Mal di gola in adulti e bambini: rimedi e farmaci

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Introduzione

La gola è una sorta di canale che si occupa di trasportare

  • cibo verso l’esofago,
  • aria verso la laringe.

Da un punto di vista medico la gola prende il nome di faringe e, come sappiamo bene tutti, può infiammarsi e causare sintomi che vanno un lieve fastidio ad un dolore così forte da impedire la deglutizione degli alimenti.

Il mal di gola, noto in medicina come faringite, è spesso causato da un’infezione virale, come raffreddore e influenza, ma può essere causato anche batteri (ad esempio lo streptococco), allergie, fumo e altri agenti irritanti.

I mal di gola sono così comuni che rappresentano uno dei principali motivi per cui viene consultato il medico, ma molte di queste visite ambulatoriali non sarebbero necessarie. Nella maggior parte dei casi la causa è un virus che che viene efficacemente combattuto dal nostro organismo, mentre solo raramente è causato da un’ infezione batterica che richiede cure mediche o un trattamento con antibiotici.

Fino a quando non ci si sente meglio, farmaci da banco e trattamenti casalinghi possono contribuire ad alleviare i sintomi.

Donna che si tocca la gola a causa di dolore

iStock.com/seb_ra

Cause

La maggior parte delle faringiti sono causate da virus, gli stessi microrganismi che causano raffreddore, influenza e malattie più gravi come la COVID-19. Più raramente i mal di gola sono dovuti ad infezioni batteriche.

Sia i virus che i batteri entrano nel corpo attraverso la bocca o il naso,

  • perché si respirano particelle che vengono rilasciate nell’aria quando qualcuno tossisce o starnutisce,
  • perché si utilizzano oggetti condivisi, come utensili, asciugamani, giocattoli, maniglie delle porte o un telefono.

Poiché i microrganismi che causano il mal di gola sono contagiosi, possono diffondersi facilmente ovunque si riunisce un gran numero di persone, come scuole, asili e uffici.

Tra le cause più comuni di mal di gola annoveriamo:

  • raffreddore e influenza, accompagnati spesso da naso che cola, tosse, febbre, mal di testa e dolore muscolare e articolare;
  • laringite, associata a raucedine e tosse secca;
  • tonsillite, ossia l’infiammazione delle tonsille, che appaiono rosse e infiammate; può essere presente anche febbre;
  • streptococco, la più comune infezione batterica della gola, che necessita tassativamente di essere trattata con antibiotici e si presenta con gonfiore dei linfonodi e placche in gola;
  • mononucleosi, una malattia virale che causa una stanchezza severa e spesso febbre alta;
  • agenti irritanti come

Anche sforzare eccessivamente la voce può essere causa di dolore alla gola, proprio come può succedere nei muscoli delle braccia o delle gambe. Se avete mai avuto il mal di gola dopo aver urlato a squarciagola ad un concerto o ad un evento sportivo, probabilmente dipende dal fatto che avete teso i muscoli della gola. La voce può anche divenire rauca (un sintomo di laringite).

Vale infine la pena approfondire il discorso reflusso, che si verifica quando l’acido dello stomaco risale per l’esofago, il canale che unisce lo stomaco alla gola. Normalmente un gruppo di fibre muscolari circolari (cardias) impediscono agli acidi di risalire verso l’esofago, ma se lo sfintere si rilassa in modo anomalo o si indebolisce l’acidità di stomaco può risalire, irritare la gola e l’esofago. L’irritazione della gola non si presenta in combinazione con altri sintomi tipici delle malattie virali e tende ad essere persistente, invece di durare soltanto pochi giorni. È anche molto più frequente negli adulti che nei bambini. In molti casi è possibile evitare o ridurre il reflusso acido attraverso semplici cambiamenti nello stile di vita: perdere peso, evitare i cibi di difficile digestione e non mangiando proprio prima di coricarsi. Quando questi rimedi non si mostrano efficaci, i farmaci da banco o sotto prescrizione possono offrire qualche sollievo.

La differenza tra mal di gola, streptococco e tonsillite

Spesso i tre termini sono usati da mamme a papà come se fossero sinonimi, ma in realtà indicano dal punto di vista medico tre condizioni molto diverse tra loro.

