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I valori: cosa s’intende per pressione bassa?
Ipotensione è il termine specialistico usato per indicare la pressione bassa: la pressione è la forza che il sangue pompato dal cuore esercita contro le pareti delle arterie.
Quando si misura la pressione si ottengono due valori: la pressione sistolica e quella diastolica.
- La pressione sistolica (la massima) è quella misurata in corrispondenza del battito del cuore che pompa il sangue in tutto l’organismo.
- La pressione diastolica (la minima), invece, è quella misurata tra un battito e l’altro, quando il cuore è a riposo.
Nella maggior parte dei casi nelle misurazioni della pressione il valore della pressione sistolica è scritto sopra o prima di quello della pressione diastolica, come ad esempio in 120/80 mmHg (l’unità di misura della pressione sono i mmHg, cioè i millimetri di mercurio).
La pressione degli adulti, per essere considerata normale, deve essere inferiore ai 120/80 mmHg, mentre si può parlare di ipotensione quando la pressione è inferiore ai 90/60 mmHg.
La pressione varia nel corso della giornata secondo i ritmi circadiani, diminuisce quando dormiamo e aumenta quando ci svegliamo, ma può anche aumentare in situazioni di eccitazione o nervosismo oppure durante l’attività fisica.
L’organismo è estremamente sensibile ai cambi di pressione: speciali cellule che si trovano nelle arterie sono in grado di avvertire se la pressione aumenta o diminuisce e possono indurre l’organismo a riportarla alla normalità. Se ci si alza troppo in fretta, ad esempio, la pressione può abbassarsi bruscamente e la visione diventa offuscata, ma queste cellule avvertono la diminuzione e subito si attivano affinché il sangue continui ad affluire al cervello, ai reni e agli altri organi principali.
La maggior parte delle forme di pressione bassa si sviluppa perché l’organismo non è in grado di riportare la pressione alla normalità, oppure perché non agisce abbastanza rapidamente in tal senso. Alcuni pazienti hanno sempre la pressione bassa, non manifestano alcun sintomo e l’ipotensione per loro è una situazione normale. In altre persone, invece, l’abbassamento della pressione è brusco e può essere causato da determinati diversi fattori o patologie.
Si noti tuttavia che, nella maggior parte dei pazienti, l’ipotensione diventa fonte di preoccupazione solo se provoca sintomi come
- vertigini,
- svenimento
- o, in casi estremi, shock.

Shutterstock/Voraorn Ratanakorn
Cause
Esistono diverse forme di ipotensione, per esempio chi ha sempre e fisiologicamente la pressione bassa è affetto da ipotensione cronica asintomatica: non presenta alcun sintomo e non deve ricorrere ad alcuna terapia, perché la pressione bassa è una condizione normale.
Molti fattori intervengono influenzando i valori di pressione, tra cui:
- ritmi circadiani (la pressione del corpo è di norma più bassa durante la notte, mentre si dorme; inizia ad aumentare poche ore prima del risveglio e la tendenza continua fino al primo pomeriggio circa);
- stress (in caso di forti emozioni, preoccupazioni, … la pressione può aumentare, durante periodi di rilassamento tende invece a diminuire);
- esercizio fisico (l’attività fisica è causa di aumento durante la pratica, ma con il continuo allenamento tenderà ad assumere valori più bassi a riposo);
- temperatura esterna (il caldo abbassa la pressione, spesso anche in modo molto significativo);
- pasti (durante la digestione la pressione diventa più bassa, perché il sangue viene richiamato a livello dell’apparato digerente).
Altri tipi di ipotensione, invece, si manifestano solo saltuariamente, quando la pressione si abbassa all’improvviso: i sintomi e le conseguenze sull’organismo possono essere lievi oppure molto gravi. I tre tipi principali di ipotensione che ricadono in questa categoria sono:
- ipotensione ortostatica,
- ipotensione neuronale mediata,
- ipotensione grave legata allo shock.
Fattori di rischio
L’ipotensione può colpire chiunque, a qualsiasi età, tuttavia determinate fasce sono maggiormente a rischio di soffrire di certi tipi di ipotensione.
- Gli anziani hanno maggiori probabilità di soffrire di ipotensione ortostatica e postprandiale (dopo i pasti). I bambini e i giovani, invece, sono più soggetti all’ipotensione neuronale mediata.
- Chi assume determinati farmaci, ad esempio antiipertensivi o diuretici, soffre più facilmente di pressione bassa. Lo stesso discorso vale per chi è affetto da patologie a carico del sistema nervoso centrale (come il morbo di Parkinson) o da specifiche patologie cardiache.
