Tumore al colon-retto: sintomi, dolore, cura

Ultima modifica

Introduzione

Il colon è il tratto terminale dell’apparato digerente; non riveste un ruolo di primo piano in termini di assorbimento dei nutrienti, che avviene principalmente nei tratti precedenti, ma si occupa invece di:

  • assorbire acqua e formare così le feci che verranno poi espulse,
  • sintetizzare grazie alla flora batterica presente alcune vitamine liposolubili essenziali.

SI congiunge direttamente al retto, dove avviene l’espulsione delle feci (attraverso l’ano).

Il colon e il retto fanno parte dell’intestino crasso; il cancro al colon-retto è un tumore che si verifica nel rivestimento dell’intestino crasso, è comune sia negli uomini che nelle donne ed il rischio di svilupparlo aumenta in particolar modo dopo i 50 anni.

Si dimostra particolarmente frequente nei soggetti in soggetti

  • con polipi rettali,
  • che presentino famigliarità per questo forma di cancro,
  • colpiti da malattie infiammatorie intestinali come colite ulcerosa o il morbo di Crohn,
  • che seguono una dieta ricca di grassi,
  • con l’abitudine al fumo.

I principali sintomi del cancro del colon-retto includono:

  • diarrea o stitichezza,
  • sensazione che l’intestino non si sia svuotato completamente dopo aver evacuato,
  • sangue (rosso vivo o molto scuro) nelle feci,
  • feci più strette del normale,
  • dolori o crampi frequenti dovuti alla presenza di gas,
  • sensazione di sazietà precoce o di gonfiore,
  • perdita di peso senza apparente motivo,
  • affaticamento,
  • nausea o vomito.

A volte il primo segno suggestivo è un esame del sangue che mostra un basso numero di globuli rossi (anemia), anche se ovviamente si tratta di un esito che può avere molte altre spiegazioni più probabili.

Gli approcci terapeutici prevedono essenzialmente

  • chirurgia (soprattutto in caso di diagnosi precoce),
  • chemioterapia,
  • radioterapia

o una loro combinazione.

Intestino e colon

Il colon occupa l’ultimo tratto dell’intestino; il cibo che viene deglutito passa prima attraverso l’esofago, tubo cilindrico che collega la bocca allo stomaco, successivamente raggiunge lo stomaco dove viene digerito. A questo punto il materiale procede al piccolo intestino, dove le sostanze nutritive vengono digerite e parzialmente assorbite. Le fibre e il cibo digerito infine raggiungono il colon, dove vengono assorbite le restanti sostanze nutritive e vengono formate le feci.

Le feci vengono poi spinte verso l’ultima parte del colon, il sigma e il retto, prima di essere espulse.

Il tessuto linfatico e i linfonodi drenano il fluido in eccesso nel flusso sanguigno, i linfonodi aiutano poi a combattere le infezioni del colon e il cancro prima che possano estendersi al resto del corpo.

Il colon è formato da varie parti:

  • colon ascendente,
  • colon trasverso,
  • colon discendente,
  • colon sigmoideo (sigma),
  • retto e ano (l’ultima parte del tratto digerente).
Intestino crasso e dettaglio del colon

iStock.com/ttsz

Cause

Il corpo si compone di cellule molto piccole, che crescono e muoiono in modo programmato e regolare. Alcune volte le cellule si scindono e crescono senza controllo, causando uno sviluppo anomalo chiamato tumore. Se il tumore non invade i tessuti adiacenti e circostanti viene chiamato tumore benigno o non-canceroso. I tumori benigni non sono quasi mai pericolosi per la vita.

I tumori, e così anche il cancro al colon, in genere nascono da una crescita incontrollata di cellule normali, che in questo caso specifico prende il nome di polipo. Le cellule di un polipo possono continuare a crescere fuori controllo e, se non monitorate, possono diventare cancerose. Quanto prima i polipi vengono scoperti ed eliminati, maggiori saranno le possibilità di evitare o curare il cancro.

Ricostruzione grafica dei polipi del colon.

Polipi intestinali nel colon (iStock.com/tussik13)

Se un tumore invade e distrugge le cellule vicine viene chiamato tumore maligno (o cancro) e le cellule cancerose possono diffondersi a diverse parti del corpo attraverso i vasi sanguigni e i canali linfatici.

I trattamenti sono quindi studiati per uccidere o controllare le cellule cancerose che si sviluppano in maniera anomala.

