Tumore al polmone: sintomi, cure, alimentazione

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Introduzione

Le stime italiane più recenti evidenziano come il tumore del polmone rappresenti una delle principali sfide per la salute pubblica, essendo una delle prime cause di morte nei Paesi industrializzati. Sebbene colpisca storicamente con frequenza maggiore gli uomini, si registra un progressivo aumento dell’incidenza anche tra le donne.

Il fumo di sigaretta rimane il fattore di rischio principale. Ogni paziente presenta una combinazione variabile di sintomi, che possono essere classificati in:

  • sintomi respiratori specifici,
  • manifestazioni dovute alla progressione della malattia in altri organi,
  • segnali aspecifici legati allo stato di salute generale.

Purtroppo, in molti casi i sintomi iniziali sono sfumati e compaiono solo quando la malattia è già in fase avanzata. Tra i segnali più comuni segnaliamo:

  • tosse persistente che cambia caratteristiche o non passa (talvolta con tracce di sangue),
  • dolore persistente al torace,
  • fiato corto (dispnea) anche per sforzi lievi,
  • senso di stanchezza profonda,
  • dimagrimento rapido e non spiegabile,
  • ingrossamento dei linfonodi del collo o della zona sopra la clavicola,
  • infezioni respiratorie ricorrenti, come la polmonite.

Questi sintomi possono manifestarsi anche in presenza di patologie non tumorali, ma richiedono sempre una valutazione medica tempestiva per escludere complicazioni.

La prognosi dipende in modo determinante dallo stadio al momento della scoperta, dal tipo istologico del tumore e dalle condizioni generali del paziente. Grazie ai recenti progressi terapeutici, la sopravvivenza a lungo termine è in costante miglioramento, superando oggi le statistiche storiche che indicavano una sopravvivenza a cinque anni ferma al 20%.

I polmoni

I polmoni sono due organi essenziali situati nella cassa toracica. Attraverso il naso o la bocca, l’aria percorre la trachea e i bronchi per raggiungere il tessuto polmonare.

  1. Durante l’inspirazione, i polmoni si espandono per rifornire il sangue di ossigeno.
  2. Durante l’espirazione, l’organismo espelle l’anidride carbonica, un prodotto di scarto del metabolismo.

Il polmone destro è composto da tre lobi, mentre il sinistro, per far spazio al cuore, è leggermente più piccolo e diviso in due lobi. Entrambi sono avvolti dalla pleura, una membrana doppia che contiene una minima quantità di liquido per facilitare i movimenti respiratori.

Ricostruzione grafica di bronchi e polmoni

iStock.com/yodiyim

Le cellule tumorali

Il tumore origina da una mutazione a livello cellulare. In un organismo sano, le cellule crescono e si dividono in modo controllato. Quando questo meccanismo si guasta, le cellule iniziano a moltiplicarsi senza sosta, formando una massa definita tumore.

I tumori benigni del polmone sono rari, non invadono i tessuti vicini e solitamente non mettono in pericolo la vita.

I tumori maligni (cancro), invece, hanno la capacità di infiltrare gli organi circostanti e di diffondersi attraverso il sangue o il sistema linfatico, creando nuovi focolai a distanza definiti metastasi.

Cause

L’insorgenza del tumore al polmone è legata all’accumulo di danni genetici nelle cellule, spesso causati da fattori ambientali e comportamentali.

I principali fattori di rischio accertati includono:

  • Fumo di tabacco: è il fattore determinante in circa l’85-90% dei casi. Le sostanze tossiche e cancerogene danneggiano direttamente il DNA delle cellule polmonari. Il rischio aumenta con il numero di sigarette fumate e la durata dell’abitudine. Anche il fumo passivo è considerato un cancerogeno certo.
    Fotografia ravvicinata di un pacchetto di sigarette

    iStock.com/mariusFM77

  • Radon: gas radioattivo naturale che può accumularsi negli ambienti chiusi e nelle abitazioni costruite su terreni particolari.
  • Esposizione professionale: il contatto prolungato con amianto, cromo, nichel o arsenico aumenta significativamente il rischio, specialmente nei fumatori.
  • Inquinamento atmosferico: l’esposizione cronica alle polveri sottili (PM2.5) è correlata a un incremento dei casi, anche tra i non fumatori.
  • Familiarità e genetica: la presenza di casi in famiglia può indicare una predisposizione genetica o una condivisione di fattori ambientali.
  • Precedenti malattie polmonari: cicatrici da tubercolosi o la presenza di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) possono favorire l’insorgenza della neoplasia.

