Meningite: sintomi, vaccino, profilassi, contagio

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Cos’è la meningite

La meningite è un’infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello ed il midollo spinale: spesso è causata da batteri o virus, ma può anche essere provocata da particolari farmaci o malattie.

I sintomi più comuni, che possono apparire tutti o solo in parte e possono manifestarsi in qualsiasi ordine, sono i seguenti:

  • febbre alta,
  • sensazione di malessere,
  • mal di testa,
  • collo rigido,
  • fastidio provocato dall’esposizione alla luce,
  • grave sonnolenza e letargia,
  • convulsioni.

I sintomi della meningite spesso si sviluppano rapidamente, nel giro di poche ore circa, o più gradualmente nell’arco di alcuni giorni (ritardando e rendendo più difficile la diagnosi).

Tutta la popolazione, di qualsiasi età, può ammalarsi di meningite, ma poiché può diffondersi facilmente tra le persone che vivono a stretto contatto in ambienti chiusi le persone spesso più a rischio sono gli adolescenti, gli studenti e gli universitari.

  • La meningite batterica è rara, ma nella maggior parte dei casi è molto grave e può mettere in pericolo la vita del paziente se non viene curata immediatamente.
  • La meningite virale, anche nota come meningite asettica, è abbastanza comune e molto meno grave. Spesso non viene diagnosticata perché i suoi sintomi possono essere simili a quelli di una normale influenza.

Le principali cause di infezione sono:

Contagiosità Profilassi Vaccino
Batteriche
Neisseria meningitidis (meningococco) Sì*
Streptococcus pneumoniae (pneumococco) No
Haemophilus influenzae tipo b
Virali No No

Legenda:

  • Contagiosità: Tutti i microrganismi causa di meningite possono essere trasmessi ad altri soggetti, ma questo non significa che si sviluppi per forza la malattia.
  • Profilassi: Solo per alcune forme di procede al trattamento preventivo di soggetti venuti a contatto con pazienti colpiti dall’infezione, in altri casi non è necessario.
  • Sono disponibili i vaccini per tutte le forme batteriche, non per le forme virali; per quanto riguarda il meningococco in Italia sono disponibili:
    • vaccinazione contro Neisseria meningitidis C
    • vaccinazione contro Neisseria meningitidis B
    • vaccinazione quadrivalente contro il meningococco A-C-Y-W135

Se la prevenzione e la diagnosi vengono effettuate tempestivamente la meningite può essere curata con efficacia; è quindi importante sottoporsi alle vaccinazioni di routine e conoscere i sintomi della meningite, se avete il sospetto di esservi ammalato recatevi dal medico il prima possibile.

Riassumendo:

  • Il microrganismo più aggressivo in grado di causare la malattia è il meningococco di tipo C, che insieme al B è il responsabile della maggior parte dei casi sia in Italia che in Europa.
  • I bambini piccoli e gli adolescenti sono la fascia di popolazione a maggior rischio di contrarre l’infezione. Il tipo B colpisce invece prevalentemente i bambini al di sotto dell’anno di età.
  • Come scritto sopra esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco:
    • il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC);
    • il vaccino coniugato tetravalente, utile verso i tipi A, C, W e Y;
    • il vaccino contro il tipo B, che protegge solo e soltanto da questo.
  • L’offerta vaccinale cambia leggermente da una Regione all’altra, anche se a breve con il nuovo piano vaccinale si cercherà di renderla più omogena; si raccomanda comunque di fare riferimento al pediatra o al proprio medico per qualsiasi informazione.
  • Per gli adulti la vaccinazione non è di norma raccomandata, salvo in caso di fattori di rischio (zone a rischio, alcune malattie come la talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite, …). Chi vuole può comunque ricorrere alla vaccinazione rivolgendosi alla propria ASL o facendosi prescrivere il vaccino dal proprio medico di base. Fatta eccezione della regione Toscana, la vaccinazione negli adulti è a pagamento.
Rappresentazione grafica dell'infiammazione delle meningi alla base della meningite

Rappresentazione grafica della meningite batterica (iStock.com/ttsz)

Cause

Nella maggior parte dei casi la malattia è causata da un’infezione, che può essere:

  • virale,
  • batterica,
  • fungina.