  1. Il termine tonsillite indica l’infiammazione delle due ghiandole presenti in gola, le tonsille.
  2. Il mal di gola da streptococco è un’infezione della gola causata dallo streptococco beta-emolitico di gruppo A, lo stesso batterio che causa anche la scarlattina; è uno dei pochi casi in cui è necessario il ricorso all’antibiotico. Le tonsille appaiono particolarmente infiammate, spesso ricoperte da placche biancastre, linfonodi del collo ingrossati e febbre.
  3. Nella maggior parte dei casi il comune mal di gola è invece causato da infezioni virali destinate a risolversi spontaneamente entro qualche giorno.

Sintomi

Tra i sintomi più comuni associati al mal di gola rientrano:

Il mal di gola può essere più severo al mattino, perché durante la notte la gola tende a seccarsi.

La faringite di solito si verifica a causa di un’infezione che presenta ulteriori sintomi, per esempio se è causata da un raffreddore, si possono anche avere

Nella maggior parte dei pazienti la causa, come il raffreddore o l’influenza, si risolverà nel giro di una settimana; più raramente il mal di gola è causato da specifici agenti o fattori che necessitano di uno specifico trattamento per migliorare.

Segni che possono far pensare ad una causa di fondo più grave, come la tonsillite, possono essere:

  • macchie di colore bianco o pus sulla gola o tonsille (placche in gola),
  • incapacità di deglutire,
  • mal di gola che non migliora di per sé o che si ripresenta continuamente,
  • vomito,
  • eruzioni cutanee,
  • cefalea,
  • gonfiore e rossore delle tonsille,
  • febbre alta,
    • oltre 38.5 °C nei bambini di età inferiore a 6 mesi
    • 39,5 °C o più nei bambini più grandi e negli adulti.

Pericoli

La maggior parte delle condizioni che causano il mal di gola non sono gravi e si autolimitano in qualche giorno senza causare complicazioni.

Alcune infezioni batteriche e virali possono tuttavia portare ad altri problemi più gravi.

Lo streptococco, un batterio, può innescare altri problemi tra cui:

Anche se può verificarsi negli adulti, è particolarmente comune nei bambini di età compresa tra 5 e 15 anni.

Segni e sintomi dello streptococco:

La mononucleosi infettiva è un’infezione virale che raramente può portare a complicanze, tra cui:

  • Infiammazione o rottura della milza,
  • infiammazione del fegato (epatite),
  • riduzione della concentrazione di cellule coinvolte nella coagulazione del sangue (piastrine),
  • anemia,
  • infiammazione del cuore (miocardite),
  • danni ai nervi, sino anche a determinare la paralisi,
  • tonsille gonfie, portando ad ostruire le vie respiratorie.

Tra i segni e i sintomi della mononucleosi ricordiamo:

Gravidanza

Durante la gestazione il sistema immunitario può risultare leggermente indebolito e non è quindi così raro per una donna in gravidanza contratte qualche malattia da raffreddamento e un po’ di mal di gola.

In caso di influenza stagionale è bene non sottovalutare la situazione perchè possono esserci complicazioni, raccomandiamo quindi la massima attenzione per cercare di prevenire contagi.

In caso di comparsa di mal di gola senza altri sintomi probabilmente non è nulla di preoccupante, magari una semplice forma virale, ma si raccomanda comunque di segnalarlo al medico o al ginecologo.

Nell’attesa può essere utile:

  • non assumere farmaci di alcun tipo, se non espressamente prescritti alla luce della gravidanza,
  • bere molta acqua per mantenere le mucose idratate,
  • è possibile eventualmente procedere a gargarismi con acqua salata,
  • riposare,
  • può dare sollievo far sciogliere in bocca un cubetto di ghiaccio.

La terapia antibiotica è in indicata solo in caso di una infezione batterica secondaria accertata e, come profilassi, in casi selezionati; viene talvolta fatto ricorso al paracetamolo (Tachipirina).

Diagnosi

La diagnosi del mal di gola mira principalmente a distinguere tra un’origine virale (la più comune) e una batterica, in particolare quella legata allo streptococco di gruppo A, per il quale è indicato l’uso di antibiotici. Il processo diagnostico moderno segue protocolli standardizzati per evitare l’uso inappropriato di farmaci.

Valutazione clinica e punteggi di rischio

Il medico inizia con l’anamnesi e l’esame obiettivo, ispezionando la gola con una luce per valutare il grado di arrossamento, la presenza di essudato (placche) e il gonfiore delle tonsille. Viene inoltre eseguita la palpazione del collo per verificare se i linfonodi sono ingrossati o dolenti.

