Asma bronchiale: sintomi, allergia, terapia

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Introduzione

Forse non tutti sanno che l’asma è una delle più diffuse malattie croniche fra i bambini ma non solo; secondo l’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) le persone che ne soffrono nel mondo sono centinaia di milioni e la patologia rappresenta una sfida globale per la salute pubblica.

Si tratta di una malattia cronica che colpisce le vie aeree, ossia i canali che permettono il passaggio di aria da e verso i polmoni; in un paziente asmatico le pareti interne delle vie aeree sono costantemente infiammate. Questa condizione le rende così sensibili da reagire drasticamente al contatto con allergeni o sostanze irritanti. La reazione causa un restringimento del canale (broncocostrizione), con conseguente diminuzione dell’aria disponibile per i polmoni.

I sintomi più caratteristici dell’asma comprendono:

Non tutti i soggetti asmatici manifestano questi sintomi e, allo stesso modo, manifestarli non significa necessariamente essere asmatici.

Il medico sarà in grado di diagnosticare l’eventuale presenza di asma basandosi su test di funzionalità polmonare, storia clinica ed esame obiettivo; in molti casi sono necessari approfondimenti allergologici e biomarcatori dell’infiammazione.

Nella fase acuta, quando i sintomi peggiorano bruscamente, si parla di “attacco asmatico”; gli attacchi più severi richiedono cure di emergenza perché, se non trattati tempestivamente, possono risultare fatali.

Purtroppo non è possibile guarire definitivamente dall’asma, ma la medicina moderna permette un controllo eccellente della patologia attraverso:

  • terapie di mantenimento per prevenire l’infiammazione,
  • strategie di sollievo rapido per gestire i sintomi acuti.

Non sono ancora stati del tutto chiariti i meccanismi che portano alla comparsa della malattia, tuttavia è accertato che giochino un ruolo fondamentale sia fattori genetici che ambientali.

Bronchi infiammati a causa dell'asma

iStock.com/blueringmedia

Cause

Per comprendere le basi dell’asma può aiutare capire il funzionamento delle vie aeree, ossia dei canali che servono a portare l’aria dentro e fuori dai polmoni; i soggetti asmatici sono caratterizzati da un’infiammazione delle vie aeree e questo le rende gonfie e molto sensibili, in grado di reagire severamente al contatto con determinate sostanze inalate.

A seguito di questa reazione i muscoli che avvolgono le vie aeree si restringono e questo riduce immediatamente la quantità di aria che passa, come se chiudessimo in parte il rubinetto dell’acqua.

Il gonfiore peggiora ulteriormente la situazione, rendendo il passaggio ancora più piccolo, inoltre le cellule presenti potrebbero reagire producendo più muco, un liquido adesivo e spesso che può ulteriormente restringere le vie respiratorie.

Questa reazione a catena può causare i sintomi caratteristici dell’asma, che possono verificarsi ogni volta che le vie aeree si infiammano.

Quanto descritto è il processo alla base della comparsa di asma, ma in realtà la causa per cui succede tutto questo ad oggi non è nota con esattezza; i ricercatori ritengono che possa essere il risultato di una combinazione di fattori genetici e ambientali che agiscono e interagiscono fra loro in giovane età, tra cui:

  • tendenza a sviluppare allergie,
  • famigliarità per l’asma,
  • infezioni respiratorie contratte durante l’infanzia,
  • contatti con allergeni o virus respiratori durante lo sviluppo del sistema immunitario.

Quando c’è famigliarità per l’asma, o in qualche modo una sorta di predisposizione genetica, il contatto con specifiche molecole (come il fumo di tabacco) potrebbe rendere le vie respiratorie più reattive verso specifiche molecole aeree.

Merita infine ricordare l’ipotesi igienica, secondo cui l’eccessiva attenzione a igiene e pulizia del mondo occidentale priverebbe neonati e bambini del necessario contatto con virus e altri allergeni, indispensabile a una corretta maturazione del sistema immunitario.

Tendenzialmente la malattia colpisce di più i bambini rispetto alle bambine, ma la situazione si inverte nella popolazione adulta (forse per cause ormonali); molti, ma non tutti i pazienti asmatici, presentano allergie.