Classificazione

La medicina moderna distingue due categorie principali di tumore polmonare, che richiedono strategie terapeutiche differenti:

  1. Carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC): rappresenta circa l’85% dei casi e comprende l’adenocarcinoma, il carcinoma squamocellulare e il carcinoma a grandi cellule.
  2. Carcinoma a piccole cellule (microcitoma): più raro (circa il 15%) ma molto aggressivo, tende a diffondersi rapidamente e deriva dalle cellule neuroendocrine.

La diagnosi accurata del tipo cellulare e della sua estensione (stadiazione) è il primo passo per un trattamento efficace.

Sintomi

Nelle fasi iniziali, il tumore al polmone può essere completamente asintomatico. Con la crescita della massa, possono comparire:

Qualora il tumore si diffonda ad altri organi (metastasi), possono comparire dolori ossei, mal di testa persistente, convulsioni o linfonodi ingrossati.

Diffusione e sopravvivenza

La sopravvivenza globale è migliorata drasticamente nell’ultimo decennio grazie all’avvento dell’immunoterapia e dei farmaci a bersaglio molecolare. Sebbene le medie storiche riportino una sopravvivenza a 5 anni intorno al 20%, i pazienti diagnosticati in stadio precoce superano oggi il 60% di sopravvivenza a lungo termine.

Diagnosi

L’iter diagnostico moderno mira non solo a confermare la presenza del tumore, ma a definire l’esatta “identità” biologica della malattia per personalizzare la cura.

Valutazione clinica e screening

Il percorso inizia con una visita medica approfondita per analizzare i sintomi e la storia del paziente (anamnesi). Per i forti fumatori o ex fumatori di età compresa tra i 50 e i 75 anni, i protocolli attuali raccomandano programmi di screening basati sulla TC toracica a basso dosaggio, in grado di individuare noduli sospetti quando sono ancora piccoli e operabili.

Imaging e stadiazione

Gli esami radiologici sono fondamentali per localizzare la massa e valutarne l’estensione:

  • Radiografia del torace: spesso il primo esame eseguito, utile per una valutazione generale, sebbene meno sensibile della TC.
  • TC (Tomografia Computerizzata): eseguita con mezzo di contrasto su torace e addome, è l’esame standard per definire dimensioni, posizione del tumore e coinvolgimento dei linfonodi.
  • PET-TC: una tecnica di medicina nucleare che utilizza un tracciante radioattivo (glucosio) per individuare cellule ad alta attività metabolica, fondamentale per escludere o confermare la presenza di metastasi a distanza.
  • RM (Risonanza Magnetica): utilizzata principalmente per studiare l’eventuale interessamento del cervello o della colonna vertebrale.

Tipizzazione istologica e molecolare

La certezza della diagnosi si ottiene solo analizzando un campione di tessuto (biopsia). Le tecniche principali includono:

  • Broncoscopia ed EBUS: l’inserimento di un sottile tubo flessibile nelle vie aeree permette di prelevare campioni. L’ecografia endobronchiale (EBUS) consente oggi di eseguire biopsie mirate dei linfonodi toracici con estrema precisione.
  • Biopsia TC-guidata: se il tumore è in una posizione periferica, il prelievo viene effettuato con un ago sottile attraverso la parete toracica sotto guida radiologica.

Una volta ottenuto il campione, viene eseguita l’analisi molecolare. Questo passaggio è cruciale: si ricercano mutazioni specifiche (come EGFR, ALK, ROS1, KRAS) e l’espressione di proteine come PD-L1. Questi biomarcatori indicano al medico se il tumore può essere trattato con farmaci “intelligenti” o con l’immunoterapia.

Cura

Il trattamento del tumore al polmone è oggi un percorso multidisciplinare che coinvolge oncologi, chirurghi toracici, radioterapisti e pneumologi. L’obiettivo primario è l’eliminazione della massa, ma nei casi avanzati il focus si sposta sul controllo a lungo termine della malattia e sul mantenimento di un’ottima qualità di vita.

Chirurgia

L’intervento chirurgico rappresenta la migliore opzione di cura per i tumori non a piccole cellule (NSCLC) diagnosticati in stadio iniziale. Le tecniche si sono evolute verso la mini-invasività:

  • Chirurgia robotica o video-assistita (VATS): permette di asportare porzioni di polmone attraverso piccole incisioni, riducendo drasticamente il dolore post-operatorio e i tempi di recupero.
  • Lobectomia: asportazione di un intero lobo polmonare, considerata lo standard terapeutico.
  • Resezioni conservative: nei pazienti con ridotta funzionalità respiratoria, si possono asportare segmenti più piccoli di tessuto.