Per decidere se sia necessario un test di approfondimento, i medici utilizzano spesso sistemi di punteggio clinico, come il punteggio di McIsaac o di Centor. Questi criteri assegnano punti in base a:

  • Presenza di febbre superiore a 38°C.
  • Assenza di tosse (la tosse suggerisce più spesso una causa virale).
  • Linfonodi del collo ingrossati e dolenti.
  • Tonsille gonfie o con presenza di placche.
  • Età del paziente (l’infezione batterica è più frequente tra i 5 e i 15 anni).

Test diagnostici

Se il punteggio clinico suggerisce un’elevata probabilità di infezione batterica, il medico può procedere con test specifici:

  • Test rapido per lo streptococco (RADT): è il metodo più comune. Attraverso un tampone sfregato sulla parte posteriore della gola, è possibile ottenere un risultato in pochi minuti direttamente in ambulatorio o in farmacia.
  • Esame colturale del tampone faringeo: se il test rapido è negativo ma il sospetto clinico rimane alto (specialmente nei bambini), il campione viene inviato in laboratorio per una cultura batterica. I risultati richiedono solitamente 24-48 ore, ma sono considerati il “gold standard” per l’accuratezza.

In casi selezionati, se si sospetta una mononucleosi o altre patologie sistemiche, possono essere prescritti esami del sangue per valutare i globuli bianchi o la presenza di anticorpi specifici.

Cura e rimedi

L’obiettivo primario della cura è il sollievo dai sintomi e, solo quando necessario, l’eradicazione dell’infezione batterica. La maggior parte dei mal di gola scompare spontaneamente entro 5-10 giorni grazie alla risposta immunitaria naturale.

Trattamento farmacologico dei sintomi

Per ridurre il dolore e l’infiammazione, i protocolli attuali prevedono un approccio multimodale:

  • Analgesici e antipiretici: Il paracetamolo (Tachipirina®, Efferalgan®) è la scelta di prima linea per la sua sicurezza. In alternativa, si possono utilizzare farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’ibuprofene (Moment®, Nurofen®) o il ketoprofene (Oki®). Si raccomanda cautela nell’uso di nimesulide (Aulin®) in presenza di febbre alta per il profilo di rischio epatico.
  • Trattamenti locali: Spray, pastiglie o collutori a base di flurbiprofen, ketoprofene o antisettici possono agire direttamente sulla mucosa infiammata offrendo un sollievo rapido, sebbene temporaneo.
  • Corticosteroidi: In casi di dolore molto severo che impedisce la deglutizione, il medico può valutare una singola dose di cortisone per accelerare la riduzione del gonfiore, secondo le evidenze scientifiche più recenti.

È fondamentale ricordare di non somministrare mai l’aspirina a bambini e adolescenti per evitare il rischio di sindrome di Reye.

Terapia antibiotica: quando è necessaria?

Gli antibiotici sono efficaci esclusivamente contro i batteri e non hanno alcun effetto sui virus. Il loro utilizzo inappropriato contribuisce al fenomeno della resistenza agli antibiotici e può causare effetti collaterali come diarrea o reazioni allergiche.

Se il tampone conferma la presenza di streptococco, l’antibiotico di scelta rimane generalmente l’amoxicillina. È fondamentale completare l’intero ciclo prescritto dal medico, anche se i sintomi migliorano dopo le prime dosi, per assicurarsi che l’infezione sia completamente eradicata e prevenire complicazioni rare ma gravi. In caso di faringite virale, l’assunzione di antibiotici è inutile e sconsigliata.

In casi di tonsilliti croniche o ricorrenti (molti episodi in un anno) che non rispondono alle terapie mediche, può essere presa in considerazione la tonsillectomia (asportazione chirurgica), sebbene oggi i criteri per l’intervento siano molto più restrittivi rispetto al passato.

Rimedi naturali e stile di vita

Il supporto non farmacologico è essenziale per favorire la guarigione e può essere combinato con le terapie mediche:

  • Idratazione: Bere molta acqua o liquidi tiepidi (brodi, tisane) per prevenire la disidratazione e mantenere umide le mucose.
  • Miele: L’assunzione di miele (puro o nel tè) ha un supporto scientifico consolidato per la sua capacità di formare una pellicola protettiva sulla gola e calmare la tosse irritativa.
  • Gargarismi: Sciacqui con acqua tiepida e sale (mezzo cucchiaino in un bicchiere) aiutano a ridurre l’edema dei tessuti e a rimuovere i detriti irritanti.
  • Umidificazione: Mantenere il corretto tasso di umidità in casa, specialmente in camera da letto, evita che l’aria secca peggiori il dolore al risveglio.
  • Riposo vocale e ambientale: Evitare di sforzare la voce, smettere di fumare e non consumare alcol, che irritano ulteriormente la gola.

