Introduzione
La criptococcosi è un’infezione, generalmente polmonare o disseminata, causata dal fungo capsulato Cryptococcus neoformans o C. gattii. L’infezione è ubiquitaria, in quanto il fungo è presente in tutto il mondo, ma interessa principalmente pazienti con sistema immunitario indebolito (da AIDS, tumori, terapie farmacologiche, …).
L’infezione in genere si contrae con l’inalazione delle spore (forme di resistenza ambientale) del micete, pertanto la criptococcosi generalmente interessa i polmoni. L’infezione si diffonde poi con maggiore frequenza ad alcuni organi:
- cervello,
- tessuti che rivestono il cervello e il midollo spinale (meningi), provocando la meningite,
- pelle e ad altri tessuti.
In persone con sistema immunitario in salute in genere il contatto con il fungo non è causa di malattia, che decorre quindi senza sintomi; in pazienti immunocompromessi al contrario può causare:
- polmonite,
- tosse,
- mal di testa,
- febbre leggera,
- nausea,
- demenza,
- offuscamento della vista
- e confusione.
La prognosi è ottima per i soggetti non immunodepressi, dove si assiste a guarigione spontanea in una settimana circa, mentre in pazienti immunodepressi l’infezione può essere fatale.

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Cause
La criptococcosi è acquisita per inalazione e quindi colpisce tipicamente i polmoni. Alcuni pazienti presentano lesioni polmonari primarie asintomatiche e autolimitantesi; in pazienti immunocompetenti, queste lesioni polmonari isolate di norma guariscono spontaneamente senza disseminazione, anche in assenza di terapia antimicotica.
I funghi coinvolti nella genesi dell’infezione sono:
- Il Cryptococcus neoformans, responsabile della maggioranza delle infezioni nei soggetti immunodepressi, può trovarsi nel suolo contaminato da escrementi di uccelli, in particolare quelli di piccioni, anche se non sembra infettare naturalmente i volatili.
- Il Cryptococcus gattii è invece associato soprattutto ad alberi, specialmente a eucalipti e, a differenza del C. neoformans, non è associato a uccelli ed è più probabilmente causa della malattia negli ospiti immunocompetenti (cioè con sistema immunitario in salute).
Nonostante la diffusione del Cryptococcus, l’infezione era relativamente rara fino all’inizio dell’epidemia di AIDS.
La criptococcosi è la micosi potenzialmente fatale più comune nelle persone affette da AIDS; il micete infetta anche altre persone con sistema immunitario indebolito, a causa per esempio di:
- linfoma di Hodgkin o altri linfomi,
- sarcoidosi,
- terapie a lungo termine con cortisone,
- chemioterapia,
- terapie immunosoppressive, come adesso i farmaci antirigetto a seguito di trapianto.
Si noti in ogni caso che la criptococcosi, in particolare quando causata dal Cryptococcus gattii, può anche svilupparsi in soggetti con sistema immunitario normale.
Sintomi
I tempi d’incubazione variano in relazione al tipo di criptococco che ha causata la malattia:
- i sintomi di infezione da C. gattii si presentano dai 2 ai 11 mesi dopo l’esposizione al fungo,
- il tempo di incubazione per C. neoformans non è noto con precisione.
La criptococcosi produce solitamente sintomi modesti e vaghi. I soggetti possono non riscontrare sintomi o soffrire di cefalea e stato confusionale.
La sintomatologia varia inoltre in funzione della sede dell’infezione:
- Infezione polmonare: l’infezione polmonare primaria può essere asintomatica in alcuni soggetti, spesso riscontrata casualmente in una radiografia del torace eseguita di routine, dove può presentarsi con la presenza di un nodulo polmonare solitario che può simulare un tumore o la tubercolosi; altri possibili sintomi sono rappresentati da tosse o dolore al torace e, se l’infezione è grave, respirazione faticosa (dispnea). L’infezione polmonare criptococcica associata all’AIDS può manifestarsi invece come una grave polmonite progressiva con dispnea acuta e un quadro radiografico caratteristico.
- Meningite: la meningite criptococcica è la forma di criptococcosi più frequentemente diagnosticata; a seguito dell’inalazione, Cryptococcus può diffondere in altri organi, di frequente al cervello e alle meningi causando sintomi piuttosto vaghi e aspecifici come
- cefalea,
- visione annebbiata,
- stato confusionale,
- depressione,
- agitazione e altre alterazioni comportamentali.
Poiché l’infiammazione non è molto estesa, la febbre è solitamente bassa o assente.
Fatta eccezione delle paralisi oculari o facciali, i sintomi più seri sono rari fino a uno stadio relativamente avanzato, quando possono comparire
- coma,
- convulsioni,
- cecità in conseguenza dell’edema cerebrale o per diretto coinvolgimento delle vie ottiche.
- Infezione cutanea: la diffusione dermatologica si può manifestare con lesioni pustolose, papulari (a volte piene di pus), nodulari, o ulcerate, che possono talvolta somigliare ad acne, mollusco contagioso o al carcinoma basocellulare.
L’infezione polmonare di rado è pericolosa, la meningite invece è potenzialmente fatale e richiede una terapia aggressiva.
Siti focali di disseminazione possono anche verificarsi:
- nella cute,
- nelle estremità delle ossa lunghe,
- nelle articolazioni,
- nel fegato,
- nella milza,
- nei reni,
- nella prostata,
- in altri tessuti.
Tranne quelle della pelle, queste lesioni di solito causano pochi o nessun sintomo; più raramente si verifica un coinvolgimento con infezione del rene (pielonefrite).