- Tra gli altri fattori di rischio per l’ipotensione ricordiamo l’immobilità protratta e la gravidanza. L’ipotensione durante la gravidanza è normale e di solito scompare dopo il parto (per approfondire: Pressione bassa in gravidanza).
Ipotensione ortostatica
L’ipotensione ortostatica è un calo di pressione che si verifica alzandosi dopo essere stati seduti o sdraiati. I sintomi principali sono vertigini, capogiri e svenimento. Di solito dura pochi secondi o minuti.
L’ipotensione ortostatica ha molte potenziali cause, ma spesso all’origine di questo disturbo c’è una combinazione di due o più fattori.
- La disidratazione è la causa più frequente di ipotensione ortostatica: la disidratazione si verifica quando l’organismo perde più acqua di quella che assume. Ci si può disidratare quando non si assumono liquidi a sufficienza, oppure quando si suda molto durante l’attività fisica. Anche la febbre, il vomito e la diarrea intensa possono provocare la disidratazione.
- L’ipotensione ortostatica può comparire anche durante la gravidanza, ma di solito scompare dopo il parto.
- Invecchiando l’organismo non riesce più a gestire rapidamente i cambiamenti di pressione, quindi anche l’invecchiamento può provocare questo tipo di ipotensione.
Più raramente deriva da:
- Patologie cardiache, endocrine e del sistema nervoso
- Effetti collaterali di alcuni farmaci,tra cui
- diuretici,
- calcio-antagonisti,
- ACE inibitori (inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina),
- antagonisti del recettore per l’angiotensina II,
- nitrati,
- betabloccanti
- farmaci contro la disfunzione erettile,
- medicinali per il morbo di Parkinson.
- Assunzione di alcolici.
Colpisce soprattutto anziani e persone deboli, ma ne esiste anche una forma postprandiale, con calo di pressione che si verifica soprattutto dopo i pasti.
Il trattamento mira a curare le cause sottostanti. Per gestire i sintomi può essere necessario sedersi o sdraiarsi nel momento in cui si percepiscono i sintomi.
Per approfondire si rimanda alla scheda dedicata all’ipotensione ortostatica.
Ipotensione neuronale mediata
L’ipotensione neuronale mediata si verifica quando il cervello e il cuore non riescono a comunicare correttamente; se si sta a lungo in piedi, ad esempio, il sangue inizia a ristagnare nelle gambe e quindi la pressione si abbassa. Nel paziente affetto da ipotensione neuronale mediata l’organismo commette un errore, perché comunica al cervello che la pressione è alta. Per reazione, il cervello rallenta il battito cardiaco e in questo modo la pressione diminuisce ancora di più, provocando:
- capogiro,
- svenimento,
- mal di stomaco.
Questo tipo di ipotensione può anche svilupparsi in seguito ad esperienze spiacevoli, sconvolgenti o ad un forte spavento.
L’ipotensione neuronale mediata colpisce con maggior frequenza i bambini e i giovani rispetto alle altre fasce di età: i bambini, nella maggior parte dei casi, guariscono completamente.
Ipotensione grave legata allo shock
Normalmente si dice che “si è sotto shock” a seguito di un evento sconvolgente, ma per i medici la parola shock ha un significato diverso.
Lo shock è una situazione pericolosissima in cui la pressione si abbassa così tanto che cervello, reni e altri organi vitali non ricevono abbastanza sangue per funzionare correttamente. In caso di shock la pressione si abbassa molto di più che nelle altre forme di ipotensione.
Lo shock è una situazione di emergenza e, come tale, deve essere curato con la massima tempestività: se qualcuno manifesta i sintomi dello shock occorre chiamare immediatamente il 112 (numero unico delle emergenze).
Quando la causa è un’infezione grave si parla di shock settico, situazione durante la quale i batterie responsabili possono entrare in circolo e rilasciare una tossina (sostanza velenosa) in grado di provocare una drastica diminuzione della pressione sanguigna.
Lo shock può anche essere provocato da una consistente perdita di liquidi, questa situazione è detta shock ipovolemico e può essere causata da:
- grave emorragia esterna (causata, ad esempio, da un taglio o da una ferita profonda),
- grave emorragia interna (causata, ad esempio, dalla rottura di un vaso sanguigno o da lesioni che provocano emorragie all’interno dell’organismo),
- grave perdita di liquidi dovuta a ustioni profonde,
- forte dilatazione del pancreas (organo che produce enzimi e ormoni, come l’insulina),
- grave dissenteria,
- gravi patologie renali,
- abuso di diuretici.
