  • i sintomi sembrano migliorare per poi peggiorare nuovamente,
  • compaia un dolore toracico o sangue nell’espettorato della tosse,
  • compaiano difficoltà respiratorie (rivolgersi in Pronto Soccorso),
  • compaiano segni di dolore alle orecchie (pianto inconsolabile, soprattutto notturno),
  • si manifesti qualsiasi sintomo dubbio.

Al di là di eventuali rimedi prescritti dal pediatra (come i lavaggi di acqua fisiologica) può essere utile:

  • aiutare il neonato a riposare,
  • mantenerlo idratato (continuare ad allattare al seno, offrire acqua e altre bevande ai bimbi più grandi),
  • umidificare l’aria della sua cameretta o della camera dei genitori per i più piccoli,
  • non eccedere con la temperatura ambientale e le coperte.

Cause

Benché i virus in grado di provocare il raffreddore siano più di 100, la causa più frequente è il rhinovirus (dal greco rhin, che significa “naso”), molto contagioso, che secondo alcune stime sarebbe il responsabile di circa il 30-50% di tutti i casi di raffreddore.

I sintomi del raffreddore negli adulti sono anche causati da virus che sono responsabili di altre malattie più gravi. Questi virus sono:

  • adenovirus,
  • coxsackievirus,
  • echovirus,
  • orthomyxovirus (compresi i virus influenzali A e B, che causano l’influenza),
  • paramyxovirus (tra cui diversi virus parainfluenzali),
  • RSV,
  • enterovirus.

Fattori di rischio

I virus del raffreddore sono quasi sempre presenti nell’ambiente, ma i seguenti fattori possono aumentare le probabilità di sviluppare i sintomi dell’infezione:

  • Età: lattanti e bambini in età prescolare sono particolarmente sensibili al raffreddore perché non hanno ancora sviluppato la resistenza a tanti dei virus possibili causa dell’infezione. Ma non è solo il sistema immunitario a rendere i bambini piccoli vulnerabili, essi passano infatti molto tempo con loro coetanei e spesso ignorano norme igieniche elementari come lavarsi le mani e coprirsi bocca e naso se tossiscono o starnutiscono. Il raffreddore nei neonati può essere un problema perché interferisce con l’allattamento o la respirazione dal naso.
  • Sesso. Alcuni referti indicano una predominanza maschile di infezione nei bambini di età inferiore ai 3 anni, che diventa una predominanza femminile nei bambini di età superiore ai 3 anni. Negli adulti, non vi è alcuna differenza evidente nei tassi di infezione tra uomini e donne.
  • Immunità: crescendo, si sviluppa la resistenza immunitaria a molti virus causa di raffreddore. Diminuisce così la frequenza di raffreddori rispetto all’infanzia. Tuttavia, sarà sempre possibile ammalarsi se esposti a virus del raffreddore o se si ha un sistema immunitario depresso.
  • Stagione: sia i bambini che gli adulti sono più sensibili al raffreddore in autunno e in inverno. Questo avviene perché i bambini vanno a scuola e la maggioranza delle persone trascorre più tempo in ambienti chiusi. Nei climi caldi, in cui non c’è il freddo a tenere la gente al chiuso, il raffreddore è più frequente nelle stagioni piovose.
  • L’aria secca (sia in ambienti interni, sia in quelli esterni) può abbassare la resistenza alle infezioni dei virus che causano il raffreddore.
  • fumatori sono associati a maggiori probabilità di raffreddarsi rispetto alle persone che non fumano. I loro sintomi probabilmente saranno più gravi, dureranno di più e con maggiori probabilità provocheranno la bronchite o addirittura la polmonite. Il fumo aumenta il rischio di infezione respiratoria di circa il 50%.
  • Le patologie croniche di base, tra cui disturbi anatomici, metabolici, genetici e immunologici aumentano il rischio e la gravità delle infezioni.
  • Malattie allergiche che colpiscono il naso o la gola possono aumentare le probabilità di essere infettati dal virus del raffreddore.

