Otite media catarrale in bambini e adulti: sintomi e cura

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Introduzione

Insieme ai comuni raffreddori le otiti (infezioni dell’orecchio) sono le malattie pediatriche diagnosticate con maggior frequenza nei Paesi occidentali.

L’otite media è un’infiammazione o un’infezione dell’orecchio medio, che si verifica cioè nella zona tra la membrana timpanica e l’orecchio interno; sono in genere causate da batteri che trovano un fertile terreno di proliferazione se si accumulano liquidi dietro al timpano.

Chiunque può svilupparla, anche se i bambini sono sicuramente più suscettibili degli adulti. Cinque bambini su sei contraggono almeno un’infezione dell’orecchio entro il terzo anno di vita, tanto che di fatto queste infezioni sono uno dei principali motivi di ricorso al pediatra.

Fotografia di una bambina che si tocca l'orecchio a causa del dolore

iStock.com/narcisa

Quando sospettare un’infezione dell’orecchio

La maggior parte delle infezioni dell’orecchio si verifica prima che il bambino sappia parlare, per questa ragione se ne sospetta la presenza quando il piccolo paziente

  • si tira l’orecchio (o le orecchie),
  • si lamenta e piange,
  • sviluppa disturbi del sonno,
  • manifesta febbre (specialmente se è molto piccolo),
  • presenta fuoriuscite di liquido dall’orecchio,
  • si dimostra impacciato o con problemi di equilibrio,
  • sente male (per esempio non reagisce a suoni normali).

L’orecchio

Anatomia semplificata dell'orecchio

iStock.com/snapgalleria

L’orecchio è l’organo deputato all’udito e all’equilibrio e si può dividere in tre zone:

  • orecchio esterno,
  • orecchio medio,
  • orecchio interno.

L’orecchio esterno, chiamato anche padiglione auricolare, include tutto ciò che vediamo dall’esterno, compreso il canale uditivo che si sviluppa più internamente fino al timpano, una membrana che separa l’orecchio esterno dall’orecchio medio.

L’orecchio medio, il distretto in cui si verificano le infezioni oggetto del presente articolo, si trova tra il timpano e l’orecchio interno; nell’orecchio interno sono presenti tre minuscole ossa, definite ossicini (martello, incudine e staffa). Quando il timpano vibra gli ossicini amplificano le vibrazioni e le trasmettono all’orecchio interno, che a sua volta le trasforma le vibrazioni in segnali elettrici e li invia al nervo acustico, collegato con il cervello; quando gli impulsi nervosi raggiungono il cervello vengono infine interpretati come suoni.

I tre ossicini sono normalmente circondati da aria e, per funzionare correttamente, l’orecchio medio deve trovarsi a una pressione identica a quella atmosferica, di questo compito si occupa la tromba di Eustachio, un sottile condotto che connette l’orecchio medio alla parte posteriore della gola, passando dietro il naso.

La tromba di Eustachio ha due funzioni principali:

  1. controbilancia la pressione dell’orecchio medio con quella atmosferica, facendo affluire l’aria dall’esterno. (Il classico “schiocco” che avviene mentre sbadigliate o deglutite è dovuto al fatto che le trombe di Eustachio stanno regolando la pressione nell’orecchio medio.)
  2. permette al muco che si trova nell’orecchio medio di fuoriuscire nella gola.

Un’infezione all’orecchio è di solito causata da batteri e spesso inizia a seguito di un mal di gola, un raffreddore o anche un’allergia che colpisca le vie aeree superiori. Se l’infezione delle vie respiratorie superiori è batterica, questi stessi batteri possono diffondersi al orecchio medio e mettere in difficoltà la tromba di Eustacchio, che non sarà più in grado di scaricare efficacemente il materiale che si accumula nell’orecchio medio; se l’infezione è causata da un virus, come un raffreddore, i batteri possono proliferare grazie all’ambiente che si crea (sovrainfezione batterica) e in questo caso il mal d’orecchio nasce da un’infezione cosiddetta secondaria.

