Introduzione
Per mastoidite si intende l’infiammazione, di natura infettiva, della mastoide (o celle mastoidee). La mastoide costituisce una porzione ossea dell’osso temporale che si localizza posteriormente (dietro) all’orecchio.
La patologia è dovuta quasi sempre all’estensione di un processo infettivo che inizia dall’orecchio medio (otite media acuta o cronica) e colpisce tipicamente i bambini.
La mastoidite si presenta generalmente con i seguenti sintomi:
- otalgia (dolore all’orecchio),
- otorrea (secrezione di vario tipo dall’orecchio),
- perdita dell’udito nell’orecchio interessato,
- dolore a livello della mastoide (posteriormente all’orecchio),
- tumefazione retro-auricolare (gonfiore e arrossamento dietro l’orecchio),
- febbre,
- astenia e malessere generalizzato,
- dolore e rigidità cervicale,
- mal di testa.
La diagnosi è agevole sulla base dell’anamnesi, dell’esame obiettivo e dei sintomi (dimostrando un concomitante processo infettivo a carico dell’orecchio medio). In caso di complicanze più o meno gravi può rendersi necessaria l’esecuzione di una TC.
La mastoidite viene curata con antibiotici ed antinfiammatori con guarigione quasi sempre ottimale. In rari casi sarà necessario procedere al drenaggio chirurgico di un eventuale ascesso formatosi, e alla mastoidectomia con rimozione chirurgica della porzione ossea infetta.
La prognosi è di norma benigna, poiché il quadro infettivo è prontamente risolto dalla terapia antibiotica e antinfiammatoria; in caso di otite media e mastoidite è comunque sempre necessario rivolgersi ad un medico che, riconoscendo la patologia, fornirà un trattamento precoce, adeguato ed efficace, evitando la comparsa di possibili complicanze.

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Cause
Nell’ultimo decennio, grazie al pronto riconoscimento dell’otite media, nonché al trattamento efficace con antibiotici, i casi di mastoidite sono in forte diminuzione.
La mastoidite è molto rara negli adulti e si presenta invece soprattutto nei bambini, principalmente in caso di alterazioni rino-faringee (naso e gola) ed un passato di otiti medie ricorrenti.
Nel 90% dei casi l’infezione è dovuta all’estensione del processo infiammatorio-infettivo a partenza dall’orecchio medio, mentre nei restanti pazienti è possibile individuare altre patologie che possono secondariamente innescare un quadro di mastoidite, come ad esempio:
- meningite (soprattutto la forma purulenta batterica),
- fratture craniche a livello dell’osso temporale,
- trombosi del seno cavernoso,
- ascesso cerebrale.
Gli agenti eziologici responsabili della mastoidite sono essenzialmente batteri, gli stessi che provocano l’otite media:
- streptoccoccus Pneumoniae,
- streptoccoccus Pyogenes,
- haemophilus Influenzae,
- pseudomonas Aeruginosa.
Sintomi
La mastoidite può essere classificata come:
- acuta,
- cronica.
Mastoidite acuta
La mastoidite acuta è un processo infiammatorio-infettivo di natura purulenta (cioè con formazione di pus).
I sintomi principali che la caratterizzano sono:
- febbre anche elevata ed astenia,
- otalgia e otorrea (dolore all’orecchio e fuoriuscita di pus)
- sporgenza laterale del padiglione auricolare,
- pianto ed irritabilità (soprattutto nel bambino molto piccolo),
- perforazione del timpano,
- edema ed arrossamento retro-auricolare.

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Mastoidite cronica
In questo caso l’infiammazione delle celle mastoidee è secondaria ad un’otite media ricorrente, oppure ad un colesteatoma (raccolta anomala di cellule della pelle all’interno dell’orecchio, tanto da impedirne il corretto drenaggio e la conseguente comparsa d’infezione) che col passare del tempo può sviluppare una mastoidite. I sintomi in questo caso sono:
- otalgia e otorrea ricorrenti,
- cefalea,
- febbre ricorrente con episodi di breve durata,
- alterazione della capacità uditiva (ipoacusia di tipo trasmissivo),
- dolore e rigidità cervicale (per estensione del processo ai tessuti profondi del collo).
Complicazioni
Le complicanze possono essere potenzialmente piuttosto gravi. La mastoide con le sue celle è in comunicazione con la fossa cranica posteriore, ciò significa che una mastoidite potrà complicarsi con patologie cerebrali come una meningite o un ascesso cerebrale.
Potranno presentarsi inoltre:
- osteomielite con distruzione ossea,
- sepsi,
- ascesso cervicale,
- paralisi dei nervi cranici.
Diagnosi
Il percorso diagnostico per la mastoidite integra la valutazione clinica immediata con tecniche di imaging avanzate, fondamentali per definire l’estensione dell’infezione verso le strutture intracraniche.
Esame clinico e otoscopia
Il medico inizia solitamente con l’ispezione della regione retroauricolare, cercando segni di arrossamento, calore e il tipico spostamento in avanti del padiglione auricolare. Attraverso l’impiego dell’otoscopio, è possibile visualizzare i segni di un’otite media acuta concomitante, come un timpano arrossato, estroflesso o perforato con fuoriuscita di pus. Un segno clinico rilevante è l’abbassamento della parete postero-superiore del condotto uditivo esterno, indicativo di una pressione infiammatoria importante.

