Ansia, tra sintomi, attacchi, rimedi e cure

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Introduzione

La paura, la tensione e l’ansia sono emozioni che fanno parte della vita di tutti gli esseri umani e possono essere avvertite  per esempio prima di un esame o quando si cammina in una strada buia e sconosciuta; questo tipo di ansia è utile, perché in grado di aumentare vigilanza, attenzione e capacità di reazione. SI tratta di sensazioni che in genere sfumano e scompaiono poco dopo essere usciti dalla situazione che le ha scatenate.

Soffrire di ansia, invece, significa percepire questa sensazione in modo persistente, senza trovare sollievo, e anzi vivendo un peggioramento nel corso del tempo; i sintomi come

  • sensazione di irrequietezza e nervosismo
  • affaticamento
  • difficoltà di concentrazione
  • irritabilità
  • tensione muscolare
  • incapacità di controllare pensieri e preoccupazioni
  • disturbi del sonno

possono arrivare ad interferire con le relazioni e le attività quotidiane professionali, sociali e famigliari.

I disturbi d’ansia vengono curati principalmente attraverso i farmaci, con approcci psicoterapici specifici o con entrambe le terapie.

La scelta della cura dipende dal problema e dalle preferenze del paziente. Prima di prescrivere eventuali farmaci è indispensabile procedere a un’accurata diagnosi, per stabilire se i sintomi siano causati da un disturbo d’ansia oppure da un problema fisico.

Se la diagnosi è ansia, in una qualsiasi delle sue forme, il passo successivo è identificare con precisione il tipo di disturbo o la combinazione di disturbi, ma anche eventuali patologie concomitanti, come la depressione o l’abuso di sostanze (ad esempio l’alcolismo), che possono avere un impatto sull’individuo così forte che è indispensabile risolverle, prima di poter iniziare a curare gli attacchi di ansia.

I pazienti già curati in passato dovrebbero dare al loro medico attuale tutti i dettagli sulla terapia; se si trattava di una terapia farmacologica dovrebbero comunicare al medico attuale il nome del farmaco e il dosaggio iniziale, dovrebbero poi precisare se il dosaggio sia stato diminuito o aumentato nel corso della terapia, se si sono verificati effetti collaterali e se la terapia si è rivelata efficace.

Se si trattava di una terapia psicologica dovrebbero invece precisare il tipo, la frequenza delle sedute e se la terapia si è rivelata efficace.

Spesso i pazienti ritengono che la terapia sia stata un fallimento o che non abbia funzionato quando, in realtà, non è stata seguita per un tempo sufficiente o è stata somministrata in modo scorretto.

In altri casi è effettivamente necessario provare diversi approcci o differenti combinazioni di terapia prima di trovare quella più adatta alla propria situazione.

Donna ansiosa di fronte al portatile

iStock.com/fizkes

Diagnosi del disturbo d’ansia

Il percorso diagnostico inizia solitamente con un colloquio clinico approfondito condotto dal medico di medicina generale o da uno specialista in psichiatria o psicologia clinica. L’obiettivo primario è distinguere tra una reazione d’ansia fisiologica (legata a eventi stressanti momentanei) e un vero e proprio disturbo d’ansia patologico, che si caratterizza per persistenza (spesso oltre i 6 mesi), intensità sproporzionata rispetto allo stimolo e compromissione della qualità della vita.

Valutazione clinica e criteri diagnostici

La diagnosi si basa sull’osservazione dei sintomi e sulla storia clinica del paziente, seguendo i criteri internazionali consolidati (come quelli del DSM-5-TR). Il medico indagherà la natura delle preoccupazioni, la presenza di sintomi fisici (come tensione muscolare, palpitazioni o capogiro) e l’eventuale tendenza all’evitamento di determinate situazioni.

Per oggettivare la gravità del disturbo, possono essere somministrati questionari standardizzati e scale di valutazione (come la GAD-7 per l’ansia generalizzata o la STAI). Questi strumenti aiutano non solo nella diagnosi iniziale, ma anche nel monitoraggio dei progressi durante il trattamento.

Esclusione di cause organiche

È fondamentale eseguire una diagnosi differenziale per escludere che l’ansia sia l’effetto secondario di una condizione medica sottostante o dell’assunzione di sostanze. Il medico può prescrivere:

  • Esami del sangue: per valutare la funzionalità della tiroide (l’ipertiroidismo può mimare i sintomi dell’ansia) e i livelli di elettroliti, glicemia ed eventuali carenze vitaminiche.
  • Elettrocardiogramma (ECG): utile per escludere aritmie o altre patologie cardiache che causano tachicardia e senso di oppressione al petto.
  • Revisione farmacologica: per verificare se l’ansia sia un effetto collaterale di farmaci già in uso (ad esempio alcuni broncodilatatori o corticosteroidi).
  • Valutazione dell’uso di sostanze: l’abuso di caffeina, nicotina, alcol o sostanze stupefacenti può scatenare o aggravare pesantemente il quadro ansioso.