Di fatto, in a prescindere dalla situazione, a causa dell’infezione il fluido si accumula dietro il timpano.

L’infiammazione della zona dell’orecchio medio è nota come otite media; i medici, quando parlano di infezione dell’orecchio, di norma si riferiscono proprio all’otite media acuta piuttosto che all’infezione nota come otite esterna.

L’otite media acuta comporta la presenza di fluidi, di solito pus (da cui il nome di otite catarrale), nell’orecchio medio: i suoi sintomi principali sono

  • il mal d’orecchio,
  • il rossore del timpano
  • e in alcuni casi anche la febbre.

Cause

In genere le infezioni sono dovute a batteri e spesso seguono un mal di gola, un raffreddore o un’altra infezione del tratto respiratorio superiore.

  • Se l’infezione del tratto respiratorio è batterica, i germi all’origine di tale infezione possono raggiungere l’orecchio medio;
  • se è virale, per esempio un raffreddore, questa può predisporre un ambiente favorevole alla colonizzazione di batteri, che possono quindi infettare l’orecchio medio come infezione secondaria.

L’infezione causa un accumulo di liquidi dietro il timpano.

Fattori di rischio

Le otiti si verificano con maggior frequenza nei bambini ed in particolare:

  • nei maschi,
  • nei soggetti con precedenti famigliari di infezioni dell’orecchio,
  • in caso di esposizione al fumo di sigaretta,
  • in caso di allattamento con il biberon,
  • in caso di frequentazione dell’asilo.
  • durante la stagione invernale, quando sono più comuni le infezioni delle vie aeree superiori e i raffreddori.

Le ragioni per cui i bambini sono più soggetti sono numerose:

  • Nel bambino le tube di Eustachio sono più piccole e pianeggianti. Questo ostacola la fuoriuscita dei liquidi, anche in condizioni normali. Se le tube di Eustachio sono gonfie o bloccate dal muco dovuto al raffreddore o ad altra infezione respiratoria, il liquido può non riuscire a uscire.
  • Il sistema immunitario del bambino non è efficace come quello di un adulto perché ancora immaturo. Il bambino ha quindi più difficoltà a combattere le infezioni.
  • Come parte del sistema immunitario, le adenoidi reagiscono al passaggio di batteri da naso e bocca. Talvolta, i batteri rimangono intrappolati nelle adenoidi, causando infezioni croniche che possono poi migrare nelle tube di Eustachio e raggiungere l’orecchio medio.

Trasmissione

Le infezioni dell’orecchio non sono contagiose, ma possono essere trasmessi il raffreddore o le altre patologie da raffreddamento che ne favoriscono la comparsa

Sintomi

Ci sono tre tipi principali di infezioni dell’orecchio, ciascuna con una propria combinazione caratteristica di sintomi.

  • L’otite media acuta è l’infezione più frequente. A seguito dell’infezione di parti dell’orecchio medio, essudati e liquidi si accumulano dietro al timpano. Ciò causa una sintomatologia dolorosa, nota come otalgia. Il bambino può anche avere febbre.
  • L’otite media effusiva si manifesta talvolta dopo un’infezione dell’orecchio se il liquido rimane intrappolato dietro al timpano. Il bambino può non manifestare sintomi, ma il medico sarà in grado di rilevare la raccolta di liquido tramite uno speciale strumento.
  • L’otite media effusiva cronica avviene quando il liquido rimane nell’orecchio medio per un tempo prolungato o in seguito a frequenti recidive, anche in assenza di infezione. Questa forma riduce la resistenza a nuove infezioni e può avere ripercussioni sull’udito.