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Valutazione dei fattori di rischio
L’indagine anamnestica è cruciale, specialmente nei bambini. Il medico valuterà la presenza di precedenti otiti ricorrenti, spesso correlate a problematiche come l’ipertrofia delle tonsille, l’infiammazione delle adenoidi o disfunzioni della tuba di Eustachio.
Esami di laboratorio e imaging
Le analisi del sangue sono utili per confermare lo stato infettivo sistemico. Si ricerca solitamente un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi) e l’innalzamento degli indici di flogosi, come la proteina C reattiva (PCR) e la VES. Qualora sia presente otorrea (fuoriuscita di liquido), può essere effettuato un tampone per l’esame colturale, identificando così il batterio responsabile.
Il gold standard per la conferma diagnostica è la TC (tomografia computerizzata) dell’osso temporale. Questo esame permette di:
- Visualizzare l’opacizzazione delle celle mastoidee.
- Identificare l’eventuale distruzione dei setti ossei (mastoidite coalescente).
- Escludere erosioni ossee o ascessi.
In presenza di sospette complicazioni neurologiche (come meningite o trombosi dei seni venosi), può essere integrata una Risonanza Magnetica (RM) con mezzo di contrasto.
Cura
L’obiettivo primario della terapia è l’eliminazione dell’infezione e la prevenzione di danni permanenti all’udito o al sistema nervoso. Data la potenziale gravità, il trattamento richiede spesso l’ospedalizzazione per la somministrazione di farmaci per via endovenosa.
Terapia farmacologica
Il pilastro del trattamento è la terapia antibiotica ad ampio spettro, inizialmente somministrata per via parenterale per garantire la massima efficacia. Una volta identificato il batterio specifico tramite coltura, il medico potrà perfezionare la terapia.
Per il controllo del dolore e dell’infiammazione si utilizzano:
- FANS: farmaci come l’ibuprofene o il ketoprofene aiutano a ridurre il gonfiore e l’otalgia.
- Antipiretici: il paracetamolo (Tachipirina) è il farmaco di scelta per gestire la febbre, specialmente in ambito pediatrico.
Si ricorda una norma di sicurezza fondamentale: l’aspirina non deve mai essere somministrata a bambini o adolescenti sotto i 16 anni a causa del rischio di sindrome di Reye, una condizione rara ma estremamente grave.
Interventi chirurgici
Qualora la terapia medica non mostri miglioramenti entro 24-48 ore, o in presenza di ascessi e distruzione ossea, si rende necessario l’intervento chirurgico:
- Miringotomia: una piccola incisione del timpano per drenare il pus accumulato nell’orecchio medio. In alcuni casi si inserisce un tubicino di ventilazione per favorire il drenaggio continuo.
- Mastoidectomia: una procedura più complessa che consiste nella rimozione chirurgica delle celle mastoidee infette e del tessuto necrotico. Questo intervento è risolutivo nei casi di mastoidite cronica o coalescente.
Stile di vita e prevenzione
Durante il recupero, è essenziale il riposo assoluto in un ambiente confortevole e ben idratato. Il paziente deve evitare l’ingresso di acqua nel condotto uditivo fino a completa guarigione. La prevenzione più efficace resta il trattamento tempestivo e corretto di ogni episodio di otite media. Nei bambini con otiti ricorrenti, il medico potrebbe valutare strategie preventive specifiche per evitare che l’infezione si propaghi nuovamente alla mastoide.
Autore
Dr. Ruggiero Dimonte
Medico ChirurgoIscritto all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Barletta-Andria-Trani n. 2130