Trattamento e cura

Il trattamento dei disturbi d’ansia ha l’obiettivo di ridurre la frequenza e l’intensità dei sintomi, migliorare il funzionamento quotidiano e prevenire le ricadute. L’approccio moderno è multidisciplinare e personalizzato, basato sulla combinazione di psicoterapia, farmacologia e modifiche dello stile di vita. La scelta del protocollo dipende dalla gravità dei sintomi, dal tipo di disturbo (come il disturbo ossessivo-compulsivo o la fobia sociale) e dalla risposta del paziente alle precedenti terapie.

Psicoterapia

La psicoterapia rappresenta spesso l’intervento di prima linea. In particolare, la Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) è considerata il “gold standard” scientifico. Questo approccio aiuta il paziente a identificare i modelli di pensiero distorti e i comportamenti disfunzionali, fornendo strumenti pratici per gestire l’ansia nel momento in cui si presenta.

Oltre alla TCC tradizionale, oggi trovano ampio spazio le terapie di “terza onda”, come la Mindfulness e la terapia dell’accettazione e dell’impegno (ACT), che insegnano a relazionarsi in modo diverso con i propri pensieri ansiosi, riducendone il potere condizionante. In casi legati a traumi pregressi, come nel disturbo post-traumatico da stress, può essere indicato l’uso dell’EMDR.

Terapia farmacologica

I farmaci non “eliminano” le cause psicologiche dell’ansia, ma agiscono sui neurotrasmettitori per stabilizzare il sistema nervoso e rendere il paziente più ricettivo alla psicoterapia.

Antidepressivi di nuova generazione (SSRI e SNRI)

Nonostante il nome, i farmaci SSRI (come escitalopram, sertralina e paroxetina) e gli SNRI (come venlafaxina e duloxetina) sono il trattamento farmacologico di prima scelta per l’ansia cronica. Non causano dipendenza, ma richiedono dalle 4 alle 8 settimane per manifestare il pieno effetto terapeutico. È fondamentale non interrompere la terapia bruscamente per evitare sintomi da sospensione.

Ansiolitici e Benzodiazepine

Le benzodiazepine (come alprazolam o lorazepam) sono efficaci per un rapido sollievo dai sintomi acuti o negli attacchi di panico. Tuttavia, le linee guida attuali raccomandano un uso limitato nel tempo (massimo poche settimane) a causa del rischio di tolleranza e dipendenza. In molti casi, per l’ansia generalizzata, viene preferito l’uso del pregabalin, che offre un controllo efficace dei sintomi con un profilo di rischio differente.

Betabloccanti

Farmaci come il propranololo possono essere prescritti “al bisogno” per gestire i sintomi fisici dell’ansia da prestazione (fobia sociale specifica), come il tremore o la tachicardia, senza influenzare la lucidità mentale.

Stile di vita e approcci complementari

La gestione dell’ansia non può prescindere da una revisione delle abitudini quotidiane. Una regolare igiene del sonno, la riduzione degli stimolanti e la pratica costante di tecniche di rilassamento o respirazione diaframmatica sono pilastri terapeutici fondamentali. In alcuni contesti, le terapie digitali (applicazioni e piattaforme di supporto psicologico validate) possono integrare il percorso clinico facilitando il monitoraggio dei sintomi.

A chi chiedere aiuto

Se pensate di soffrire di un disturbo d’ansia la prima persona a cui chiedere aiuto è il vostro medico di famiglia. Il medico può scoprire se i sintomi che vi spaventano siano dovuti a un disturbo d’ansia, a un’altra patologia oppure a entrambi i fattori.

Se la diagnosi è di attacchi d’ansia il passo successivo di solito è la visita presso uno specialista di salute mentale.

È importante sentirsi a proprio agio quando parlate con lo specialista che avete scelto, se non lo siete dovreste cercare qualcun altro che vi aiuti. Una volta che si è instaurato un clima di fiducia è indispensabile fare gioco di squadra con lui ed elaborare insieme una terapia per curare il disturbo d’ansia.

Ricordate che, una volta iniziata la terapia, è importante non smettere di assumere i farmaci da un giorno all’altro. Il dosaggio di alcuni farmaci deve essere diminuito solo sotto controllo medico, altrimenti potrebbero verificarsi effetti collaterali da sospensione. Ricordatevi di informare il medico che vi ha prescritto il farmaco prima di interrompere la terapia. Se gli effetti collaterali vi danno problemi, è possibile eliminarli adeguando il dosaggio del farmaco oppure gli orari o la frequenza a cui lo assumete.

