Battito cardiaco: il tuo è normale o accelerato?

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Definizione

La frequenza dei battiti cardiaci, o polso, è un numero che indica quante volte il cuore esercita la propria attività di pompa nell’arco di un minuto, ovvero quante volte batte; il valore di frequenza cardiaca varia da persona a persona e conoscere la propria aiuta a monitorare il livello di forma fisica, oltre a consentire di intercettare l’insorgenza di alcuni problemi cardiaci.

Battito cardiaco e pressione arteriosa

Molto spesso si pensa che la frequenza cardiaca sia strettamente correlata alla pressione del sangue, ma i risultati delle due misurazioni permettono considerazioni diverse e soprattutto non aumentano necessariamente in modo proporzionale tra loro.

Se per esempio il numero di battiti in un minuto aumenta, anche considerevolmente, l’organismo è in grado di compensare questa maggiore spinta del sangue favorendo la dilatazione dei vasi sanguigni e riducendo così la pressione esercitata sulle pareti; questo fenomeno si verifica per esempio durante l’attività fisica, in cui

  • la frequenza cardiaca aumenta in modo considerevole in caso di esercizio intenso (in uno sportivo l’aumento può essere anche di quasi 4 volte),
  • mentre la pressione arteriosa va incontro solo a un aumento molto modesto.

Anche a riposo è possibile mostrare:

Battito cardiaco disegnato su un vetro, che prende la forma di un cuore

iStock.com/Pablo_K

Come si misura

Per rilevare la frequenza cardiaca a riposo è necessario aver interrotto ogni attività da almeno 10 minuti.

La rilevazione più attendibile si ottiene a livello di:

  • polso,
  • interno del gomito,
  • lato del collo,
  • dorso del piede,

ma può essere misurato anche in altre zone in cui vasi arteriosi decorrono vicini alla pelle. In particolare:

  • incavo del ginocchio,
  • inguine,
  • tempia
  • lato interno del piede.

Per misurare la frequenza al polso è necessario porre i polpastrelli di indice e medio sulla faccia interna dell’altro lato, all’altezza della base del pollice. Esercitare quindi una leggera pressione, tenendo i polpastrelli piatti fino a sentire le pulsazioni.

Per misurare la frequenza al collo, porre i polpastrelli di indice e medio appena di lato al pomo di Adamo, nella parte cedevole. Premere lievemente fino a reperire le pulsazioni. È importante ricordare che una pressione eccessiva in questa sede può essere causa di svenimento, a causa di un’immediata e severa risposta ipotensiva (riflesso del seno-carotideo).

Una volta individuate le pulsazioni, contare i battiti per un intero minuto. In alternativa, contare i battiti per 30 secondi e moltiplicare per 2, oppure per 15 secondi moltiplicando poi per 4. Si otterranno così i battiti al minuto.

Valori normali e tabella di frequenza per età

La frequenza cardiaca a riposo corrisponde all’attività di pompa minimale del cuore (anche se in realtà durante il sonno la frequenza scende ulteriormente): l’organismo ha infatti il minimo fabbisogno di sangue se è a riposo. In soggetti seduti o sdraiati, rilassati e non malati, la frequenza cardiaca è normalmente tra 60 e 100 battiti al minuto.

  • Neonati da 0 a 1 mese: 70 – 190 battiti al minuto
  • Lattanti da 1 a 11 mesi: 80 – 160 battiti al minuto
  • Bambini da 1 a 2 anni: 80 – 130 battiti al minuto
  • Bambini da 3 a 4 anni: 80 – 120 battiti al minuto
  • Bambini da 5 a 6 anni: 75 – 115 battiti al minuto
  • Bambini da 7 a 9 anni: 70 – 110 battiti al minuto
  • Bambini da 10 anni in su e adulti (inclusi gli anziani) 60 – 100 battiti al minuto
  • Atleti ben allenati 40 – 60 battiti al minuto

Molti medici ritengono tuttavia che i valori normali dovrebbero essere rivisti verso il basso. Secondo la dr.ssa Suzanne Steinbaum, direttrice del centro di salute cardiaca femminile al Lenox Hill Hospital, il valore ideale sarebbe compreso tra 50 e 70 battiti al minuto.

