Laringite in bambini e adulti: sintomi, cura e rimedi

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Cos’è la laringite

Per laringite si intende l’infiammazione della laringe, un organo facente parte delle prime vie respiratorie che si trova subito al di sopra della trachea.

In base alla durata del processo la laringite può essere classificata in

  • acuta,
  • cronica (quando caratterizzata da alterazioni di lunga durata).

La laringite acuta è spesso secondaria ad un processo infettivo che interessa le alte vie respiratorie associandosi a quadri di rinite (raffreddore, per esempio) o mal di gola (tipicamente faringite o tracheite).

Gli agenti causali responsabili sono:

  • virus (soprattutto quelli influenzali),
  • batteri,
  • funghi (molto raramente).

La laringite cronica invece è frequentemente dovuta ad irritazione meccanica della laringe con processo infiammatorio che si sviluppa a causa di insulti quali:

I sintomi principali della laringite sono:

  • tosse secca persistente,
  • bruciore alla gola,
  • disfonia (alterazione della voce che diventa debole e rauca),
  • febbre,
  • astenia.

La diagnosi è piuttosto agevole e si basa sulla rilevazione dei sintomi presenti, mentre la terapia è di tipo eziologico, mirata cioè alla rimozione della causa sottostante.

Se l’eziologia è virale la guarigione sopravviene nel giro di 7-10 giorni, utilizzando semplici antinfiammatori.

In caso di laringite acuta o cronica che non si risolva dopo 10 giorni, si rendono in genere necessari ulteriori accertamenti da parte del medico, per risalire alla causa precisa del problema e impostare una terapia più adeguata ed efficace.

Richiami di anatomia

La laringe è costituita da uno scheletro cartilagineo con diversi muscoli e legamenti che permettono il movimento delle corde vocali.

Svolge 2 principali funzioni:

  • fonazione (produzione della voce), facendo passare attraverso un breve condotto l’aria espirata che mette in vibrazione le corde vocali,
  • deglutizione, tramite l’epiglottide che impedisce al cibo di imboccare la via aerea e di prendere invece correttamente la via dell’esofago.
Ricostruzione grafica della posizione anatomica della laringe

iStock.com/janulla

Cause

In base al decorso si parla di laringite:

  • Acuta: se dura meno di 20 giorni e non si verifica nessuna alterazione anatomica;
  • Cronica: se il processo infiammatorio dura più di 20 giorni e si verifica un’alterazione anatomica delle strutture laringee.

Laringite acuta

È caratterizzata da un esordio improvviso, tende a peggiorare nei giorni successivi per poi risolversi nel giro di una settimana.

La forma acuta è quasi sempre secondaria ad un processo infettivo di natura:

  • Virale: è la forma più comune ed è causata essenzialmente da virus influenzali, rinovirus (agente eziologico del comune raffreddore), adenovirus, paramyxovirus, …
  • Batterica: stafilococchi, streptococchi, batterio della difterite, …
  • Fungina: candida albicans ed aspergillus, soprattutto nei soggetti immunodepressi (malati di AIDS, soggetti sottoposti a chemioterapia o a trapianto).

Queste forme infettive sono spesso secondarie a quadri di

  • rinite (congestione nasale),
  • mal di gola (faringite, tracheite),
  • bronchite.

Le forme di laringite acuta non secondarie ad un processo infettivo sono dovute invece a:

  • Sforzo vocale: si intende uno sforzo fonatorio intenso che supera i limiti funzionali della laringe. Compare dopo aver gridato o aver usato molto la voce. È tipica dei soggetti che per via della loro attività lavorativa utilizzano molto la voce: cantanti, insegnanti, avvocati, …
  • Trauma laringeo per un colpo subito a livello del collo durante una colluttazione, un incidente o un’attività sportiva.
  • Tosse secca prolungata dovuta a causa extra-laringea.

Laringite cronica

Colpisce soprattutto i soggetti maschi di età avanzata, con processo infiammatorio cronico che si sviluppa a causa di:

  • Fumo di sigaretta: la causa più frequente di laringite cronica che colpisce i soggetti che fumano costantemente da almeno 15-20 anni.
  • Malattia da reflusso gastro-esofageo: la risalita del contenuto acido dello stomaco attraverso l’esofago arriva ad irritare la mucosa laringea.
  • Inalazione di sostanze irritanti tossiche, allergeni o diversi tipi di polveri.
  • Sinusite cronica: infiammazione dei seni paranasali.
  • Susseguirsi di episodi di laringite acuta che col tempo cronicizzano.

Sintomi

  • I sintomi della laringite acuta compaiono bruscamente e peggiorano nei giorni immediatamente successivi.
  • I sintomi della laringite cronica invece mostrano un esordio più graduale e peggiorano lentamente, anche nel giro di diverse settimane.

I sintomi principali della laringite sono:

  • tosse secca persistente e ingravescente,
  • mal di gola con sensazione di bruciore e prurito,
  • disfonia: alterazione della voce che diventa debole e rauca (raucedine),
  • quadro pseudo-influenzale con
  • continuo bisogno di schiarire la gola,
  • dispnea (difficoltà respiratoria con sensazione di fame d’aria): può presentarsi soprattutto nei bambini per via del lume aereo più ristretto; rappresenta un’urgenza medica che richiede immediato ricovero ospedaliero per fornire adeguato supporto ventilatorio.