Anche se esiste una connessione tra il numero di casi di raffreddore comune e le stagioni autunno e inverno, non vi è alcuna evidenza sperimentale che l’esposizione a basse temperature aumenti le probabilità di contrarre il raffreddore. Inoltre non esistono evidenze che dimostrano che la probabilità di contrarre un raffreddore sia legata alle tonsille o alle adenoidi.

Nonostante quello che si pensa comunemente, quindi, se non indossate la giacca o un maglione quando fa freddo, se ve ne state in mezzo a una corrente d’aria mentre dormite, oppure se uscite all’aperto con i capelli bagnati non necessariamente prenderete il raffreddore.

Il freddo può tuttavia effettivamente rendere il rivestimento interno del naso secco e più vulnerabile alle infezioni virali, così come sbalzi di temperatura e umidità possono mettere in difficoltà le vie respiratorie, ma il raffreddore rimane una malattia causata da un virus e non dal raffreddamento in sé.

Fattori protettitivi

Numerosi studi suggeriscono che le persone che svolgono regolarmente attività fisica contraggono un numero significativamente ridotto di infezioni delle vie respiratorie, come il raffreddore comune; va tuttavia sottolineato che in proposito non c’è ancora unanimità, in quanto non esistono lavori sufficientemente rigorosi che permettano conclusioni certe.

Trasmissione

Il raffreddore è molto contagioso.

Per lo più si diffonde per contatto con goccioline contenenti un virus del raffreddore. Queste goccioline possono anche essere inalate.

Si può prendere il raffreddore quando:

  • Un soggetto raffreddato nelle vicinanze starnutisce, tossisce o si soffia il naso e si inalano le goccioline emesse.
  • Ci si tocca il naso, gli occhi o la bocca dopo aver toccato qualcosa di contaminato dal virus, come un giocattolo o la maniglia di una porta.

Un soggetto raffreddato è molto contagioso nei primi due o tre giorni di malattia, mentre il raffreddore non è solitamente più contagioso dopo la prima settimana. I sintomi iniziano generalmente 2 o 3 giorni dopo il contatto con il virus (tempo di incubazione), anche se in alcuni casi può passare anche più tempo.

I tassi di infezione sono di circa 50% all’interno della famiglia e 0-50% all’interno delle scuole, questo significa che per la trasmissione è necessario un contatto a lungo termine con individui infetti. Brevi esposizioni ad altri in luoghi come cinema, centri commerciali, case di amici o studi medici sono associati a un basso rischio di trasmissione. Poiché i bambini producono anticorpi per un minor numero di sierotipi, coloro che frequentano la scuola sono i maggiori portatori di infezione da rhinovirus.

Sintomi

L’incubazione è pari a circa 12-72 ore e la completa guarigione di solito avviene entro 7 giorni per gli adolescenti e gli adulti ed entro 10-14 giorni per i bambini.

Occasionalmente, la tosse e la congestione nel bambino si protraggono per 2-3 settimane.

I primi sintomi del raffreddore spesso sono

  • bruciore alla gola,
  • naso pieno o che cola,
  • starnuti.

Differenze legate all’età nella manifestazione dei sintomi sono le seguenti:

  • Neonati e bambini in età prescolare – Probabilità di febbre, spesso 38-39°C.
  • Neonati e bambini ai primi passi – Possono presentare solo secrezione nasale.
  • Bambini in età scolare – Di solito lamentano congestione nasale, tosse e naso che cola.

I bambini raffreddati possono anche avere

Il muco nasale può essere molto acquoso, oppure più spesso e di colore giallastro o verdastro.

Negli adulti:

  • La secchezza o l’irritazione nasale è spesso il sintomo d’esordio.
  • Il mal di gola o un’irritazione della gola sono frequenti sintomi iniziali.
  • La secrezione nasale può essere chiara e acquosa o muco-purulenta (giallo o verde), la congestione nasale e gli starnuti spesso si intensificano dopo 2-3 giorni.
  • È possibile avvertire senso di pressione al volto e all’orecchio, nonché peridta del senso dell’olfatto e del gusto.
  • La tosse interessa circa il 30% degli individui infetti, la raucedine il 20% circa.
  • Alcuni pazienti possono andare incontro a episodi di vomito innescato da accessi di tosse.
  • Possono presentarsi irritabilità o irrequietezza, febbre (rara, quando presente generalmente non è elevata), mentre comune è la presenza di naso arrossato.
  • Possibile infine la presenza di linfonodi cervicali lievemente ingranditi, non dolenti.

