I valori GIUSTI di pressione del sangue e battiti a riposo

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Pressione arteriosa e frequenza cardiaca a riposo sono come i “segnali vitali” del nostro cuore.

Quando questi valori si alterano, anche di poco ma in modo costante (per anni e decenni), il rischio di sviluppare problemi seri aumenta considerevolmente. Parliamo di malattie come:

Donna di 50 anni che sorride alla camera mentre si misura la pressione e fa segno di OK con il pollice in su. L'apparecchio che misura la pressione riporta 120/80 e 70 battiti al minuto.

I valori giusti per la pressione arteriosa

Secondo le linee guida più recenti delle società cardiologiche europee (ESC/ESH 2018) i valori di pressione dovrebbero essere interpretati come segue:

Categoria Pressione massima (mmHg) Pressione minima (mmHg)
Ottimale meno di 120 e meno di 80
Normale 120-129 e/o 80-84
Normale-alta 130-139 e/o 85-89
Ipertensione lieve 140-159 e/o 90-99
Ipertensione moderata 160-179 e/o 100-109
Ipertensione grave 180 o più e/o 110 o più

Il valore ideale per la maggior parte delle persone è: meno di 120/80 mmHg

E con l’età cosa cambia?

Con gli anni è comune (ma NON normale!) che la pressione massima tenda ad aumentare un po’, perché le arterie diventano meno elastiche, ma non bisogna mai pensare “sono anziano, è normale avere la pressione alta”.

Anche dopo i 65 anni è importante mantenerla sotto controllo, puntando idealmente a valori sotto i 140 mmHg per la massima, sempre che la persona li tolleri bene.

Per approfondire: Tabella pressione del sangue in base all’età

La frequenza cardiaca: quanti battiti sono normali?

Il numero di battiti al minuto quando siamo a riposo dipende da diversi fattori: l’età, quanto siamo allenati, gli ormoni e eventuali farmaci che assumiamo.

Situazione Battiti al minuto
Normale per gli adulti 60-100
Normale per gli sportivi 40-59
Troppo veloce a riposo più di 100

I valori considedrati normali per la maggior parte delle persone sono compresi tra 60-100 battiti al minuto a riposo, ma anche in questo caso diversi studi mostrano che frequenze cardiache a riposo costantemente superiori a 70-80 battiti al minuto possono essere associate a un rischio cardiovascolare lievemente aumentato anche in assenza di patologie evidenti.

Ad esempio in questo studio i ricercatori hanno anche scoperto che più alta è la frequenza cardiaca a riposo di una persona, maggiore è il rischio di morte prematura; nello specifico una frequenza cardiaca a riposo compresa tra 81 e 90 raddoppiava il rischio di morte, mentre una frequenza cardiaca a riposo superiore a 90 la triplicava.

Quando è il caso di preoccuparsi?

  • Pressione che supera i 140/90 mmHg in più misurazioni fatte in giorni diversi
  • Cuore che batte costantemente più di 100 volte al minuto a riposo

In questi casi, è importante fare degli approfondimenti per capire se c’è una causa da correggere.

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