Ai tumori vengono dati nomi differenti in base alla parte del corpo in cui si formano: il cancro che comincia nel colon verrà sempre chiamato cancro al colon, anche se poi dovesse diffondersi ad altre parti del corpo.

Benché i medici possano individuare dove il cancro si sia formato, la causa non può essere invece identificata: il tumore al colon mostra una certa famigliarità, per cui chi ha dei parenti stretti che hanno sviluppato questa patologia dovrebbe essere regolarmente visitato per rilevare ogni possibile indizio precoce.

Le cellule contengono materiali ereditari o genetici, chiamati cromosomi. Questo materiale genetico controlla lo sviluppo delle cellule: il cancro si sviluppa sempre da cambiamenti che si manifestano nei cromosomi, quando il materiale genetico in una cellula diventa anormale può perdere la capacità di controllare lo sviluppo della cellula stessa. Improvvisi cambiamenti nel materiale genetico possono presentarsi per svariate ragioni e questa tendenza potrebbe essere ereditata. I cambiamenti nei materiali genetici potrebbero inoltre presentarsi a causa di fattori esterni, come un’esposizione ad infezioni, droghe, tabacco, sostanze chimiche o altro.

Fattori di rischio

Nessuno conosce le esatte cause alla base della comparsa del tumore del colon-retto ed i medici raramente capiscono perché una persona possa essere affetta da questa malattia e un’altra no. Tuttavia è certo che il tumore non sia contagioso, cioè nessuno può contrarre questa malattia da un’altra persona, mentre può esistere una qualche forma di famigliarità.

La ricerca ha dimostrato che le persone con determinati fattori di rischio hanno più probabilità rispetto ad altre di sviluppare la malattia.

Età

In più del 90% delle persone affette, questa malattia è diagnosticata dopo i 60 anni di età, benché sia possibile la comparsa anche in giovane età si tratta di casi sicuramente molto più rari.

Polipi intestinali

I polipi sono escrescenze che si formano sulla parete interna del colon o del retto e sono comuni nelle persone con età superiore ai 50 anni.

La maggior parte dei polipi sono benigni (non cancro), ma alcuni polipi (adenomi) possono trasformarsi in cancro. L’individuazione e la rimozione di polipi può ridurre il rischio di tumore.

Famigliarità ed alterazioni genetiche

I parenti stretti (genitori, fratelli, sorelle o figli) di una persona affetta da tumore al colon-retto hanno maggiore probabilità di sviluppare la malattia, soprattutto se il parente ha contratto il cancro in giovane età. Se più di un parente stretto ha una storia di tumore, il rischio è ancora maggiore.

Mutazioni in determinati geni aumentano il rischio di cancro.

Il tumore al colon ereditario non poliposico (HNPCC) è la tipologia più comune fra quelli genetici e rappresenta e rappresenta circa il 2 per cento di tutti i casi. E’ causato dalle mutazioni nel gene HNPCC. La maggior parte delle persone con un gene HNPCC alterato sviluppa la malattia e l’età media alla diagnosi di cancro scende a 44 anni.

La poliposi adenomatosa familiare (FAP) è una rara condizione ereditaria in cui centinaia di polipi si formano nel colon e nel retto. E’ causata da una mutazione di un gene specifico chiamato APC. Se la FAP non viene trattata, di solito provoca la formazione di cancro all’età di 40 anni. La FAP rappresenta meno dell’1 per cento di tutti i casi di cancro colorettale.

I familiari delle persone affette da HNPCC o FAP possono essere sottoposte a test genetici per verificare le mutazioni genetiche specifiche. Per coloro che presentano mutazioni genetiche, gli operatori sanitari possono suggerire delle modalità per cercare di ridurre il rischio, o per migliorare la prognosi di questa malattia. Per gli adulti affetti da FAP, il medico può raccomandare un intervento chirurgico per rimuovere il colon-retto totalmente o in parte.

Storia personale

Una persona che abbia già avuto questo tumore in passato, può svilupparlo una seconda volta. Inoltre, le donne con una storia di cancro all’ovaio, all’utero (endometrio), o al seno hanno un rischio leggermente più elevato di sviluppare il cancro al colon.

Malattie infiammatorie intestinali

Una persona che abbia sofferto di una qualche forma d’infiammazione al colon (come la colite ulcerosa o il morbo di Crohn) presenta un maggiore rischio di sviluppare il cancro per molti anni successivi.