Molti dei batteri e dei virus che provocano la meningite sono abbastanza comuni e di solito sono collegati ad altre malattie molto diffuse. I batteri e i virus che infettano la pelle, l’apparato urinario, digerente o respiratorio possono diffondersi dal sangue fino alle meningi attraverso il liquido cerebro-spinale, il liquido che circola all’interno del midollo spinale.

In alcuni casi di meningite batterica i batteri si diffondono nelle meningi a causa di un grave trauma alla testa o di una grave infezione locale, come ad esempio un’infezione dell’orecchio (otite media) o dei seni nasali (sinusite).

Esistono molti tipi diversi di batteri in grado di provocare la meningite batterica:

Anche l’Haemophilus influenza di tipo b (Hib) è in grado di provocare la malattia, ma poiché praticamente quasi tutta la popolazione ha sviluppato difese immunitarie contro di esso questi casi sono più rari che in passato.

Analogamente la meningite virale può essere provocata da molti virus diversi, come ad esempio gli enterovirus (i coxsackievirus, i poliovirus, il virus dell’epatite A, ecc) e l’herpesvirus.

Ricordiamo infine i casi di meningite nosocomiale, ossia contratti durante degenze ospedaliere dovute a cause diverse, in cui il microrganismo responsabile è in genere da ricercare in ceppi gram-negativi.

Esistono anche forme non sostenute da infezioni, ma si tratta di casi molto più rari e in genere conseguenza di malattie infiammatorie sistemiche o reazioni indesiderate da farmaci.

Sintomi

Riconoscere la malattia

  1. Il mal di testa è il sintomo caratteristico della malattia, si presenta nel 90% degli adulti e rappresenta la modalità di esordio più comune.
  2. A seguire compare la rigidità del collo, intesa come incapacità di flettere passivamente il collo in avanti a causa di una severa rigidità muscolare (70% dei casi in età adulta).
  3. Il terzo sintomo caratteristico è infine l’alterazione dello stato mentale.

Tutti e tre i sintomi si rilevano solo nel 40-50% di tutti i casi di meningite batterica, ma se nessuno dei tre segni è presente, la meningite è estremamente improbabile. (Fonte: The rational clinical examination. Does this adult patient have acute meningitis?)

Incubazione

ll tempo può variare a seconda della causa dell’infezione (virus o batterio responsabile):

  • M. virale: varia da tre a sei giorni
  • M. batterica: varia dai 3 ai 10 giorni

La malattia è contagiosa soltanto durante la fase acuta, ossia la fase in cui sono presenti sintomi.

Sintomi precoci

I primi sintomi che possono preannunciare lo sviluppo di meningite sono (Fonte: Thompson M, Ninis N, Perera R et al. Clinical recognition of meningococcal disease in children and adolescents. The Lancet 2006; DOI: 10.1016/S0140-6736(06)67932-4):

Descrizione estesa

I sintomi tradizionalmente conosciuti tendono a svilupparsi in una fase più avanzata della patologia (da 13 a 22 ore dal contagio), mentre i precedenti sintomi si manifestano nelle prime 8 ore dal contagio.

I sintomi classici della meningite sono diversificati e dipendono sia dall’età del malato sia dalla causa dell’infezione. Poiché in entrambi i tipi possono presentare sintomi parainfluenzali simili, soprattutto nelle prime fasi della malattia, e poiché la meningite batterica può diventare molto grave, è importante diagnosticare velocemente l’infezione.

I primi sintomi possono presentarsi all’improvviso oppure più lentamente dopo alcuni giorni di raffreddore, naso che cola, diarrea, vomito o altri sintomi di infezione.

Tra i più frequenti e caratteristici troviamo:

I neonati affetti da meningite potrebbero non manifestare questi sintomi, ma potrebbero semplicemente essere molto irritabili, letargici, o avere la febbre. Potrebbero essere difficili da calmare, anche se li si prende in braccio e li si culla.

Tra gli altri sintomi della meningite nei neonati troviamo:

  • ittero (colorito giallastro della pelle),
  • rigidità del corpo e del collo (torcicollo),
  • febbre, oppure temperatura minore del solito,
  • appetito insufficiente,
  • poppate più deboli del solito,
  • pianto dai toni molto acuti,
  • sporgenza della fontanella (il punto non ancora ossificato che si trova sulla parte anteriore alta del cranio del bambino).

La meningite virale tende a provocare sintomi parainfluenzali, come la febbre e il raffreddore, e può essere talmente lieve da passare inosservata anche per il medico. La maggior parte dei casi di meningite virale guarisce completamente entro 7-10 giorni, senza alcuna complicazione o terapia.

