Orticaria acuta e cronica: cause e rimedi

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Introduzione

L’orticaria è una condizione della pelle caratterizzata dall’improvvisa comparsa di un’eruzione cutanea di colore rosso e spesso associata a prurito; si manifesta con segni

  • in rilievo,
  • arrossati
  • e pruriginosi

(simili a piaghe oppure a rigonfiamenti) di dimensioni diverse, che sembrano apparire e scomparire sulla pelle.

La causa più comune è rappresentata da reazioni allergiche a farmaci oppure ad alimenti, che il contatto stimola l’organismo a rilasciare sostanze chimiche in grado di innescare la comparsa di gonfiore e rossore diffuso; può tuttavia essere causata anche da infezioni, stress ed altro.

I soggetti allergici hanno un rischio maggiore di manifestare orticaria.

Possiamo distinguere due casi principali:

  • orticaria acuta, se il fenomeno sparisce nell’arco di sei settimane,
  • orticaria cronica, se persiste più a lungo (talvolta anche per anni).

Si tratta di una condizione piuttosto comune, che tuttavia nella maggior parte dei casi non è pericolosa e non lascia alcun segno permanente.

I casi di reazione più grave, fortunatamente rari, possono invece mettere in pericolo la vita del paziente: il gonfiore può far sì che la gola o la lingua si gonfino e ostruiscano il flusso dell’aria, causando la perdita di conoscenza.

Foto

Orticaria su un braccio

iStock.com/gokhanilgaz

Orticaria sul braccio

By James Heilman, MD – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9444861

Orticaria sulla schiena (https://en.wikipedia.org/wiki/File:Hives_on_back.jpg)

By DLdoubleE – Own work, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4429059

Cause

L’orticaria è causata da un rilascio di istamina che fa seguito al contatto/consumo di specifiche sostanze; l’istamina provoca la dilatazione dei vasi sanguigni, che ha come conseguenza la comparsa del tipico rossore e gonfiore.

Possono essere causa di orticaria acuta:

Nel caso di orticaria cronica la causa è in genere da ricercare in una reazione autoimmune, ossia una condizione nella quale il sistema immunitario per errore attacca l’organismo stesso; si stima che circa un caso su tre delle forme croniche abbia causa autoimmune, correlata per esempio a

Un caso particolare è rappresentato dall’orticaria dermografica, che significa letteralmente “scrittura sulla pelle”. Quando si preme sulla pelle oppure la si graffia, nella zona appaiono linee in rilievo causate dall‘angioedema di origine istaminica che provoca il gonfiore sottocutaneo.

Un’orticaria cronica può anche essere causata da:

Purtroppo molto spesso la causa dell’orticaria rimane di fatto sconosciuta.

Orticaria da stress

È possibile manifestare una reazione acuta in relazione ad un particolare evento stressante, oppure notare che una preesistente orticaria cronica peggiori a seguito di stress finanziario, personale o professionale.

La condizione può essere e/o diventare particolarmente debilitante, tanto da impattare pesantemente sulla qualità di vita del paziente.

Fattori di rischio

Sono a maggior rischio si sviluppare reazioni soggetti che:

  • abbiano già avuto manifestazioni allergiche in passato (di qualsiasi genere),
  • soffrano di malattie autoimmuni,
  • abbiano famigliarità per l’orticaria.

Orticaria nei bambini

Nei bambini è molto più comune la manifestazione di un’orticaria acuta piuttosto che cronica, principalmente a causa di:

  • allergie alimentari,
  • infezioni delle vie respiratorie,
  • allergie a farmaci (meno comuni).

Ricordiamo poi una specifica forma papulosa, causata da punture d’insetto, i sui sintomi possono persistere anche per diverse settimane.

Nei rari casi di forma cronica è utile verificare con esami del sangue la funzionalità tiroidea e l’eventuale presenza di celiachia.

Sintomi

Tra i segnali e i sintomi della presenza dell’orticaria troviamo:

  • prurito, che in alcuni casi può essere molto forte,
  • segni sulla pelle (piaghe o rigonfiamenti che prendono il nome di pomfi) in rilievo, rossi o biancastri, di varie dimensioni,
  • una singola macchia o un gruppo di macchie che può coprire zone estese di pelle,
  • scomparsa delle macchie proprio mentre ne appaiono di nuove: sembra che il disturbo si sposti,
  • sensazione di bruciore o di punture come di ortica nella zona colpita.

Può comparire solo su una piccola parte del corpo o estendersi su superfici anche molto ampie.

L’orticaria può essere acuta oppure cronica.

Per definizione, l’orticaria acuta può durare da meno di ventiquattro ore fino a sei settimane, mentre l’orticaria cronica dura più di sei settimane (a volte un singolo episodio si può protrarre per mesi o per anni).

