Eritema solare in adulti e bambini: rimedi e prevenzione

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Introduzione

L’eritema solare è un’ustione cutanea che compare a distanza di almeno 4-12 ore di esposizione ai raggi solari e che rimane confinata alle zone fotoesposte.

I sintomi principali consistono in dolore e bruciore delle regioni corporee interessate, mentre la causa della comparsa della manifestazione cutanea va cercata nell’esposizione alle radiazioni ultraviolette.

I rimedi più efficaci comprendono:

  • medicazioni e impacchi umidi e freddi,
  • applicazione di preparazioni semi-solide (gel, creme, …) a base di cortisonici.

Le complicazioni immediate possono verificarsi in presenza di lesioni bollose che, una volta andate incontro a rottura, lasciano il posto ad erosioni cutanee più o meno ampie e soggette a possibili infezioni.

Le complicanze a lungo termine sono invece rappresentate da:

  • aumentato rischio di sviluppare tumori cutanei negli anni successivi alle ustioni;
  • progressiva perdita di elasticità e turgore della pelle, dovute all’effetto degenerativo delle radiazioni sul derma, dove si trovano il tessuto elastico e collagene: ne deriva il cosiddetto fotoinvecchiamento (dermatoeliosi, rugosità cutanee).

Le classiche misure di protezione solare, tra cui l’applicazione topica di schermi solari e l’utilizzo di indumenti protettivi, sono le misure più adatte a prevenire eritema e scottature, così come alcune forme di tumore della pelle.

Immagini

Fotografia di un eritema solare su una spalla

iStock.com/dimid_86

Eritema solare sul petto di una donna

iStock.com/apomares

Desquamazione da scottatura sulla schiena e sulle spalle

iStock.com/Barcin

Causa

La causa alla base della comparsa dell’eritema solare è da ricercare nell’esposizione alle radiazioni solari ultraviolette di tipo UVB ed UVA . Queste radiazioni possiedono diverso potere di penetrazione nella cute:

  • i raggi UVB si limitano a penetrare l’epidermide (lo strato più superficiale della pelle),
  • mentre gli UVA sono in grado di raggiungere il derma (lo strato immediatamente successivo all’epidermide) fino alla sua porzione media-profonda.
Rappresentazione grafica degli strati di pelle

iStock.com/solar22

Le radiazioni UVB sono le principali responsabili delle ustioni solari: hanno una lunghezza d’onda compresa tra 280 e 320 nm e raggiungono la superficie terrestre con la massima intensità quando il sole è alto, ovvero nelle ore centrali della giornata in cui le radiazioni sono perpendicolari alla terra; queste radiazioni sono bloccate dai vetri delle finestre, ma non dall’acqua, motivo per cui ci si può scottare duranti i bagni nel mare.

Anche le sorgenti di luce artificiale emettono radiazioni UVB.

L’esposizione alle UVB induce arrossamento (eritema) e desquamazione per il rilascio di mediatori dell’infiammazione da parte delle cellule della cute (cheratinociti) danneggiate; inoltre l’aumento della produzione della melanina induce un colorito scuro dopo 48-72 ore (abbronzatura ritardata).

Una conseguenza più temibile delle radiazioni UVB è l’induzione di un danno del materiale genetico dei cheratinociti dell’epidermide (DNA e RNA): queste mutazioni sono responsabili della cancerogenesi, ovvero della modificazione cellulare che porta all’insorgenza dei tumori. Le radiazioni inoltre deprimono i linfociti T e le cellule di Langerhans, che fanno parte del sistema immunitario cutaneo, riducendo la capacità di difesa dalle infezioni ed anche la capacità dell’organismo di identificare e distruggere le cellule danneggiate.

Le radiazioni UVA hanno una lunghezza d’onda superiore alle UVB (320-400 nm), sono anch’esse presenti nella luce solare naturale e raggiungono la superficie terrestre. Le UVA, che hanno un’intensità nella luce solare molto superiore rispetto alle UVB, causano rapidamente sia eritema che imbrunimento della cute.

In condizioni di esposizione naturale, l’eritema è ascrivibile alle radiazioni UVB per l’80% e alle UVA per il 20%.

