Introduzione
Ustione, scottatura e bruciatura sono tre termini usati per indicare i danni alla pelle causati dal calore.
Anche se il trattamento è identico, tecnicamente si parla di:
- ustione quando la lesione è provocata da calore secco, per esempio un ferro da stiro o il fuoco,
- scottatura quando è dovuta piuttosto a una fonte umida, come l’acqua calda o il vapore.
Le ustioni possono essere molto dolorose e causare:
- arrossamento o spellatura della pelle,
- vescicole,
- gonfiore,
- pelle bianca o carbonizzata.
L’entità del dolore non è sempre correlata alla gravità della bruciatura, addirittura un’ustione molto grave può essere relativamente poco sintomatica.
Un’ustione di secondo grado, caratterizzata cioè dalla presenza di vescicole, guarisce in una settimana o poco più, mentre quelle di primo grado si risolvono anche più rapidamente , ma devono essere protette all’esposizione al sole.
Ustioni più gravi richiedono attenzione medica e maggior tempo per guarire.
Sintomi
Le ustioni vengono classificate in base all’entità del danno e agli strati di pelle interessati.
La pelle è composta da tre strati:
- epidermide, lo strato più esterno,
- derma, lo strato di tessuto immediatamente sottostante che contiene capillari, terminazioni nervose, ghiandole sudoripare e follicoli piliferi
- grasso sottocutaneo, o sottocute, lo strato di tessuto e grasso più profondo.

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Esistono quattro tipi di ustione, che tendenzialmente si differenziano in base all’aspetto e ai sintomi.
- Ustione epidermica superficiale (I grado), in cui il danno riguarda l’epidermide; la pelle può essere rossa, leggermente gonfia e dolente, ma senza vescicole o bolle. Se viene coinvolto anche parte del derma la pelle appare rosa pallido e dolente, talvolta con presenza di vescicole.

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- Ustione dermica profonda o di spessore parziale (II grado), in cui il danno riguarda epidermide e derma: quest’ustione rende la pelle rossa e maculata. La pelle può essere asciutta o umida, ma diventa gonfia e bollosa. Il dolore può essere o meno presente.

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- Ustione a tutto spessore (III grado), in cui sono danneggiati tutti e tre gli strati della pelle (epidermide, derma e sottocute); la pelle è frequentemente consumata dalla bruciatura e il tessuto sottostante può apparire pallido o annerito, mentre la pelle rimanente è secca e bianca, marrone o nera senza vescicole; la consistenza della pelle ricorda il cuoio o la cera (fotografia di un’ustione di terzo grado, attenzione, immagine immagine non adatta ai lettori più sensibili).
- Ustione di IV grado, che comporta lesioni ai tessuti più profondi, come muscoli o ossa (fotografia di un’ustione di quarto grado, attenzione, immagine immagine non adatta ai lettori più sensibili).
Cause
Le cause di ustione sono molteplici, ma tra le più comuni ricordiamo:
- fuoco,
- liquidi o vapori caldi,
- metallo, vetro o altri oggetti caldi,
- corrente elettrica,
- radiazioni da raggi X o da radioterapia per il trattamento del cancro,
- luce solare o ultravioletta (lampada o lettino abbronzante),
- sostanze chimiche come acidi forti, soda caustica, addensanti per vernici o benzine.
Quando chiamare il medico
A seconda della gravità l’ustione può o meno essere trattata a casa.
In caso di ustioni lievi, mantenere l’area pulita e non far scoppiare eventuali vescicole. Ustioni più gravi richiedono l’intervento del medico.
Ci si dovrà rivolgere al pronto soccorso per:
- qualunque ustione chimica o elettrica,
- ustioni ampie (qualunque ustione più estesa della propria mano) o profonde,
- a prescindere dall’estensione, qualunque ustione che renda la pelle bianca o carbonizzata,
- ustioni che siano causa di bolle a parti delicate, come
- viso,
- mani,
- braccia,
- piedi,
- gambe,
- genitali.
Verranno valutate dimensione e profondità e l’area interessata verrà quindi pulita e medicata.