Rash cutaneo

La comparsa di un rash cutaneo (cambiamento del colore e dell’aspetto della pelle, associato a irritazione o un rigonfiamento) è comune nel caso di infezione da meningococco, ma non sempre si verifica.

Quando presente l’eruzione si presenta di colore rossa o viola, inizialmente si sviluppano solo piccole macchie che possono comparire ovunque; spesso aumentano di superficie fino a diventare chiazze più estese che assumo l’aspetto di piccoli lividi.

Le macchie non si sbiadiscono quando vengono premute (per esempio con un bicchiere a fondo trasparente, a differenza di molte altre eruzioni cutanee).

L’eruzione è un segno di sepsi e richiede quindi un immediato e urgente intervento medico.

Meningite fulminante

I sintomi della meningite fulminante riflettono la gravità di questa forma, che è rara, ma che allo stesso tempo può avere conseguenze letali; se nella maggior parte dei casi le manifestazioni esordiscono con 3-5 giorni di sintomi non specifici, ma insidiosamente progressivi, tra cui malessere, febbre, irritabilità, vomito, le forme ad insorgenza più rapida mostrano un decorso tale da rendere la meningite batterica uno dei pochi disturbi in cui un soggetto giovane e in buona salute può andare a dormire con sintomi lievi e svegliarsi più.

Purtroppo i sintomi iniziali sono spesso sovrapponibili a quelli di forme meno gravi, rendendo spesso impossibile una diagnosi precoce e la previsione delle complicazioni più gravi come la comparsa di un edema cerebrale (gonfiore del cervello) spesso intrattabile e più comune causa di morte nelle delle forme acute e fulminanti.

Quando chiamare il medico

La meningite può uccidere in poche ore, è quindi bene rivolgersi rapidamente al medico in caso di dubbi e di presenza di sintomi come:

  • vomito,
  • mal di testa,
  • letargia,
  • confusione,
  • rigidità del collo,
  • eruzioni cutanee,
  • febbre.

I neonati che hanno la febbre, sono irritabili o letargici e hanno poco appetito dovrebbero essere visitati da un medico il prima possibile.

Se vostro siete entrati in contatto con qualcuno ammalato di meningite chiamate il medico per sapere se è consigliabile una terapia preventiva.

Contagio

La maggior parte dei casi di meningite, sia virale che batterica, deriva da infezioni contagiose che si diffondono attraverso le minuscole gocce di liquidi provenienti dalla gola e dal naso di una persona infetta. Le goccioline possono essere trasportate dall’aria quando la persona tossisce, ride, parla o starnutisce. Poi possono infettare le altre persone che le respirano oppure che, dopo averle toccate, portano le mani al naso o alla bocca.

L’infezione si trasmette anche condividendo alimenti, bicchieri, stoviglie, fazzoletti o asciugamani con una persona infetta. Alcuni agenti infettivi si possono diffondere attraverso le feci, quindi chi entra in contatto con le feci, ad esempio un bambino non abituato a lavarsi le mani, può contrarre l’infezione.

Nella maggior parte dei casi l’infezione si diffonde tra persone che vivono a stretto contatto, ad esempio tra coloro che vivono vive nella stessa casa oppure si espongono all’agente infettivo baciando la persona infetta o condividendo bicchieri e stoviglie. Il contatto casuale a scuola o sul posto di lavoro con una persona infetta di solito non trasmetterà l’agente infettivo.

Meningite batterica

La Neisseria meningitidis (meningococco) è batterio che vive comunemente e senza causare sintomi nel naso e nella gola di circa 1 persona su 4 (portatori sani); il batterio non è in grado di sopravvivere all’esterno del corpo, quindi il contagio deve avvenire necessariamente attraverso contatti ravvicinati (baci intimi, tosse, starnuti, …).

È raro che il batterio riesca a superare le difese del sistema immunitario raggiungendo ancora attivo il sangue e non è quindi chiara la ragione per cui solo alcuni pazienti ne sviluppino le relative infezioni.

Di fatto la maggior parte dei casi di infezione da meningococco sono casi isolati e solo occasionalmente si verificano piccoli focolai in famiglia o comunità.

Lo pneumococco è una causa meno comune di meningite batterica; come il meningococco anche questo vive abitualmente nelle mucose di numerose persone, senza per questo arrecare alcun danno; la grande differenza è che si ritiene che in questo caso la meningite non sia contagiosa.

