Pressione bassa? Ecco cosa fare e cosa mangiare

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Quando la pressione è bassa? I valori

Se stai leggendo questo articolo è molto probabile che tu ti riconosca in uno o più di questi sintomi, che sono quelli più caratteristici quando la pressione è troppo bassa.

La pressione bassa, nome in codice “ipotensione”, tecnicamente viene diagnosticata per valori inferiori a 90/60 (90 di massima e/o 60 di minima), ma ecco la buona notizia: la pressione bassa è un problema solo se provoca sintomi come vertigini, svenimenti o, in casi estremi, shock.

Eh già, perché di per sé la pressione bassa non sempre causa sintomi e,  in assenza di questi, non solo non c’è alcun bisogno di cura nella maggior parte dei casi, ma è generalmente considerata un vantaggio in termini di prevenzione cardiovascolare (con qualche eccezione, che riguarda soprattutto pazienti anziani): minori sono i valori di pressione, minori sono gli stress subiti da vasi sanguigni e organi, e minore è anche lo sforzo necessario al cuore per pompare il sangue in giro per l’organismo.

D’altra parte non è un caso se nei soggetti che praticano regolarmente attività sportiva si osserva tipicamente un abbassamento dei valori, considerata sempre un’ottima notizia

I sintomi

Donna che si tocca la testa a causa di pressione bassa

Visione offuscata e senso di mancamento sono sintomi molto comuni in caso di pressione bassa (Shutterstock/brizmaker)

In alcuni pazienti, invece, la pressione è così bassa da essere insufficiente a garantire un’adeguata perfusione di sangue al cervello, che potrebbe manifestarsi con i sintomi che abbiamo rapidamente elencato prima,

  • Vista annebbiata,
  • capogiri,
  • senso di leggera nausea e calo dell’appetito,
  • stanchezza o addirittura vera a propria sonnolenza,
  • debolezza
  • senso di mancamento

quando non addirittura confusione, stordimento ed episodi di svenimento.

Cosa può succedere con la pressione bassa?

Per rispondere dobbiamo tracciare una linea molto netta tra due diversi casi.

Quando avverti uno o più dei sintomi visti è importante segnalarli al medico per verificare che non siano legati a patologie cardiache o altre malattie.

Se il medico non ravvisa alcun problema organico, ovvero non diagnostica malattie, si parla genericamente di ipotensione costituzionale: la pressione è bassa senza una causa medica identificabile, è cioè fisiologica o parafisiologica come la gravidanza, e gli eventuali rischi sono legati esclusivamente alla possibilità di andare incontro a cadute e relativi traumi, o al limite incidenti alla guida o durante l’utilizzo di macchinari a causa di mancamenti.

È comunque poco probabile che si verifichino, se non nei cambi improvvisi di posizione, tipicamente passando dalla posizione sdraiata o seduta a quella eretta (in piedi), quando è piuttosto comune vedere tutto nero per un attimo, il tempo impiegato dal cervello a mettere in atto i cambiamenti necessari a stabilizzare i valori nella nuova posizione.

Si parla in questi casi di ipotensione ortostatica e, se nei giovani è più che altro fastidiosa, nell’anziano il rischio di caduta è maggiore e serve sicuramente più cautela.

Un’altra condizione che potrebbe esacerbare il rischio è la digestione, quando il sangue tende a raccogliersi nel distretto di stomaco e intestino.

Ma più in generale, il paziente affetto da ipotensione costituzionale, ovvero pressione bassa non derivante da cause mediche, non corre alcun ulteriore rischio, perché il corpo è perfettamente attrezzato per evitare abbassamenti eccessivi e per questo direttamente pericolosi.

È cioè fastidiosa, ma non pericolosa di per sé.

 Quando è preoccupante?

