Introduzione
Le sindromi paraneoplastiche sono un gruppo di malattie rare innescate da una risposta anomala del sistema immunitario alla presenza di un tumore.
- sindrome: Insieme di segni e sintomi che possono essere causati da diverse condizioni
- para-: prefisso di origine greca usato per indicare, in questo caso, una relazione di causa-effetto indiretta
- neoplasia: parola di origine greca che significa “nuova formazione” e che viene usata per indicare i tumori.
In altre parole Il termine “paraneoplastica” suggerisce il fatto che la sindrome neurologica non sia causata dal tumore stesso, ma dalle reazioni immunologiche che il tumore innesca, si pensa infatti che le sindromi paraneoplastiche si verifichino a causa di un attacco imprevisto (autoimmune) dei globuli bianchi, cellule del sistema immunitario, alle cellule sane del sistema nervoso (cervello, midollo spinale, nervi e/o muscoli).
In molti pazienti, la risposta immunitaria può causare danni al sistema nervoso che superano di gran lunga il danno arrecato al tumore, nel tentativo di difesa.
Questi disturbi in genere colpiscono le persone di mezza età e quelle anziane e sono più comuni in caso di tumore a
I sintomi neurologici generalmente si sviluppano nell’arco di un periodo compreso tra qualche giorno e qualche settimana e spesso rappresentano il primo segnale della presenza di un tumore (che viene quindi scoperto e diagnosticato grazie a queste manifestazioni). Non trattandosi di sintomi specifici, tuttavia, in molti casi la diagnosi subisce un grave ritardo, adducendo la presenza dei disturbi ad altre cause più comuni.
Tra i sintomi più comuni annoverano:
- difficoltà nella deambulazione o nella deglutizione,
- perdita del tono muscolare,
- perdita della coordinazione motoria,
- linguaggio confuso,
- perdita di memoria,
- problemi di vista,
- disturbi del sonno,
- demenza,
- convulsioni,
- perdita sensoriale degli arti,
- vertigini o capogiri.
Non esistono cure specifiche per le sindromi paraneoplastiche, la cui evoluzione è quindi determinata in gran parte dallo stadio del cancro alla diagnosi; gli effetti possono quindi regredire del tutto o, a seconda dei casi, diventare almeno in parte permanenti.
Cause
La causa specifica della comparsa di una sindrome paraneoplastica è tuttora sconosciuta; benché sia tutto sommato condivisa l’idea di un’origine autoimmune prodotta dallo sviluppo del tumore, non è ancora stato chiarita la ragione per cui solo alcuni pazienti la sviluppino.

Auto-anticorpi che attaccano cellule nervose nella sindrome paraneoplastica (Shutterstock/Kateryna Kon)
Da un punto di vista generale si tratta di malattie considerate rare, ma alcune forme come le neuropatie sono decisamente più comuni (interessano circa il 10% dei pazienti con specifici tumori del sistema immunitario).
Ad essere colpite sono maschi e femmine in egual numero maschi e femmine, mentre sembrano più comuni nei pazienti più anziani (perché sviluppano più frequentemente i tumori più soggetti a questo disturbo).
È interessante notare come quasi qualsiasi tumore possa innescare la produzione di auto-anticorpi, a parte i tumori al cervello; quelli più comunemente associati sono tuttavia
- polmone,
- mammella,
- neoplasie ginecologiche,
- linfoma.
Alcuni autori fanno rientrare nelle sindromi paraneoplastiche anche manifestazioni legate all’azione di sostanze chimiche (ormoni e proteine) prodotte dal tumore stesso.
