BPCO (broncopneumopatia cronico ostruttiva): sintomi, diagnosi, terapia

Ultima modifica

Introduzione

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia cronica e progressiva che causa problemi respiratori. L’aggettivo “progressiva” significa che la malattia tende a peggiorare con il passare del tempo.

La BPCO si può manifestare tra l’altro attraverso

  • tosse con produzione massiccia di catarro,
  • dispnea,
  • fiato corto,
  • senso di costrizione al torace.

È tuttavia importante notare che spesso i pazienti non manifestano alcun sintomo fino alle fasi più avanzate.

Il fumo di sigaretta è la causa principale della condizione, tanto che la maggior parte dei pazienti affetti da questa malattia fuma o fumava in passato. Anche l’esposizione protratta ad altre sostanze che irritano i polmoni, come le sostanze inquinanti, i fumi chimici o le polveri può contribuire alla comparsa della BPCO.

Per comprendere meglio la broncopneumopatia cronica ostruttiva può essere utile capire prima come funzionano i polmoni. L’aria che respiriamo attraversa la trachea e raggiunge i bronchi, due tubicini situati nei polmoni.

All’interno dei polmoni, i bronchi si diramano in migliaia di tubicini più piccoli e sottili (i bronchioli) che, all’estremità, terminano con gli alveoli, cioè con gruppi di minuscole sacche di forma emisferica.

Struttura degli alveoli polmonari

iStock.com/VectorMine

Gli alveoli sono attraversati da piccoli vasi sanguigni detti capillari. Quando l’aria raggiunge gli alveoli, l’ossigeno ne attraversa le pareti per raggiungere il sangue che scorre nei capillari. Contemporaneamente, l’anidride carbonica (il gas di rifiuto) passa, in senso contrario, dai capillari agli alveoli. Questo processo viene prende il nome di scambio gassoso ed è la base della respirazione.

I bronchi e gli alveoli sono elastici:

  • quando inspiriamo, gli alveoli si gonfiano d’aria, come tanti palloncini,
  • quando espiriamo, gli alveoli si sgonfiano e l’aria esce.

Nei pazienti affetti dalla broncopneumopatia cronica ostruttiva, il flusso d’aria che attraversa le vie respiratorie risulta ridotto a causa di una combinazione variabile dei seguenti fattori potenziali:

  • i bronchi e gli alveoli perdono elasticità,
  • molte delle pareti che dividono gli alveoli sono distrutte,
  • le pareti dei bronchi si ispessiscono e si infiammano,
  • i bronchi producono più muco (catarro) del normale, che tende a intasarli.
Ricostruzione grafica e confronto da un polmone sano e quello di un fumatore, che risulta rimpicciolito ed avvizzito.

iStock.com/Nerthuz

Cause

La maggior parte dei casi di broncopneumopatia cronica ostruttiva si verifica in seguito all’esposizione protratta alle sostanze irritanti che danneggiano sia i polmoni sia i bronchi, tipicamente il fumo di sigaretta, ma ovviamente anche la pipa, il sigaro e gli altri modi di fumare il tabacco possono causare la BPCO, soprattutto se il fumo viene inalato.

Il fumo rende conto di circa nove casi su dieci e un fumatore rischia circa 13 volte di più di morire di BPCO rispetto a un non fumatore.

La comparsa di BPCO può anche essere favorita da

  • fumo passivo (il fumo inalato quando si sta nelle vicinanze di qualcun altro che fuma),
  • inquinamento dell’aria,
  • fumi chimici,
  • polveri ambientali o presenti sul luogo di lavoro,
  • un’infanzia caratterizzata da numerose infezioni respiratorie.

In alcuni pazienti potrebbe avere un ruolo determinante anche una malattia genetica detta deficit di alfa-1 antitripsina. Chi è affetto da questa malattia presenta un livello basso di alfa-1 antitripsina (AAT), una proteina prodotta dal fegato, la cui carenza espone allo sviluppo di danni ai polmoni e alla BPCO, se il paziente si espone al fumo o ad altre sostanze che irritano i polmoni. Se soffrite di questa malattia e fumate, la BPCO può peggiorare molto velocemente.

Fattori di rischio

Il principale fattore di rischio relativo allo sviluppo di broncopneumopatia cronica ostruttiva è ovviamente il fumo. La maggior parte dei pazienti affetti dalla BPCO fuma o fumava in passato. Chi ha precedenti in famiglia di questo disturbo corre un rischio maggiore di BPCO se fuma.

