Pitiriasi alba: cause, sintomi e cura

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Introduzione

  • Il termine “pitiriasi” indica una condizione cutanea caratterizzata da desquamazione,
  • il termine “alba” sottolinea il colore chiaro delle lesioni.

La pitiriasi alba è quindi un’ipomelanosi, ovvero una condizione caratterizzata da

  • chiazze di cute poco o per nulla pigmentate,
  • lievemente desquamanti,
  • che si verificano come esito di una precedente infiammazione.

I soggetti più a rischio di sviluppare la pitiriasi alba sono specialmente i bambini affetti da dermatite atopica, in cui risulta di fondamentale importanza mantenere un buon livello di idratazione cutanea mediante l’applicazione di creme e balsami emollienti per prevenire la pitiriasi alba. È comune in tutto il mondo, ma è più frequente nei soggetti con pelle scura.

La prognosi è buona perché le lesioni tendono spontaneamente alla regressione. Non sussistono complicazioni.

Causa

L’ipomelanosi si verifica come esito ipopigmentato di un processo infiammatorio della cute anche minimo; rappresenta perciò la fase successiva ad una infiammazione cutanea, solitamente costituita dalla dermatite atopica. Anche i lavaggi frequenti e i detergenti aggressivi possono diventarne causa.

Poiché la dermatite atopica è una malattia tipica dell’infanzia, la pitiriasi alba compare soprattutto nei bambini, in entrambi i sessi.

Non è una condizione contagiosa, per cui non c’è trasmissione da un individuo ad un altro.

Sintomi

La pitiriasi alba si manifesta con la comparsa di macchie bianche o di color rosa pallido, solo lievemente più chiare della cute circostante, caratterizzate da margini difficilmente distinguibili e finissima desquamazione superficiale, quasi impercettibile.

Il volto è la zona corporea più frequentemente interessata, in particolare

  • le guance,
  • la fronte,
  • le regione perioculare (attorno agli occhi)
  • e periorale (attorno alla bocca).

Possono tuttavia essere interessati anche

  • il collo,
  • il tronco,
  • il dorso,
  • lo scroto,
  • gli arti.

Le chiazze hanno dimensioni variabili da 5 a 30 mm e possono essere presenti in numero

  • esiguo (2 o 3 lesioni contemporaneamente)
  • o elevato (fino a 20 lesioni).

Nella maggior parte dei casi non ci sono sintomi, se non un lieve prurito.

Le chiazze di pitiriasi alba tendono spontaneamente e progressivamente alla regressione con l’aumentare dell’età.

Diagnosi

La diagnosi di pitiriasi alba è essenzialmente clinica, basata sull’osservazione visiva delle lesioni da parte del medico o del dermatologo durante l’esame obiettivo. Grazie alle caratteristiche morfologiche tipiche — macchie ipopigmentate con bordi sfumati e una leggera desquamazione “a polvere” — raramente sono necessari accertamenti invasivi.

Diagnosi differenziale

Il compito principale del clinico è distinguere la pitiriasi alba da altre condizioni dermatologiche che presentano macchie chiare:

  • Vitiligine: a differenza della pitiriasi alba, le chiazze di vitiligine sono solitamente di un bianco “gesso” molto netto, con bordi ben definiti e assenza totale di desquamazione.
  • Pityriasis versicolor: questa infezione fungina (causata da lieviti del genere Malassezia) può essere esclusa attraverso l’esame microscopico a fresco con idrossido di potassio (KOH), che rivelerebbe la presenza di spore e ife.
  • Dermatite atopica: la pitiriasi alba è spesso considerata una manifestazione minore della dermatite atopica stessa, pertanto il medico cercherà altri segni di atopia nel paziente.

