Quando prendere l’antibiotico con l’influenza?
Con l’arrivo dei mesi più freddi, i casi di influenza stagionale tornano a colpire milioni di persone, portando con sé sintomi come febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e stanchezza. Tra i dubbi più frequenti che emergono, ce n’è uno che merita un chiarimento definitivo: quando l’antibiotico è utile per curare l’influenza?
La risposta, semplicemente, è quasi mai. Vediamo perché e le possibili eccezioni.
Influenza: una malattia virale
L’influenza è causata da virus influenzali, agenti infettivi che attaccano il nostro sistema respiratorio.
Gli antibiotici, invece, sono farmaci progettati per combattere infezioni batteriche, non virali.
Usare un antibiotico contro l’influenza è come cercare di spegnere un incendio con un martello: non solo è inefficace, ma può anche avere conseguenze negative.
Quando l’antibiotico è necessario?

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Ci sono situazioni specifiche in cui un medico potrebbe prescrivere un antibiotico durante un episodio di influenza. Questo avviene in caso di:
- Sovra-infezione batterica: In alcuni casi, l’influenza può indebolire le difese immunitarie, aprendo la strada a infezioni batteriche secondarie, come ad esempio:
- Polmonite batterica.
- Sinusite.
- Otite media acuta.
- Presenza di condizioni croniche: In pazienti con malattie croniche (ad esempio BPCO, diabete o insufficienza cardiaca), una sovrainfezione può insorgere e soprattutto evolvere più facilmente in complicazioni.
Segnali di allarme
I sintomi che potrebbero indicare una sovrainfezione batterica includono:
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- Febbre persistente per più di 4-5 giorni o che ritorna dopo un periodo di miglioramento.
- Tosse con espettorato purulento o con tracce di sangue.
- Respiro affannoso o dolore al torace.
Perché evitare l’abuso di antibiotici?
L’uso inappropriato di antibiotici non solo non aiuta il paziente contro i virus, ma contribuisce anche al fenomeno della resistenza antimicrobica. I batteri diventano più resistenti ai farmaci, rendendo le infezioni future più difficili (o impossibili) da trattare.
È un problema di salute pubblica globale che riguarda tutti noi.
Prenderli inutilmente, inoltre, espone al rischio di sviluppo effetti collaterali come ad esempio
- eruzioni cutanee,
- mal di stomaco,
- diarrea.
Cosa fare con i sintomi influenzali?
Per gestire l’influenza nel paziente altrimenti sano è in genere più che sufficiente un approccio conservativo:
- Riposo: il corpo ha bisogno di energie per combattere il virus.
- Farmaci sintomatici: paracetamolo o ibuprofene possono alleviare febbre e dolori muscolari (ma NON fanno guarire più rapidamente).
L’antibiotico non è una soluzione per l’influenza e le poche circostanze particolari in cui il suo uso sia giustificato devono essere valutate dal proprio medico.
Quando rivolgersi al medico
Nella tabella sottostante sono illustrati i casi in cui probabilmente il medico vi prescriverà un antibiotico e quelli invece in cui probabilmente non sarà necessario.
| Virus | Batteri |
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| Gli antibiotici servono solo in rari casi | Gli antibiotici possono servire |
Le infezioni di origine virale più diffuse guariscono da sole nel lasso di tempo indicato nella tabella sottostante.
| Infezioni dell’orecchio | 4 giorni |
| Mal di gola | 1 settimana |
| Raffreddore con naso che cola | 7-10 giorni |
| Sinusite | 17-18 giorni |
| Tosse (che di solito compare dopo il raffreddore) | fino a 3 settimane |
Se l’infezione non guarisce entro gli intervalli di tempo qui indicati, o compaiono sintomi indicativi di peggioramento, si raccomanda il parere del medico/pediatra.
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.