I segni e i sintomi dell’otite media acuta possono variare ed essere molto lievi oppure gravi:

  • Il fluido che si accumula nell’orecchio medio può esercitare pressione contro il timpano, provocando mal d’orecchio. Se il bambino è più grande può lamentarsi per il mal d’orecchie, invece se è più piccolo può toccarsi l’orecchio oppure semplicemente dare segni di irritabilità o piangere più del solito.
  • Anche sdraiarsi, masticare e succhiare possono causare dolorosi sbalzi di pressione nell’orecchio medio, quindi il bambino potrebbe mangiare di meno o avere problemi di sonno.
  • Se la pressione dovuta all’accumulo del fluido è abbastanza alta può far rompere il timpano e come risultato si ha la fuoriuscita di fluidi dall’orecchio. In questo modo la pressione che grava sul timpano diminuisce e il dolore di solito risulta alleviato.
  • L’accumulo di fluidi nell’orecchio medio blocca le onde sonore e quindi può causare problemi di udito temporanei. È possibile che il bambino:
    • non reagisca ai suoni o ai rumori meno intensi,
    • alzi il volume della televisione o della radio,
    • parli a voce più alta del solito,
    • sembri disattento a scuola,
    • manifesti:

Nei bambini più piccoli, ancora incapaci di comunicare il proprio disagio, un possibile mal d’orecchio può essere riconosciuto in base ai seguenti segni e sintomi:

  • continuo toccarsi e tirare l’orecchio,
  • irritabilità,
  • calo dell’appetito,
  • irrequietezza durante la notte,
  • tosse e/o nasino che cola,
  • diarrea,
  • mancanza di risposta a suoni deboli e disattenzione a quello che succede attorno (per riduzione dell’udito),
  • difficoltà di equilibrio.

Al contrario l’otite media sierosa spesso non presenta alcun sintomo, anche se in alcuni bambini il siero accumulato nell’orecchio medio può creare una sensazione di orecchio pieno o di scoppio. Come nel caso dell’otite media acuta il fluido accumulato dietro il timpano può bloccare le onde sonore, quindi può verificarsi una diminuzione temporanea dell’udito, che potrebbe passare inosservata.

In alcuni casi, il timpano può andare incontro a perforazione e così comparire pus fin all’esterno del canale auricolare.

Infezioni dell’orecchio spesso sono collegate con quelle delle vie aeree superiori e quindi anche con i sintomi più frequenti di queste ultime, come ad esempio il naso che cola, il raffreddore o la tosse.

Durata e complicazioni

Le infezioni dell’orecchio medio di solito guariscono spontaneamente entro 2 o 3 giorni, senza che sia necessaria alcuna terapia specifica.

In caso di prescrizione di una terapia i miglioramenti dovrebbero verificarsi entro qualche giorno dalla visita medica, se così non fosse occorre richiamare il medico. Il bambino potrebbe aver bisogno di un antibiotico o un antibiotico diverso se già prescritto in precedenza. Una volta risolta l’infezione, può rimanere del liquido nell’orecchio medio, anche se in genere scompare entro tre – sei settimane.

Persino dopo la terapia antibiotica per un episodio di otite media acuta i fluidi possono rimanere nell’orecchio medio anche per alcuni mesi.

Le complicanze delle infezioni dell’orecchio medio sono rare, ma quando si verificano possono essere particolarmente gravi.

La maggior parte delle complicazioni sono il risultato dell’infezione che si estende ad un’altra parte dell’orecchio o della testa, tra cui:

  • ossa dietro l’orecchio (mastoidite),
  • orecchio interno (labirintite),
  • membrane protettive che circondano il cervello e il midollo spinale (meningite).

Si tratta in ogni caso di condizioni che richiedono l’immediato ricovero ospedaliero.