Classificazione
Le più comuni sindromi paraneoplastiche possono essere così classificate:
- Endocrine
- Sindrome di Cushing
- SIADH (aumento della secrezione dell’ormone antidiuretico con ritenzione d’acqua)
- Ipercalcemia (aumento della concentrazione di calcio nel sangue)
- Ipoglicemia (abbassamento della glicemia, ovvero la quantità di zucchero nel sangue)
- Sindrome di Zollinger-Ellison (sindrome caratterizzata dalla formazione di ulcere nello stomaco)
- Sindrome da carcinoide (alterata produzione ormonale)
- Neurologiche
- Sindrome di Lambert-Eaton (LEMS, che consiste in reazioni autoimmuni verso i canali cellulari del calcio con sintomi muscolari ed altro)
- Degenerazione cerebellare paraneoplastica (produzione di sintomi neurologici)
- Encefalomielite (infiammazione di cervello e midollo spinale)
- Encefalite limbica (infiammazione del cervello)
- Encefalite confinata al tronco dell’encefalo
- Miastenia gravis
- Opsoclono (movimenti incontrollati dell’occhio)
- Neuropatie
- Encefalite
- Polimiosite
- Mucocutanee
- Acanthosis nigricans
- Ipercheratosi palmare (ispessimento della pelle)
- Dermatomiosite
- Segno di Leser-Trelat (formazione di cheratosi seborroiche)
- Eritema necrolitico migrante (formazione di placche cutanee)
- Sindrome di Sweet (lesioni dure e dolenti di colore violaceo)
- Papillomatosi cutanea florida (comparsa di numerose piccole verruche)
- Pioderma gangrenoso (pustole o noduli dolorosi diventano ulcere che crescono progressivamente)
- Ipertricosi (crescita anormale dei peli)
- Ematologiche
- Granulocitosi (aumento dei neutrofili nel sangue)
- Policitemia
- Segno di Trousseau (vario complesso di segni e sintomi)
- Endocardite non infettiva (infiammazione del cuore)
- Anemia (riduzione del numero dei globuli rossi nel sangue)
- Epatiche
- Sindrome di Stauffer (insieme di segni e sintomi di disfunzione epatica che insorge a causa della presenza di carcinoma renale)
- Altre
- Glomerulonefrite membranosa
- Osteomalacia
Sintomi
I sintomi delle sindromi paraneoplastiche sono ampiamente variabili da un paziente all’altro, ma in più della metà dei casi i sintomi compaiono prima della diagnosi di cancro.
Tra i sintomi più comuni (sindromi paraneoplastiche sistemiche) si annoverano
Meno comunemente (sindromi paraneoplastiche specifiche), ma più caratteristiche di una reazione autoimmune, sono
- Sindromi endocrine, che possono causare:
- Pressione alta
- Debolezza
- Aumento di peso
- Sindromi neurologiche e muscolari, con sintomi quali:
- Vertigini
- Visione doppia
- Alterazioni dei riflessi, sensibilità o coordinazione
- Difficoltà di deambulazione (ovvero a camminare)
- Difficoltà di eloquio (parlare)
- Debolezza e perdita di tono muscolare
- Difficoltà di deglutizione
- Disturbi della memoria
- Confusione e demenza
- Disturbi del sonno
- Convulsioni
- Allucinazioni
- Produzione di movimenti involontari
- Sindromi cutanee, che possono manifestarsi in forma di:
- Arrossamento
- Prurito
- Comparsa di escrescenze cutanee benigne.
Diagnosi
Il percorso diagnostico per le sindromi paraneoplastiche è complesso e richiede un approccio multidisciplinare, poiché i sintomi neurologici precedono spesso di mesi o anni la scoperta del tumore sottostante. L’obiettivo primario è duplice: confermare l’origine autoimmune del disturbo e localizzare la neoplasia occulta.
Valutazione clinica e test di laboratorio
La diagnosi inizia con un esame neurologico approfondito. Il sospetto clinico viene corroborato dalla ricerca di specifici autoanticorpi nel sangue e nel liquido cerebrospinale (ottenuto tramite puntura lombare). Questi biomarcatori, definiti anticorpi onconeuronali, sono diretti contro antigeni comuni alle cellule tumorali e al sistema nervoso. La loro identificazione (come gli anticorpi anti-Hu, anti-Yo o anti-Ri) non solo conferma la natura paraneoplastica della sindrome, ma può fornire indicazioni precise sul tipo di tumore da cercare.
Imaging e ricerca del tumore
Una volta sospettata la sindrome, è imperativo localizzare il tumore. Gli strumenti di imaging di elezione includono:
- Scansione PET/TC: Attualmente considerata lo standard di riferimento per la ricerca di tumori occulti grazie alla sua elevata sensibilità nel rilevare aree di ipermetabolismo.
