Insolazione (colpo di sole) in adulti e bambini: sintomi e rimedi

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Cos’è l’insolazione

L’insolazione, o colpo di sole, è un disturbo che rientra nella categoria delle cosiddette patologie da calore, che comprendono anche (in ordine di gravità)

A seconda delle fonti consultate definizioni e confini tra queste condizioni possono cambiare leggermente, ma l’insolazione può essere sostanzialmente paragona al colpo di calore, ma con due importanti differenze:

  • il colpo di calore comprende anche cause diverse dalla mera esposizione al sole,
  • esposizione al sole che causa invece manifestazioni specifiche che vanno a sovrapporsi a quelle della sola esposizione al caldo intenso.

Più che la definizione in sé, è tuttavia importante comprendere che tutti questi disturbi devono essere interpretati non tanto come condizioni separate, ma come un continuum di sintomi caratterizzati da una progressiva perdita di capacità di regolazione della temperatura corporea da parte dell’organismo; le manifestazioni, e soprattutto la gravità, variano da uno spettro che inizia da piccoli disturbi benigni (crampi da calore) ed arriva a condizioni pericolose per la vita (colpo di calore). L’insolazione è quindi un disturbo potenzialmente pericoloso, che non deve essere sottovalutato.

Donna al sole, con espressione sofferente

Shutterstock/Davdeka

Cause

L’insolazione è una condizione di salute conseguente ad un’eccessiva esposizione diretta del corpo, in particolare della testa, alle radiazioni solari. All’aumento di temperatura corporea, tipico del colpo di calore, nel caso dell’insolazione si aggiungono gli effetti dei raggi solari sulla pelle e sul capo.

Gli esseri umani sono animali omeotermi, ovvero in grado di mantenere la propria temperatura corporea in un intervallo specifico; sebbene la temperatura corporea normale (basale) sia compresa tra 36,5 e 37,5°C, il corpo dispone di efficaci meccanismi per affrontare temperature comprese tra circa 35 e 41°C, intervalli oltre i quali potrebbe non essere più in grado di intervenire per ristabilire un corretto equilibrio.

Questo processo è monitorato ed influenzato da specifici recettori sensoriali che si trovano sulla pelle e sugli organi interni e sono in grado di allertare immediatamente il cervello in caso di variazioni significative che necessitino di interventi correttivi; se pensiamo all’esposizione al sole, più in generale a calore, questi possono comprendere:

  • vasodilatazione dei vasi sanguigni (arterie e vene si dilatano leggermente e si aprono alcuni vasi normalmente chiusi, in questo modo il calore veicolato dal sangue viene dissipato su una superficie più ampia),
  • diminuzione del metabolismo, con l’obiettivo di ridurre la produzione interna di calore,
  • aumento della sudorazione, il meccanismo assolutamente più importante, che peraltro secondo molti autori è una delle capacità che ha fatto la maggior differenza in termini di evoluzione rispetto agli altri animali, perché capace di metterci nelle condizioni di sostenere sforzi molto più prolungati.

Suscita infine anche modifiche comportamentali, ma per la maggior parte in forma di sensazioni volte ad influenzare atteggiamenti volontari, come il desiderio di cercare ombra o riparo, utilizzare l’aria condizionata, rimuovere alcuni strati di vestiti, …

L’insolazione è il risultato di un’esposizione al calore del sole che per qualche ragione non può più essere adeguatamente gestita dall’organismo; tra i fattori di rischio più rilevanti si annoverano:

  • Alte temperature (la quantità di calore cui veniamo esposti è maggiore, richiedendo quindi anche una dissipazione maggiore), tipiche ad esempio delle ondate di calore estive quando si superano i 32-33°
  • Elevata umidità (che riduce l’efficacia della sudorazione nello smaltire il calore)
  • Età (bambini ed anziani sono i soggetti più a rischio, per limiti intrinseci e più stretti della capacità di reagire al calore)
  • Obesità
  • Stato di salute e condizioni mediche concomitanti tra cui
  • Disidratazione (la capacità di smaltire adeguatamente il caldo dipende dalla libertà dell’organismo di sudare)
  • Consumo di alcool
  • Farmaci (che comprendono ad esempio, per meccanismi differenti, diuretici, anticolinergici, beta- o calcio-antagonisti, antistaminici, anfetamine)
  • Attività sportiva e di gioco (che richiede la necessità di smaltire calore aggiuntivo generato dall’attività muscolare).