Fattori d’innesco di crisi

Ricordiamo infine le cause in grado di scatenare una crisi asmatica, che possono essere molteplici e diversi da un paziente all’altro:

  • Allergia: L’esposizione ad allergeni presenti nell’aria, come acari, pollini, muffe o altro sono in grado di provocare una reazione infiammatoria allergica nei soggetti predisposti. Principalmente in età pediatrica, ma non esclusivamente, anche eventuali allergie alimentari (per esempio a latte, uovo, …) possono innescare un attacco asmatico.
  • Infezioni: Diversi virus e batteri (raffreddore, influenza, polmonite, …) sono in grado di provocare l’infiammazione delle vie aeree, causando crisi;
  • Sostanze chimiche: L’inalazione di sostanze irritanti negli asmatici è in grado di provocare un’infiammazione severa e quindi una crisi di asma (per esempio fumo di sigaretta, inquinamento, profumi, … );
  • Farmaci: Tra i più comuni ricordiamo l’Aspirina e altri principi attivi antinfiammatori.
  • Solfiti presenti in cibi e bevande.
  • Stress: Situazioni di forte stress fisico, per esempio a seguito di attività sportiva più o meno intensa, o psicologico possono causare broncocostrizione.
  • Attività fisica.
  • Freddo: L’esposizione ad ambienti freddi può essere causa di attacchi asmatici.
  • Ridere, cantare, piangere.
  • Reflusso gastroesofageo.

Sintomi

Le manifestazioni dell’asma possono presentarsi in due differenti forme, l’attacco e la fase stazionaria, caratterizzate da una sintomatologia profondamente diversa tra loro.

I sintomi comunemente avvertiti tra un attacco e l’altro comprendono:

  • tosse notturna,
  • mancanza di respiro (non avvertita a riposo),
  • tosse secca cronica,
  • senso di costrizione al torace.

La severità di questi sintomi è proporzionale alla gravità della malattia.

Durante l’attacco asmatico i sintomi invece sono:

  • grave mancanza di respiro (dispnea) e difficoltà respiratoria,
  • respiro sibilante,
  • forte senso di costrizione al torace,
  • talvolta tosse.

Tali manifestazioni possono rapidamente condurre a:

L’esordio di un attacco può essere improvviso, con un senso di costrizione al torace e la respirazione che diventa sempre più difficile.

Le malattie che si presentano con questi stessi sintomi sono numerose, ma è più probabile che si tratti di asma se:

  • si verificano spesso e non sembrano migliorare nel tempo,
  • gli attacchi sono peggiori durante la notte e nelle prime ore del mattino,
  • sembrano verificarsi in risposta a qualche evento specifico (attività fisica, allergie, …).

Quando rivolgersi al medico

L’asma è in peggioramento se:

  • i sintomi cominciano a verificarsi più spesso, in modo più grave, o se sono causa di un peggioramento della qualità del sonno,
  • le attività quotidiane vengono limitate e/o l’asma è causa di assenza da lavoro/scuola,
  • i farmaci non sembrano più funzionare efficacemente,
  • è necessario ricorrere all’inalatore rapido più di due giorni alla settimana,
  • è necessario ricorrere a medico o Pronto Soccorso a causa di un attacco d’asma.

In presenza di una o più di queste condizioni è necessario valutare con il medico la revisione della terapia.

È necessario rivolgersi al Pronto Soccorso in caso di:

  • difficoltà a camminare o parlare per problemi di fiato,
  • le unghie e/o le labbra assumono un colore violaceo (cianosi).

Asma e virus respiratori

Le infezioni virali (come l’influenza o il COVID-19) rappresentano uno dei principali fattori di riacutizzazione dell’asma. Si raccomanda ai pazienti di mantenere aggiornato il proprio piano vaccinale per ridurre il rischio di complicazioni gravi. In caso di infezione, è fondamentale non sospendere mai la terapia inalatoria abituale, specialmente i cortisonici, a meno di diversa indicazione medica.

Il mantenimento di un buon controllo dell’infiammazione di base è la migliore difesa contro le crisi scatenate da virus. Se i sintomi peggiorano durante un’infezione respiratoria, il paziente deve consultare lo specialista per un eventuale adeguamento temporaneo dei dosaggi.

Diagnosi

Il percorso diagnostico dell’asma non si limita alla semplice conferma della malattia, ma punta a definirne il fenotipo (le caratteristiche specifiche) e la gravità per personalizzare le cure. Il medico inizia sempre con l’anamnesi, indagando la familiarità per allergie o asma e la natura dei sintomi (variabilità nel tempo, fattori scatenanti, peggioramento notturno).

