Encefalite virale e batterica: sintomi, cause e cura

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Introduzione

L’encefalite è l’infiammazione del cervello; le cause possibili sono numerose, ma la più comune è la presenza di un’infezione virale in grado di innescare pericolosi processi infiammatori del cervello e del midollo spinale. L’infiammazione può dare origine a una varietà di sintomi, tra cui

Più nel dettaglio distinguiamo i seguenti casi:

  • L’infezione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale, viene detta meningite.
  • L’infiammazione del cervello in quanto tale è detta encefalite.
  • Con mielite si intende l’infiammazione del midollo spinale.
  • L’infiammazione di ambedue (cervello e midollo spinale) si chiama encefalomielite.

La prognosi dipende in genere

  • dall’agente infettivo specifico,
  • dalla gravità della malattia
  • e dalla prontezza con cui viene iniziato il trattamento.

Nella maggior parte dei casi chi è colpito da un’encefalite molto lieve può guarire completamente, anche se il recupero può essere lento (la ripresa dipende da causa ed estensione dell’infiammazione); in alcuni pazienti, al contrario, l’infiammazione può avere esiti fatali.

Ricostruzione grafica dell'encefalo (cervello)

iStock.com/ChrisChrisW

Causa

Non è sempre chiaro cosa determini un’encefalite; quando viene identificata, la causa di solito è un’infezione o un problema del sistema immunitario (le difese naturali dell’organismo).

Chiunque può sviluppare un’encefalite, ma soggetti con sistemi immunitari depressi, per esempio individui con HIV o in terapia con farmaci immunosoppressori, hanno un rischio maggiore.

Di seguito, alcune tra le cause più comuni.

Infezioni

L’encefalite può svilupparsi a seguito della diffusione di un’infezione al cervello.

Si tratta in molti casi di infezioni comuni e in genere blande, in cui quindi l’encefalite ne rappresenta una complicazione molto rara.

Perlopiù, si tratta di virus, in particolare:

Un’encefalite dovuta a virus è detta encefalite virale.

L’encefalite può anche, sia pur raramente, essere dovuta a batteri, funghi o parassiti.

Tutte queste infezioni possono essere contratte da altre persone, ma l’encefalite di per sé non passa da un soggetto all’altro.

Problemi del sistema immunitario

Il sistema immunitario normalmente protegge il corpo da malattie e infezioni, attaccando i germi che entrano nel corpo ed impedendo loro di causare infezioni gravi; molto raramente, tuttavia, qualcosa va storto e il sistema immunitario attacca per errore il cervello, causando encefalite.

Ciò può dipendere da:

  • un’infezione preesistente di un’altra parte del corpo (in genere, qualche settimana prima), tra quelle menzionate in precedenza,
  • una crescita tumorale (benigna o maligna) in un qualche distretto corporeo,
  • una vaccinazione (si tratta di un evento rarissimo, i benefici di una vaccinazione sono di gran lunga maggiori del rischio di encefalite),
  • altre cause sconosciute.

L’encefalite dovuta a una reazione a una precedente infezione è nota come “encefalite post-infettiva”. Se causata da un tumore o di origine ignota, viene detta “encefalite autoimmune”.

Trasmissione

Alcune forme batteriche di meningite ed encefalite sono contagiose e possono diffondersi, a seconda dei casi, per contatto con

  • saliva,
  • scolo nasale,
  • feci,
  • secrezioni del tratto respiratorio e della gola (spesso il contagio avviene tramite baci, colpi di tosse, condivisione di bicchieri, posate o oggetti personali come spazzolini da denti, rossetti o sigarette).

Poiché queste malattie possono insorgere improvvisamente e progredire altrettanto rapidamente, chiunque manifesti sintomi di possibile meningite o encefalite dovrà ricorrere immediatamente al medico o al pronto soccorso.

Sintomi

Spesso la malattia esordisce con i sintomi di una modesta influenza.

Nei casi più gravi, il soggetto colpito da encefalite può manifestare i seguenti sintomi:

In un bambino piccolo, tra i sintomi e segni importanti di meningite o encefalite, ci sono

  • febbre,
  • letargia,
  • vomito,
  • rigidità del corpo,
  • irritabilità inspiegabile o non usuale
  • e una fontanella (il punto morbido in cima alla testa) tesa o sporgente.

Diagnosi

La diagnosi tempestiva dell’encefalite rappresenta un’emergenza medica, poiché il riconoscimento precoce della causa è fondamentale per prevenire danni neurologici permanenti. Il percorso diagnostico inizia con una valutazione clinica approfondita e si avvale di tecnologie avanzate per distinguere tra forme infettive e autoimmuni.