Radioterapia di precisione

La radioterapia moderna utilizza fasci di radiazioni estremamente precisi. La radioterapia stereotassica (SBRT) è oggi un’alternativa efficace alla chirurgia per pazienti che non possono essere operati, permettendo di colpire il tumore con dosi elevate preservando i tessuti sani circostanti. Viene utilizzata anche in combinazione con la chemioterapia o per trattare eventuali metastasi ossee o cerebrali.

Terapie sistemiche: la rivoluzione della precisione

Il panorama terapeutico è stato trasformato da due grandi innovazioni:

  • Terapia mirata (Targeted Therapy): farmaci in compresse che colpiscono selettivamente le “falle” genetiche del tumore. Sono estremamente efficaci nei pazienti che presentano mutazioni specifiche (come EGFR o ALK), con meno effetti collaterali rispetto alla chemioterapia tradizionale.
  • Immunoterapia: questa strategia non colpisce direttamente il tumore, ma “risveglia” il sistema immunitario del paziente affinché riconosca e distrugga le cellule cancerose. Farmaci come gli inibitori di PD-1/PD-L1 hanno permesso di ottenere risposte durature anche in stadi avanzati, dove prima le opzioni erano limitate.
  • Chemioterapia: rimane un pilastro fondamentale, spesso usata in combinazione con l’immunoterapia o come trattamento “neoadiuvante” per ridurre le dimensioni del tumore prima della chirurgia.

Gestione della qualità di vita e stile di vita

Il supporto nutrizionale è parte integrante della cura. Mantenere un adeguato apporto proteico e calorico aiuta l’organismo a sopportare meglio i trattamenti e previene la perdita di massa muscolare. È altrettanto fondamentale praticare, quando possibile, un’attività fisica leggera e costante, che ha dimostrato di ridurre la fatica correlata ai trattamenti oncologici.

Smettere di fumare, anche dopo la diagnosi, è il passo più importante che il paziente può compiere: migliora l’efficacia delle cure, riduce le complicanze chirurgiche e abbassa il rischio di recidive.

Alimentazione e stile di vita

È fondamentale prendersi cura di se stessi alimentandosi correttamente durante la terapia ed è necessario assumere la corretta quantità di calorie per mantenere il peso forma. È anche importante assumere abbastanza proteine per continuare ad essere forti, mangiare bene vi aiuterà a sentirvi meglio e ad avere maggiori energie.

In alcuni casi, soprattutto durante la terapia o nelle fasi immediatamente successive, potreste non aver voglia di mangiare, perché vi sentite stanchi o avete la nausea. Probabilmente avrete inoltre la sensazione che gli alimenti abbiano un gusto diverso dal solito e inoltre gli effetti collaterali della terapia (ad esempio la mancanza di appetito, la nausea, il vomito o le ulcere in bocca) potranno impedirvi di mangiare bene.

Il vostro medico, il dietologo o un altro esperto saranno in grado di suggerirvi i modi più opportuni per affrontare questi problemi.

Affrontare il tumore

Il tumore al polmone è collegato al fumo, quindi i pazienti potrebbero ritenere che le persone a loro vicine non li aiutino né li supportino a sufficienza perché pensano pensano che la malattia sia causata dalle loro abitudini errate. La verità è che molti fumatori non soffrono di tumore al polmone e non tutti i pazienti colpiti da tumore al polmone fumano. Il tumore al polmone, infatti, può colpire chiunque. In realtà la maggior parte delle persone colpite dal tumore oggi o hanno smesso di fumare anni fa o non hanno mai fumato.

Per molti pazienti la diagnosi di tumore al polmone può essere molto stressante e, a volte, difficile da sopportare. Alcuni pazienti affetti da tumore al polmone iniziano a soffrire di ansia e, in casi meno frequenti, di depressione. I pazienti e le loro famiglie non dovrebbero aver timore di esprimere il loro stato d’animo ai medici, agli infermieri e agli assistenti sociali, l’équipe medica è lì per aiutarli e molti suoi membri hanno competenze ed esperienza tali da aiutare i pazienti e le loro famiglie.

Oltre all’aiuto morale e all’educazione del paziente, il medico può prescrivere ansiolitici e, in alcuni casi, antidepressivi. Può indirizzare il paziente verso un consulente, uno psicologo, un assistente sociale o uno psichiatra; i pazienti e le loro famiglie dovrebbero inoltre ricordare che la comunità mette a loro disposizione risorse per aiutarli a convivere con la malattia. Alcuni pazienti si sentono sollevati semplicemente perché durante la terapia riescono a parlare della malattia e delle esperienze correlate con il medico, l’infermiere, la famiglia, gli amici o altre persone nella stessa condizione. I pazienti possono inoltre partecipare a gruppi di supporto o di appoggio per aumentare la propria consapevolezza riguardo al tumore e per aiutare altri pazienti costretti a convivere con la stessa malattia.

