Otorrea: perché esce un liquido dall’orecchio e cos’è?

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Cos’è l’otorrea?

L’otorrea, termine medico che indica la fuoriuscita di materiale dall’orecchio, è un sintomo relativamente frequente in ambito otorinolaringoiatrico.

Il liquido può essere di natura variabile:

  • pus,
  • sangue,
  • cerume,
  • liquido cerebrospinale,
  • sierosa non purulenta.

Non si tratta quindi di una malattia in sé, ma piuttosto un campanello d’allarme che segnala un’alterazione, spesso infiammatoria o infettiva, dell’orecchio esterno, medio o, più raramente, interno.

Richiami di anatomia

L’orecchio si divide in tre porzioni:

  • Orecchio esterno: padiglione auricolare e condotto uditivo esterno
  • Orecchio medio: cavità timpanica e catena ossiculare
  • Orecchio interno: coclea e apparato vestibolare

La membrana timpanica separa l’orecchio esterno da quello medio. Quando si manifesta una secrezione è fondamentale stabilire da dove proviene: un timpano integro suggerisce un’origine esterna, mentre una perforazione orienta verso l’orecchio medio.

Cause di otorrea in bambini e adulti

Otorino valuta orecchio di una paziente con l'otoscopio

Shutterstock/2283780095

Le secrezioni auricolari possono variare per colore, consistenza e odore, offrendo indizi importanti sulla causa sottostante.

? Otorrea purulenta (pus)

  • Otite esterna (batterica o micotica): dolore, arrossamento del condotto e secrezione spesso maleodorante. Tipica nei nuotatori.
  • Otite media acuta con perforazione timpanica: dolore improvviso seguito da miglioramento con fuoriuscita di pus.
  • Otite media cronica supurativa: perforazione timpanica permanente con secrezione ricorrente.

⚪ Otorrea sierosa o sieromucosa (chiara o giallastra, non purulenta)

  • Otite media con effusione: fluido non infetto nell’orecchio medio, comune nei bambini, spesso legata a disfunzione tubarica.
  • Otite barotraumatica: dovuta a sbalzi di pressione, come in volo o immersione.

? Otorrea ematica (con sangue)

  • Traumi: da pulizia auricolare impropria o da traumi cranici.
  • Neoplasie: rare, ma da considerare in presenza di sanguinamento persistente.
  • Infezioni micotiche (otomicosi): talvolta accompagnate da microemorragie.

? Liquorrea otica (fuoriuscita di liquido cerebrospinale)

Grave ma rara, può derivare da:

  • Frattura della base cranica con coinvolgimento dell’osso temporale.
  • Fistole liquorali post-chirurgiche o post-traumatiche.

Diagnosi

L’approccio diagnostico all’otorrea deve essere sistematico, partendo da una buona anamnesi, passando per l’esame fisico, e, quando necessario, integrando con esami di laboratorio e strumentali. L’obiettivo è sempre quello di identificare la causa precisa della secrezione, valutando la sede di origine (orecchio esterno, medio o interno) e la natura del materiale espulso.

Anamnesi: le domande giuste fanno la differenza

Una raccolta accurata della storia clinica orienta già verso la diagnosi nella maggior parte dei casi:

  • Durata e caratteristiche della secrezione: è purulenta? Sierosa? Ematica? Maleodorante?
  • Sintomi associati: dolore, ipoacusia, febbre, prurito, vertigini o acufeni?
  • Fattori scatenanti: recenti immersioni, voli, traumi cranici, otiti ricorrenti, uso improprio di cotton fioc o apparecchi acustici.
  • Precedenti chirurgici all’orecchio (es. timpanoplastica, drenaggi transtimpanici).
  • Malattie sistemiche o immunodeficienze, che possono predisporre a infezioni gravi o atipiche.

Esame obiettivo otorinolaringoiatrico

  • Otoscopia: è l’esame cardine. Permette di visualizzare direttamente:
    • Lo stato del condotto uditivo esterno (segni di infiammazione, micosi, lesioni)
    • L’eventuale presenza di corpi estranei, polipi o detriti
    • Il timpano: se è integro o perforato, retratto, opaco o con secrezioni retrostanti
  • In alcuni casi può essere necessario il lavaggio auricolare (se il condotto è occluso da cerume o pus) per permettere una valutazione più accurata.

Esami di laboratorio

In alcuni pazienti potrebbe essere richiesto:

  • Esame colturale della secrezione: utile nei casi persistenti o recidivanti per identificare batteri, funghi o infezioni miste e guidare una terapia mirata.
  • Esame citologico: raramente utilizzato, ma può evidenziare cellule infiammatorie o neoplastiche in caso di sospette lesioni tumorali.
  • Beta-2 transferrina: test molto specifico per diagnosticare la liquorrea otica. Presenza di questo marker nel liquido conferma che si tratta di liquido cerebrospinale.

Esami strumentali (in casi selezionati)

Quando l’otorrea è atipica, cronica o complicata, si ricorre a indagini di secondo livello:

  • Timpanometria: valuta la mobilità della membrana timpanica e la pressione nell’orecchio medio. Utile per diagnosticare otite media con effusione o disfunzione tubarica.
  • Audiometria tonale: per valutare eventuali deficit uditivi associati, di tipo trasmissivo (es. otite media), neurosensoriale o misto.
  • TC (Tomografia Computerizzata) dell’osso temporale: indicata in caso di:
    • Otite cronica complicata
    • Sospetto colesteatoma
    • Valutazione di erosioni ossee
    • Traumi cranici con otorrea trasparente (per sospetta fistola liquorale)
  • Risonanza Magnetica (RM): utile per identificare complicanze intracraniche, masse infiammatorie o neoplastiche, e per una valutazione più accurata del labirinto e delle strutture adiacenti.

Cosa fare in caso di otorrea?

Il trattamento dipende dalla causa identificata.

Quando preoccuparsi?

Non tutte le secrezioni auricolari richiedono interventi urgenti, ma è importante sapere quando è sufficiente rivolgersi al medico di base o allo specialista e quando, invece, serve un intervento tempestivo in pronto soccorso.

?‍⚕️ Consultare il medico (medico di base o otorino)

  • La secrezione dura più di 2-3 giorni senza migliorare
  • Si presenta più volte nel tempo (otorrea ricorrente)
  • È accompagnata da:
    • Prurito o fastidio, ma non dolore severo
    • Lieve riduzione dell’udito
    • Odore sgradevole o pus, ma senza febbre alta
  • C’è una storia di otiti frequenti o interventi auricolari (es. drenaggi, timpanoplastica)
  • Dopo il nuoto compare una secrezione sierosa o chiara

? Andare in pronto soccorso se:

  • Compare dopo un trauma cranico, soprattutto se la secrezione è trasparente (possibile fuoriuscita di liquido cerebrospinale)
  • La secrezione è mista a sangue senza causa evidente
  • È associata a:
    • Febbre alta
    • Dolore intenso e improvviso all’orecchio
    • Vertigini, perdita dell’equilibrio o acufeni intensi
    • Alterazioni della coscienza o sintomi neurologici (es. confusione, rigidità nucale)
  • C’è un peggioramento rapido delle condizioni generali
  • È presente in un bambino molto piccolo, soprattutto sotto i 6 mesi, con febbre o irritabilità
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