Psoriasi: sintomi, immagini, cura e cause

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Introduzione

La psoriasi è una dermatite cronica, ossia persistente e duratura, che nella maggior parte dei pazienti si manifesta con la comparsa di lesioni caratterizzate da pelle ispessita con aspetto squamoso bianco-argenteo, spesso associate a prurito.

Si manifesta in particolar modo su

  • gomiti,
  • ginocchia,
  • cuoio capelluto,
  • zona lombare della schiena,
  • viso,
  • palmi delle mani,
  • piante dei piedi,

anche se di fatto può presentarsi in qualsiasi parte del corpo.

Circa il 15% delle persone affette da psoriasi soffre di un’infiammazione alle articolazioni che provoca i sintomi dell’artrite (questa forma prende il nome di artrite psoriasica).

La causa della condizione è legata a un malfunzionamento del sistema immunitario, che per errore attacca i tessuti sani dell’organismo (malattia autoimmune), scambiandoli per un aggressore esterno e innescando così un eccessivo turn-over cellulare.

La psoriasi può essere difficile da diagnosticare, perché i sintomi più frequenti sono comuni a numerose altre malattie della pelle, ma di fatto si stima che interessi in modo più o meno grave almeno 3 milioni di italiani.

Si tratta purtroppo di una condizione cronica, questo significa che spesso il paziente dovrà convivere con il disturbo per tutta la vita (andando incontro a periodi di peggioramento, spesso alternati a fasi con la completa scomparsa di tutti i sintomi); i fattori in grado di scatenare episodi acuti sono numerosi, ma tra i più importanti ricordiamo:

  • infezioni,
  • stress,
  • pelle secca,
  • alcuni medicinali.

La severità con cui si manifesta varia notevolmente da persona a persona: se per alcuni rappresenta solo una piccola irritazione, per altri pazienti può al contrario avere un impatto più significativo sulla qualità di vita.

Non influenza la fertilità e le donne affette dalla malattia possono avere una gravidanza del tutto normale, è semplicemente importante segnalare il desiderio di maternità al dermatologo per una valutazione dei farmaci in uso.

La psoriasi si verifica più frequentemente negli adulti e mostra una qualche forma di famigliarità; non esiste cura definitiva e i trattamenti includono creme, farmaci ad uso orale e fototerapia.

La psoriasi non è infettiva e non è contagiosa.

Foto e immagini

Psoriasi su braccia e addome

iStock.com/Irina Gulyayeva

Primo piano di un gomito affetto da psoriasi

iStock.com/JodiJacobson

Psoriasi sulla schiena

Psoriasi sulla schiena (Di User:The Wednesday Island (of the English Wikipedia) – https://en.wikipedia.org/wiki/Image:Psoriasis_on_back.jpg, CC BY-SA 3.0, Collegamento)

Psoriasi su una mano

Psoriasi su una mano (De No machine-readable author provided. Zilotte assumed (based on copyright claims). – No machine-readable source provided. Own work assumed (based on copyright claims)., Dominio público, Enlace)

Placche psoriasi

Placche psoriasi (Von Der ursprünglich hochladende Benutzer war Eisfelder in der Wikipedia auf Deutsch – Übertragen aus de.wikipedia nach Commons., CC BY-SA 3.0, Link)

Psoriasi sulle ginocchia

Psoriasi sulle ginocchia (Von Julia – Cookie SuperMario 03:09, 19. Dez 2005 (CET), CC BY-SA 3.0, Link)

Cause

La psoriasi colpisce in ugual modo uomini e donne e può manifestarsi ad ogni età, anche se generalmente il primo episodio si presenta prima dei 35 anni e solo raramente nei bambini.

Le manifestazioni cutanee della condizione sono la conseguenza di un ritmo di sostituzione più elevato del normale delle cellule della pelle; non è tuttora chiaro il perché questo avvenga, ma si sospetta fortemente che la ragione vada cercata nel sistema immunitario.

Normalmente l’organismo produce nuove cellule negli strati più profondi della pelle, che gradualmente tendono ad emergere verso l’alto andando a sostituire quelle più esterne che vanno incontro a morte programmata ed eliminate.

L’intero processo richiede 3-4 settimane in condizioni fisiologiche, mentre nel paziente affetto da psoriasi avviene entro 7 giorni; la conseguenza è che cellule ancora immature raggiungono la superficie della pelle manifestando le classiche placche ricoperte di scaglie argentee o opalescenti.

Il sistema immunitario, che normalmente si occupa di difenderci da aggressori esterni (batteri, virus, …), per errore nel paziente psoriasico attacca le cellule sane della pelle, andando così a stimolare la produzione selvaggia di nuove cellule.