L’esame clinico mira a rilevare segni di ostruzione bronchiale (sibili all’auscultazione) o manifestazioni correlate come la dermatite atopica o la rinite. Tuttavia, la diagnosi definitiva richiede test oggettivi che dimostrino la presenza di un’ostruzione variabile delle vie aeree.

Test di funzionalità polmonare

La spirometria è l’esame fondamentale. Misura il volume di aria espirata e la velocità del flusso. Se i risultati indicano un’ostruzione, viene eseguito un test di reversibilità somministrando un broncodilatatore: un miglioramento significativo della funzione polmonare dopo il farmaco è un segno distintivo dell’asma.

In casi dubbi o quando la spirometria è normale ma i sintomi sono suggestivi, si può ricorrere al monitoraggio del Picco di Flusso Espiratorio (PEF) a domicilio per alcuni giorni o a un test di provocazione bronchiale (con metacolina) per verificare l’iperreattività dei bronchi.

Biomarcatori e approfondimenti

Oggi la diagnosi è supportata dallo studio dell’infiammazione:

  • FeNO (Ossido Nitrico Esalato): Un test semplice e non invasivo che misura il grado di infiammazione allergica (eosinofila) nelle vie aeree, utile per decidere l’inizio della terapia cortisonica.
  • Prove allergiche (Skin Prick Test): Per identificare sensibilizzazioni ad acari, pollini o peli di animali che possono guidare la prevenzione ambientale.
  • Esami ematici: Per valutare i livelli di IgE totali ed eosinofili, parametri cruciali per l’accesso alle moderne terapie biologiche.

In contesti specifici possono essere richiesti esami per escludere altre patologie (diagnosi differenziale), come la radiografia del torace, l’ elettrocardiogramma o accertamenti per il reflusso gastroesofageo e la sinusite.

Pericoli

Gli attacchi d’asma in progressivo peggioramento sono caratterizzati da deficit respiratorio che può anche essere sperimentalmente misurato tramite gli esami detti in precedenza. Le riacutizzazioni, quando sono gravi, possono mettere in pericolo di vita il soggetto colpito e di solito vengono trattate in medicina di urgenza.

I pazienti che hanno un alto rischio di morte per cause asmatiche devono stare sotto costante controllo medico.

La terapia per questi attacchi d’asma, visti come fenomeni di riacutizzazione, consiste nel somministrare immediatamente farmaci sintomatici e di fondo con supplemento di ossigeno. Il fine della terapia è quello di risolvere nel più breve tempo possibile la mancanza di ossigeno e la bronco-costrizione.

Cura e trattamento

L’obiettivo primario della terapia moderna non è solo il sollievo dai sintomi, ma il raggiungimento del “controllo totale” della malattia, che significa zero sintomi diurni e notturni, nessuna limitazione nelle attività e minimizzazione del rischio di attacchi futuri. Il trattamento dell’asma è oggi basato su un approccio “stepwise” (a gradini), dove la terapia viene intensificata o ridotta in base alla risposta del paziente.

La rivoluzione della terapia combinata (MART)

Il cambiamento più significativo degli ultimi anni riguarda l’abbandono dell’uso isolato dei broncodilatatori a breve durata d’azione (come il salbutamolo). Le attuali linee guida internazionali raccomandano, per la maggior parte dei pazienti adulti e adolescenti, l’uso di una combinazione di un corticosteroide inalatorio (ICS) e un broncodilatatore a rapida e lunga durata d’azione (formoterolo) sia come terapia di mantenimento che come farmaco al bisogno.

Questo approccio, noto come strategia MART (Maintenance and Reliever Therapy), permette di trattare l’infiammazione sottostante ogni volta che il paziente avverte il bisogno di dilatare i bronchi, riducendo drasticamente il rischio di riacutizzazioni gravi.

Classi di farmaci

Le opzioni terapeutiche includono:

  • Corticosteroidi inalatori (ICS): La pietra angolare del trattamento. Riducono il gonfiore e l’infiammazione delle vie aeree.
  • Broncodilatatori a lunga durata (LABA): Usati quasi sempre in associazione agli ICS per mantenere i bronchi aperti fino a 12-24 ore.
  • Antagonisti dei recettori dei leucotrieni: Farmaci orali utili soprattutto nell’asma associato a rinite o nell’asma da sforzo.
  • Farmaci Biologici: Una frontiera innovativa per l’asma grave non controllato. Si tratta di anticorpi monoclonali iniettabili che colpiscono molecole specifiche dell’infiammazione (IgE, IL-5, IL-4, TSLP).