Completamente diverso è il caso di pressione bassa secondaria a patologie o anche assunzione di farmaci: in questi pazienti i meccanismi di controllo del corpo possono essere severamente compromessi e, se e la pressione sanguigna scende troppo, gli organi vitali potrebbero non ricevere più abbastanza sostanze nutritive e soprattutto ossigeno. Quando questo accade si delinea il cosiddetto stato di shock, un’emergenza medica potenzialmente fatale che si manifesta con

Tra le possibili cause si annoverano ad esempio

  • grave disidratazione, che può riguardare anche pazienti sani, ad esempio in caso di diarrea o vomito ripetuti, oppure grande caldo,
  • morbo di Parkinson,
  • gravi emorragie,
  • gravi infezioni (shock settico),
  • gravi reazioni allergiche (shock anafilattico),
  • diabete,
  • disturbi cardiaci
  • e alcuni farmaci.

Cosa fare?

Nel caso di sintomi suggestivi di shock è necessario allertare immediatamente il 112, numero unico delle emergenze e, in caso di arresto cardiaco, iniziare la rianimazione. In questo articolo ci occuperemo tuttavia soprattutto dei casi di pressione bassa costituzionale, che fortunatamente è quella più comune e che interessa ad esempio tante persone durante la stagione estiva (per approfondire la pressione bassa patologica fare riferimento all’articolo dedicato: Pressione bassa).

Se la pressione è bassa, ma non è causa di sintomi, non è necessario in genere alcun trattamento.

A prescindere dalla causa, un improvviso abbassamento dei valori che porti ad esempio a senso di mancamento, può essere affrontato banalmente sedendosi o sdraiandosi, per facilitare l’afflusso di sangue al cervello, eventualmente sollevando i piedi rispetto al resto del corpo per facilitare ulteriormente il ritorno venoso.

Prevenzione

Nel quotidiano può essere invece interessante capire come supportare al meglio il corpo per ridurre quel sotto fondo di fastidiosi sintomi che, seppur non essendo direttamente pericolosi, possono comunque influire anche significativamente sulla qualità di vita:

  1. Bere di più è senza dubbio il consiglio più importante, soprattutto nei mesi caldi; questo garantirà una corretta idratazione, che significa disporre di un volume complessivo di sangue adeguato nonostante la sudorazione. Anche una leggera disidratazione è infatti responsabile di una riduzione del volume e conseguente calo di pressione. Su cosa bere ne parleremo meglio tra poco.
  2. In alcuni pazienti l’uso di calze elastiche a compressione graduata può aiutare a evitare che il sangue si accumuli nelle gambe, garantendo così un’adeguata perfusione nella parte superiore del corpo.
  3. Per quanto possibile sarebbe preferibile evitare di rimanere per lunghi periodi nella stessa posizione, sia essa seduta o in piedi, il movimento facilita infatti la circolazione e l’ossigenazione dei tessuti.
  4. Allo stesso tempo è necessario prestare grande attenzione quando ci si alza, farlo gradualmente dà modo e tempo al cervello di adeguare i sistemi di controllo della pressione e previene così quel fastidioso attimo in cui la vista si fa nera e le gambe molli.

Cosa bere quando si ha la pressione bassa?

Dicevamo del bere… aumentare l’apporto quotidiano di liquidi è probabilmente la strategia terapeutica più importante e il modo migliore per farlo è con la semplice acqua, eventualmente con sali minerali ma evitando zuccheri aggiunti e dolcificanti (che sono invece quasi sempre presenti tanto nelle bevande per sportivi che negli integratori salini).

Quando sei disidratato il volume del sangue si riduce, e la pressione segue lo stesso andamento; meglio invece responsabilizzare i reni, che in presenza di un eccesso di liquidi potranno semplicemente e senza fatica eliminare il di più con le urine che, te lo ricordo, devono apparire di un giallo paglierino molto tenue se sei abbastanza idratato.