Non si conosce con esattezza la ragione per cui questo accada, ma si pensa che sia il risultato di una combinazione di fattori genetici e ambientali; è piuttosto chiaro che la malattia mostri spiccata famigliarità (un paziente su tre ha parenti stretti affetti dal medesimo problema), ma da solo questo aspetto non è sufficiente a determinare la comparsa della patologia.

La ricerca ha dimostrato che sono numerosi i geni (unità sul DNA) potenzialmente legati allo sviluppo della dermatite e non sono ancora stati chiariti come interagiscono tra loro, ma è possibili che siano più d’una le combinazioni che rendano il soggetto vulnerabile allo sviluppo dei sintomi; se possiedi questi geni, tuttavia, non significa necessariamente che svilupperai la psoriasi.

La malattia non è in nessun caso contagiosa.

Fattori scatenanti

La manifestazione cutanea ciclicamente migliora per poi peggiorare nuovamente, tra le condizioni che possono provocare il peggioramento troviamo:

Sintomi

Sono numerose le possibili forme di psoriasi, ma nell’80% dei casi si tratta di psoriasi a placche, che si presenta con pelle che forma delle chiazze ispessite e arrossate, coperte da squame di colore grigio che di solito vengono definite placche e spesso provocano prurito e bruciore.

La cute in corrispondenza delle articolazioni può fessurarsi. Le lesioni possono manifestarsi di differente dimensione e gravità, da piccole zone a aree talmente estese da diventare un problema debilitante.

Nella maggior parte dei casi la psoriasi colpisce i gomiti, le ginocchia, il cuoio capelluto, la parte bassa della schiena, il viso, il palmo delle mani e la pianta dei piedi, ma può interessare la pelle in qualsiasi zona del corpo; può anche interessare le unghie delle mani e dei piedi, e i tessuti molli della cavità orale e della zona genitale.

La forma più frequente in età adolescenziale è invece la psoriasi guttata, caratterizzata dalla presenza di piccole chiazze desquamate su:

  • cuoio capelluto,
  • tronco,
  • arti (braccia e gambe).

Le lesioni non provocano cicatrici permanenti.

Le persone affette da psoriasi possono soffrire inoltre di ulteriori disturbi, tra i quali troviamo dolore e prurito, difficoltà di movimento articolare e stress emotivo.

Severità

La psoriasi può essere classificata in base alle manifestazioni cutanee come:

  • lieve (meno del 3% della superficie del corpo),
  • moderata (compresa tra il 3 e il 10%),
  • o grave (più del 10%).

È importante una corretta valutazione in tal senso, processo che ovviamente è di competenza del dermatologo, perché da questa dipendono in genere le opzioni di trattamento; a titolo di esempio, indicativamente, l’intera mano (palmo e dita) è pari a circa l’1 percento della superficie corporea.

La valutazione tiene in ogni caso conto anche dell’impatto che la malattia ha sulla vita del paziente, che può essere severo anche se limitato a una piccola area come i palmi delle mani o le piante dei piedi.

Complicazioni

La principale complicazione cui può andare incontro il paziente psoriasico è sicuramente l’impatto emotivo che la malattia è in grado di causare, che si traduce in

quest’ultima in particolare è una conseguenza che interessa fino a 8 pazienti su 10, spesso a causa di cure considerati inefficaci o comunque insoddisfacenti.

I pazienti affetti da psoriasi sono legati ad un aumento del rischio di sviluppo di

anche se non si è ancora individuata la causa di questo legame; alla luce di ciò diventa tuttavia fondamentale mantenere un corretto stile di vita (esercizio fisico e alimentazione) per ridurre i fattori di rischio su cui possiamo avere un controllo.

Diagnosi

La diagnosi di psoriasi è prevalentemente clinica e si basa sull’osservazione diretta delle lesioni cutanee da parte del dermatologo. Sebbene l’occhio esperto sia spesso sufficiente, i protocolli attuali integrano strumenti avanzati per distinguere la psoriasi da altre patologie simili e per valutare il coinvolgimento sistemico dell’organismo.

Esame obiettivo e dermatoscopia

Durante la visita, il medico ricerca i segni classici della malattia, come le placche eritemato-squamose a bordi netti. Un reperto tipico è il cosiddetto “segno di Auspitz” (o della rugiada sanguigna), che consiste nella comparsa di piccoli punti emorragici dopo il grattamento metodico della placca. Oggi, l’uso della dermatoscopia (o videodermatoscopia) permette di visualizzare pattern vascolari specifici, facilitando la diagnosi differenziale rispetto a disturbi come la dermatite seborroica, il lichen planus o la pitiriasi rosea.