Valutazione clinica e anamnesi

Il medico esegue un esame neurologico completo per valutare lo stato di coscienza, le funzioni motorie e sensoriali, i riflessi e la coordinazione. Durante l’anamnesi, viene posta particolare attenzione alla cronologia dei sintomi, ai viaggi recenti, all’esposizione a insetti o animali e alla storia vaccinale. Nei bambini piccoli, si monitorano segni specifici come il pianto inconsolabile, il rifiuto dell’alimentazione e la tensione della fontanella.

Diagnostica per immagini

La neuroimmagine è il primo passo per rilevare l’infiammazione o escludere altre patologie (come tumori o emorragie). La risonanza magnetica (RM) dell’encefalo è l’esame d’elezione per l’encefalite, poiché offre una risoluzione superiore nell’identificare alterazioni del tessuto cerebrale tipiche di specifiche infezioni virali (come quelle nel lobo temporale per l’Herpes Simplex). La TAC viene generalmente utilizzata in emergenza quando la risonanza non è immediatamente disponibile o per escludere rapidamente un edema cerebrale massivo prima di procedere con altre manovre.

Analisi del liquido cerebrospinale

La puntura lombare è una procedura essenziale per confermare la diagnosi. Consiste nel prelievo di una piccola quantità di liquido cerebrospinale per analizzare:

  • Conta cellulare: livelli elevati di globuli bianchi indicano un’infiammazione in corso.
  • Parametri biochimici: analisi dei livelli di glicemia e proteine per distinguere tra cause batteriche e virali.
  • PCR (Reazione a catena della polimerasi): tecnica molecolare rapida che permette di identificare il DNA o l’RNA di virus specifici (come HSV o VZV).
  • Ricerca di anticorpi: fondamentale per diagnosticare le encefaliti autoimmuni (come l’encefalite anti-NMDAR) e alcune infezioni croniche.

Esami complementari

L’elettroencefalogramma (EEG) è fondamentale non solo per rilevare attività elettrica anomala o convulsioni subcliniche, ma anche perché alcuni pattern d’onda possono suggerire l’origine virale dell’infiammazione. Infine, esami del sangue e delle urine, tamponi faringei o rettali e, in casi rari e selezionati, la biopsia cerebrale, completano il quadro per identificare l’agente causale esatto.

Cura

L’obiettivo primario della terapia è l’eliminazione della causa scatenante (ove possibile), il controllo del processo infiammatorio e il supporto delle funzioni vitali. Il trattamento richiede quasi sempre il ricovero ospedaliero, spesso in terapia intensiva nei casi più critici.

Terapia farmacologica mirata

A causa della gravità della condizione, il trattamento farmacologico viene spesso iniziato empiricamente, ovvero prima ancora di avere i risultati definitivi dei test, per non perdere tempo prezioso. Le opzioni includono:

  • Antivirali: L’acyclovir per via endovenosa è il trattamento di prima linea per l’encefalite da Herpes Simplex e Varicella-Zoster. Riduce significativamente il rischio di mortalità e complicazioni a lungo termine.
  • Immunomodulatori: Se si sospetta una causa autoimmune, vengono impiegati corticosteroidi ad alte dosi, immunoglobuline endovena o la plasmaferesi (lavaggio del plasma). Nei casi resistenti, si ricorre a farmaci immunosoppressori più potenti come il rituximab.
  • Antibiotici e antifungini: Somministrati se esiste il sospetto di un’origine batterica o fungina, spesso in combinazione con gli antivirali finché la causa non è chiarita.

Gestione delle complicanze e supporto

Il trattamento di supporto è cruciale per stabilizzare il paziente:

  • Controllo delle convulsioni: Utilizzo di farmaci anticonvulsivanti per prevenire danni cerebrali ulteriori legati a crisi epilettiche prolungate.
  • Gestione della pressione intracranica: In caso di edema cerebrale, possono essere somministrati diuretici osmotici (come il mannitolo) o praticate manovre specifiche per ridurre la pressione all’interno del cranio.
  • Supporto vitale: Monitoraggio dei parametri vitali, idratazione endovenosa e, se necessario, ventilazione meccanica per assistere la respirazione.

Riabilitazione e stile di vita

Una volta superata la fase acuta, inizia un percorso di riabilitazione multidisciplinare personalizzato. L’encefalite può lasciare strascichi cognitivi, motori o comportamentali che richiedono l’intervento di fisioterapisti, logopedisti e neuropsicologi. Il recupero può durare mesi o anni.

Dal punto di vista dello stile di vita, è essenziale un approccio graduale al ritorno alle attività quotidiane. I pazienti devono garantire al cervello un riposo adeguato, evitando stimoli eccessivi o stress psicofisico intenso nelle prime fasi della convalescenza. Una dieta equilibrata e il monitoraggio costante da parte del neurologo sono fondamentali per prevenire ricadute (specialmente nelle forme autoimmuni) e gestire eventuali disturbi della memoria o dell’umore che possono insorgere dopo la guarigione clinica.

Fonti e bibliografia

Adattamento dall’inglese a cura della Dr.ssa Greppi Barbara, medico chirurgo

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