Orticaria da freddo: cause, sintomi, pericoli e cura

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Introduzione

L’orticaria da freddo è una condizione allergica che colpisce la pelle.

I sintomi di solito esordiscono nella prima età adulta, attraverso lo sviluppo di un’eruzione cutanea rossa e pruriginosa in risposta all’esposizione al freddo (ambientale od acqua fredda, ad esempio).

Questa reazione di solito si verifica entro 5-10 minuti a seguito dell’esposizione e può durare per 1-2 ore; alcuni pazienti possono sperimentare reazioni anche più gravi, fino ad essere pericolose per la vita.

La causa esatta è sconosciuta, sebbene in alcuni pazienti possa essere associata ad un’infezione, ad una puntura d’insetto o ad un tumore del sangue.

Viene diagnosticata in base ai sintomi e trattata con i rimedi classici per le reazioni allergiche (antistaminici ed eventualmente cortisone).

Orticaria da freddo sulla gamba

Shutterstock/KanphotoSS

Cause

La causa alla base dello sviluppo di orticaria da freddo è sconosciuta, ma tra le ipotesi allo studio figurano

  • predisposizione ereditaria (orticaria familiare da freddo),
  • esposizione a virus od altra malattia.

Si tratta nel complesso di una reazione rara, più frequente nelle donne rispetto agli uomini.

Nelle forme più comuni quello che si osserva è il rilascio di istamina ed altre sostanze chimiche nel flusso sanguigno (reazione caratteristica di ogni allergia), che diventano poi responsabili della comparsa dell’eruzione cutanea e di eventuali altri sintomi sistemici (che riguardano cioè l’intero organismo).

Ne sono più soggetti:

  • pazienti giovani adulti,
  • affetti da altra malattia che ne compromette lo stato di salute (epatite, tumore, …) ed in particolare il funzionamento del sistema immunitario (in questi casi si parla di orticaria da freddo secondaria, a distinguerla da quella idiopatica di origine ignota).

Sintomi

L’orticaria da freddo in genere si manifesta pochi minuti a seguito dell’esposizione al freddo attraverso la comparsa di:

Alcuni pazienti possono lamentare un peggioramento della reazione quando la pelle si riscalda.

Ogni episodio può persistere per circa 1-2 ore.

Orticaria da freddo sulla schiena

Di Bangerth – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30634308

L’esposizione può avvenire tanto per il clima rigido, quanto per l’esposizione all’acqua (ad esempio in piscina) e condizioni umide e ventose possono rendere più probabile una riacutizzazione dei sintomi. Casi più specifici comprendono:

  • gonfiore delle mani tenendo oggetti freddi,
  • gonfiore delle labbra dovuto al consumo di cibi o bevande fredde.

Altre condizioni predisponenti sono

  • esposizione a celle frigorifere,
  • consumo di bevande fredde,
  • interventi chirurgici in anestesia generale (la condizione, se nota, va SEMPRE segnalata durante la visita anestesiologica).

Si può guarire?

Circa la metà dei pazienti che contraggono l’orticaria da freddo la vedranno scomparire entro cinque anni, tipicamente in questi casi senza ulteriori successivi episodi. Altri pazienti purtroppo dovranno invece conviverci per sempre.

Complicazioni

La più importante possibile complicanza riguarda il rischio a seguito di esposizione di aree estese della pelle, tipicamente nuotando in acqua fredda; in questo caso è possibile sviluppare una reazione molto severa e violenta da parte dell’intero organismo (anafilassi), in grado di causare

In caso reazioni di questo tipo in acqua è inoltre possibile un esito fatale per annegamento, così come il soffocamento in caso di gonfiore delle mucose a seguito di consumo di bevande ed alimenti freddi.

Diagnosi

L’orticaria da freddo può essere diagnosticata empiricamente, ad esempio posizionando un cubetto di ghiaccio sulla pelle per cinque minuti ed osservandone la reazione.

Cura

In alcuni pazienti si osserva una risoluzione della sensibilità al freddo del tutto spontanea, dopo settimane o mesi dal primo episodio; purtroppo non esiste cura, ma trattamento e prevenzione possono sicuramente contribuire ad alleviare il disagio.

Come in tutti i casi di allergia evitare l’esposizione al fattore scatenante è la strategia d’elezione, quando ciò non fosse possibile si può valutare il ricorso ad antistaminici in via preventiva, farmaci in grado di ridurre la risposta allergica.

Nei pazienti affetti da reazioni gravi, ma non rispondenti ai tradizionali antistaminici, è stato usato con successo l’anticorpo monoclonale omalizumab, normalmente usato per il trattamento dell’asma allergica grave.

In letteratura sono riportati anche casi di trattamento con altri farmaci, come ad esempio:

  • cortisone,
  • antagonisti dei leucotrieni,
  • ciclosporina,
  • dapsone.

Alcuni autori ipotizzano la possibilità di condurre attenti percorsi di desensibilizzazione, con esposizioni ripetute aumentando gradualmente frequenza e riducendo la temperatura (ad esempio sfruttando la doccia di casa).

Eventuali attività in acqua devono essere sempre condotte sotto la costante supervisione di bagnini.

A seguito di reazioni gravi viene in genere consigliato al paziente di portare sempre con sé un autoiniettore di adrenalina, da usare in caso di nuove reazioni da orticaria da freddo.

Fotografia di un paziente che usa un autoiniettore di adrenalina sulla coscia

iStock.com/aoldman

Fonti e bibliografia

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