Meningite virale

Quando si viene a stretto contatto con una persona che ha la meningite virale si potrebbe essere a propria volta contagiati dal virus, ma è improbabile che raggiunga le meningi; più frequente è invece la manifestazione di sintomi diversi (intestinali nel caso degli enterovirus, varicella nel caso dello zoster virus, parotite, …).

Pericoli

Alcuni pazienti che sono stati colpiti dalla meningite potrebbe dover rimanere sotto controllo medico per più tempo: tra i problemi più frequenti provocati dalla meningite batterica troviamo difetti dell’udito ed infatti spesso vengono eseguiti esami specifici terminato il ricovero.

Le complicazioni della meningite batterica possono essere gravi e comprendono problemi neurogici come ad esempio:

  • sordità,
  • problemi di vista,
  • convulsioni,
  • disabilità intellettive.

Anche il cuore, i reni e le ghiandole surrenali potrebbero essere colpiti. Alcuni bambini sviluppano problemi neurologici che durano per tutta la vita, però nella maggior parte dei malati la patologia viene diagnosticata e curata in tempo e guarisce completamente.

In alcuni rari casi la malattia ha esito fatale, con maggior frequenza nei neonati e nelle persone anziane.

Diagnosi

Valutazione clinica e test di primo livello

La diagnosi di meningite rappresenta un’emergenza medica: il tempo è un fattore critico per migliorare la prognosi. Il percorso diagnostico inizia con un esame obiettivo accurato, durante il quale il medico ricerca segni di irritazione meningea, come la rigidità nucale (difficoltà a piegare il mento verso il petto) e la presenza di eventuali eruzioni cutanee (petecchie).

Contemporaneamente vengono richiesti esami del sangue urgenti per individuare i biomarcatori dell’infiammazione, come la Proteina C Reattiva (PCR) e la procalcitonina, e vengono eseguite le emocolture. Queste ultime sono fondamentali per identificare il batterio responsabile dell’infezione presente nel sangue, guidando così la scelta dell’antibiotico più efficace.

La puntura lombare (rachicentesi)

L’esame cardine per confermare la diagnosi è la puntura lombare (rachicentesi). Questa procedura consiste nel prelievo di un piccolo campione di liquido cerebrospinale (liquor) tramite un ago sottile inserito tra le vertebre lombari.

L’analisi del liquor permette di:

  • Distinguere immediatamente tra una forma batterica (liquor torbido, bassi livelli di glucosio, alti livelli di proteine e globuli bianchi) e una forma virale (liquor solitamente limpido).
  • Identificare il microrganismo specifico tramite esami colturali o tecniche di biologia molecolare (PCR) rapide, che forniscono risultati in poche ore.

Imaging e monitoraggio

In alcuni pazienti, specialmente se presentano segni di ipertensione intracranica o deficit neurologici focali, il medico può richiedere una Tomografia Computerizzata (TC) o una Risonanza Magnetica (RM) dell’encefalo prima di procedere alla puntura lombare. Questi esami servono a escludere altre condizioni, come ascessi o un edema cerebrale severo, che potrebbero rendere la procedura rischiosa.

Cura

Obiettivi e approcci terapeutici

Il trattamento della meningite ha l’obiettivo prioritario di eliminare l’agente infettivo, ridurre l’infiammazione delle membrane cerebrali e prevenire danni neurologici permanenti. L’approccio varia drasticamente a seconda della causa (batterica, virale o fungina), ma in ogni caso richiede un monitoraggio clinico costante, spesso in regime di ricovero ospedaliero o terapia intensiva.

Trattamento della meningite batterica

La meningite batterica è una condizione d’urgenza che richiede la somministrazione immediata di antibiotici per via endovenosa. Spesso la terapia antibiotica viene avviata “empiricamente” (basandosi sui batteri più probabili per età e contesto) ancor prima di avere i risultati definitivi delle colture, poiché ogni minuto di ritardo può compromettere l’esito.

In associazione agli antibiotici, le attuali linee guida raccomandano l’uso di corticosteroidi (come il desametasone). La somministrazione precoce di cortisone aiuta a ridurre l’edema cerebrale e l’infiammazione, diminuendo significativamente il rischio di complicanze gravi come la perdita dell’udito e i deficit motori.