La forma cronica tende ad andare e venire, ma molti soggetti riferiscono che alcune condizioni o sostanze possano favorirne la ricomparsa:

  • stress,
  • alcol,
  • caffeina,
  • temperature calde,
  • pressione prolungata sulla pelle, per esempio indossando indumenti stretti,
  • farmaci (per esempio antinfiammatori),
  • alcuni additivi alimentari,
  • punture di insetti,
  • esposizione a fonti di calore, freddo, pressione o acqua.

Quando chiamare il medico

L’orticaria e l’angioedema lieve di solito non sono né mortali né pericolosi e, nella maggior parte dei casi, è possibile curare gli episodi lievi senza ricovero in ospedale.

Chiamate il medico se l’orticaria o l’angioedema non rispondono alla terapia o se i sintomi continuano per più di due giorni.

Recatevi immediatamente al pronto soccorso in caso di:

Pericoli

L’orticaria può provocare:

  • prurito,
  • disagio e imbarazzo.

È stato dimostrato che convivere quotidianamente con questi sintomi può essere causa di

In circa un quarto dei casi di orticaria acuta e nella metà dei casi di forma cronica è possibile sviluppare angioedema, una reazione che è caratterizzata da un gonfiore più accentuato e profondo dei tessuti.

Nei casi più gravi, come quando si gonfiano la bocca o la gola, si possono verificare complicazioni come:

Lo shock anafilattico (o anafilassi) è una grave reazione allergica che coinvolge il cuore o i polmoni:

  • i bronchi si restringono (broncocostrizione),
  • la respirazione si fa difficile,
  • la pressione diminuisce di colpo, provocando
    • vertigini,
    • perdita di conoscenza
    • e addiritttura il decesso in assenza di soccorso.

Lo shock anafilattico avviene molto rapidamente, è quindi necessario un intervento medico immediato.

Diagnosi

La diagnosi di orticaria è prevalentemente clinica e si basa sull’osservazione visiva delle lesioni cutanee (pomfi) e sulla raccolta dettagliata della storia medica del paziente (anamnesi). Il medico cercherà di stabilire se si tratti di una forma acuta o cronica e di individuare eventuali fattori scatenanti.

Anamnesi ed esame obiettivo

Durante la visita, il medico valuterà la forma, la distribuzione e la durata dei pomfi. Sarà utile riferire la frequenza degli episodi, il momento della giornata in cui compaiono e la presenza di sintomi associati come gonfiore di labbra o palpebre (angioedema). Tenere un diario dei sintomi e delle attività (cibi assunti, farmaci, esposizione al sole o al freddo) può essere di grande aiuto per orientare il sospetto diagnostico.

Esami per l’orticaria acuta

Nella maggior parte dei casi di orticaria acuta non sono necessari esami di approfondimento, poiché la condizione tende a risolversi spontaneamente. Tuttavia, se si sospetta una causa allergica specifica, il medico può consigliare:

  • Prick test: piccole quantità di allergeni vengono applicate sulla cute tramite una leggera scarificazione per verificare la reazione immediata.
  • Dosaggio delle IgE specifiche (RAST test): un prelievo di sangue per misurare la presenza di anticorpi contro specifici allergeni (alimenti, pollini, acari).

Esami per l’orticaria cronica

Quando l’orticaria persiste per oltre sei settimane, l’approccio diagnostico diventa più strutturato per escludere malattie sistemiche sottostanti. I protocolli attuali prevedono:

  • Esami del sangue di primo livello: emocromo completo e indici di infiammazione (come la Proteina C Reattiva – PCR) per escludere infezioni o patologie infiammatorie.
  • Screening tiroideo: dosaggio di TSH e anticorpi anti-tiroide, data la frequente associazione con tiroiditi autoimmuni.
  • Test di provocazione fisica: se si sospetta un’orticaria indotta da stimoli fisici, si possono eseguire test standardizzati applicando freddo (cubetto di ghiaccio), calore, pressione o sforzo fisico controllato.
  • Esami di approfondimento: in casi selezionati, possono essere richiesti test per la celiachia, ricerca di parassiti intestinali o screening per malattie autoimmuni più complesse.

Cura e rimedi

L’obiettivo primario della terapia è il controllo completo dei sintomi (prurito e pomfi) per migliorare la qualità della vita del paziente. Il trattamento segue un approccio a gradini, personalizzato in base alla gravità e alla risposta individuale.

Antistaminici di seconda generazione

Gli antistaminici H1 di seconda generazione rappresentano la terapia di prima scelta per ogni forma di orticaria. A differenza dei farmaci di vecchia generazione, sono molto efficaci e raramente causano sonnolenza.

