Cos’è l’otorrea?
L’otorrea, termine medico che indica la fuoriuscita di materiale dall’orecchio, è un sintomo relativamente frequente in ambito otorinolaringoiatrico.
Il liquido può essere di natura variabile:
- pus,
- sangue,
- cerume,
- liquido cerebrospinale,
- sierosa non purulenta.
Non si tratta quindi di una malattia in sé, ma piuttosto un campanello d’allarme che segnala un’alterazione, spesso infiammatoria o infettiva, dell’orecchio esterno, medio o, più raramente, interno.
Richiami di anatomia
L’orecchio si divide in tre porzioni:
- Orecchio esterno: padiglione auricolare e condotto uditivo esterno
- Orecchio medio: cavità timpanica e catena ossiculare
- Orecchio interno: coclea e apparato vestibolare
La membrana timpanica separa l’orecchio esterno da quello medio. Quando si manifesta una secrezione è fondamentale stabilire da dove proviene: un timpano integro suggerisce un’origine esterna, mentre una perforazione orienta verso l’orecchio medio.
Cause di otorrea in bambini e adulti

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Le secrezioni auricolari possono variare per colore, consistenza e odore, offrendo indizi importanti sulla causa sottostante.
? Otorrea purulenta (pus)
- Otite esterna (batterica o micotica): dolore, arrossamento del condotto e secrezione spesso maleodorante. Tipica nei nuotatori.
- Otite media acuta con perforazione timpanica: dolore improvviso seguito da miglioramento con fuoriuscita di pus.
- Otite media cronica supurativa: perforazione timpanica permanente con secrezione ricorrente.
⚪ Otorrea sierosa o sieromucosa (chiara o giallastra, non purulenta)
- Otite media con effusione: fluido non infetto nell’orecchio medio, comune nei bambini, spesso legata a disfunzione tubarica.
- Otite barotraumatica: dovuta a sbalzi di pressione, come in volo o immersione.
? Otorrea ematica (con sangue)
- Traumi: da pulizia auricolare impropria o da traumi cranici.
- Neoplasie: rare, ma da considerare in presenza di sanguinamento persistente.
- Infezioni micotiche (otomicosi): talvolta accompagnate da microemorragie.
? Liquorrea otica (fuoriuscita di liquido cerebrospinale)
Grave ma rara, può derivare da:
- Frattura della base cranica con coinvolgimento dell’osso temporale.
- Fistole liquorali post-chirurgiche o post-traumatiche.
Diagnosi
L’approccio diagnostico all’otorrea deve essere sistematico, partendo da una buona anamnesi, passando per l’esame fisico, e, quando necessario, integrando con esami di laboratorio e strumentali. L’obiettivo è sempre quello di identificare la causa precisa della secrezione, valutando la sede di origine (orecchio esterno, medio o interno) e la natura del materiale espulso.
Anamnesi: le domande giuste fanno la differenza
Una raccolta accurata della storia clinica orienta già verso la diagnosi nella maggior parte dei casi:
- Durata e caratteristiche della secrezione: è purulenta? Sierosa? Ematica? Maleodorante?
- Sintomi associati: dolore, ipoacusia, febbre, prurito, vertigini o acufeni?
- Fattori scatenanti: recenti immersioni, voli, traumi cranici, otiti ricorrenti, uso improprio di cotton fioc o apparecchi acustici.
- Precedenti chirurgici all’orecchio (es. timpanoplastica, drenaggi transtimpanici).
- Malattie sistemiche o immunodeficienze, che possono predisporre a infezioni gravi o atipiche.
Esame obiettivo otorinolaringoiatrico
- Otoscopia: è l’esame cardine. Permette di visualizzare direttamente:
- Lo stato del condotto uditivo esterno (segni di infiammazione, micosi, lesioni)
- L’eventuale presenza di corpi estranei, polipi o detriti
- Il timpano: se è integro o perforato, retratto, opaco o con secrezioni retrostanti
- In alcuni casi può essere necessario il lavaggio auricolare (se il condotto è occluso da cerume o pus) per permettere una valutazione più accurata.
Esami di laboratorio
In alcuni pazienti potrebbe essere richiesto:
- Esame colturale della secrezione: utile nei casi persistenti o recidivanti per identificare batteri, funghi o infezioni miste e guidare una terapia mirata.
- Esame citologico: raramente utilizzato, ma può evidenziare cellule infiammatorie o neoplastiche in caso di sospette lesioni tumorali.
- Beta-2 transferrina: test molto specifico per diagnosticare la liquorrea otica. Presenza di questo marker nel liquido conferma che si tratta di liquido cerebrospinale.
Esami strumentali (in casi selezionati)
Quando l’otorrea è atipica, cronica o complicata, si ricorre a indagini di secondo livello:
- Timpanometria: valuta la mobilità della membrana timpanica e la pressione nell’orecchio medio. Utile per diagnosticare otite media con effusione o disfunzione tubarica.
- Audiometria tonale: per valutare eventuali deficit uditivi associati, di tipo trasmissivo (es. otite media), neurosensoriale o misto.
- TC (Tomografia Computerizzata) dell’osso temporale: indicata in caso di:
- Otite cronica complicata
- Sospetto colesteatoma
- Valutazione di erosioni ossee
- Traumi cranici con otorrea trasparente (per sospetta fistola liquorale)
- Risonanza Magnetica (RM): utile per identificare complicanze intracraniche, masse infiammatorie o neoplastiche, e per una valutazione più accurata del labirinto e delle strutture adiacenti.
Cosa fare in caso di otorrea?
Il trattamento dipende dalla causa identificata.
Quando preoccuparsi?
Non tutte le secrezioni auricolari richiedono interventi urgenti, ma è importante sapere quando è sufficiente rivolgersi al medico di base o allo specialista e quando, invece, serve un intervento tempestivo in pronto soccorso.
?⚕️ Consultare il medico (medico di base o otorino)
- La secrezione dura più di 2-3 giorni senza migliorare
- Si presenta più volte nel tempo (otorrea ricorrente)
- È accompagnata da:
- Prurito o fastidio, ma non dolore severo
- Lieve riduzione dell’udito
- Odore sgradevole o pus, ma senza febbre alta
- C’è una storia di otiti frequenti o interventi auricolari (es. drenaggi, timpanoplastica)
- Dopo il nuoto compare una secrezione sierosa o chiara
? Andare in pronto soccorso se:
- Compare dopo un trauma cranico, soprattutto se la secrezione è trasparente (possibile fuoriuscita di liquido cerebrospinale)
- La secrezione è mista a sangue senza causa evidente
- È associata a:
- Febbre alta
- Dolore intenso e improvviso all’orecchio
- Vertigini, perdita dell’equilibrio o acufeni intensi
- Alterazioni della coscienza o sintomi neurologici (es. confusione, rigidità nucale)
- C’è un peggioramento rapido delle condizioni generali
- È presente in un bambino molto piccolo, soprattutto sotto i 6 mesi, con febbre o irritabilità