In casi selezionati si può ricorrere a farmaci come la teofillina (contenuta in tracce anche in e caffè o integratori di guaranà) o al tiotropio.

Una donna con un attacco di asma prende dal tavolo il suo inalatore.

iStock.com/AntonioGuillem

Stile di vita e autogestione

La gestione non farmacologica è cruciale:

  • Cessazione del fumo: Il fumo rende i farmaci meno efficaci e accelera il declino della funzione polmonare.
  • Attività fisica: L’ attività fisica regolare è raccomandata e sicura se l’asma è ben controllato; migliora la capacità respiratoria e il benessere generale.
  • Controllo del peso: L’obesità può peggiorare i sintomi e rendere l’asma più difficile da trattare.
  • Piano d’Azione Scritto: Ogni paziente dovrebbe avere un documento personalizzato che spieghi come regolare i farmaci in base ai sintomi e quando chiamare il medico.

Cosa fare durante un attacco?

In caso di crisi acuta:

  1. Mantenere la calma e sedersi in posizione eretta (non sdraiarsi).
  2. Utilizzare l’inalatore di emergenza (prescritto dal medico) effettuando boccate distanziate di 30-60 secondi.
  3. Se dopo pochi minuti non si avverte un miglioramento significativo o se si ha difficoltà a parlare per il fiato corto, chiamare immediatamente il 112/118.
  4. Continuare a usare l’inalatore mentre si attendono i soccorsi se i sintomi persistono.

Proteggere i bambini: indicazioni pratiche

Per i più piccoli, è importante minimizzare i rischi ambientali, specialmente in vacanza: scegliere mete montane o marine evitando i picchi di pollini a cui il bambino è sensibile, evitare bruschi sbalzi di temperatura e l’esposizione diretta all’aria condizionata non filtrata. L’uso di distanziatori per la somministrazione dei farmaci è fondamentale per assicurare che il principio attivo raggiunga correttamente i polmoni.

Prevenzione

Diversi studi hanno dimostrato che l’esposizione a cani e gatti nel primo anno di vita diminuisce la probabilità di sviluppo di asma negli anni successivi.

Una corretta gestione dell’asma prevede la formazione del paziente. Il medico deve farsi carico, tramite un confronto diretto e continuo, di informare i pazienti asmatici su come autogestire i sintomi e come monitorare la propria situazione, magari tenendo un piano scritto di auto gestione redatto proprio insieme al medico stesso.

Oltre all’auto-monitoraggio è da mettere in conto la periodica valutazione clinica e sperimentale del paziente. La formazione del paziente deve avere la finalità di metterlo in grado di potere variare la propria terapia in base ai mutamenti che si verificano nel tempo, secondo quando scritto a quattro mani nel piano di autogestione.

Attualmente, a dire il vero, poco si può fare per prevenire l’asma proprio perché non tutto è chiarito circa questa malattia. Tuttavia l’individuazione precoce di tutti quei fattori di rischio come sostanze inquinanti, allergeni, infezioni virali e così via è importante per potere consapevolmente ridurre il contatto con esse, migliorando così la propria qualità di vita.

Lo stesso discorso vale per la prevenzione dell’asma professionale: individuando i fattori sensibilizzanti sul luogo di lavoro è possibile provvedere in tempo prima dell’insorgenza della malattia.

Fonti e bibliografia

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Lo stress può essere causa di un attacco d’asma?

Lo stress psicologico può essere coinvolto nell'insorgenza delle crisi d’asma, ed un momento storico di particolare difficoltà come quello che stiamo vivendo può esacerbare una condizione di ansia che poteva essere ben controllata in precedenza. Inoltre, le situazioni di stress determinano una depressione del sistema immunitario che può a sua volta riflettersi in un insufficiente controllo delle infezioni.

Risulta quindi fondamentale avvalersi di tecniche di coping per controllare al meglio queste situazioni delicate. Tra di queste, quelle più semplici e allo stesso tempo più importanti sono:

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