Lo shock può essere conseguente a una grave diminuzione della capacità del cuore di pompare il sangue, in questo caso si parla di shock cardiogeno e può essere causato da un infarto, da un’embolia polmonare o dall’aritmia (irregolarità del battito cardiaco).
Un’altra causa possibile è la dilatazione improvvisa delle arterie, che fa diminuire bruscamente la pressione. In questo caso si parla di shock vasodilatatorio che può essere causato da:
- gravi lesioni alla testa,
- reazione a determinati farmaci,
- insufficienza epatica,
- avvelenamento,
- shock anafilattico (complicazione di una grave reazione allergica).
I sintomi della pressione bassa
Se la pressione sanguigna del paziente è naturalmente bassa, è improbabile che si manifestino sintomi o che sia necessario un trattamento. Diversamente i sintomi tipici della pressione bassa sono:
- vertigini o capogiri,
- senso di instabilità,
- svenimento o senso di mancamento,
- visione offuscata,
- palpitazioni,
- confusione,
- nausea,
- debolezza e stanchezza generale.
- Più raro invece il mal di testa.
In questi casi si consiglia di interrompere eventuali attività in corso, sedersi e magari bere un po’ di acqua; a meno di problemi di fondo i sintomi dovrebbero risolversi entro qualche secondo o poco più. Non è in genere utile né consigliabile assumere zuccheri, a meno di ipoglicemia diabetica, che potrebbero causare un’ipoglicemia reattiva dopo qualche minuto andando a peggiorare i disturbi (per approfondire: Non è un calo di zuccheri).
Ipotensione ortostatica
I sintomi dell’ipotensione ortostatica possono verificarsi alcuni secondi o minuti dopo che ci si è alzati in piedi provenendo da posizione seduta o sdraiata, ci si può sentire sul punto di svenire oppure si può svenire realmente. Tra i più caratteristici ricordiamo:
- capogiro o vertigini,
- visione confusa,
- confusione,
- debolezza,
- nausea (mal di stomaco).
I sintomi scompaiono se ci si siede o ci si sdraia per alcuni minuti, permettendo così alla pressione di ritornare alla normalità.
Ipotensione neuronale mediata
I sintomi dell’ipotensione neuronale mediata sono simili a quelli dell’ipotensione ortostatica, compaiono dopo che si è rimasti in piedi a lungo oppure come reazione a un’esperienza spiacevole, triste o terrorizzante.
Il calo di pressione, in questo caso, non dura a lungo e spesso scompare dopo che si è rimasti seduti per un po’.
Quando preoccuparsi?
Nelle persone sane una pressione bassa, se questa non è causa di sintomi particolari, di solito non è un problema e non deve essere curata; nel caso in cui l’ipotensione provochi disturbi il medico cercherà di diagnosticare e curare la causa che ne è all’origine.
L’ipotensione, comunque, non va sottovalutata perché può essere pericolosa se:
- il paziente è a rischio di cadute a causa delle vertigini e degli svenimenti,
- è dovuta a shock, una grave forma di ipotensione, spesso è fatale, se non viene curato con tempestività.
I medici, nella maggior parte dei casi, possono curare efficacemente la pressione bassa e molti pazienti affetti da questo disturbo conducono una vita normale.
- Se soffrite di ipotensione ortostatica cercate di alzarvi lentamente dopo che siete stati seduti o sdraiati.
- Se soffrite di ipotensione postprandiale (una forma di ipotensione ortostatica) fate pasti leggeri a basso contenuto di carboidrati.
- Se soffrite di ipotensione neuronale mediata cercate di non stare in piedi troppo a lungo; inoltre cercate di bere molto e di evitare le situazioni spiacevoli o che potrebbero scatenare ansia o timore. Imparate a riconoscere i sintomi e prendete tutti i provvedimenti necessari per aumentare la pressione.
- I bambini affetti da ipotensione neuronale mediata nella maggior parte dei casi guariscono spontaneamente.
Diagnosi
La diagnosi di ipotensione non si limita alla semplice rilevazione di valori numerici bassi, ma mira a stabilire una correlazione clinica tra i numeri e i sintomi avvertiti dal paziente. Il medico inizia il percorso diagnostico con un’accurata anamnesi per escludere cause iatrogene (farmaci) o condizioni sottostanti come patologie cardiache, endocrine o neurologiche.
Valutazione clinica e test posturali
Il gold standard per identificare l’ipotensione ortostatica è il test della pressione in diverse posizioni. Il protocollo prevede la misurazione della pressione dopo che il paziente è rimasto sdraiato per almeno 5 minuti, seguita da nuove misurazioni effettuate a 1 e 3 minuti dopo essersi alzati in piedi. Una caduta della sistolica superiore a 20 mmHg o della diastolica superiore a 10 mmHg conferma la diagnosi.