Bevande come caffè e contengono caffeina e, soprattutto per chi non è troppo abituato, in effetti possono stimolare un temporaneo aumento tanto della frequenza cardiaca quanto della pressione, ma si tratta solitamente di una effetto a breve termine e che, soprattutto nel caso dell’espresso, presenta la controindicazione del successivo effetto diuretico. A maggior ragione è quindi importante supportare l’assunzione di caffeina con abbondanti quantità di liquidi.

Assolutamente da evitare, o quantomeno ridurre il più possibile, il consumo di alcolici, che a breve termine sono responsabili di un abbassamento dei valori a causa della vasodilatazione che sono in grado d’indurre.

Cosa mangiare?

In alcuni casi si legge di aumentare il sale negli alimenti, ma onestamente ti consiglio di farlo solo se espressamente prescritto dal medico: abituarsi al gusto salato tendenzialmente non è mai una buona idea.

Non il sale, quindi, ma sì ai sali minerali e senza bisogno di ricorrere a integratori: e sai dove si trovano?

Frutta, verdura, cereali integrali e legumi, che guarda caso costituiscono la base di una dieta sana come prevista dalle linee guida; inoltre, soprattutto gli ortaggi anche in considerazione delle generose porzioni che dobbiamo consumare, sono una fonte preziosa di ulteriori liquidi, che ci aiutano anche nel momento complicato della digestione, di cui parleremo a breve.

Anemia e pressione bassa

Vale poi la pena fare un accenno specifico a tre micronutrienti in particolare, ferro, vitamina B12 e folati. Si tratta di sostanze la cui carenza, talvolta subclinica (ovvero priva di sintomi evidenti) è molto diffusa nella popolazione e può diventare causa di anemia, una condizione che a sua volta può favorire l’insorgenza di pressione bassa oltre che esacerbarne gli effetti.

Brevemente:

  • un regolare consumo di cereali integrali e legumi, associati a frutta e verdura ricche di vitamina C, è il modo migliore per garantirsi tutto il ferro di cui si ha bisogno; è vero che il ferro degli alimenti animali è più biodisponibile, ma questo non è sempre un fattore positivo, mentre abituare il corpo a gestirsi con quello dei vegetali è preferibile sul lungo termine;
  • i folati allo stesso modo non sono un problema con una dieta ricca di alimenti di origine vegetale;
  • la vitamina B12 meriterebbe qualche considerazione in più (fatte qui: Vitamina B12, quando l’integratore), ma ci porterebbe fuori strada; è presente solo negli alimenti di origine animale, ma nonostante questo anche molti onnivori ne sono carenti, quindi in caso di dubbi è una delle poche eccezioni in cui può avere senso ricorrere a un integratore, caldamente raccomandato ai vegetariani e obbligatorio per i vegani.

Come mangiare

È infine importante sapere non solo cosa mangiare, ma anche come; in caso di pressione bassa può essere utile privilegiare piccoli e frequenti spuntini rispetto a 2-3 grossi pasti: quando devi digerire un pasto particolarmente abbondante, il tuo corpo impiega molta più energia per digerirlo e soprattutto richiama sangue nel distretto dell’apparato digerente, rendendo il lavoro di regolazione del cervello sui valori di pressione un po’ più complicato, perché dispone a quel punto di meno sangue da dedicare a sé stesso e agli altri organi vitali.

Fonti e bibliografia

  • Hypotension – Sandeep Sharma; Muhammad F. Hashmi; Priyanka T. Bhattacharya.

Le domande più frequenti

Quale bevanda fa alzare la pressione?

Tutte le bevande contenenti caffeina possono produrre un temporaneo aumento della pressione, ma poiché allo stesso tempo la caffeina ha effetto diuretico potrebbero in seguito peggiorare i valori in un soggetto che soffre di pressione bassa (vanno quindi eventualmente associate ad abbondante idratazione).

L'acqua, eventualmente con sali minerali, è invece la soluzione migliore grazie all'effetto di aumento del volume ematico.

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