Quanto dura?

I sintomi del raffreddore di solito compaiono 2 o 3 giorni dopo l’esposizione alla fonte dell’infezione.

La maggior parte dei raffreddori guarisce in una settimana, ma alcuni possono durare fino a 2 settimane, soprattutto nei più piccoli.

Diagnosi

La diagnosi di raffreddore comune è prevalentemente clinica e si basa sull’osservazione dei segni e dei sintomi caratteristici riferiti dal paziente o osservati dal medico. Nella stragrande maggioranza dei casi, non è necessario ricorrere a test di laboratorio o esami strumentali, poiché il decorso della malattia è benigno e autolimitante.

Il compito principale del medico durante la valutazione è la diagnosi differenziale, ovvero distinguere il semplice raffreddore da altre condizioni che possono presentarsi con modalità simili ma che richiedono gestioni differenti:

  • Influenza: si distingue solitamente per un esordio più brusco e severo, caratterizzato da febbre elevata (spesso superiore ai 38.5-39°C), dolori muscolari e articolari diffusi e un senso di spossatezza marcata.
  • COVID-19: data la sovrapposizione dei sintomi, in presenza di dubbi o in contesti epidemiologici rilevanti, il medico può suggerire l’esecuzione di un test antigenico o molecolare (tampone).
  • Rinite allergica: suggerita dalla persistenza dei sintomi, dalla frequenza degli starnuti a “salve”, dal prurito nasale/oculare e dalla secrezione nasale che rimane costantemente limpida e acquosa.
  • Sinusite batterica: deve essere sospettata se i sintomi persistono oltre i 10 giorni senza miglioramenti, o se si verifica un peggioramento dopo un’iniziale fase di risoluzione (il cosiddetto “doppio peggioramento”), accompagnato da dolore facciale localizzato e febbre persistente.

È importante sottolineare che il colore della secrezione nasale (giallo o verde) non è di per sé un indicatore affidabile di un’infezione batterica e non giustifica automaticamente l’uso di antibiotici; riflette solitamente la normale attività del sistema immunitario e il ricambio dei globuli bianchi nelle mucose.

Gravidanza

Il raffreddore è una delle infezioni più comuni in corso di gravidanza; in genere ha decorso assolutamente benigno e si risolve spontaneamente, solo raramente possono insorgere complicazioni quali

  • otiti,
  • sinusiti,
  • faringiti,
  • bronchiti
  • e polmoniti.

Complicazioni

Il raffreddore guarisce nell’arco di pochi giorni o settimane, a prescindere dall’assunzione di farmaci, ma l’infezione virale può spianare la strada alla contaminazione dell’organismo ad opera di altri agenti infettivi, causanti anche

La sinusite con tosse perdurante è una complicanza frequente. In soggetti sofferenti di asma, bronchite cronica o enfisema, tali condizioni possono peggiorare a causa del raffreddore e il peggioramento dei sintomi può protrarsi anche per parecchie settimane oltre la sua risoluzione.

Dopo un raffreddore, una tosse post-infezione, di solito non produttiva, può persistere per settimane o mesi e impedire di dormire. Questa tosse è stata associata con sintomi di tipo asmatico e può essere trattata con farmaci antiasmatici. Consultare un medico a fronte di una tosse del genere.

Quando chiamare il medico

In generale, i bambini soffrono di più degli adulti per un comune raffreddore e spesso sviluppano complicanze, come infezioni dell’orecchio; di norma un bambino non ha comunque bisogno di essere visitato da un pediatra per un raffreddore, a meno che non presenti uno o più dei seguenti segni o sintomi:

Un adulto dovrebbe rivolgersi al medico in caso di:

  • febbre alta persistente, superiore ai 39°C, con stanchezza e dolori muscolari,
  • sintomi che durano per più di 10 giorni o peggiorano invece di migliorare,
  • problemi nella respirazione o respiro corto,
  • dolore o pressione al petto,
  • svenimento o sensazione di stare per svenire,
  • confusione o disorientamento,
  • vomito grave o persistente,
  • grave dolore sul volto o sulla fronte,
  • ghiandole molto gonfie nel collo o alla mandibola.