Fattori di rischio

Sono a rischio di scottature solari gli individui con cute pallida o bianca e con limitata capacità di abbronzarsi, ovvero le persone con fototipo I e II che spesso hanno capelli biondi o rossi, occhi azzurri o verdi.

Il rischio è invece ridotto peri soggetti con:

  • fototipo III e IV, che hanno colorito cutaneo di base bianco (fototipo III) e bruno chiaro (IV) e si abbronzano abbastanza facilmente, scottandosi qualche volta o mai;
  • fototipo V e VI, che spesso hanno capelli e occhi scuri, hanno rispettivamente un colorito cutaneo che va dal bruno al nero e si abbronzano molto facilmente non ustionandosi mai.

Le ustioni solari possono verificarsi a qualsiasi latitudine geografica. Sono frequenti in seguito ad esposizioni solari intense in persone con cute chiara che lavorano al chiuso per la maggior parte dell’anno e che si espongono al sole solo in estate, specialmente nelle ore più calde, senza adeguata protezione.

Un fattore di rischio rilevante nella genesi dell’eritema solare è rappresentato dall’assunzione di farmaci fotosensibilizzanti, ovvero in grado di aumentare la sensibilità della cute alle radiazioni solari:

  • alcuni antibiotici come le tetracicline e i fluorochinoloni;
  • antiinfiammatori come ketoprofene, diclofenac, piroxicam;
  • antistaminici come la prometazina;
  • farmaci psicotropi come la clorpromazina
  • e molti altri.

Un ultimo fattore di rischio per le ustioni solari è la presenza di malattie caratterizzate da un’elevata sensibilità alle radiazioni solari; si tratta prevalentemente di malattie autoimmuni come il lupus eritematoso o di malattie ereditarie causate da difetti metabolici che portano ad accumulo nella cute di sostanze endogene (porfirine) con azione fotosensibilizzante.

Sintomi

L’eritema solare si manifesta con

  • arrossamento cutaneo (eritema),
  • prurito,
  • gonfiore (edema), associato o meno a bolle in base all’intensità dell’esposizione alle radiazioni.

Le lesioni sono localizzate alle aree esposte, ma possono talvolta verificarsi anche in zone coperte dai vestiti: questo dipende

  • dal grado di penetrazione delle radiazioni attraverso gli indumenti,
  • dal grado di esposizione
  • e dal fototipo del soggetto.

Il prurito può essere intenso anche nell’eritema solare lieve, mentre dolore e bruciore sono presenti nell’ustione grave, quando alle manifestazioni cutanee possono associarsi sintomi sistemici come

Diagnosi

La diagnosi dell’eritema solare è essenzialmente clinica e si basa sull’osservazione diretta delle lesioni e sulla storia di una recente esposizione ai raggi ultravioletti. Il medico valuta l’estensione dell’arrossamento, la presenza di calore locale al tatto e l’eventuale comparsa di vescicole, che definiscono la gravità dell’ ustione (primo o secondo grado).

In sede diagnostica è fondamentale distinguere l’eritema comune da altre condizioni di fotosensibilità, come la dermatite solare polimorfa, o da reazioni scatenate dall’uso di farmaci fotosensibilizzanti. La valutazione del fototipo del paziente secondo la scala di Fitzpatrick aiuta inoltre a stimare il rischio di danni a lungo termine.

Qualora i sintomi sistemici siano particolarmente severi o le reazioni cutanee si manifestino dopo esposizioni minime, il sospetto clinico può orientarsi verso malattie autoimmuni come il lupus eritematoso sistemico. In questi rari casi, il percorso diagnostico viene integrato con analisi del sangue mirate, tra cui l’ emocromo e la ricerca degli anticorpi antinucleo (ANA), per confermare o escludere un coinvolgimento sistemico.

Trattamento e gestione clinica

L’obiettivo principale della terapia è alleviare il dolore, ridurre l’infiammazione e favorire la riparazione della barriera cutanea danneggiata. La scelta dell’approccio dipende dalla gravità dell’eritema e dalla presenza di sintomi generali come febbre o disidratazione.