Diagnosi
Il percorso diagnostico per la criptococcosi è oggi estremamente preciso grazie all’integrazione di test immunologici rapidi e tecniche di imaging avanzate. Data la aspecificità dei sintomi iniziali, la diagnosi richiede un elevato indice di sospetto clinico, specialmente nei pazienti immunocompromessi.
Test dell’antigene criptococcico (CrAg)
La ricerca dell’antigene capsulare nel sangue o nel liquido cerebrospinale rappresenta il “gold standard” diagnostico. I moderni test a flusso laterale (LFA) permettono di ottenere un risultato affidabile in pochi minuti. Nei pazienti con HIV, lo screening del CrAg nel sangue è raccomandato anche in assenza di sintomi quando i livelli di linfociti CD4 scendono sotto determinate soglie, poiché la positività può precedere di settimane la comparsa della meningite.
Esame del liquido cerebrospinale
In caso di sospetto coinvolgimento del sistema nervoso centrale, la puntura lombare è un passaggio fondamentale. Durante la procedura, il medico non si limita a prelevare il campione, ma misura la “pressione di apertura”: un valore elevato è tipico della meningite criptococcica e richiede una gestione specifica. Sul liquido prelevato si eseguono:
- Colorazione con inchiostro di China: un metodo classico che permette di visualizzare al microscopio la capsula del fungo.
- Esame colturale: per confermare la vitalità del fungo e testarne la sensibilità ai farmaci.
- Ricerca del CrAg: per una conferma immunologica immediata.
Imaging e procedure strumentali
Per valutare l’estensione della malattia e identificare i noduli polmonari o il coinvolgimento cerebrale, si ricorre a:
- Radiografia del torace e TC: essenziali per individuare masse, infiltrati o versamenti nei polmoni.
- Risonanza Magnetica (RM) cerebrale: preferibile alla TC per la capacità di rilevare piccole lesioni (criptococcomi) o segni di infiammazione meningea.
- Broncoscopia: con lavaggio broncoalveolare o biopsia, necessaria quando le metodiche non invasive non permettono di distinguere la criptococcosi da un tumore o dalla tubercolosi.
Cura
Il trattamento della criptococcosi ha l’obiettivo di eradicare l’infezione fungina, prevenire le ricadute e gestire le complicanze potenzialmente letali, come l’aumento della pressione all’interno del cranio. L’approccio terapeutico varia significativamente in base allo stato immunitario del paziente e alla localizzazione del fungo.
Protocollo farmacologico standard
Per la meningite e le forme disseminate, il trattamento è suddiviso in tre fasi sequenziali:
- Fase di induzione: è la fase più intensiva (solitamente 2 settimane). Si utilizza una combinazione di Amfotericina B liposomiale (somministrata per via endovenosa) e Flucitosina. Questa combinazione è considerata la terapia d’elezione per eliminare rapidamente il fungo dal sistema nervoso.
- Fase di consolidamento: una volta stabilizzato il paziente, si passa alla somministrazione di Fluconazolo ad alto dosaggio per circa 8 settimane.
- Fase di mantenimento (o profilassi secondaria): prevede l’assunzione di Fluconazolo a basso dosaggio per un periodo prolungato (da 6 a 12 mesi, o anche più nei pazienti HIV che non hanno ancora recuperato una funzione immunitaria adeguata).
Nelle forme polmonari lievi in pazienti con sistema immunitario integro, può essere sufficiente un ciclo di Fluconazolo per 6-12 mesi senza ricorrere alla fase di induzione endovenosa.
Gestione della pressione intracranica
Una caratteristica critica della meningite criptococcica è l’aumento della pressione del liquido cerebrospinale. Se non gestita, può causare danni permanenti alla vista, all’udito o portare al coma. Il trattamento prevede punture lombari ripetute per drenare il liquido in eccesso finché la pressione non si stabilizza. In casi selezionati, può essere necessario il posizionamento chirurgico di un drenaggio (shunt).
Criptococcosi e HIV
Nei pazienti con AIDS, la gestione è particolarmente delicata. L’inizio della terapia antiretrovirale (ART) deve essere solitamente posticipato di alcune settimane rispetto all’inizio del trattamento antimicotico. Questo serve a prevenire la Sindrome Infiammatoria da Ricostituzione Immunitaria (IRIS), una condizione in cui il sistema immunitario “rinvigorito” attacca violentemente i resti del fungo, causando un peggioramento paradossale dell’infiammazione cerebrale.
Stile di vita e supporto
Il percorso di guarigione dalla criptococcosi è lungo e richiede una stretta aderenza alla terapia farmacologica. Dal punto di vista pratico è importante:
- Monitoraggio nutrizionale: l’infezione e i farmaci (come l’Amfotericina) possono causare nausea e perdita di appetito; una dieta equilibrata e l’idratazione sono essenziali per supportare la funzione renale durante la cura.
- Riposo e riabilitazione: specialmente dopo una meningite, possono persistere stanchezza e lievi deficit cognitivi che richiedono un ritorno graduale alle attività quotidiane.
- Controlli periodici: il rischio di recidiva impone esami del sangue e talvolta del liquor regolari anche dopo la scomparsa dei sintomi.
Prevenzione
L’unica strategia preventiva degna di nota è la scrupolosa attenzione da parte dei soggetti immunodepressi ad evitare la frequentazione di aree contaminate da escrementi di uccelli ed il contatto con gli uccelli stessi.
Non esistono ulteriori raccomandazioni formali per la prevenzione di Criptococcosi.
Autore
Dr.ssa Elisabetta Fabiani
Medico Chirurgo - Chirurgo generaleIscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Crotone n. 1296