Ricorrere al medico anche in caso di inalazione di fumo o vapori, in questo caso alcuni sintomi possono insorgere dopo un po’, per esempio:
- tosse,
- mal di gola,
- difficoltà respiratorie,
- ustioni del viso.
Allertare immediatamente il numero unico delle emergenze (112) se la persona ustionata ha:
- altri traumi che richiedono trattamento,
- segni caratteristici di shock, come
- pelle fredda e umida (sudorazione algida),
- aumento della sudorazione,
- respiri rapidi e superficiali,
- debolezza
- o vertigini,
- più di 60 anni o meno di 5,
- una patologia maggiore, come una cardiopatia, problemi polmonari o epatici, o diabete,
- sistema immunitario (il sistema di difesa dell’organismo) indebolito, per esempio a seguito di HIV o AIDS o di trattamenti anticancro (chemio o radioterapia),
- o se è incinta.
Casi gravi possono richiedere il trapianto di pelle.
Pericoli
Ustioni profonde o estese possono determinare varie complicanze:
- Infezioni: le ustioni rendono la pelle vulnerabile alle infezioni batteriche e aumentano il rischio di sepsi. La sepsi, condizione potenzialmente mortale, è un’infezione del sangue che può interessare tutto l’organismo. Progredisce rapidamente e può portare a shock e insufficienze d’organo (ovvero smettono di funzionare).
- Ridotto volume di sangue: le ustioni possono danneggiare i vasi sanguigni e causare perdite di liquidi. Ciò può ridurre il volume del sangue circolante (ipovolemia e conseguente rischio di shock ipovolemico). Perdite massicce di sangue e liquidi impediscono un’efficace azione del cuore, che non sarà più in grado di pompare adeguatamente sangue nel corpo.
- Abbassamento della temperatura: la pelle aiuta a controllare la temperatura del corpo; se l’estensione della lesione è importante, il calore del corpo viene disperso. Questo espone al rischio di temperature corporee pericolosamente basse (ipotermia). L’ipotermia è una condizione in cui il corpo perde calore più velocemente di quanto non lo produca.
- Problemi respiratori: respirire aria calda o fumi può bruciare le vie aeree e causare difficoltà respiratorie. L’inalazione di fumo danneggia i polmoni e può causare insufficienza respiratoria.
- Cicatrici: le ustioni possono causare cicatrici e aree rilevate per una crescita eccessiva del tessuto di riparazione (cicatrice cheloide).
- Problemi ossei e articolari: ustioni profonde possono limitare il movimento di ossa e articolazioni. La formazione di tessuto cicatriziale può causare accorciamenti e indurimenti di pelle, muscoli e tendini (contratture). Questa condizione può permanentemente alterare la funzionalità articolare.
Diagnosi
La diagnosi di un’ustione è prevalentemente clinica e si basa sulla valutazione immediata della profondità e dell’estensione del danno cutaneo. Il personale medico utilizza protocolli standardizzati per determinare la gravità e il percorso terapeutico più idoneo.
Valutazione dell’estensione e della profondità
Il parametro fondamentale per definire la gravità clinica è la superficie corporea totale interessata (TBSA). Per calcolarla, i medici utilizzano spesso la “regola del nove”, che assegna percentuali specifiche a diverse aree del corpo (ad esempio, il 9% per ogni braccio, il 18% per ogni gamba). Nei bambini, a causa delle diverse proporzioni corporee, si utilizzano tabelle specifiche più accurate.
Contestualmente, viene valutata la profondità (I, II, III o IV grado) osservando il colore, la presenza di vescicole, la sensibilità al dolore e il tempo di riempimento capillare della zona colpita.
Esami strumentali e di laboratorio
In caso di ustioni moderate o gravi, o quando si sospettano complicazioni sistemiche, il protocollo diagnostico include:
- Esami del sangue: per monitorare l’equilibrio degli elettroliti, la funzionalità renale e la conta dei globuli bianchi (per rilevare precocemente una sepsi).
- Valutazione delle vie respiratorie: se l’ustione è avvenuta in un ambiente chiuso o coinvolge il viso, si può ricorrere alla laringoscopia o alla broncoscopia per verificare eventuali danni da inalazione.