Biopsia cutanea

In casi di incertezza o quando le manifestazioni sono atipiche, il dermatologo può eseguire una biopsia cutanea. Il prelievo di un piccolo campione di tessuto permette l’esame istologico, che rivela alterazioni caratteristiche come l’ispessimento dell’epidermide (acantosi) e la presenza di cellule infiammatorie specifiche.

Valutazione della gravità e screening multidisciplinare

La diagnosi moderna non si limita alla pelle. Vengono utilizzati indici standardizzati come il PASI (Psoriasis Area and Severity Index) per misurare l’estensione e l’intensità delle placche, e il DLQI (Dermatology Life Quality Index) per valutare l’impatto sulla qualità della vita del paziente. È inoltre fondamentale lo screening per l’artrite psoriasica tramite questionari validati e, se necessario, il rinvio al reumatologo per radiografie o ecografie articolari, utili a distinguere la condizione dall’artrite reumatoide.

Cura e terapia

Gli obiettivi della terapia moderna per la psoriasi si sono evoluti drasticamente: non si punta più solo a un parziale miglioramento, ma alla completa o quasi completa remissione delle lesioni (pelle libera o “clear skin”). Il piano terapeutico è personalizzato in base alla gravità, alla localizzazione delle placche e alla presenza di comorbidità.

Terapie topiche e nuove formulazioni

Per le forme lievi o moderate, il trattamento di prima linea prevede l’applicazione locale di farmaci. Le combinazioni fisse di derivati della vitamina D (calcipotriolo) e corticosteroidi (cortisone) rimangono lo standard per la loro efficacia sinergica. Recentemente sono state introdotte nuove formulazioni in schiuma o gel che migliorano l’assorbimento e la gradevolezza cosmetica, facilitando l’aderenza del paziente alla cura. Sono inoltre disponibili farmaci topici non steroidei di nuova generazione, come gli inibitori della fosfodiesterasi-4, utili per le zone sensibili (viso e pieghe cutanee).

Fototerapia avanzata

La fototerapia con raggi UVB a banda stretta (NB-UVB) rappresenta un’opzione sicura ed efficace per i pazienti con psoriasi diffusa che non rispondono ai topici. Questo trattamento, eseguito in centri specializzati, utilizza lunghezze d’onda selezionate per ridurre l’infiammazione cutanea minimizzando i rischi a lungo termine. La terapia PUVA (psoralene + UVA) è oggi meno utilizzata ma ancora valida in casi selezionati di psoriasi palmo-plantare molto resistente.

Terapie sistemiche tradizionali e piccole molecole orali

Quando la psoriasi è moderata-grave o ha un impatto psicologico invalidante, si ricorre ai farmaci sistemici:

  • Farmaci tradizionali: Metotrexato, ciclosporina e acitretina rimangono opzioni valide, richiedendo però un monitoraggio regolare degli esami del sangue per la funzionalità epatica e renale.
  • Piccole molecole (inibitori selettivi): Rappresentano un’innovazione significativa. Farmaci come l’apremilast o i più recenti inibitori della tirosina chinasi 2 (TYK2) agiscono per via orale modulando specifiche vie infiammatorie interne alle cellule, offrendo un buon profilo di sicurezza senza la necessità di iniezioni.

Farmaci biologici: la frontiera della precisione

I farmaci biologici hanno rivoluzionato il trattamento delle forme gravi. Si tratta di anticorpi monoclonali somministrati tramite iniezione sottocutanea o infusione, che colpiscono in modo mirato le molecole responsabili dell’infiammazione (interleuchine IL-17, IL-23 e TNF-alfa). Questi farmaci permettono di ottenere risultati eccellenti anche in pazienti che hanno fallito ogni altra terapia, con schemi di somministrazione molto comodi (anche solo una volta ogni 2-3 mesi). L’ampia disponibilità di biosimilari ha reso questi trattamenti più accessibili all’interno del Sistema Sanitario Nazionale.

Stile di vita e prevenzione metabolica

Il controllo della psoriasi passa necessariamente attraverso la gestione del benessere generale. Il tessuto adiposo in eccesso agisce come un organo infiammatorio che può ridurre l’efficacia dei farmaci. Pertanto, i protocolli clinici raccomandano:

  • Monitoraggio del peso corporeo (BMI) e della circonferenza addominale.
  • Adozione di una dieta mediterranea ricca di antiossidanti e acidi grassi omega-3.
  • Gestione attiva di ipertensione e diabete.
  • Supporto psicologico per gestire ansia e depressione, fattori che spesso alimentano il circolo vizioso dello stress e delle riacutizzazioni.

Fonti e bibliografia

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