Strumenti diagnostici di supporto

In casi dubbi, possono essere impiegati strumenti non invasivi:

  • Luce di Wood: l’esame con questa lampada a raggi ultravioletti aiuta a differenziare l’ipopigmentazione (tipica della pitiriasi alba, dove il contrasto è lieve) dalla depigmentazione totale (tipica della vitiligine, che appare bianco-latte fluorescente).
  • Dermatoscopia: l’osservazione con il dermatoscopio permette di visualizzare meglio la fine desquamazione superficiale e l’architettura vascolare, escludendo altre patologie infiammatorie.
  • Biopsia cutanea: è un’evenienza estremamente rara, riservata solo a casi atipici in cui sia necessario escludere patologie più gravi come la micosi fungoide ipopigmentata.

Cura

La pitiriasi alba è una condizione benigna e autolimitante che non richiede necessariamente un trattamento aggressivo, poiché tende a risolversi spontaneamente con il tempo, solitamente dopo la pubertà. Tuttavia, l’obiettivo delle terapie attuali è accelerare la repigmentazione, ridurre l’eventuale infiammazione residua e migliorare l’aspetto estetico della pelle.

L’approccio terapeutico si articola su diverse linee d’intervento:

Gestione della barriera cutanea ed emollienti

L’applicazione costante di creme emollienti e idratanti rappresenta la terapia di prima linea. L’uso di prodotti ricchi di ceramidi o lipidi naturali aiuta a ripristinare la barriera cutanea danneggiata, riducendo la desquamazione e rendendo meno visibili le chiazze. È fondamentale applicare questi prodotti più volte al giorno, specialmente dopo il bagno o la doccia.

Terapie farmacologiche topiche

Quando l’idratazione non è sufficiente o è presente un’infiammazione visibile, il medico può prescrivere:

  • Corticosteroidi a bassa potenza: l’uso di creme a base di idrocortisone per brevi periodi (solitamente non più di 7-10 giorni) può ridurre l’infiammazione iniziale. L’uso prolungato sul volto va evitato per il rischio di atrofia cutanea.
  • Inibitori della calcineurina (Tacrolimus e Pimecrolimus): questi farmaci immunomodulatori topici sono spesso preferiti ai corticosteroidi, specialmente per l’uso sul viso nei bambini, poiché non causano assottigliamento della pelle e si sono dimostrati efficaci nel favorire la repigmentazione.

Fototerapia e trattamenti specialistici

Nei casi particolarmente estesi o resistenti alle terapie convenzionali, sono descritti ottimi risultati con l’impiego della fototerapia (NB-UVB) o del laser a eccimeri. Questi trattamenti, effettuati in ambiente specialistico, stimolano i melanociti a produrre nuovamente pigmento nelle zone colpite.

Stile di vita e protezione solare

Il comportamento quotidiano gioca un ruolo cruciale nella gestione della pitiriasi alba:

  • Protezione solare: l’uso di filtri solari ad ampio spettro è fondamentale, non perché il sole danneggi le macchie chiare, ma perché l’abbronzatura della pelle sana circostante rende le chiazze di pitiriasi alba molto più evidenti per contrasto.
  • Detersione delicata: è consigliabile utilizzare detergenti “non saponosi” (syndet) e acqua tiepida anziché calda, per evitare di privare la pelle dei suoi oli naturali protettivi.
  • Pazienza e rassicurazione: poiché la risoluzione completa può richiedere diversi mesi o anni, è importante che i genitori e i pazienti comprendano la natura benigna della condizione.

Fonti e bibliografia

  • Braun-Falco O., Plewing G., Wolff H.H., Burgdorf W.H.C. Dermatologia. Edizione italiana a cura di Carlo Gelmetti. Sprienger – Verlag Italia 2002.
  • Saurat J, Grosshans E., Laugier P, Lachapelle J. Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. Edizione italiana a cura di Girolomoni G. e Giannetti A. Terza edizione 2006. Masson.
  • Ortonne J., Bahadoran P., Fitzpatrick T., Mosher D., Hori Y. Hypomelanosis and Hypermelanosis. Chapter 90. In Fitzpatrick’s Dermatology in general medicine, di Eisen A, Wolff K, Austen K, Goldsmith L, Katz S. Freedberg I. McGraw Hill, 2003.
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