  • Dosaggio: se la dose standard non è sufficiente, le linee guida attuali permettono al medico di aumentare il dosaggio (fino a quattro volte la dose normale) prima di considerare altre terapie. Questa ottimizzazione deve sempre avvenire sotto stretto controllo specialistico.
  • Continuità: nell’orticaria cronica, l’antistaminico va spesso assunto quotidianamente e non “al bisogno”, per prevenire la comparsa delle lesioni.

Terapie biologiche e innovative

Per i pazienti con orticaria cronica che non rispondono adeguatamente ai dosaggi ottimizzati di antistaminici, la medicina moderna offre opzioni estremamente efficaci:

  • Omalizumab: è un anticorpo monoclonale (farmaco biologico) somministrato tramite iniezione sottocutanea una volta al mese. Agisce bloccando le IgE, le molecole responsabili dell’attivazione dei mastociti. È considerato il gold standard per le forme croniche resistenti, con un eccellente profilo di sicurezza.
  • Altre opzioni: la ricerca sta portando all’approvazione di nuovi farmaci (come gli inibitori di JAK o nuovi anticorpi monoclonali) che offrono ulteriori speranze per i casi più complessi.

Corticosteroidi e immunosoppressori

Il cortisone non è indicato per il trattamento a lungo termine dell’orticaria a causa degli effetti collaterali. Il suo uso è limitato a brevi cicli (3-7 giorni) solo per gestire le fasi di riacutizzazione severa. Un uso prolungato può causare pressione alta, diabete, cataratta e glaucoma.

In casi eccezionali e refrattari a ogni altra terapia, può essere utilizzata la ciclosporina, un potente immunosoppressore. Pur essendo efficace, richiede un monitoraggio costante per il rischio di disfunzioni renali, aumento del colesterolo, mal di testa, tremori e aumentata suscettibilità alle infezioni.

Situazioni di emergenza

In presenza di segni di anafilassi (difficoltà a respirare, gonfiore della lingua, calo della pressione), il trattamento salvavita è l’adrenalina autoiniettabile. I pazienti a rischio devono essere istruiti dal medico su come utilizzarla e portarla sempre con sé.

Stile di vita e rimedi di supporto

Sebbene i farmaci siano fondamentali, alcuni accorgimenti pratici possono ridurre il disagio:

  • Abbigliamento: indossare abiti larghi in fibre naturali (cotone, seta) per evitare lo sfregamento e il calore eccessivo.
  • Temperatura: evitare bagni o docce troppo caldi che possono peggiorare il prurito; preferire acqua tiepida e detergenti delicati.
  • Gestione dello stress: poiché lo stress può essere un potente fattore scatenante, tecniche di rilassamento o supporto psicologico possono essere integrate nel percorso di cura.
  • Alimentazione: in alcuni casi di orticaria cronica, una dieta a basso contenuto di istamina (evitando ad esempio cibi fermentati, insaccati, caffè o alcolici) può dare sollievo, ma va intrapresa solo su indicazione medica per evitare carenze nutrizionali.

Prevenzione

Per ridurre il rischio di una recidiva, ossia che compaia un nuovo episodio di orticaria, è prima di tutto necessario evitare i fattori scatenanti, tra cui gli alimenti a rischio o farmaci che in passato abbiano dato problemi, oppure le situazioni che sono già state causa di reazioni allergiche in passato (può essere l’esposizione al freddo, al sole, …).

Fonti e bibliografia

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Quanto dura l'orticaria?

Si distinguono due forme di orticaria:
  • acuta: durata inferiore alle sei settimane, ma tendenzialmente inferiore alle 24 ore (da qualche minuto a qualche ora);
  • cronica: di durata superiore alle sei settimane, fino a diversi anni (spesso con andamento intermittente).

Dopo quanto tempo può comparire uno shock anafilattico?

I sintomi iniziali si sviluppano in genere molto rapidamente, raggiungendo l'apice entro 3-30 minuti; più raramente possono manifestarsi reazioni bifasiche, con la comparsa della reazione grave a 1-8 di distanza dal contatto con l'allergene.

Sono in ogni caso rari i casi fatali in cui la morte sia sopraggiunta a più che pochi minuti di distanza dall'esordio.

Fonte: https://www.worldallergy.org/education-and-programs/education/allergic-disease-resource-center/professionals/anaphylaxis-synopsis

Come si cura l'orticaria acuta?

Il trattamento, quando necessario, è in genere fondato sulla prescrizione di farmaci antistaminici e/o cortisonici.

Come si manifesta? Con quali sintomi?

L'orticaria si presenta con la comparsa di un'eruzione cutanea di colore rosso con pomfi
  • in rilievo,
  • arrossati
  • e pruriginosi.

Hanno dimensioni diverse, sembrano apparire e scomparire sulla pelle, e possono estendersi da un piccolo distretto corporeo (ad esempio il petto) all'intero organismo.

 

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