Dieta

  • Cibi contenenti fibre: Gli studi sono molti e tutti concordi, esiste anche un meccanismo dose-dipendente. Le fibre aiutano il transito intestinale, così eventuali scorie tossiche sono meno a contatto con la mucosa. Anche la fermentazione batterica può ricoprire un ruolo importante. Probabilmente gli alimenti ricchi di fibra proteggono dal cancro al colon-retto.
  • Verdure non amidacee: Esistono moltissimi studi, ma non c’è un giudizio unanime. È ragionevole dire quindi che è solo possibile che le verdure non amidacee proteggano da cancro al colon-retto.
  • Aglio: Gli studi, sebbene non abbondanti e per la maggior parte provenienti da studi caso-controllo (studi non ampi in cui si confrontano i risultati ottenuti su un gruppo di persone con un trattamento con quelli ottenuti su un altro gruppo di persone a cui è stato dato del placebo), sono coerenti tra loro. Probabilmente l’aglio protegge dal cancro al colon-retto.
  • Frutta: La frutta è ricca di vitamina C e di altri antiossidanti, come carotenoidi, flavonoidi, fenoli, e questo potrebbe essere un motivo di protezione. Gli studi sono molti ma non sono tutti concordi, è quindi ragionevole dire che è solo possibile che la frutta protegga dal cancro al colon-retto.
  • Alimenti contenenti folatiI folati sono importanti per la salute del DNA, sono infatti implicati nella riparazione di eventuali danni, nella sintesi e nella sua metilazione. Una metilazione eccessiva del DNA è stata collegata a un aumento di rischio di cancro. Gli studi sono molti e c’è una possibile risposta dose-dipendente ma, stranamente, i risultati non sono concordi. Probabilmente, dato che gli alimenti ricchi di folati sono vegetali, è possibile che le fibre contribuiscano a rendere confusi i dati. È ragionevole dire quindi che è solo possibile che gli alimenti ricchi di folati proteggano dal cancro al colon-retto.
  • Alimenti contenenti selenio: La mancanza di selenio porta a un deficit di alcune importanti proteine, chiamate appunto selenoproteine, con funzioni antinfiammatorie e antiossidanti. Gli studi sono molti ma con un campione ristretto. È ragionevole dire quindi che è solo possibile che gli alimenti contenenti selenio proteggano dal cancro al colon-retto.
  • Carne rossa: Gli studi sono molti e ampi, si è evidenziata anche una risposta dose-dipendente. La carne rossa è una causa di cancro al colon-retto.
  • Carne lavorata: C’è una grande quantità di dati a riguardo, e si è riscontrato anche un meccanismo dose-dipendente. La carne lavorata è una causa di cancro al colon-retto.
  • Pesce: Il pesce potrebbe essere considerato protettivo contro il cancro dato il suo contenuto di acidi grassi polinsaturi, in effetti nei lavori su animali si è visto che l’olio di pesce riduce i tumori sulle cavie. Il numero di studi sugli esseri umani è alto, ma anche a causa di alcuni dati confondenti (ad esempio il consumo di carne) i risultati sono contrastanti. È ragionevole dire che è quindi solo possibile che le pesce protegga contro il cancro al colon-retto.
  • Alimenti contenenti vitamina D: La vitamina D è contenuta nel pesce, nel latte, nei latticini e in molte altre fonti alimentari. Gli studi sulla vitamina D danno risultati non concordi. È ragionevole dire che è solo possibile che il contenuto di vitamina D dei cibi o il giusto livello di vitamina D nel sangue sia protettivo contro il cancro al colon-retto.
  • Alimenti contenenti ferro: Il ferro potrebbe essere una causa di cancro al colon-retto perché può formare molecole ossidanti. Un aumento troppo elevato di ferro potrebbe portare a un aumento di infiammazione e di attivazione di alcuni fattori di trascrizione. Gli studi però sono pochi e di scarsa qualità. È ragionevole quindi dire che è solo possibile che i cibi contenenti ferro siano una causa di cancro al colon-retto.
  • Latte: Gli studi sono molti e per la maggior parte concordi, è probabile che il latte protegga dallo sviluppo di cancro al colon-retto.
  • Formaggio: Gli studi sono pochi e non concordanti. È ragionevole dire quindi che è solo possibile che i formaggi siano causa di cancro al colon-retto.
  • Alimenti contenenti grassi animali: Gli studi sono pochi e non sempre concordi, è ragionevole dire quindi che è solo possibile che gli alimenti ricchi di grassi animali causino cancro al colon-retto.
  • Alimenti contenenti zuccheri: Gli studi sono pochi e non concordi tra loro. È ragionevole quindi dire che è solo possibile che gli alimenti ricchi di zuccheri siano una causa di cancro al colon-retto.
  • Bevande alcoliche: La letteratura è ampia e generalmente concorde, sembra che ci sia una risposta dose-dipendente. Consumare 30 g al giorno di etanolo da bibite alcoliche è una causa di cancro al colon-retto certa negli uomini e probabile nelle donne.
  • Calcio: Gli studi sono tendenzialmente concordi e c’è la possibilità di una risposta dose-dipendente. Il calcio probabilmente protegge dal cancro al colon-retto.