Insolazione nei bambini

I bambini più piccoli sono particolarmente a rischio di sviluppare lesioni dovute al calore a causa di molteplici e specifici fattori, tra cui:

  • Un aumento del rapporto tra superficie esterna in grado di smaltire calore e la massa corporea totale
  • Ridotto volume del sangue
  • Meccanismi di termoregolazione ancora immaturi
  • Capacità più lenta di acclimatarsi ad ambienti più caldi.

Sintomi

I possibili sintomi dell’insolazione sono sostanzialmente sovrapponibili in adulti e bambini, ma tanto più l’età è giovane e tanto maggiori sono i rischi di sviluppare quadri gravi:

  • Edema da calore, che si manifesta con il gonfiore e la possibile sensazione di fastidio percepita alle estremità (ad esempio a mani, ma soprattutto a piedi e caviglie) dovuto alla vasodilatazione e all’accumulo di liquidi dipendente dalla gravità; si osserva spesso alla fine della giornata, ma anche in pazienti anziani che hanno tempi di acclimatamento più lunghi.
  • Sintomi oculari
  • Lesioni alla pelle, come eruzioni cutanea da calore (miliaria), causata dall’ostruzione delle ghiandole sudoripare, ma anche eritemi solari e vere e proprie ustioni.
  • Crampi da calore, che si manifestano con contrazioni involontarie e persistenti di grandi gruppi muscolari a causa della carenza di elettroliti (sodio, potassio, cloruro, magnesio).
  • Malessere generale, legato tra l’altro a disidratazione e carenza di elettroliti, che può manifestarsi in forma di
  • Sincope da calore: possono verificarsi capogiri, senso di svenimento o una vera perdita di coscienza, seppure temporanea e autolimitante, soprattutto in caso di posizione eretta prolungata. Si tratta presumibilmente al risultato di una combinazione di disidratazione, accumulo di sangue nel sistema venoso, diminuzione del riempimento cardiaco e bassa pressione sanguigna, eventi che nel complesso conducono porta ad una ridotta perfusione del cervello. Nei casi più gravi la ridotta circolazione può essere così grave da causare un’insufficiente afflusso di sangue agli organi nobili (condizione di shock).
  • Esaurimento da calore: si tratta di un quadro più severo dell’esaurimento da calore ed i sintomi possono comprendere tra l’altro
    • nausea/vomito,
    • riduzione dell’appetito,
    • vertigini,
    • senso di stordimento e perdita di lucidità,
    • disorientamento
    • irritabilità,
    • mal di testa,
    • sete,
    • debolezza,
    • sudorazione eccessiva,
    • pallore,
    • crampi muscolari,
    • diminuzione della produzione di urina,
    • febbre (ma inferiore a 40.5°),
    • letargia nei bambini (sonnolenza).
  • L’esaurimento da calore può evolvere in un colpo di calore pericoloso per la vita in assenza di intervento immediato; il coinvolgimento del sistema nervoso centrale può manifestarsi in forma di

Da una valutazione d’insieme emerge che nel complesso sono quindi compresi tutti i possibili sintomi tipici di ogni fase delle malattie da calore (crampi da calore, esaurimento da calore, colpo di calore), ivi comprese le manifestazioni specifiche legate all’esposizione ai raggi del sole, che secondo alcuni autori sarebbero peraltro in grado di indurre un processo di infiammazione a meningi ed encefalo, con conseguente peggioramento dei sintomi neurologici.

Si segnala infine che la sete non è un segno affidabile dello stato di disidratazione, mentre è possibile ricorrere in modo più affidabile alla valutazione del colore dell’urina (una colorazione giallo scuro può indicare disidratazione).

L’insolazione può causare febbre?

Sì, nei casi più gravi e sovrapponibili al colpo di calore non solo si può manifestare febbre, ma questa può raggiungere i 40° circa, segno tangibile della perdita da parte dell’organismo della capacità di regolare efficacemente la temperatura corporea.

Quanto dura l’insolazione?

La durata dei sintomi dell’insolazione è variabile e soggettiva; nei casi più lievi il senso di malessere ed i sintomi sistemici (come febbre e nausea) possono risolversi rapidamente (30 minuti circa) se adeguatamente trattati, ma i danni alla pelle (scottature o eritema) possono invece ovviamente richiedere più tempo.

Nei casi più gravi sono possibili complicazioni permanenti, causate da lesioni agli organi interni.

Diagnosi

La diagnosi è in genere prettamente clinica, fondata su anamnesi (storia di recente esposizione al sole) ed esame obiettivo (raccolta dei segni e dei sintomi lamentati dal paziente e/o evidenti all’osservazione da parte del medico).

