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Introduzione

Il mesotelio è una membrana sierosa che riveste diversi organi e strutture dell’organismo; le cellule mesoteliali sono il mattone base che lo costituisce.

A seconda della struttura che riveste, il mesotelio prende il nome di:

  • Pleura, che riveste polmoni e gabbia toracica.
  • Peritoneo, che riveste i visceri e la cavità addominale.
  • Pericardio, che riveste il cuore.
  • Tunica vaginale, che riveste il testicolo e lo scroto.
  • Perimetrio, origina dalla tonaca sierosa che riveste l’utero nelle donne.

La sua funzione principale è quella produrre un liquido sieroso che permette, alle strutture che riveste, una sorta di “movimento senza frizione” (pensiamo ai polmoni che si espandono all’interno della gabbia toracica).

Il mesotelioma è il tumore che nasce dalle cellule mesoteliali.

Le neoplasie del mesotelio si distinguono in due forme:

  • Benigne: tumori rari di piccole dimensioni, a lento accrescimento, scarsa capacità di infiltrazione e di diffusione a distanza;
  • Maligne: si parla propriamente di mesoteliomi, tumori molto aggressivi con alta capacità di invasione locale e a distanza.

Il mesotelioma si sviluppa nell’80% dei casi a livello della pleura, ed ha un’incidenza che è andata aumentando negli ultimi 30 anni per via dell’esposizione all’amianto avutasi qualche decennio fa (il tempo di latenza tra l’esposizione all’amianto e lo sviluppo di malattia varia tra 10 ai 40 anni).

Infografica del mesotelioma

iStock.com/VectorMine

È più frequente nel sesso maschile e si manifesta intorno ai 50-60 anni.

La causa principale dello sviluppo del mesotelioma è l’esposizione alle fibre di amianto, minerale utilizzato in passato in moltissimi campi (industria siderurgica e navale, costruzione delle autovetture, abitazioni, impianti di riscaldamento, …) per via delle sue eccellenti proprietà fisico-strutturali. Solo a distanza di molti anni si è comprovata la sua elevata cancerogenicità e sono state promulgate diverse leggi che ne vietano l’utilizzo.

L’esposizione professionale o ambientale all’amianto rappresenta perciò il fattore di rischio più importante, soprattutto quando associato al fumo di sigaretta.

I sintomi del mesotelioma sono piuttosto aspecifici nella fase iniziale e solo nella fase ormai conclamata della malattia si sviluppa un quadro clinico caratterizzato da:

Il trattamento attuale si avvale di un approccio multimodale che integra chirurgia, chemioterapia e immunoterapia di ultima generazione, migliorando significativamente la gestione della malattia rispetto al passato.

Cause e fattori di rischio

Il principale fattore di rischio per il mesotelioma è l’esposizione all’amianto e quindi colpisce generalmente soggetti che sono entrati in contatto con tale sostanza dopo esposizione ambientale e sul posto di lavoro.

L’amianto è un minerale caratterizzato da una struttura microscopica di tipo fibroso che risultava molto resistente al calore e utile in moltissimi campi: veniva utilizzato nella costruzione di navi, autovetture, impianti di riscaldamento, tubi e tute di protezione di vario genere.

L’amianto è pericoloso perché le sue fibre sono ultrasottili e quando inalate possono depositarsi a livello polmonare e danneggiare le cellule mesoteliali, danneggiandone il DNA e portando allo sviluppo del mesotelioma.

Particolare di asbesto

iStock.com/Tunatura

Inoltre a livello polmonare possono provocare anche patologie come l’asbestosi e diverse forme tumorali benigne come i tumori adenomatoidi e il mesotelioma cistico.

In Italia il mesotelioma rappresenta circa lo 0.3% di tutti i tumori diagnosticati, con maggiore frequenza nell’uomo rispetto alla donna soprattutto per la maggiore esposizione professionale.

Il rischio di sviluppare un mesotelioma è correlato sia al tempo di esposizione che alla quantità di amianto inalata nel corso degli anni.

Recenti studi inoltre hanno dimostrato come il fumo di sigaretta aumenti considerevolmente il rischio di sviluppare un mesotelioma nei soggetti esposti all’amianto rispetto ai non fumatori esposti.