Studi recenti suggeriscono che frequenze cardiache a riposo superiori a 75-80 battiti al minuto sono correlate a un maggior rischio di attacco cardiaco.

Più un soggetto è in forma, più bassa è la frequenza cardiaca in condizioni di riposo.

  • Il termine tachicardia si riferisce a un polso accelerato, ossia una frequenza a riposo superiore a 100 bpm (battiti al minuto).
  • La bradicardia è invece un polso rallentato, con una frequenza a riposo inferiore a 60 bpm.

Durante il sonno è frequente, e ritenuto normale, un rallentamento del battito cardiaco a frequenze tra 40 e 50 bpm.

Bradicardia, quando i battiti sono bassi

Un numero di battiti inferiore a 60 non segnala necessariamente un problema, potrebbe essere conseguente all’assunzione di farmaci come i beta-bloccanti.

Un valore basso è anche tipico di soggetti molto atletici o che praticano attività sportive intensivamente. I soggetti fisicamente attivi spesso hanno frequenze cardiache inferiori perché il muscolo cardiaco è allenato e non ha bisogno di lavorare più di tanto per mantenere una condizione stabile.

Effetto sulla frequenza cardiaca di altri fattori

  • Temperatura ambientale: un brusco incremento delle temperature (e dell’umidità) fanno leggermente aumentare il lavoro del cuore, quindi la frequenza cardiaca può aumentare, anche se in genere l’incremento è contenuto a non oltre 5-10 bpm.
  • Posizione del corpo: in genere il polso è uguale sdraiati, seduti o in piedi, ma talvolta nei primi 15 – 20 secondi di posizione eretta la frequenza cardiaca può leggermente salire, per poi tornare ai valori di base nell’arco di un paio di minuti.
  • Emozioni: in condizioni di stress, ansia o eccitazione (euforia o sconforto estremi), la frequenza cardiaca può aumentare.
  • Dimensioni corporee: in genere, non influenzano il polso. Soggetti in condizione di obesità potrebbero avere una frequenza a riposo leggermente superiore al normale, ma tendenzialmente non superiore a 100.
  • Farmaci: i medicinali che bloccano l’azione dell’adrenalina (beta-bloccanti) tendono a rallentare il polso, mentre un eccesso di farmaci per stimolare la tiroide (ad esempio Eutirox, prescritto in condizione di ipotiroidismo) lo aumenta.

Quando chiamare il medico

Il medico può richiedere al paziente di monitorare e registrare la propria frequenza cardiaca a fronte di un trattamento con beta-bloccanti, mirato a ridurre il polso (e la pressione arteriosa) o a controllare anomalie del ritmo (aritmie). Conoscere l’andamento del polso può aiutare il medico a determinare se cambiare il dosaggio o addirittura il farmaco prescritto.

Se il polso è molto basso o se si verificano frequenti episodi inspiegabili di tachicardia (specialmente se questi ultimi causano una sensazione di debolezza o vertigine o svenimenti), avvertire il medico che dovrà decidere se si tratta di un’emergenza. Il polso è uno strumento che aiuta a stabilire le condizioni di salute.

Frequenza cardiaca massima

Quando si pratica un’attività fisica, come capire quando si stia esagerando e quando non si stia spingendo a sufficienza?

C’è un modo semplice per stabilirlo, anche se approssimato e da declinare in base alla propria forma fisica: la frequenza cardiaca massima, che aiuta a raggiungere e mantenere il giusto livello.

Il punto di partenza

Prima di imparare a calcolare e monitorare la frequenza cardiaca ideale di esercizio è necessario conoscere il proprio polso a riposo, quest’ultimo è il numero di battiti in un minuto in condizioni di riposo. Conviene effettuare la misurazione al mattino, dopo una buona notte di sonno e prima di alzarsi.

Secondo il National Institute of Health (istituto nazionale della salute), la frequenza cardiaca media a riposo è:

  • 60 – 100 bpm nei bambini a partire dai 10 anni e negli adulti (anziani inclusi)
  • 40 – 60 bpm negli atleti ben allenati

Raggiungere la frequenza ideale

Una volta stabilita la frequenza cardiaca a riposo, è possibile determinare quella ideale di esercizio. Durante l’attività fisica:

  • Rilevare periodicamente la frequenza cardiaca, misurandola sul lato interno del polso, dal lato del pollice.
  • Usare i polpastrelli di indice e medio (non del pollice) per comprimere delicatamente i vasi sanguigni del polso.
  • Contare i battiti per 10 secondi e moltiplicare per 6 per calcolare i battiti al minuto.
  • Si deve ottenere una frequenza compresa tra 50 e 85% della frequenza cardiaca massima. La frequenza cardiaca ideale è compresa in questo intervallo di valori.