Trattamento e rimedi

L’obiettivo principale della cura del raffreddore non è l’eliminazione del virus, per il quale non esiste un farmaco specifico, ma il controllo dei sintomi e il mantenimento del benessere generale del paziente mentre il sistema immunitario combatte l’infezione. Gli approcci disponibili si dividono in strategie di supporto, trattamenti farmacologici sintomatici e rimedi naturali validati.

Supporto e stile di vita

Il riposo è fondamentale per permettere al corpo di concentrare le proprie energie sulla risposta immunitaria. Mantenere un’adeguata idratazione è altrettanto cruciale: bere acqua, tisane calde o brodi aiuta a prevenire la disidratazione (specialmente se presente febbre) e favorisce la fluidificazione delle secrezioni nasali.

L’ambiente domestico gioca un ruolo importante: è utile mantenere un corretto grado di umidità (intorno al 40-60%), evitando temperature eccessivamente elevate che possono seccare le mucose. Evitare il fumo, sia attivo che passivo, è determinante poiché il fumo irrita ulteriormente le vie aeree già infiammate e rallenta i processi di guarigione.

Igiene nasale

Uno dei rimedi più efficaci e sicuri, sia per adulti che per bambini, è il lavaggio nasale con soluzioni saline (fisiologiche o ipertoniche). Queste soluzioni aiutano a rimuovere meccanicamente il muco in eccesso, gli allergeni e i detriti virali, riducendo la congestione e facilitando la respirazione. Nei neonati, la pulizia del nasino prima dei pasti e della nanna è essenziale per garantire una corretta alimentazione e un riposo sereno.

Trattamenti farmacologici

Quando i sintomi sono fastidiosi, è possibile ricorrere a farmaci da banco, sempre previo consiglio del medico o del farmacista:

  • Analgesici e antipiretici: Il paracetamolo e i FANS come l’ibuprofene sono i farmaci di prima scelta per ridurre il dolore (mal di testa, mal di gola) e abbassare la febbre. Nei bambini, il dosaggio va rigorosamente calcolato in base al peso corporeo. Si ricorda che l’aspirina non deve mai essere somministrata a minori di 16 anni per il rischio di Sindrome di Reye. In gravidanza, il paracetamolo è generalmente considerato il farmaco più sicuro.
  • Decongestionanti nasali: Spray e gocce (come quelli a base di xilometazolina o oximetazolina) offrono un sollievo rapido ma devono essere usati con estrema cautela. Il loro utilizzo non deve superare i 3-5 giorni consecutivi per evitare l’effetto rebound (rinite medicamentosa). Esistono anche formulazioni orali che combinano decongestionanti e antidolorifici, come il Tachifludec, indicati solo per gli adulti.
  • Antistaminici: Possono essere utili se il raffreddore si accompagna a starnuti frequenti e rinorrea acquosa molto abbondante, ma il loro effetto sulla congestione è limitato.
  • Cough suppressants (sedativi della tosse): Vanno usati solo in caso di tosse secca e stizzosa che impedisce il riposo. In caso di tosse grassa, è preferibile non bloccarla poiché serve a espellere il muco.

L’uso dell’aerosol con solo soluzione fisiologica può aiutare a idratare le vie aeree, ma l’aggiunta di farmaci (come cortisonici o antibiotici) deve avvenire solo su specifica prescrizione medica e in presenza di complicazioni accertate.

Rimedi naturali e integratori

Alcuni rimedi naturali godono di un buon supporto scientifico:

  • Miele: Si è dimostrato efficace nel calmare la tosse, talvolta superando l’efficacia di alcuni sedativi farmaceutici. Può essere somministrato puro o in bevande calde, ma **mai sotto i 12 mesi di età** per il rischio di botulismo infantile.
  • Zinco: Se assunto entro le prime 24 ore dall’esordio dei sintomi, può ridurne la durata e la severità, sebbene possa causare effetti collaterali come nausea o alterazione del gusto.
  • Vitamina C: L’integrazione di vitamina C ha un effetto preventivo modesto nella popolazione generale, ma può ridurre leggermente la durata del raffreddore se assunta regolarmente prima dell’insorgenza della malattia.
  • Probiotici: L’uso di fermenti lattici può sostenere il sistema immunitario, sebbene le evidenze per una cura immediata del raffreddore siano ancora in fase di consolidamento.