Quando chiamare il medico

La maggior parte dei casi di otite media passano nel giro di pochi giorni, quindi spesso non c’è bisogno che il bambino venga visitato, a meno che:

  • i sintomi non migliorino dopo 2-3 giorni,
  • il dolore sia molto forte,
  • compaia del pus dall’interno dell’orecchio (in alcuni casi si manifesta l’otite media cronica suppurativa, una condizione caratterizzata da una perdita di pus che può durare per mesi, seppure senza dolore),
  • fattori di rischio preesistenti, come la fibrosi cistica o una malattia cardiaca congenita, che potrebbe rendere le complicanze più probabili e temibili.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per l’otite media inizia con una valutazione clinica approfondita. Il medico indagherà l’insorgenza dei sintomi, la presenza di infezioni respiratorie recenti e il grado di malessere del bambino. L’obiettivo principale è distinguere tra Otite Media Acuta (OMA), caratterizzata da un’infezione attiva, e Otite Media Effusiva (OME), definita dalla presenza di liquido non infetto.

Otoscopia pneumatica

Lo strumento fondamentale per la diagnosi è l’otoscopio, una luce dotata di lenti che permette di visualizzare la membrana timpanica. Nei protocolli clinici attuali, l’uso dell’otoscopio pneumatico è considerato il gold standard. Questo dispositivo consente al medico di soffiare una piccola quantità d’aria nel condotto uditivo: se il timpano non si muove o si muove poco, è molto probabile che vi sia un accumulo di liquido (effusione) nell’orecchio medio. Un timpano infetto appare tipicamente arrossato, opaco e, soprattutto, estroflesso (bombato) verso l’esterno a causa della pressione del pus.

Timpanometria

In casi di incertezza o per monitorare la persistenza del liquido dopo un’infezione, il medico può ricorrere alla timpanometria. Questo esame non invasivo misura la risposta del timpano alle variazioni di pressione dell’aria e fornisce una rappresentazione grafica (timpanogramma) della funzionalità dell’orecchio medio. È particolarmente utile per confermare la presenza di versamento quando l’esame visivo non è conclusivo.

Esami audiometrici

Se le infezioni sono ricorrenti o se il liquido persiste per oltre tre mesi, può essere raccomandato un test dell’udito. Questo serve a valutare se il versamento stia influenzando le capacità uditive del bambino, un fattore critico per lo sviluppo del linguaggio e dell’apprendimento.

Cura e terapia

Il trattamento dell’otite media si è evoluto verso un approccio personalizzato che privilegia la gestione dei sintomi e l’uso razionale dei farmaci. Gli obiettivi principali della terapia sono il sollievo immediato dal dolore, la risoluzione dell’infezione e la prevenzione delle recidive e delle complicanze uditive.

Le opzioni terapeutiche includono:

  • Gestione del dolore (analgesici).
  • Osservazione vigile (vigile attesa).
  • Terapia antibiotica mirata.
  • Interventi chirurgici in casi selezionati.

Gestione del dolore

Il dolore è spesso il sintomo più invalidante. Indipendentemente dalla decisione di assumere antibiotici, il controllo dell’algia è prioritario. Il medico raccomanda generalmente l’uso di paracetamolo o ibuprofene ai dosaggi corretti per il peso del bambino. È fondamentale ricordare che l’ aspirina non deve mai essere somministrata ai minori per il rischio di sindrome di Reye, una rara ma grave complicazione.

Strategia della vigile attesa

Poiché molte otiti medie si risolvono spontaneamente grazie al sistema immunitario, le attuali linee guida suggeriscono spesso un periodo di osservazione di 48-72 ore prima di iniziare gli antibiotici, specialmente se il bambino ha più di 6 mesi, i sintomi sono lievi e interessano un solo orecchio. Durante questo periodo, i genitori monitorano il bambino e intervengono solo sul dolore. Se i sintomi non migliorano o peggiorano, si procede con la terapia antibiotica.

Terapia antibiotica

L’uso degli antibiotici è riservato ai casi con diagnosi certa, sintomi gravi (febbre alta, dolore intenso) o bambini molto piccoli (sotto i 6 mesi). Il farmaco di prima scelta è solitamente l’amoxicillina ad alte dosi; in caso di recidive recenti o fallimento terapeutico, si utilizza l’amoxicillina associata all’acido clavulanico (Augmentin). È cruciale completare l’intero ciclo prescritto, anche se il bambino appare guarito dopo le prime dosi, per evitare lo sviluppo di resistenze batteriche.