Terapia farmacologica

Per contrastare la cascata infiammatoria e il dolore, l’assunzione precoce di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per via orale, come l’ibuprofene o l’ aspirina, rappresenta lo standard terapeutico. Questi farmaci sono più efficaci se somministrati non appena compaiono i primi segni di arrossamento.

A livello topico, l’applicazione di preparazioni a base di corticosteroidi a bassa o media potenza può essere prescritta dal medico per ridurre rapidamente il gonfiore e la sensazione di calore. È fondamentale non applicare prodotti occlusivi (come unguenti eccessivamente grassi) nelle primissime fasi, poiché potrebbero intrappolare il calore cutaneo peggiorando il fastidio.

Gestione delle lesioni e rimedi locali

In presenza di bolle, è imperativo non romperle: il liquido contenuto e la pelle sovrastante fungono da barriera naturale contro le infezioni. Se la rottura avviene spontaneamente, l’area deve essere pulita con acqua e sapone neutro e protetta con medicazioni sterili non aderenti.

I rimedi di supporto includono:

  • Impacchi freddi: Applicare panni inumiditi con acqua fresca (non ghiacciata) per 10-15 minuti più volte al giorno può offrire un sollievo immediato.
  • Idratazione cutanea: L’uso costante di lozioni idratanti o gel dopo-sole aiuta a limitare la desquamazione (“pelle che si spella”).
  • Aloe e Calendula: L’applicazione di gel purificati di aloe vera o preparati alla calendula può favorire un effetto lenitivo e rinfrescante supportato da un buon consenso clinico, purché i prodotti siano privi di profumi o additivi irritanti.

Stile di vita e raccomandazioni pratiche

Durante il processo di guarigione, che solitamente richiede dai 3 ai 7 giorni, è essenziale adottare alcuni accorgimenti:

  • Idratazione orale: Bere molta acqua è cruciale per compensare la perdita di liquidi attraverso la pelle infiammata.
  • Abbigliamento adeguato: Indossare abiti larghi in tessuti naturali come il cotone per evitare frizioni dolorose sulle zone colpite.
  • Riposo solare: Evitare assolutamente ulteriori esposizioni al sole fino alla completa scomparsa dell’arrossamento, poiché la pelle neo-formata è estremamente vulnerabile.

Prevenzione

Per prevenire le scottature è necessario evitare di esporsi al sole nelle ore più calde (tra le 11 e le 14) ed utilizzare sempre filtri solari protettivi adeguati al proprio tipo di pelle (fino agli schermi fisici per i fototipi più delicati), da riapplicare in caso di esposizioni prolungate. Si raccomanda inoltre di evitare l’esposizione al sole durante l’assunzione di farmaci che aumentano la sensibilità della cute alle radiazioni (molti antibiotici, antimicotici ed antiinfiammatori).

Sono disponibili in commercio capi di abbigliamento composti da un tessuto tecnico in grado di schermare efficacemente le radiazioni ultraviolette, consigliati per gli sportivi che praticano attività all’aperto per molte ore consecutive.

Fonti e bibliografia

  • Braun-Falco O., Plewing G., Wolff H.H., Burgdorf W.H.C. Dermatologia. Edizione italiana a cura di Carlo Gelmetti. Sprienger – Verlag Italia 2002.
  • Saurat J, Grosshans E., Laugier P, Lachapelle J. Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. Edizione italiana a cura di Girolomoni G. e Giannetti A. Terza edizione 2006. Masson.
  • Fitzpatrick T., Johnson R., Wolff K. Atlante di dermatologia clinica. Edizione italiana a cura di Stefano Veraldi. Quarta edizione. McGraw Hill.

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Quanto dura?

L'eritema solare tende alla guarigione spontanea in 4-5 giorni circa, durante i quali è tuttavia consigliabile evitare di esporsi ulteriormente al sole, pena un allungamento dei tempi di risoluzione.

Come trovare sollievo dal prurito?

Rinfrescando la cute mediante docce fresche è possibile trovare temporaneo beneficio; vengono spesso applicate creme idratanti ed emollienti, ad esempio a base di aloe, mentre nei casi più gravi è possibile ricorrere a creme cortisoniche per qualche giorno.
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