L’uso di integratori come l’echinacea o lo zinco è molto comune, ma le evidenze scientifiche sulla loro capacità di accorciare la durata della malattia rimangono limitate e il loro impiego dovrebbe essere discusso con il medico, specialmente in gravidanza.

Prevenzione

Il modo migliore per prevenire la malattia è anche uno dei più semplici: lavarsi bene le mani e frequentemente. Disinfettanti a base di alcol sono un’ottima alternativa per lavarsi le mani, in particolare quando acqua e sapone non sono disponibili.

Provate a seguire questi suggerimenti e ricorrere a questi rimedi per proteggere voi e i vostri bambini:

  1. Evitare di condividere posate, bicchieri, tovaglioli, alimenti o asciugamani con gli altri.
  2. Evitare di toccare i telefoni pubblici o le fontanelle con la bocca.
  3. Telefoni, telecomandi TV e tastiere dei computer devono essere regolarmente puliti, con detergente disinfettante. Quando sei in viaggio, pulite telefoni e telecomandi nella vostra stanza d’albergo.
  4. Evitare lo stretto contatto con le persone malate.
  5. Stare in casa per quanto possibile, nei giorni di alto inquinamento.
  6. Non fumare ed evitare l’esposizione al fumo passivo.
  7. Umidificare la casa, se l’aria è secca.
  8. Tossire o starnutire in un fazzoletto di carta e poi buttarlo via.
  9. Sull’areo, tenere chiuso l’erogatore di aria sopra di voi. L’aria riciclata può essere una fonte di diffusione di virus.

Quando chiamare il medico

Anche se fastidioso, il mal di gola nella maggior parte dei casi non è pericoloso e si risolve spontaneamente in 5-7 giorni; occasionalmente si possono presentare casi più gravi.

Consultate il medico se voi o il vostro bambino presentate una qualsiasi delle seguenti condizioni:

  • faringite forte o che dura più di una settimana,
  • difficoltà a deglutire o a respirare,
  • febbre superiore a 38.5 C nei bambini di età inferiore ai 6 mesi,
  • febbre oltre 39,5 C nei bambini più grandi e negli adulti,
  • linfonodi del collo soffici al tatto od ingrossati,
  • placche in gola,
  • eruzioni cutanee, che possono essere un segno di una condizione preesistente, come il morbillo, la meningite o la mononucleosi, scarlattina,
  • raucedine o tosse che dura più di due settimane,
  • sangue nella saliva o catarro,
  • segni o sintomi di disidratazione, come gli occhi infossati, senso di debolezza, scarsa urinazione,
  • mal di gola che vanno via, ma si ripresentano frequentemente,
  • eccessiva scialorrea (saliva che cola dalle labbra) in un bambino piccolo.

Fonti e bibliografia

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Cosa prendere per il mal di gola?

Nella maggior parte dei casi il mal di gola è un'infezione virale che tende a risolversi spontaneamente nell'arco di qualche giorno; in questi casi non esistono farmaci in grado di velocizzare la guarigione (ed anche gli antibiotici sono inutili).

Possono invece essere di sollievo ai sintomi i classici antinfiammatori/antidolorifici, preferendo le formulazioni da banco (se vendute come tali è perché sono associate ad un elevato profilo di sicurezza) già usate con successo in passato (ibuprofene, paracetamologo).

Come curare il mal di gola? Come farlo passare?

Essendo la stragrande maggiorranza dei mal di gola di natura virale non c'è modo di curarlo, nel senso di accelerarne il processo di guarigione spontaneo; salvo rare eccezioni, in cui la causa è batterica, gli antibiotici sono inutili.

Quanto dura il mal di gola?

In genere la durata degli episodi virali, i più comuni, è limitata a pochi giorni.

Quanto dura il mal di gola da reflusso?

La durata è strettamente legata alla cura del reflusso stesso che, se non trattato, continuerà ad infiammare la gola.

Come alleviare il mal di gola?

  1. Aumentare l'assunzione di liquidi.
  2. Praticare gargarismi con acqua salata.
  3. Assumere periodicamente un cucchiaino di miele.
  4. Lasciar sciogliere in bocca caramelle dure.
  5. Umidificare l'aria.
  6. Evitare l'esposizione a fumo e inquinanti.
  7. Riposare la voce.

Quando si usa l'antibiotico per il mal di gola?

Solo e soltanto dietro prescrizione medica, dopo una chiara diagnosi di mal di gola batterico.
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