La diagnosi di tumore al polmone è una cosa seria, tuttavia i pazienti devono avere fiducia nei propri medici che li cureranno con una terapia efficace. Ricordiamo infine che i progressi scientifici in campo diagnostico e terapeutico daranno a sempre più pazienti una possibilità concreta di guarigione.

Prevenzione

Evitare i fattori di rischio e aumentare i fattori di protezione può aiutare a prevenire il cancro ai polmoni:

  • Non fumare o smettere di farlo: in una persona che ha smesso di fumare, la possibilità di prevenire il cancro dipende dal numero di anni in cui è stato un fumatore, dalla quantità di sigarette che ha fumato e dal periodo di tempo in cui ha smesso. Dopo che una persona ha smesso di fumare da 10 anni, il rischio di cancro ai polmoni si riduce del 30% -50%. L’aspetto importante è che non è mai troppo tardi per smettere e trarne vantaggio.
  • Minore esposizione ai fattori di rischio sul posto di lavoro: le leggi che tutelano i lavoratori dall’essere esposti a sostanze cancerogene, come l’amianto, l’arsenico, il nichel e il cromo, possono contribuire a ridurre il rischio. Le leggi che vietano di fumare nei luoghi di lavoro contribuiscono a ridurre ulteriormente il rischio causato dal fumo passivo.

Non è invece al momento chiaro se i seguenti fattori riducano il rischio di cancro ai polmoni:

  • Corretta alimentazione: alcuni studi dimostrano che le persone che mangiano grandi quantità di frutta o verdura hanno un minor rischio rispetto a quelle che ne mangiano in piccole quantità. Tuttavia, dato che i fumatori tendono ad avere una dieta meno sana rispetto ai non fumatori, è difficile sapere se la riduzione del rischio è dovuta al seguire una dieta sana o al non fumare.
  • Attività fisica: alcuni studi dimostrano che le persone che sono fisicamente attive hanno un minor rischio di cancro ai polmoni rispetto alle persone che non lo sono. Tuttavia, dato che i fumatori tendono ad avere diversi livelli di attività fisica rispetto ai non fumatori, è difficile capire se l’attività fisica influenzi direttamente il rischio di cancro ai polmoni.

Alimenti ed incidenza sullo sviluppo del cancro

Questa sezione è tratta dal capitolo 7.4 del WCRF-AICR Diet and Cancer Report, a cura del Dr. Parpaglioni.

Verdure non amidacee

Esistono molti studi a riguardo, ma una parte di questi non sono tarati sul fumo. Potrebbe esistere una correlazione di tipo dose-dipendente, è ragionevole dire quindi che è solo possibile che le verdure non amidacee proteggano dal cancro ai polmoni.

Frutta

La frutta porta con sé antiossidanti come vitamina C, carotenoidi, fenoli, flavonoidi e altri potenziali composti bioattivi. Gli studi sono numerosi e concordi ed esiste una risposta dose-dipendente. La frutta protegge dal cancro al polmone.

Alimenti contenenti carotenoidi

I carotenoidi sono i precursori della vitamina A e normalmente danno un colore giallo-arancio all’alimento che li contiene. Gli studi sono numerosi e concordi, c’è un chiaro effetto dose-dipendente: gli alimenti contenenti carotenoidi probabilmente proteggono dal cancro ai polmoni.

Alimenti contenenti selenio

Le fonti di selenio sono soprattutto di origine animale (frattaglie, latticini, uova, alcuni tipi di pesce) perché, nelle fonti vegetali, la discriminante la fa il terreno: se le coltivazioni sono su un terreno ricco di selenio, allora anche i prodotti lo saranno. Gli studi sono pochi e non concordi, è quindi ragionevole dire che è solo possibile che gli alimenti ricchi di selenio proteggano dal cancro ai polmoni.

Carni rosse

Gli studi sono pochi e non concordi, è ragionevole dire quindi che è solo possibile che la carne rossa sia una causa di cancro al polmone.

Carni lavorate

Non ci sono studi sufficienti per definire la carne lavorata una causa di cancro ai polmoni.

Grassi totali

I risultati sono contrastanti gli uni con gli altri, è ragionevole dire quindi che è solo possibile che il consumo di grassi sia una causa di cancro ai polmoni.

Burro

I risultati sono contrastanti gli uni con gli altri, è ragionevole dire quindi che è solo possibile che il consumo di burro sia una causa di cancro ai polmoni.