È fondamentale ricordare che gli antibiotici sono inutili contro i virus del raffreddore. Il loro uso inappropriato non solo non accelera la guarigione, ma espone a effetti collaterali e contribuisce al fenomeno dell’antibiotico-resistenza. La decisione di iniziare un antibiotico spetta esclusivamente al medico, qualora sospetti una sovrainfezione batterica (come un’otite o una polmonite).

Per approfondimenti sui supporti fitoterapici, è possibile consultare la guida sui rimedi naturali per il raffreddore.

Prevenzione

Non esiste alcun vaccino che possa prevenire i raffreddori, perché sono molti i virus che possono provocarli. Per diminuire il rischio è possibile:

  • Cercare di stare lontano dai fumatori o dalle persone raffreddate. I virus possono percorrere fino a tre metri e mezzo nell’aria quando una persona raffreddata tossisce o starnutisce e il fumo passivo può predisporre bambini ed adulti al contagio.
  • Evitare per quanto possibile i luoghi chiusi e affollati.
  • Evitare tutti i fattori causa di indebolimento delle difese delle vie respiratorie superiore, come ad esempio (alcolici, sigarette, esposizione a fumi o polveri irritanti).
  • Lavarsi le mani accuratamente e con frequenza, soprattutto dopo essersi soffiati il naso.
  • Coprirsi il naso e la bocca quando si tossisce o starnutisce.
  • Non usare gli stessi asciugamani o stoviglie di chi ha il raffreddore e non bere dallo stesso bicchiere, lattina o bottiglia di altre persone: non si può sapere in anticipo se qualcuno si è preso un raffreddore e sta già diffondendo il virus.
  • Non usare i fazzoletti già usati da altri.

Infine ricordiamo che, per quanto spesso sottovalutato, uno stile di vita sano è realmente il miglior modo per proteggersi dai piccoli e grandi malanni da raffreddamento; un’alimentazione ricca di frutta e verdura, accompagnata dalla pratica regolare di attività fisica, è sicuramente la strategia migliore per prevenire il raffreddore, oltre ovviamente alle ben più temibili malattie cardiovascolari e oncologiche.

Fonti e bibliografia

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Cosa prendere per curare il raffreddore?

I farmaci disponibili consentono di trovare sollievo dai sintomi, ma purtroppo non di guarire più velocemente.
Tra i più comuni ricordiamo:
  • decongestionanti spray (come Rinazina e Narhimed, da usare per non più di 4-5 giorni),
  • decongestionanti ad uso orale, spesso associati ad antidolorifici/antinfiammatori (come ad esempio Tachifludec e Nurofen Influenza e Raffreddore),
  • lavaggi nasasali con acqua fisiologica.

Si raccomanda di valutarne l'assunzione con il proprio farmacista, in quanto tutti i medicinali possono avere interazioni ed effetti indesiderati.

Come far passare il raffreddore?

Purtroppo non esiste alcun farmaco in grado di accellerare il processo di guarigione.

Quanto dura un raffreddore?

La maggior parte degli episodi in genere si risolvono entro una settimana, più raramente possono persistere per due settimane (soprattutto nei bambini).

Cosa fare per il raffreddore?

Si consiglia di:
  • riposare e stare al caldo,
  • bere adeguatamente per favorire l'eliminazione del muco.

Purtroppo non esiste modo per accellerare la risoluzione dell'infezione.

Come dormire con il raffreddore?

Quando ci siano problemi a riposare adeguatamente a causa della congestione nasale è possibile ricorrere ai cerottini nasali e, limitatamente a pochi giorni, ad eventuali spray decongestionanti.

Come capire se è allergia o raffreddore?

L'allergia in genere è accompagnata da sintomi oculari (lacrimazione, prurito) e lo scolo nasale è più fluido e chiaro.
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