- Monitoraggio della mioglobina: particolarmente importante nelle ustioni elettriche, per escludere danni muscolari profondi che potrebbero compromettere i reni.
- Imaging: radiografie del torace possono essere necessarie per monitorare le complicazioni polmonari in pazienti critici.
Cura e trattamento
Il trattamento delle ustioni mira a tre obiettivi principali: alleviare il dolore, prevenire le infezioni e promuovere una guarigione rapida con il minor esito cicatriziale possibile. L’approccio varia drasticamente in base alla gravità della lesione.
Primo soccorso immediato
La prima azione fondamentale è il raffreddamento della lesione. È necessario far scorrere acqua fresca (non ghiacciata) sull’area per almeno 20 minuti. Questo arresta la progressione del danno termico nei tessuti profondi. È tassativo evitare l’uso di ghiaccio, che può causare vasocostrizione e peggiorare il danno, o di rimedi casalinghi inappropriati come burro o olio, che possono favorire infezioni.
Trattamento delle ustioni lievi e solari
Le ustioni di primo grado e le scottature solari lievi possono essere gestite a domicilio seguendo questi accorgimenti:
- Idratazione e lenitivi: applicare creme idratanti specifiche o gel a base di aloe vera per ridurre l’infiammazione.
- Gestione del dolore: l’assunzione di farmaci analgesici come il paracetamolo (ad esempio Tachipirina) o antinfiammatori come l’ibuprofene è generalmente efficace. Si ricorda di non somministrare mai aspirina ai ragazzi sotto i 16 anni.
- Protezione: in caso di colpo di calore o insolazione associata, è fondamentale il riposo in ambiente fresco e l’integrazione di liquidi per contrastare l’ esaurimento da calore.
Medicazioni avanzate e terapie innovative
Per le ustioni di secondo grado (che presentano vescicole), la medicina moderna offre soluzioni che accelerano la rigenerazione tissutale:
- Medicazioni bio-attive: l’uso di garze grasse, idrocolloidi o medicazioni a base di argento aiuta a mantenere l’ambiente umido e sterile, riducendo la frequenza dei cambi di medicazione e il dolore.
- Debridement enzimatico: per le ustioni profonde, è oggi possibile utilizzare gel a base di enzimi (derivati dalla bromelina) che sciolgono selettivamente il tessuto morto in poche ore, evitando spesso la necessità di un intervento chirurgico invasivo.
- Acido ialuronico: formulazioni topiche che combinano acido ialuronico e agenti antimicrobici sono ampiamente utilizzate per favorire la riepitelizzazione.
Interventi per ustioni gravi
Le ustioni di terzo e quarto grado richiedono un approccio ospedaliero multidisciplinare:
- Rianimazione fluida: somministrazione endovenosa di liquidi per prevenire lo shock ipovolemico.
- Chirurgia: rimozione del tessuto necrotico (escarectomia) e applicazione di innesti di pelle autologa (prelevata dal paziente stesso) o sostituti cutanei sintetici.
- Profilassi: è essenziale verificare la copertura vaccinale contro il tetano e intervenire se necessario.
Stile di vita e recupero post-ustione
Il processo di guarigione richiede un supporto metabolico significativo. Una dieta iperproteica e ipercalorica è spesso raccomandata per fornire all’organismo i “mattoni” necessari alla ricostruzione della pelle. Una corretta idratazione rimane il pilastro fondamentale per mantenere l’elasticità dei tessuti in rigenerazione.
Una volta chiusa la ferita, la pelle nuova sarà estremamente sensibile. È obbligatorio l’uso di filtri solari a protezione totale (SPF 50+) per almeno 12-18 mesi per prevenire discromie permanenti e proteggere le cicatrici in formazione. Massaggi regolari con oli emollienti possono aiutare a prevenire la rigidità tissutale e le contratture.
Fonti e bibliografia
- NHS, licensed under the OGL
- Burn Classification Rachel Warby; Christopher V. Maani. (NIH)
- News in health (NIH)
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.