Trattamenti chirurgici

Per i bambini che soffrono di otiti ricorrenti (più di 3-4 episodi in sei mesi) o di otite media effusiva persistente che causa ipoacusia, il pediatra può indirizzare a un otorinolaringoiatra per valutare l’inserimento di tubicini di ventilazione (drenaggi transtimpanici). Questi piccoli dispositivi permettono l’ingresso dell’aria nell’orecchio medio e il drenaggio dei liquidi, riducendo drasticamente la frequenza delle infezioni. In alcuni casi può essere valutata anche l’adenoidectomia per migliorare la funzione della tuba di Eustachio.

Stile di vita e rimedi pratici

Alcune abitudini possono favorire la guarigione e ridurre il disagio. Mantenere il bambino in posizione semiseduta, specialmente durante il sonno o i pasti, può aiutare a diminuire la pressione nell’orecchio medio. È essenziale garantire un’idratazione adeguata per fluidificare le secrezioni. Evitare rigorosamente l’esposizione al fumo passivo è una delle misure più efficaci per ridurre l’infiammazione delle mucose respiratorie e facilitare il drenaggio naturale dell’orecchio.

Prevenzione

Attualmente, il modo migliore di prevenire le infezioni dell’orecchio è la riduzione dei fattori di rischio associati, ecco alcuni suggerimenti che possono aiutare a ridurre il rischio di otite nel bambino:

  1. Vaccinare il bambino contro l’influenza. Assicurarsi di ripetere la vaccinazione ogni anno.
  2. Si raccomanda di vaccinare il bambino con il vaccino coniugato antipneumococcico 13valente (PCV13). Il PCV13 protegge da più tipi di batteri del vaccino precedente, il PCV7. Se il bambino è già stato vaccinato con il PCV7, consultare il medico su come effettuare la transizione al PCV13. È scientificamente dimostrato che i bambini vaccinati sono meno suscettibili alle infezioni dell’orecchio dei bambini non vaccinati. La vaccinazione è fortemente raccomandata nei bambini che frequentano l’asilo.
  3. Lavarsi spesso le mani. Lavarsi le mani impedisce la diffusione di germi e può aiutare a prevenire raffreddori o influenza.
  4. Evitare di esporre il bambino al fumo di sigaretta. La ricerca scientifica ha dimostrato che i lattanti esposti al fumo passivo hanno otiti più frequenti.
  5. Non mettere a letto il bambino, né per un sonnellino né per la notte, con il biberon.
  6. Non lasciare che bambini ammalati stiano insieme. Per quanto possibile, limitare il contatto tra un bambino malato e altri bambini.
  7. Allattare al seno i neonati per almeno sei mesi, quando possibile: in questo modo si prevengono gli episodi precoci di infezioni all’orecchio Se il bambino viene allattato con il biberon tenerlo leggermente piegato da un lato, anziché lasciarlo sdraiato con il biberon.

Ricordate anche che i farmaci utili contro il raffreddore e le allergie, ad esempio gli antistaminici e gli decongestionanti, non hanno alcuna utilità per la prevenzione delle infezioni all’orecchio.

Nonostante queste precauzioni, alcuni bambini continuano ad avere infezioni dell’orecchio medio, talvolta fino a cinque o sei all’anno. Il medico può decidere di aspettare per diversi mesi per vedere l’evoluzione spontanea; se le infezioni continuano a recidivare e gli antibiotici non sono di aiuto, tuttavia, molti medici raccomandano il ricorso a una procedura chirurgica che inserisce un piccolo tubo di ventilazione nel timpano per migliorare il flusso di aria e impedire l’accumulo di liquido nell’orecchio medio. I tubi usati più di frequente vengono tenuti in posizione per sei – nove mesi e richiedono visite di controllo finché non cadono.