Oltre all’esposizione all’amianto, le altre cause principali di sviluppo di mesotelioma sono:

  • esposizione a minerali simili all’amianto come l’erionite,
  • radiazioni a livello toracico e addominale,
  • infezione da virus SV40 (correlazione ancora in fase di studio),
  • iniezioni di diossido di Torio (usate in medicina sino al 1950),
  • mutazioni di alcuni geni come il BAP1.

Classificazione

A seconda del distretto corporeo interessato, si riconoscono:

  • Mesotelioma pleurico: nasce dalla pleura viscerale (che riveste il polmone) o dalla pleura parietale (che riveste la gabbia toracica); è la forma più frequente di mesotelioma con un’incidenza dell’80%.
  • Mesotelioma peritoneale: forma rara che origina dal peritoneo, membrana sierosa che riveste la parete e i visceri addominale.
  • Mesotelioma pericardico: forma ultra-rara che origina dalla membrana che riveste il cuore.
  • Mesotelioma vaginale: anch’esso molto raro e ad origine dalla cavità scrotale contenente i testicoli.

A livello istologico si riconoscono forme:

  • Epitelioide: nel 70% dei casi con cellule maligne che hanno un aspetto che ricorda le cellule epiteliali; questo istotipo è correlato ad una prognosi meno infausta.
  • Sarcomatoide: circa il 20% dei casi.
  • Mista: con aspetti sia epitolioidi che sarcomatoidi.

Sintomi

Il mesotelioma presenta una fase di crescita iniziale con quadro clinico subdolo e sintomatologia piuttosto sfumata, che rende la sua diagnosi precoce molto complessa e conseguente peggioramento della prognosi.

I sintomi sono perciò poco specifici e caratterizzati da:

  • dolore a livello
    • toracico,
    • dorsale,
    • addominale,
  • sintomi polmonari come dispnea (difficoltà respiratoria con sensazione di mancanza d’aria),
  • tosse secca, stizzosa, che non migliora con la routinaria terapia antibiotica ed antinfiammatoria,
  • versamento pleurico spesso recidivante (in gergo popolare “acqua nei polmoni”),
  • febbre,
  • nausea e vomito,
  • perdita dell’appetito e calo ponderale,
  • sensazione di malessere generale,
  • dolori articolari e muscolari.

Diagnosi

Il percorso diagnostico moderno per il mesotelioma si basa su un approccio multidisciplinare, essenziale per distinguere questa patologia da altre malattie polmonari o pleuriche più comuni. Data la lunga latenza della malattia, l’indagine parte sempre da una ricostruzione meticolosa dell’esposizione professionale o ambientale all’amianto.

Valutazione clinica e imaging

Il primo sospetto nasce spesso dal riscontro di un versamento pleurico persistente o di un ispessimento della pleura. Gli esami radiologici fondamentali includono:

  • Radiografia del torace: spesso il primo esame eseguito, utile per individuare versamenti o opacità sospette.
  • Tomografia Computerizzata (TC) con mezzo di contrasto: rappresenta lo standard per valutare l’estensione locale del tumore, l’ispessimento pleurico e il coinvolgimento dei linfonodi.
  • PET/TC: fondamentale per la stadiazione, permette di identificare aree con alta attività metabolica, distinguendo tra lesioni infiammatorie e neoplastiche, e individuando un’eventuale diffusione metastatica.
  • Risonanza Magnetica (RM): indicata in casi selezionati per valutare con precisione l’eventuale invasione del diaframma o della parete toracica.

La conferma istologica: il gold standard

La diagnosi definitiva non può prescindere dall’esame istologico. Mentre la toracentesi (il prelievo del liquido pleurico) può fornire indizi citologici, essa non è quasi mai sufficiente per una diagnosi certa. Il gold standard attuale è la VATS (Video-Assisted Thoracoscopic Surgery), una tecnica chirurgica mininvasiva che permette al chirurgo di visualizzare direttamente la pleura ed eseguire biopsie multiple su aree sospette. Questo esame consente non solo di confermare la diagnosi, ma anche di determinare l’istotipo (epitelioide, sarcomatoide o bifasico), dato cruciale per la scelta terapeutica.