La maggior parte dei pazienti affetti dalla BPCO ha più di quarant’anni quando si presentano i sintomi. Solo in rari casi la BPCO colpisce persone di età inferiore ai 40 anni, ad esempio se il paziente è affetto da una malattia genetica detta deficit di alfa-1 antitripsina.

La malattia non è invece contagiosa.

Sintomi

Tra i principali segni e sintomi della broncopneumopatia cronica ostruttiva ricordiamo:

  • tosse cronica o tosse che produce quantità massicce di catarro (spesso viene detta “tosse del fumatore”),
  • fiato corto (dispnea), soprattutto durante l’attività fisica,
  • produzione di sibili quando si respira,
  • aumento della frequenza di comparsa di infezioni respiratorie,
  • cianosi (dita e labbra diventano blu),
  • affaticamento,
  • senso di costrizione al torace.

Questi sintomi spesso compaiono molti anni prima che il flusso d’aria che circola nei polmoni inizi a diminuire, tuttavia

  • non tutti coloro che presentano questi sintomi sono affetti dalla BPCO,
  • non tutti i pazienti affetti dalla BPCO presentano questi sintomi.

Se soffrite di BPCO probabilmente soffrirete di raffreddore o d’influenza con maggior frequenza rispetto alle persone sane. Se la BPCO è molto grave, è probabile che abbiate le caviglie, i piedi o le gambe gonfie (edema), le labbra bluastre (perché il livello dell’ossigeno è molto basso) e il fiato corto.

I sintomi della BPCO di solito peggiorano lentamente: all’inizio sono lievi, tanto da passare spesso inosservati, oppure facilmente gestibili dal paziente stesso che si trova ad adottare piccole modifiche allo stile di vita per respirare meglio, ad esempio prendendo l’ascensore anziché fare le scale.

Con il passare del tempo i sintomi possono aggravarsi abbastanza da spingere il paziente a rivolgersi al medico, perché, ad esempio, può manifestare fiato corto a seguito di un leggero sforzo fisico.

La gravità dei sintomi dipende dall’entità delle lesioni ai polmoni, se si continua a fumare i danni progrediranno più velocemente.

Nella BPCO grave si possono avere anche altri sintomi, come il dimagrimento e la diminuzione della resistenza muscolare.

Per alcuni sintomi molto gravi può essere necessario il ricovero in ospedale.

Quando chiamare il medico

Vi consigliamo di recarvi immediatamente al pronto soccorso, o di farvici portare se non siete in grado, se:

  • Avete molta difficoltà a respirare o a parlare.
  • Le labbra o le dita diventano bluastre o grigiastre (cianosi, sintomo di carenza di ossigeno nel sangue)
  • Incapacità di rimanere vigili (letargia).
  • Il cuore batte molto velocemente (tachicardia).
  • La terapie consigliate per i sintomi in fase di peggioramento non hanno alcun effetto.

Pericoli

La broncopneumopatia cronica ostruttiva è una delle principali cause di disabilità ed è la terza causa di morte a livello globale; si ritiene inoltre che molte più persone potrebbero essere affette da questa malattia senza esserne consapevoli.

È una malattia che insorge lentamente ed in modo subdolo, i cui sintomi spesso peggiorano con l’andare del tempo e possono limitare lo svolgimento delle attività quotidiane. Se la patologia è grave può impedire al paziente di svolgere addirittura le attività basilari, come camminare, cucinare o prendersi cura di se stesso.

Non esiste ancora una cura definitiva per questa patologia e i medici non possono ripristinare completamente la funzione dei tessuti polmonari distrutti; tuttavia le terapie attuali e le modifiche dello stile di vita possono aiutare il paziente a sentirsi meglio, a rimanere più attivo e a rallentare significativamente la progressione della malattia.

Diagnosi

La diagnosi di broncopneumopatia cronica ostruttiva richiede un approccio integrato che combina la storia clinica del paziente con test oggettivi della funzione polmonare. Il sospetto clinico sorge solitamente in presenza di sintomi persistenti come dispnea, tosse cronica o produzione di espettorato, specialmente in soggetti con una storia di esposizione a fattori di rischio (fumo o inquinanti ambientali).

Spirometria: il gold standard

L’esame fondamentale per confermare la diagnosi è la spirometria. Questo test misura il volume di aria che un soggetto può espirare e il tempo necessario per farlo. La diagnosi di BPCO viene confermata se, dopo la somministrazione di un broncodilatatore, il rapporto tra il volume espiratorio massimo nel primo secondo (FEV1) e la capacità vitale forzata (FVC) è inferiore a 0,70. Questo valore indica la presenza di un’ostruzione persistente al flusso d’aria.