La tabella seguente mostra le frequenze cardiache ideali in funzione dell’età. La frequenza massima equivale a circa 220 meno l’età.

Nella classe di età più vicina alla propria, reperire il valore di frequenza cardiaca ideale. Durante un’attività fisica moderata, il valore ideale è circa 50-69% della frequenza massima, mentre per sforzi intensi va da circa 70% a meno di 90%.

I dati indicati sono valori medi, quindi usarli come linee guida generali.

Età Intervallo 50-85% (FC ideale) 100% (media FC massima)
20 anni 100-170 battiti al minuto (bpm) 200 bpm
30 anni 95-162 bpm 190 bpm
35 anni 93-157 bpm 185 bpm
40 anni 90-153 bpm 180 bpm
45 anni 88-149 bpm 175 bpm
50 anni 85-145 bpm 170 bpm
55 anni 83-140 bpm 165 bpm
60 anni 80-136 bpm 160 bpm
65 anni 78-132 bpm 155 bpm
70 anni 75-128 bpm 150 bpm

Fonte: heart.org

Nota importante: alcuni farmaci antipertensivi abbassano la frequenza cardiaca massima e quindi l’intervallo della frequenza ideale. Se in trattamento con tali farmaci, consultare il medico per sapere se occorre usare una frequenza cardiaca ideale inferiore.

Cosa dicono i valori

  • Se la frequenza cardiaca è troppo alta, lo sforzo è eccessivo. Serve quindi ridurlo.
  • Se troppo bassa e la percezione dell’intensità dell’esercizio è “lieve” o “moderata/intensa”, si può intensificare un po’ lo sforzo.

Durante le prime settimane di allenamento, porsi l’obiettivo di raggiungere i livelli inferiori del proprio intervallo di frequenza ideale (50%) per poi aumentare gradualmente fino a raggiungere i livelli più alti (85%). Dopo 6 mesi o più, è possibile svolgere con tranquillità un’attività fisica fino a livelli di FC ideale di 85%.

È importante ricordare che non si tratta di una regola assoluta, ma solo di uno strumento di orientamento generale, da declinare con l’aiuto di un medico sportivo al proprio caso specifico;  si raccomanda di evitare sforzi eccessivi (ad esempio esercizi che impediscano di sostenere una normale conversazione) in caso di dubbi.

Soggetti cardiopatici o in riabilitazione cardiaca dovrebbero preventivamente consultare il proprio medico sul tipo di esercizio da eseguire, su quale frequenza cardiaca ideale considerare e se eseguire l’esercizio sotto monitoraggio. Ciò sarà anche di aiuto per scegliere i tipi di attività fisica adeguati al grado di allenamento e agli obiettivi di salute, perché alcuni sforzi sono più sicuri di altri.

Fonti e bibliografia

Adattamento dall’inglese a cura della Dr.ssa Greppi Barbara, medico chirurgo

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Qual è la frequenza cardiaca normale a riposo e quando occorre preoccuparsi?

La frequenza cardiaca normale a riposo varia di solito tra 60 e 100 battiti al minuto. Valori inferiori possono essere rilevati in soggetti sportivi e potrebbero non essere preoccupanti se non ci sono sintomi associati.

È normale avere extrasistoli?

È un fenomeno comune e, in assenza di sintomi gravi, generalmente non è indicativo di patologie. Si raccomanda tuttavia di segnalarlo al medico.

Quali sono le implicazioni di una frequenza cardiaca molto elevata durante episodi di ansia o attacchi di panico?

Una frequenza cardiaca molto elevata durante episodi di ansia o attacchi di panico è una risposta comune del corpo allo stress, dovuta all'attivazione del sistema nervoso simpatico che rilascia adrenalina. Anche se può essere spaventosa, questa tachicardia è generalmente innocua nelle persone senza problemi cardiaci.
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