Biomarcatori

Sebbene non esistano ancora test del sangue capaci di sostituire la biopsia, la ricerca si sta concentrando su biomarcatori come la mesotelina, che possono essere utili nel monitoraggio della risposta alle cure o nel follow-up di soggetti ad alto rischio precedentemente esposti all’amianto.

Trattamento e cura

Gli obiettivi del trattamento per il mesotelioma si sono evoluti significativamente negli ultimi anni. Sebbene la guarigione completa resti difficile, le nuove strategie puntano a massimizzare la sopravvivenza e garantire un’ottima qualità di vita. La scelta terapeutica è oggi “personalizzata” in base all’istotipo del tumore, allo stadio clinico e alle condizioni generali del paziente.

Immunoterapia: la nuova frontiera

L’introduzione dell’immunoterapia ha rivoluzionato lo scenario terapeutico, diventando in molti casi la prima linea di trattamento per i pazienti non candidabili alla chirurgia. L’associazione di due anticorpi monoclonali (Nivolumab e Ipilimumab) ha dimostrato di poter “sbloccare” il sistema immunitario del paziente, permettendogli di riconoscere e attaccare le cellule tumorali in modo più efficace rispetto alla sola chemioterapia, specialmente nelle forme istologiche più aggressive.

Chemioterapia e terapie integrate

La chemioterapia tradizionale rimane un pilastro fondamentale, spesso basata sulla combinazione di platino (cisplatino o carboplatino) e pemetrexed. Può essere utilizzata:

  • Come trattamento principale per ridurre la massa tumorale.
  • In ambito neoadiuvante (prima della chirurgia) per facilitare l’intervento.
  • In ambito adiuvante (dopo la chirurgia) per eliminare eventuali cellule residue.

Un’innovazione approvata in contesti specifici è l’uso dei Tumor Treating Fields (TTF), dispositivi portatili che emettono campi elettrici a bassa frequenza capaci di interferire con la divisione delle cellule tumorali, spesso utilizzati in combinazione con la chemioterapia.

Chirurgia e approccio multimodale

La chirurgia è riservata a casi selezionati di malattia in stadio iniziale. L’orientamento attuale privilegia interventi “conservativi” come la pleurectomia/decorticazione (P/D), volta a rimuovere tutto il tumore visibile risparmiando il polmone sottostante, riducendo così i rischi operatori e preservando la funzione respiratoria. La radioterapia viene spesso impiegata come completamento dopo l’intervento o con finalità palliativa per ridurre il dolore localizzato.

Terapie palliative e gestione dei sintomi

Poiché il versamento pleurico è uno dei sintomi più invalidanti, sono disponibili opzioni per gestirlo a lungo termine:

  • Pleurodesi: procedura che “sigilla” lo spazio tra le pleure per impedire l’accumulo di liquido.
  • Cateteri pleurici a permanenza: piccoli tubicini posizionati sottocute che permettono al paziente o ai familiari di drenare il liquido a casa, evitando frequenti ricoveri ospedalieri.

Stile di vita e supporto

Lo stile di vita gioca un ruolo di supporto clinico non trascurabile. L’immediata cessazione del fumo è tassativa, poiché il tabagismo accelera il declino della funzione respiratoria e riduce l’efficacia delle terapie oncologiche. Una dieta ad alto apporto proteico-calorico, supervisionata da un nutrizionista oncologico, aiuta a contrastare il calo ponderale e la stanchezza (fatigue) tipica della malattia. Infine, un’attività fisica leggera e costante, compatibilmente con le riserve respiratorie, è raccomandata per mantenere il tono muscolare e migliorare il benessere psicofisico.

Fonti e bibliografia

  • Malattie dell’apparato respiratorio II edizione. E. Gramiccioni, M. Loizzi, M.P. Foschino Barbaro, O. Resta, F. Sollitto. (Edizioni Minerva Medica Torino).
  • AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) – Linee Guida Mesotelioma Pleurico.
  • MedScape – Malignant Mesothelioma

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