La maggior parte delle terapie farmacologiche contro i disturbi d’ansia è mutuabile. Chiedete comunque consiglio al vostro medico o al farmacista. Per quanto riguarda la psicoterapia potete rivolgervi a uno specialista che lavora privatamente oppure presso una struttura pubblica.

Aumentare l’efficacia della terapia

Molti pazienti che soffrono di disturbi d’ansia riescono a guarire più facilmente se partecipano a un gruppo di aiuto o supporto, condividendo i propri problemi e anche i risultati raggiunti con altre persone. Da questo punto di vista anche le chat su Internet possono essere utili, ma ricordiamo che qualsiasi consiglio ricevuto in rete dovrebbe essere verificato con attenzione, perché provenienti da sconosciuti.

Parlare con un amico fidato o con un religioso può rivelarsi prezioso, ma non può sostituire l’aiuto fornito da uno specialista di salute mentale.

Le tecniche di gestione dello stress e di meditazione possono aiutare le persone affette da disturbi ansiosi a calmarsi e possono rendere la terapia ancora più efficace.

Alcune ricerche, per ora solo preliminari, dimostrano che l’esercizio aerobico potrebbe avere un effetto calmante.

È inoltre necessario evitare la caffeina, alcune sostanze d’abuso e persino alcuni farmaci antinfluenzali da banco (contenenti per esempio pseudoefedrina, un decongestionante), perché potrebbero aggravare i sintomi dei disturbi d’ansia.

Durante la terapia, prima di assumere qualsiasi farmaco aggiuntivo, è necessario chiedere il parere del proprio medico o di un farmacista.

La famiglia è essenziale nel percorso di guarigione del paziente affetto da disturbi d’ansia. Idealmente la famiglia dovrebbe sostenere il paziente, ma non lasciare che i suoi sintomi si incancreniscano. I famigliari non dovrebbero sottovalutare il disturbo, né pretendere che avvengano miglioramenti senza alcuna terapia. Se i vostri famigliari si comportano già così, potreste far leggere loro quest’articolo: li educherete a diventare vostri alleati e vi aiuteranno a guarire presto e bene.

Combattere l’ansia con lo stile di vita e la dieta

Alimentazione

Affrontare l’ansia non è sempre facile e fare attenzione a ciò che si mangia è importante per farvi sentire meglio.

Anche se i disturbi d’ansia non si possono curare con il cibo, una dieta equilibrata o il fatto di limitare o evitare alcuni cibi può aiutare a sentirsi meglio e a migliorare il proprio stato d’animo. Può anche aiutare a mantenere un livello costante di energia per tutto il giorno.

Provate a seguire questi suggerimenti:

  1. Mangiare pasti non abbondanti, ma frequenti. Ciò contribuirà a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue per tutta la giornata.
  2. Aumentare il consumo di carboidrati (amidi). I pasti e gli snack ricchi di carboidrati portano ad aumentare la quantità di serotonina nel cervello, che ha un effetto calmante. Preferite i cibi ricchi di carboidrati complessi (come i cereali integrali), e cercate di mangiare meno carboidrati semplici (zuccheri).
  3. Bere molta acqua. Una disidratazione anche lieve può influenzare l’umore.
  4. Limitare o evitare l’alcol. L’effetto immediato dell’alcol può essere tranquillizzante per la maggior parte delle persone, ma nel momento in cui l’alcol viene metabolizzato dall’organismo può causare sintomi simili all’ansia.
  5. Limitare o evitare la caffeina. La caffeina è uno stimolante in grado di farvi sentire agitati e nervosi e può interferire con il sonno (tenere a mente che è presente non solo nel caffè, manche nella maggior parte dei te, nelle bibite a base di cola, nelle bevande energetiche, …).
  6. Prestare attenzione alla sensibilità alimentare. In alcune persone, alcuni cibi o additivi alimentari possono causarre reazioni avverse, anche di umore , che possono portare a irritabilità o ansia. Gli alimenti che comunemente causano reazioni sono: grano, mais, soia, latte, uova, noci e frutti di mare.
  7. Mangiare alcuni alimenti che contengono triptofano. Il triptofano aiuta il cervello a produrre sostanze chimiche che migliorano l’umore e hanno un effetto rilassante. Latte, banane, avena, soia, pollame, formaggi, noci, burro di arachidi e semi di sesamo sono una buona fonte di triptofano.

Attività fisica

Gli effetti positivi di una vita attiva, basata su una regolare pratica di attività fisica, sono ormai assodati da tempo in termini di prevenzione cardiovascolare, ma ciò che molti pazienti ignorano o sottovalutano è l’impatto che possono avere anche nella gestione di disturbi psicologici come depressione a ansia, attacchi di panico compresi.