Valutazione multidimensionale (Classificazione GOLD)

Una volta confermata l’ostruzione, il medico non si limita al dato numerico della spirometria, ma esegue una valutazione complessiva per definire la strategia terapeutica. Questo processo include:

  • Valutazione dei sintomi: Si utilizzano questionari validati come il CAT (COPD Assessment Test) o la scala mMRC (Modified Medical Research Council) per misurare l’impatto della malattia sulla vita quotidiana.
  • Storia delle riacutizzazioni: Viene analizzato il numero di peggioramenti acuti subiti nell’ultimo anno, poiché chi ha avuto episodi frequenti o gravi (con ricovero) è a maggior rischio di progressione.
  • Fenotipizzazione: Attraverso un semplice prelievo di sangue, si misura il numero di eosinofili. Questo biomarcatore aiuta a prevedere se il paziente risponderà bene alla terapia con corticosteroidi.

Imaging e altri esami diagnostici

Per completare il quadro clinico ed escludere altre patologie come l’asma o l’insufficienza cardiaca, possono essere necessari:

  • Radiografia del torace: Utile per escludere complicazioni o altre diagnosi alternative, sebbene non sia sufficiente per diagnosticare la BPCO nelle fasi iniziali.
  • TAC del torace (TC ad alta risoluzione): Fondamentale per identificare la presenza di enfisema e, in casi selezionati, per lo screening precoce del tumore al polmone, che condivide con la BPCO il fattore di rischio del fumo.
  • Emogasanalisi arteriosa: Riservata ai pazienti con sintomi gravi o con valori di saturazione bassi, per misurare con precisione i livelli di ossigeno e anidride carbonica nel sangue.
  • Dosaggio dell’Alfa-1 Antitripsina: Raccomandato almeno una volta a tutti i pazienti con diagnosi di BPCO, specialmente se giovani o non fumatori, per escludere una predisposizione genetica.

Cura e terapia

Gli obiettivi principali della gestione della BPCO sono la riduzione dei sintomi (migliorando la tolleranza allo sforzo e lo stato di salute generale) e la riduzione dei rischi futuri, in particolare prevenendo le riacutizzazioni e rallentando il declino della funzione polmonare. Il piano terapeutico è oggi altamente personalizzato in base al profilo del paziente.

Terapia farmacologica inalatoria

La via inalatoria è preferita per massimizzare l’efficacia sui polmoni minimizzando gli effetti collaterali sistemici. I farmaci cardine includono:

  • Broncodilatatori a lunga durata d’azione (LABA e LAMA): Rappresentano la base della terapia. I LAMA (antimuscarinici) e i LABA (beta2-agonisti) rilassano la muscolatura dei bronchi. La combinazione di entrambi è spesso più efficace del singolo farmaco nel prevenire le riacutizzazioni.
  • Triplice terapia: In pazienti che continuano ad avere riacutizzazioni nonostante il trattamento o che presentano elevati livelli di eosinofili nel sangue, si utilizza la combinazione di tre farmaci in un unico inalatore (LAMA+LABA+ICS, ovvero un corticosteroide inalatorio). Questa strategia ha dimostrato di ridurre significativamente la mortalità e i ricoveri.
  • Farmaci al bisogno: Broncodilatatori a rapida azione vengono prescritti per il sollievo immediato in caso di peggioramento acuto del fiato corto.

Nuove frontiere: terapie biologiche

Per una sottocategoria specifica di pazienti con BPCO grave e segni di infiammazione di tipo 2 (caratterizzata da alti livelli di eosinofili nel sangue), sono oggi disponibili farmaci biologici mirati. Queste molecole intervengono sui meccanismi biologici dell’infiammazione, riducendo drasticamente la frequenza delle crisi respiratorie quando i farmaci inalatori standard non sono sufficienti.

Gestione delle riacutizzazioni e vaccini

Le riacutizzazioni sono eventi critici che possono danneggiare permanentemente i polmoni. La prevenzione passa anche attraverso una corretta profilassi vaccinale. Le linee guida raccomandano:

Riabilitazione polmonare e stile di vita

La riabilitazione respiratoria è considerata uno dei trattamenti più efficaci. Si tratta di un programma multidisciplinare che include:

  • Allenamento fisico: Esercizi mirati per migliorare la forza muscolare e la capacità cardiovascolare, riducendo la percezione della dispnea durante l’attività fisica quotidiana.
  • Educazione e nutrizione: Consigli dietetici per prevenire la perdita di massa muscolare o gestire il sovrappeso, entrambi fattori che complicano la respirazione.
  • Smettere di fumare: Resta l’intervento più efficace in assoluto. Anche nelle fasi avanzate, la cessazione del fumo rallenta il declino della funzione polmonare. Possono essere prescritti supporti farmacologici come la vareniclina o terapie sostitutive della nicotina.