In casi severi possono risultare di grande importante alcuni parametri clinici più specifici, prima tra tutti la temperatura corporea: in caso di febbre alta la situazione è sicuramente più grave e potrebbe richiedere ricovero ospedaliero. In questi casi si preferisce la misurazione interna (rettale) per avere la certezza di una valutazione accurata.

La misurazione dei valori di pressione sanguigna possono evidenziare i pazienti a rischio di shock, mentre in casi selezionati potrebbe essere necessario ricorrere ad approfondimenti di laboratorio e strumentali come:

Cosa fare? I rimedi più efficaci

La prognosi per le insolazioni più leggere è eccellente; spesso si tratta di quadri più correttamente da inquadrare in esaurimento da calore, con un decorso autolimitante che richiede esclusivamente la rimozione dall’ambiente caldo ed un’adeguata reidratazione e sono proprio questi gli interventi in assoluto più importanti ed urgenti in caso di malessere da calore.

Più in generale è quindi raccomandabile:

  • Interrompere l’eventuale attività in corso (soprattutto in caso di sportivi o bambini che giocano).
  • Spostamento in ambiente fresco e riparato dal sole.
  • Reidratazione orale con acqua o, quando disponibile, cona una bevanda contenente sali minerali (soprattutto nei bambini più piccoli potrebbe essere necessario ricorrere all’idratazione endovenosa mediante flebo). Se bere è fondamentale, è importante non eccedere in velocità e quantità, soprattutto quando si abbia a disposizione solo acqua, per non peggiorare eventuali quadri di iponatriemia (carenza di sodio).
  • Sollevare piedi e gambe rispetto al corpo in caso di gonfiore delle caviglie; questa posizione può anche favorire la perfusione cerebrale (arrivo del sangue al cervello), ad esempio in caso di (senso di) svenimento.
  • Slacciare indumenti stretti e rimuovere quelli attillati.
  • Nei casi più severi si possono valutare misure di raffreddamento più aggressive, come ad esempio spruzzare acqua fresca/tiepida sulla pelle ed esposizione a ventilazione forzata per promuovere l’evaporazione, ma soprattutto nei bambini è raccomandabile attenersi in questi casi alle indicazioni di un pediatra.

Nei casi più gravi potrebbe infine essere necessario ricorrere a pratiche di rianimazione cardiopolmonare, ma in caso di sintomi compatibili con un colpo di calore si raccomanda di allertare immediatamente i soccorsi, perché la situazione è passibile di peggioramento in tempi rapidi. Si raccomanda infine di NON lasciare da solo un soggetto che abbia manifestato malessere da calore.

Eventuali lesioni alla pelle (eritema o ustioni) andranno trattate a parte nei modi consueti, ad esempio con creme specifiche (eventualmente cortisoniche, se avallate dal medico).

Posso somministrare Tachipirina?

Si raccomanda di NON somministrare paracetamolo (Tachipirina) od altri medicinali anti-febbre (come gli antinfiammatori) in caso di insolazione, perché potenzialmente in grado di interferire con i meccanismi regolatori fisiologici e non avrebbero alcun beneficio nel caso della febbre indotta da un ambiente esterno troppo caldo. Addirittura potrebbero causare complicazioni (renali, epatiche, ematologiche) in caso di colpo di calore con coinvolgimento degli organi interni.

Quando rivolgersi in Pronto Soccorso

Si raccomanda di allertare i soccorsi in caso di sintomi severi ed in particolare:

  • mancanza di miglioramento entro 30 minuti di riposo in un luogo fresco, con acqua a disposizione,
  • assenza di sudorazione nonostante il caldo,
  • temperatura corporea oltre i 40°C,
  • respiro accelerato (tachipnea) e/o affanno
  • confusione
  • convulsioni
  • perdita di conoscenza.

Prevenzione

In caso di esposizione al sole a temperature ambientali elevati si consiglia di:

  • Preferire indumenti leggeri e larghi, che consentano un’adeguata sudorazione
  • Indossare cappelli a tesa larga con colori chiari, possibilmente traspiranti
  • Evitare attività fisica intensa
  • Bere adeguatamente, anticipando il senso di sete
  • Essere consapevoli dei sintomi conseguenti ad un’eccessiva esposizione al sole, così da anticipare eventuali misure necessarie alla prevenzione di complicazioni
  • Ridurre il consumo di bevande contenenti alcol o caffeina, che sono in grado di interferire con i meccanismi di regolazione della temperatura corporea e di idratazione.

Fonti e bibliografia

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