L’esercizio fisico è essenziale per mantenere in forma il cuore, ma è in grado di ridurre lo stress e gli studi dimostrano la sua efficacia anche in termini di vigilanza, concentrazione e memoria.

I meccanismi sottesi ai benefici psicologici sono essenzialmente due:

  • durante lo sforzo fisico l’organismo produce molecole chiamate endorfine, sostanze chimiche agiscono nel cervello come antidolorifici naturali, migliorando al contempo la qualità del sonno;
  • la pratica sportiva permette di distarsi dalle preoccupazioni e dai pensieri che affliggono costantemente il soggetto ansioso.

La ricerca ha dimostrato che una costante attività aerobica (come correre, nuotare, camminare a passo svelto, …) è in grado di:

  • diminuire i livelli di tensione,
  • aumentare e stabilizzare l’umore,
  • migliorare la qualità del sonno (sonno e ansia sono spesso legati a doppio filo),
  • incrementare l’autostima.

D’altra parte, come tutte le forme di terapia, l’effetto reale può variare:

  • alcuni pazienti possono rispondere positivamente,
  • altri potrebbero trovare benefici minimi,
  • alcuni potrebbero infine sperimentare solo un modesto beneficio a breve termine.

Se pensiamo ai grandi vantaggi in termini di prevenzione verso infarti e ictus è tuttavia chiaro come l’attività fisica sia comunque consigliabile a tutti i pazienti, salvo eccezioni da valutare con il proprio medico; alcuni lavori recenti hanno infine dimostrato che anche gli sporti di resistenza (come il sollevamento pesi), non solo quelli aerobici, possono fornire un concreto supporto al paziente colpito da attacchi di panico.

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Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Come si cura l'ansia?

La terapia dell'ansia si può avvalere della combinazione, variabile a seconda del paziente, di: stile di vita, farmaci, psicoterapia. I farmaci sono utili e rapidi nel tenere sotto controllo i sintomi avvertiti durante gli attacchi, oltre che per prevenire le crisi, ma in genere è attraverso un percorso psicoterapico che il disturbo può essere realmente superato nei pazienti che ne soffrono in modo cronico.

5 gocce di Rivotril sono tante?

1 goccia corrisponde a circa 0,1 mg di clonazepam, quindi 5 gocce corrispondono a 0.5 mg di principio attivo che non è una dose elevata. La posologia di Rivotril dipende comunque dalla condizione da trattare e dalla tolleranza individuale. È importante seguire le indicazioni del medico.

A cosa serve Rivotril gocce?

Rivotril in gocce è un farmaco utilizzato per trattare crisi epilettiche, ma viene talvolta prescritto anche come ansiolitico.

Quante gocce di Rivotril per ansia?

La dose per l'ansia può variare, ma generalmente il medico inizia con una dose bassa, aumentando gradualmente in base alla risposta del paziente. È fondamentale seguire le istruzioni del medico.

Samyr 400 fa ingrassare?

Samyr 400 non è comunemente associato ad un aumento di peso, ma le reazioni variano da persona a persona. Se hai preoccupazioni, consulta il tuo medico.

Come combattere l'ansia?

I primi passi per gestire ed eventualmente superare l'ansia consistono in alcune modifiche del proprio stile di vita, come ad esempio: praticare regolare attività fisica, imparere tecniche di rilassamento e meditazione (yoga, training autogeno, ...), smettere di fumare, ridurre il consumo di alcolici e caffeina.

Quali sono i segnali che indicano che è il momento di consultare un medico riguardo ai problemi di ansia e attacchi di panico?

È consigliabile rivolgersi a un medico fin dal primo episodio, perché si tratta di disturbi che beneficiano di una diagnosi precoce.

Come posso gestire le paure legate ad attacchi di panico e ansia che influenzano le attività quotidiane?

È consigliabile cercare un supporto psicologico per imparare tecniche di gestione dell'ansia e degli attacchi di panico. La terapia comportamentale cognitiva può preparare a gestire meglio le situazioni ansiogene. Inoltre, praticare regolarmente attività fisica, dedicarsi a hobby e mantenere una routine quotidiana può aiutare a ridurre l'ansia nel lungo termine.

Che tipo di supporto psicologico è efficace per chi soffre di ansia e attacchi di panico?

Il supporto psicologico può includere terapie come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), che ha dimostrato di essere efficace nel trattamento dell'ansia e degli attacchi di panico. Questa terapia aiuta a riconoscere e modificare i pensieri disfunzionali e i comportamenti associati all'ansia. Altre forme di supporto possono includere tecniche di rilassamento, mindfulness e gruppi di sostegno.
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