Ossigenoterapia e supporti ventilatori

In caso di insufficienza respiratoria cronica, l’ossigenoterapia a lungo termine (almeno 15 ore al giorno) è indicata per aumentare la sopravvivenza e proteggere il cuore. In alcuni pazienti con eccessivo accumulo di anidride carbonica durante il sonno, può essere utile la ventilazione meccanica non invasiva (NIV) notturna tramite una piccola maschera facciale.

Interventi chirurgici ed endoscopici

Per pazienti selezionati con enfisema grave, esistono opzioni per ridurre il volume polmonare dei tessuti più danneggiati, permettendo alle parti sane di lavorare meglio:

  • Riduzione volumetrica endoscopica: Procedura mini-invasiva che prevede l’inserimento di valvole unidirezionali nei bronchi tramite broncoscopia.
  • Riduzione chirurgica del volume polmonare o Trapianto: Riservati a casi molto specifici in centri di eccellenza, valutando attentamente il rapporto tra rischi e benefici.

Prepararsi alle emergenze

Il paziente con BPCO deve disporre di un “piano d’azione” concordato con lo pneumologo, che indichi chiaramente quando aumentare il dosaggio dei farmaci inalatori, quando iniziare una terapia antibiotica o corticosteroidea orale e quando è necessario recarsi con urgenza al pronto soccorso (ad esempio in caso di confusione mentale, cianosi o dispnea a riposo non responsiva ai farmaci).

Prevenzione

È possibile prendere alcuni provvedimenti per prevenire la broncopneumopatia cronica ostruttiva prima che si manifesti. Se siete già ammalati, invece, potete comunque prevenire le complicazioni e rallentare il decorso della malattia.

Prevenire la BPCO prima che si manifesti

  • Il modo migliore per prevenire la BPCO è non iniziare a fumare o smettere di fumare. Il fumo, infatti, è la principale causa della BPCO.
  • Cercate inoltre di evitare le sostanze irritanti che possono contribuire alla BPCO, ad esempio il fumo passivo, l’inquinamento ambientale, i fumi chimici e le polveri (il fumo passivo è quello inalato quando altre persone fumano).

Prevenire le complicazioni e rallentare il decorso della BPCO

  1. Se soffrite di BPCO, la cosa più importante da fare è smettere di fumare: in questo modo riuscirete a prevenire le complicazioni e rallentare il decorso della malattia. Vi consigliamo, inoltre, di evitare l’esposizione alle sostanze irritanti elencate in precedenza.
  2. Seguite le terapie per la BPCO attenendovi scrupolosamente alle prescrizioni del medico: in questo modo riuscirete a respirare più facilmente, a rimanere più attivi e a evitare o gestire i sintomi gravi.
  3. Chiedete al medico se e quando è opportuno farvi vaccinare contro l’influenza e la polmonite. I vaccini diminuiscono la probabilità di contagio per queste malattie che rappresentano gravi rischi per la salute delle persone affette dalla BPCO.

Fonte Principale

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Cos'è la BPCO?

La BPCO (broncopneumopatia cronico ostruttiva) è il nome usato per identificare un gruppo di patologie che interessano i polmoni, accomunate dal fatto di causare difficoltà respiratorie. Non c'è completa unanimità sulla definizione esatta, ma tra le patologie normalmente comprese ricordiamo ad esempio enfisema e bronchite cronica. L'esposizione al fumo, o ad altri inquinanti, ne rappresenta il principale fattore di rischio e purtroppo ad oggi non esiste una curadefinitiva, ma solo approcci volti al miglioramento della qualità di vita e al rallentamento della progressione della malattia.

Come si muore di BPCO?

Soprattutto nelle fasi finali della malattia aumenta il rischio di contrarre infezioni respiratorie (ad esempio polmoniti) che si rivelano fatali a causa delle complicanze che ne derivano, come ad esempio infezioni diffuse all'intero organismo (sepsi).

È possibile arrestare l'evoluzione della BPCO?

Adottare misure preventive come smettere di fumare, seguire le cure prescritte, effettuare controlli regolari, e adottare uno stile di vita sano può ritardare o impedire un ulteriore peggioramento della BPCO. L'efficacia complessiva di queste misure dipende dal quadro clinico individuale e dalla gravità della malattia.
Articoli Correlati
Articoli in evidenza