Esami di laboratorio e biomarcatori
Per identificare le cause biochimiche della pressione bassa, vengono prescritti esami del sangue mirati:
- Emocromo completo: fondamentale per rilevare un’anemia (valutando emoglobina ed ematocrito), che riduce la capacità del sangue di trasportare ossigeno.
- Profilo metabolico ed elettrolitico: per escludere ipoglicemia o squilibri di sodio e potassio, comuni in caso di disidratazione o insufficienza surrenalica.
- Test funzionali endocrini: monitoraggio dei livelli di cortisolo o della funzionalità tiroidea per escludere squilibri ormonali.
Imaging e monitoraggio specialistico
Se si sospetta un’origine cardiaca, vengono eseguiti test di secondo livello:
- Elettrocardiogramma (ECG) e monitoraggio Holter: per individuare aritmie o blocchi della conduzione elettrica.
- Ecocardiogramma: per valutare la forza contrattile del cuore e la salute delle valvole.
- Tilt Table Test: indicato per chi soffre di sincopi ricorrenti. Il paziente viene fatto adagiare su un lettino che si inclina gradualmente, monitorando come il sistema nervoso autonomo reagisce alla gravità.
Cura e rimedi
L’obiettivo primario della terapia non è “alzare i numeri” sulla scala del misuratore, ma eliminare i sintomi e migliorare la qualità della vita, prevenendo cadute e svenimenti. Se la pressione bassa è asintomatica, la medicina moderna non prevede trattamenti farmacologici, considerandola spesso un fattore protettivo per la salute cardiovascolare a lungo termine.
Modifiche dello stile di vita e alimentazione
Il primo approccio è sempre conservativo e si basa su interventi comportamentali:
- Idratazione e sale: Si raccomanda un apporto idrico di almeno 2-2,5 litri al giorno. Salvo controindicazioni (come scompenso cardiaco), il medico può suggerire un moderato aumento del sale nella dieta per favorire la ritenzione dei liquidi nei vasi.
- Gestione dei pasti: Per contrastare l’ipotensione postprandiale, è utile consumare pasti piccoli e frequenti, riducendo i carboidrati semplici e limitando gli alcolici, che favoriscono la vasodilatazione.
- Misure posturali: Alzarsi lentamente, evitando movimenti bruschi. In caso di sintomi imminenti, incrociare le gambe o contrarre i muscoli delle cosce può aiutare a “spingere” il sangue verso l’alto.
Supporti meccanici e rimedi naturali
L’uso di calze a compressione graduata o di fasce addominali è una delle terapie più efficaci per l’ipotensione ortostatica, poiché riduce il ristagno di sangue nelle vene delle gambe.
Tra i rimedi tradizionali con supporto scientifico, la liquirizia (contenente glicirrizina) può aiutare ad alzare la pressione favorendo la ritenzione di sodio, ma va usata con cautela e solo sotto consiglio medico, poiché un eccesso può causare perdita di potassio e altri effetti collaterali.
Terapia farmacologica
Quando le misure comportamentali falliscono, lo specialista (spesso il cardiologo o il geriatra) può prescrivere farmaci specifici:
- Midodrina: Un vasocostrittore che aumenta la resistenza delle arterie, indicato principalmente per l’ipotensione ortostatica severa.
- Fludrocortisone: Un farmaco che aiuta i reni a trattenere sodio e acqua, aumentando il volume totale di sangue in circolo.
- Droxidopa: Utilizzata specificamente per le forme di ipotensione legate a malattie del sistema nervoso (come il Parkinson).
In caso di shock o ipotensione d’emergenza, il trattamento è ospedaliero e prevede la somministrazione endovenosa di liquidi e farmaci vasopressori per sostenere le funzioni vitali.
Fonti e bibliografia
Le domande più frequenti
Perché la pressione è bassa? Da cosa dipende?
Cosa fare? Come alzare la pressione bassa?
Cosa mangiare in caso di pressione bassa?
Cosa comporta avere la pressione bassa?
Come capire se la pressione è bassa? Quali sono i valori giusti?
Cosa si deve fare quando si ha la pressione bassa?
Quando preoccuparsi se la pressione è bassa?
Cosa bere con la pressione bassa?
Gutron gocce a cosa serve?
Dopo quanto fa effetto Gutron gocce?
Gutron è pericoloso?
Quali sono gli effetti collaterali di Gutron gocce?
È normale avere variazioni di pressione e frequenza cardiaca quando ci si alza in piedi?
È normale avere una pressione bassa durante la gravidanza?
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.