In caso di laringite cronica il processo infiammatorio può portare allo sviluppo di alterazioni anatomiche vere e proprie con la comparsa di noduli o polipi. Queste lesioni si formano a livello delle corde vocali e il loro trattamento prevede la rimozione chirurgica e logopedia.

Quanto dura?

I sintomi della laringite iniziano improvvisamente e di solito peggiorano nei 2-3 giorni successivi; gli episodi acuti (per esempio invernali) generalmente tendono a risolversi nell’arco di una settimana circa.

I casi di laringite cronica, al contrario, possono persistere molto più a lungo in quanto sostenuti da insulti di lunga durata.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per la laringite mira non solo a confermare lo stato infiammatorio, ma soprattutto a identificarne la causa sottostante, distinguendo tra forme infettive, irritative o funzionali.

Valutazione clinica

La diagnosi inizia con un’attenta anamnesi. Il medico indagherà la modalità di comparsa della raucedine, l’eventuale esposizione a irritanti come il fumo o agenti chimici professionali, e la presenza di sintomi correlati al reflusso gastro-esofageo. L’esame obiettivo si concentra sul collo per escludere la presenza di linfonodi ingrossati o masse sospette.

Esami strumentali

Quando la disfonia persiste per più di due o tre settimane, o in presenza di fattori di rischio (come il tabagismo), è essenziale procedere con accertamenti strumentali specialistici:

  • Laringoscopia a fibre ottiche: è il gold standard diagnostico. Attraverso un endoscopio flessibile introdotto per via nasale, lo specialista otorinolaringoiatra visualizza direttamente la laringe. Questo permette di osservare il grado di arrossamento (iperemia) e gonfiore (edema) della mucosa e delle corde vocali.
  • Laringostroboscopia: utilizza una luce stroboscopica per analizzare le vibrazioni delle corde vocali in “rallentatore”. È fondamentale per identificare alterazioni della motilità o lesioni sottili come noduli, polipi o cisti che potrebbero non essere visibili con la luce continua.
  • Biopsia: qualora durante l’ispezione si rilevino aree sospette o lesioni biancastre (leucoplachie), si procede al prelievo di un piccolo frammento di tessuto per l’esame istologico, al fine di escludere neoplasie.

Esami di laboratorio

Sebbene non sempre necessari nelle forme acute banali, alcuni test possono essere richiesti in casi selezionati:

  • Indici di flogosi: analisi del sangue per valutare la PCR o la VES in caso di sospetto di infezioni sistemiche.
  • Tampone laringeo o faringeo: utile se si sospetta una sovrainfezione batterica o fungina (frequente negli immunocompromessi) per impostare una terapia mirata tramite antibiogramma.

Rimedi e cura

L’obiettivo principale del trattamento è la riduzione dell’infiammazione delle corde vocali e il ripristino della normale funzionalità laringea. L’approccio varia significativamente tra la forma acuta, solitamente autolimitante, e quella cronica, che richiede la gestione dei fattori scatenanti.

Trattamento della laringite acuta

Nella maggior parte dei casi virali, la terapia è di supporto:

  • Riposo vocale assoluto: è il rimedio più efficace. Bisogna evitare non solo di gridare, ma anche di sussurrare, poiché il sussurro sforza le corde vocali più del tono normale.
  • Idratazione e umidificazione: bere molta acqua e utilizzare umidificatori d’ambiente aiuta a mantenere fluide le secrezioni. I suffumigi con semplice vapore acqueo possono dare sollievo immediato.
  • Terapia farmacologica: si utilizzano antinfiammatori non steroidei (FANS) o paracetamolo per il dolore e la febbre. In caso di edema laringeo severo o difficoltà respiratoria, il medico può prescrivere una breve terapia con corticosteroidi (per via orale o aerosolica) per ridurre rapidamente il gonfiore.
  • Antibiotici: sono indicati solo se vi è una chiara evidenza di infezione batterica. L’uso indiscriminato per forme virali è inefficace e controindicato.

Trattamento della laringite cronica

Per le forme croniche, la cura coincide con il trattamento della causa primaria:

  • Gestione del reflusso: se la causa è il reflusso laringo-faringeo, si utilizzano inibitori di pompa protonica (PPI) e alginati, associati a modifiche dietetiche.
  • Logopedia: fondamentale per chi soffre di laringite da sforzo vocale. Un percorso di rieducazione insegna a utilizzare la voce in modo corretto, evitando traumi alle corde vocali.
  • Chirurgia: necessaria qualora l’infiammazione cronica abbia portato alla formazione di lesioni strutturali come polipi o noduli voluminosi, spesso eseguita tramite microchirurgia laringea in sospensione.

Stile di vita e prevenzione

Il successo terapeutico a lungo termine dipende strettamente dalle abitudini quotidiane. L’astensione totale dal fumo (anche passivo) è il requisito imprescindibile per la guarigione delle mucose. È consigliabile limitare il consumo di alcol e caffeina, che favoriscono la disidratazione dei tessuti, e mantenere un’adeguata igiene nasale per prevenire lo scolo retro-nasale irritante. In ambito domestico, mantenere l’umidità interna tra il 40% e il 50% protegge la laringe dalle aggressioni dell’aria secca invernale.

Fonte principale

  • Otorinolaringoiatria – Roberto Albera, Giovanni Rossi. Editore: Minerva Medica.
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