Se l’inserimento del tubo non è efficace nel prevenire infezioni, il medico può consigliare l’asportazione delle adenoidi per evitare la diffusione di un’infezione alle tube di Eustachio.

Fonti e bibliografia

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Cos'è l'otite media?

L'otite media è un'infezione che interessa la zona tra la membrana timpanica e l'orecchio interno; molto diffuse soprattutto nei bambini, hanno in genere un'ottima prognosi (spesso senza necessità di trattamento, salvo eventualmente il sollievo dal dolore).

Quali sono i sintomi dell'otite media?

Negli adulti, in genere, sono presenti dolore, riduzione dell'udito e spurgo dall'orecchio; nel bambino è possibile osservare: dolore (nei più piccoli si osserva un continuo toccarsi l'orecchio), difficoltà a dormire, pianto frequente, riduzione dell'udito (il bimbo non reagisce a stimoli normali), difficoltà di equilibrio, febbre, fuoriuscita di liquido dall'orecchio, mal di testa, perdita di appetito.

Quali sono i tempi di guarigione?

In molti casi si osserva una guarigione spontanea in 2 o 3 giorni, senza necessità di terapia specifica; più raramente può essere utile il ricorso ad una terapia antibiotica, che permette una risoluzione in pochi giorni.

Come si cura?

Nella maggior parte dei casi è sufficiente il ricorso a farmaci antinfiammatori/antidolorifici in grado di fornire sollievo al dolore (ed eventualmente alla febbre); nei casi di infezioni più importanti è possibile valutare il ricorso ad antibiotici.

Può colpire anche gli adulti?

Sì, l'infezione dell'orecchio medio può interessare anche soggetti adulti, anche se si tratta di una minoranza di casi.

Fluimucil va bene per orecchie tappate?

Fluimucil è un mucolitico e non è specificamente indicato per le orecchie che sembrano congestionate, ma può aiutare a fluidificare il muco nelle vie respiratorie. È importante consultare un medico per un trattamento mirato.

A cosa serve Bentelan per il mal di orecchie nei bambini?

Bentelan è un corticosteroide utilizzato per ridurre l'infiammazione e il dolore. Nei bambini con mal di orecchie può essere prescritto per alleviare i sintomi legati all'infiammazione dell'orecchio medio, tra cui il dolore.

Cosa fare se l'otite non passa dopo antibiotico e cortisone?

Se l'otite non passa dopo il trattamento con antibiotici e cortisone è fondamentale contattare il medico. Potrebbe essere necessaria una rivalutazione della situazione, identificando se ci sono altre complicazioni o se è necessario un cambio di terapia.

Quando è opportuno portare mio figlio al medico per un dolore all'orecchio?

È consigliabile portare il bambino dal medico se manifesta dolore persistente all'orecchio, specialmente se è accompagnato da febbre, irritabilità, o difficoltà a dormire.

Cosa posso fare se il mio bambino ha un forte dolore all'orecchio e non riesce a dormire?

In caso di dolore intenso all'orecchio, è consigliabile contattare telefonicamente il pediatra o la guardia medica per ricevere indicazioni su come gestire il dolore. Potrebbe essere opportuno somministrare un antidolorifico adeguato per alleviare il disagio.

Che antibiotico posso dare a mio figlio che ha dolore all'orecchio?

Non è consigliato somministrare antibiotici senza una prescrizione medica specifica.

Ci sono pratiche preventive per ridurre l'incidenza di otiti nei bambini?

Per prevenire le otiti nei bambini potrebbe essere utile effettuare quotidiani lavaggi nasali con soluzione salina, che aiutano a mantenere pulite le cavità nasali e a prevenire l'accumulo di muco. È utile evitare il fumo passivo e assicurarsi che i bambini siano adeguatamente idratati. Infine, anche una corretta igiene delle mani e l'evitamento di contatti ravvicinati con persone malate possono contribuire a ridurre il rischio di infezioni delle vie respiratorie superiori che possono portare a otiti.
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