Trattamento della meningite virale e fungina

Le forme virali sono generalmente meno severe e tendono a risolversi spontaneamente. In questi casi, la cura è prevalentemente di supporto:

  • Riposo assoluto.
  • Idratazione costante per via orale o endovenosa.
  • Farmaci analgesici e antipiretici per gestire il mal di testa e la febbre.

Se la causa è il virus dell’Herpes, viene somministrato un farmaco antivirale specifico (aciclovir). Le meningiti fungine, più rare e tipiche di soggetti con sistema immunitario indebolito, richiedono invece lunghi cicli di farmaci antifungini mirati.

Supporto intensivo e gestione delle complicanze

Nei casi più critici, il paziente può necessitare di ulteriori interventi per stabilizzare le funzioni vitali:

  • Supporto respiratorio (ossigenoterapia o ventilazione meccanica).
  • Farmaci anticonvulsivanti per prevenire o bloccare le crisi epilettiche.
  • Gestione della pressione arteriosa e dei liquidi per contrastare lo stato di shock.

Recupero e stile di vita

Il percorso di guarigione non termina con le dimissioni. È fondamentale seguire un periodo di convalescenza graduale, evitando sforzi fisici e stress eccessivi nelle prime settimane. Poiché la meningite può lasciare esiti sottili (difficoltà di concentrazione, stanchezza cronica, lievi disturbi uditivi), sono spesso raccomandati controlli audiologici e neurologici di follow-up. Una dieta equilibrata e un adeguato riposo notturno sostengono il sistema immunitario nella fase di recupero completo.

Vaccino e prevenzione

I vaccini di routine possono essere molto utili per la prevenzione della meningite. I vaccini contro l’influenza, il morbillo, la parotite, la poliomelite, il meningococco e lo pneumococco possono difendere l’organismo dalla meningite causata da questi microrganismi. Alcuni bambini più a rischio dovrebbero anche essere vaccinati contro certi altri tipi di pneumococco.

Alcuni medici attualmente consigliano di far vaccinare i bambini undicenni contro l’affezione meningococcica, un’infezione batterica molto grave che può causare la meningite. Il vaccino è noto come vaccino quadrivalente contro la meningite. Anche i bambini di età superiore agli 11 anni che non sono ancora stati vaccinati dovrebbero farsi vaccinare, soprattutto se vanno a scuola, in collegio, in campeggio o in altre strutture in cui vivono a stretto contatto con altre persone. Il vaccino può anche essere consigliato per le persone che si recano in paesi in cui la meningite è più diffusa.

Molti dei batteri e dei virus responsabili della meningite sono abbastanza comuni. Una buona igiene è importante per prevenire qualsiasi infezione. Raccomandate ai bambini di lavarsi le mani accuratamente e con frequenza, soprattutto prima di mangiare e dopo essere andati in bagno. Anche evitando il contatto ravvicinato con le persone malate e la condivisione di alimenti, bevande o stoviglie si  può contribuire ad arrestare la diffusione dei batteri responsabili.

Più in generale è possibile consigliare di:

  1. Evitare luoghi affollati
  2. Attenersi alle comuni norme igieniche
  3. Le persone venute a contatto con un malato, essendo fortemente a rischio, devono essere trattare con un’adeguata profilassi antibiotica
  4. Vaccinazione: I 3 vaccini disponibili rappresentano la migliore arma di prevenzione attualmente disponibile, i cui benefici durano tutta la vita.

Si ricordi infine che, anche somministrando tutti i vaccini disponibili per le diverse forme di meningite, non è possibile acquisire un’immunità completa per questa malattia, perché non sono disponibili i vaccini per le forme meno comuni; è bene in ultima analisi affrontare il discorso con il pediatra/medico per valutare il rapporto rischio beneficio ad personam.

La SIMA, Società Italiana di Medicina Ambientale, consiglia infine di:

  1. Lavarsi frequentemente le mani.
  2. Ridurre i comportamenti promiscui tra adolescenti e giovani (condivisione di posate e bicchieri, scambio di sigarette, …).
  3. Lavare periodicamente pavimenti, pareti lavabili e superfici per il consumo dei pasti con i normali detersivi in commercio.
  4. Lavare periodicamente i giochi disponibili in scuole dell’infanzia e asili nido, dove dovrebbero essere evitati giocattoli morbidi non lavabili,

Per approfondire la questione vaccini e meningite clicca qui.

Fonti e bibliografia

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