- TC total body: Utilizzata per esaminare torace, addome e bacino alla ricerca di masse sospette o linfoadenopatie.
- Risonanza magnetica (RM): Fondamentale per valutare l’estensione del danno neurologico nel cervello o nel midollo spinale.
- Esami mirati: A seconda del sospetto clinico, possono essere integrate la mammografia o l’ecografia pelvica/testicolare.
Approfondimenti funzionali
Per definire meglio il coinvolgimento dei nervi e dei muscoli, il medico può richiedere un elettromiogramma (EMG), utile per distinguere tra neuropatie periferiche e disturbi della giunzione neuromuscolare. L’elettroencefalogramma (EEG) è invece indicato se il paziente presenta convulsioni o alterazioni dello stato di coscienza. Infine, il monitoraggio dei marcatori tumorali nel sangue può supportare la diagnosi e il successivo follow-up.
Qualora gli accertamenti iniziali risultino negativi per un tumore, le linee guida attuali raccomandano uno screening periodico (ogni 3-6 mesi) per un periodo che può estendersi fino a cinque anni, poiché la neoplasia potrebbe essere inizialmente troppo piccola per essere rilevata.
Cura
Il trattamento delle sindromi paraneoplastiche si basa su una strategia a doppio binario: l’eradicazione del tumore primario e la modulazione della risposta immunitaria per arrestare il danno neurologico. La tempestività dell’intervento è il fattore critico per migliorare la prognosi e prevenire disabilità permanenti.
Trattamento del tumore
La priorità assoluta è il controllo della neoplasia, che rappresenta la fonte degli antigeni che scatenano l’attacco autoimmune. A seconda della tipologia e dello stadio del cancro, le opzioni includono:
- Chirurgia oncologica per la rimozione della massa.
- Chemioterapia e radioterapia, somministrate singolarmente o in combinazione per eliminare le cellule tumorali residue o gestire le metastasi.
Immunoterapia e modulazione immunitaria
Parallelamente al trattamento oncologico, è necessario intervenire sul sistema immunitario iperattivo. Gli approcci di prima linea comprendono:
- Cortisonici: Farmaci come il prednisone vengono utilizzati ad alte dosi per ridurre rapidamente l’infiammazione.
- Immunoglobuline endovena (IVIG): Somministrate per via sistemica, possono neutralizzare gli anticorpi patologici.
- Plasmaferesi: Una procedura di “lavaggio del sangue” che separa il plasma dalle cellule ematiche per rimuovere fisicamente gli autoanticorpi circolanti.
Nei casi più resistenti o gravi, si ricorre a terapie di seconda linea con farmaci immunosoppressori più potenti (come rituximab o ciclofosfamide), mirati a ridurre la produzione di nuovi anticorpi dannosi.
Riabilitazione e qualità della vita
Il recupero funzionale è un processo lento che richiede spesso un supporto multidisciplinare. La fisioterapia è essenziale per contrastare la debolezza muscolare e migliorare la coordinazione, mentre la logopedia interviene in caso di disturbi del linguaggio o della deglutizione. Il supporto psicologico e psichiatrico è caldamente raccomandato per gestire l’impatto emotivo della doppia diagnosi (tumore e sindrome neurologica) e gli eventuali deficit cognitivi.
Stile di vita e supporto
Sebbene lo stile di vita non possa curare una sindrome paraneoplastica, una gestione attenta della salute generale può supportare il recupero. Una dieta equilibrata è fondamentale per contrastare la cachessia neoplastica e gli effetti collaterali dei farmaci. È consigliabile mantenere un’attività fisica moderata, compatibilmente con le capacità motorie, per preservare il tono muscolare. Infine, il riposo adeguato e la riduzione dello stress aiutano il sistema immunitario a stabilizzarsi. Un monitoraggio costante è necessario anche dopo la remissione, poiché un improvviso peggioramento dei sintomi potrebbe essere la prima spia di una recidiva tumorale.
Fonti e bibliografia
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Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.