Contaminazioni di arsenico nell’acqua

Gli studi sono molti e concordi tra loro, esiste una relazione dose-dipendente e l’effetto è molto evidente. L’acqua contaminata con arsenico è una causa certa di cancro al polmone.

Supplementazioni di retinolo nei fumatori

Il retinolo è la vitamina A, deriva dal beta-carotene. Gli studi sono pochi e non concordi, è ragionevole quindi dire che è solo possibile che una dose massiccia di vitamina A data da supplementi causi cancro ai polmoni nei fumatori.

Supplementazioni di beta-carotene nei fumatori

Le evidenze sono molto forti e concordi tra loro, esiste un’interazione tra beta-carotene, genetica e fumo. Le supplementazioni di beta-carotene sono una causa certa di cancro ai polmoni nei fumatori.

Supplementazioni di selenio

Gli studi sono pochi, è quindi ragionevole dire che è solo possibile che la supplementazione di selenio protegga dal cancro al polmone.

Attività fisica

Gli studi mostrano una possibile protezione dell’attività fisica ma non si è ancora capito quale sia il meccanismo di tale protezione: il legame tra attività fisica, peso e cancro è difficile da interpretare. È quindi ragionevole dire che è solo possibile che l’attività fisica protegga dal cancro ai polmoni.

Grasso corporeo

Sebbene i dati dimostrino una relazione inversa, questa interpretazione potrebbe essere falsata dalla presenza del fumo o dalla perdita di peso causata dal cancro non diagnosticato. È quindi ragionevole dire che è solo possibile che la diminuzione di grasso corporeo sia una causa di cancro ai polmoni.

Altri alimenti

Per altri tipi di alimenti non è possibile stabilire una correlazione chiara tra questo tipo di tumori e il loro consumo.

Fonti e bibliografia

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Come si manifesta il tumore al polmone?

Purtroppo nelle prime fasi in genere non si manifesta alcun sintomo, mentre in fase più avanzata possono comparire tosse persistente, tosse con sangue, difficoltà respiratoria, stanchezza, perdita inspiegabile di peso, dolore al petto durante la respirazione. Gli stessi sintomi sono comuni a moltre altre patologie respiratorie, quindi è importante non saltare a conclusioni, ma rivolgersi con fiducia ad un medico per una diagnosi certa.

Quanto si vive con un tumore ai polmoni?

In Italia, complessivamente solo il 16 per cento dei pazienti con tumore del polmone è vivo a 5 anni dalla diagnosi. Fonte: AIRC

Dove metastatizza il tumore al polmone?

Il tumore al polmone è in grado di metastatizzare purtroppo quasi ovunque: fegato, cervello, surreni, ossa, reni, pancreas, milza e cute.

Quando preoccuparsi per un marker tumorale alto?

Il CEA, antigene carcinoembrionario, è un marcatore tumorale prodotto da alcune forme di tumore al polmone; è possibile verificarne la quantità circolante nel sangue ed un valore superiore al riferimento (in genere 3.0 ng/mL, 5.0 ng/mL nel caso dei fumatori) induce in genere alla necessità di ulteriori approfondimenti. Si noti che da solo non permette di formulare una diagnosi di tumore (se positivo), nè di escluderlo (se negativo).

Il dolore sotto la scapola destra/sinistra può essere sintomo di tumore?

Il dolore sotto la scapola sinistra può avere molte cause e non necessariamente è sintomo di tumore. Se il dolore persiste o è associato ad altri sintomi, è consigliabile consultare un medico.

È vero che smettere di fumare dopo tanti anni possa essere peggio?

No, non è mai troppo tardi per smettere di fumare e trarne benefici. Ogni tentativo di cessazione può portare a miglioramenti significativi per la salute.

La presenza di sangue nell'espettorato è sempre un segnale di allerta?

La presenza di sangue nell'espettorato deve sempre essere valutata da un medico, anche se in molti casi può derivare da condizioni meno gravi, come infiammazioni o infezioni. Tuttavia, è importante non sottovalutare il sintomo.

Quali esami sono utili per escludere malattie polmonari?

Gli esami standard per la valutazione delle malattie polmonari includono radiografie toraciche, tomografia computerizzata (TAC) e spirometria.

È normale avere tosse e catarro dopo aver smesso di fumare?

Dopo aver smesso di fumare è comune sperimentare tosse e catarro mentre i polmoni iniziano a guarire e ripulirsi dalle sostanze tossiche. Questo processo può durare anche molto a lungo. Se i sintomi non migliorano o si aggravano, è opportuno consultare un medico.
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