Fumo

Una persona che fuma sigarette è associata a un maggior rischio di sviluppare i polipi e il cancro colon-rettale.

Obesità

L’obesità è legata a un maggior rischio di sviluppo della malattia e di morte per questa causa; in particolare:

  • Grasso corporeo: C’è una letteratura molto ampia e concorde con una chiara risposta dose-dipendente. L’aumento di grasso corporeo è una causa certa di cancro al colon-retto.
  • Grasso addominale: C’è una letteratura molto ampia e concorde con una chiara risposta dose-dipendente. L’aumento di grasso addominale è una causa certa di cancro al colon-retto.

Attività fisica

Gli studi sono molti e mostrano come all’aumento dell’attività fisica si abbassi il rischio di cancro al colon-retto. Probabilmente c’è una piccola differenza tra uomini e donne e tra cancro al retto e cancro al colon, ma non sembra particolarmente rilevante.

Altezza raggiunta da adulti

Nonostante non siano chiari i meccanismi, gli studi sono numerosi e concordi: l’altezza o i fattori che hanno permesso alle persone di aumentarla sono una causa di cancro al colon-retto.

Sintomi

Il miglior modo per trattare il cancro al colon è una diagnosi precoce, possibilmente anche prima che possa causare qualche sintomo, e poiché questo è in grado di aumentare le probabilità di guarigione, gli esami di screening rivestono un’importanza fondamentale.

Purtroppo spesso non ci sono sintomi apparenti, se non nelle fasi più avanzate; quando presenti, i sintomi caratteristici del tumore al colon sono:

Quanto un esame al colon debba essere approfondito e frequente dipende dai seguenti fattori:

  • età,
  • storia familiare,
  • propria storia medica.

Nei pazienti con malattie al colon o che hanno familiari con simili problemi, gli esami del colon dovrebbero essere fatti più spesso. Se non viene scoperto durante gli esami, il cancro al colon può mostrarsi in vari modi, in base tra l’altro a fattori quali

  • la sede del tumore,
  • la sua estensione
  • e la presenza o assenza di ostruzioni o emorragie;

proprio per questi motivi i sintomi del cancro sono spesso simili a quelle di molti altri problemi addominali o intestinali (stanchezza, mancanza di appetito, anemia, perdita di peso). Ricordiamo poi:

  • I vasi sanguigni del tumore sono di solito più fragili e tendono a sanguinare più facilmente rispetto ai normali vasi sanguigni; per questo si possono verificare emorragie più o meno estese nel colon. Il sangue può poi mescolarsi con le feci. A seconda di quanto il cancro sia lontano dal retto, il sangue nelle feci può essere sia di un rosso acceso oppure può scolorire le feci, dando loro un colore marrone scuro o nero carbone. Il sangue nelle feci non indica necessariamente la presenza di un tumore, perché anche altre condizioni come l’ulcera, le emorroidi e le malattie infiammatorie intestinali possono causare perdite di sangue.
  • Proprio a causa di questa tendenza al sanguinamento il soggetti, magari ancora privo di altri sintomi, sviluppa uno stato di anemia (emoglobina bassa).
  • Cambiamenti nelle abitudini intestinali, come la diarrea o la stitichezza, possono altresì essere causati dal cancro al colon.
  • Se la massa tumorale diventa molto grande, può causare un blocco intestinale. Il paziente avvertirà un dolore molto intenso nell’area addominale, con nausea, vomito e l’incapacità di emettere peti o di defecare. Questo quadro rappresenta un’emergenza medica e chirurgica.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per il tumore del colon-retto si è evoluto significativamente, puntando oggi su una combinazione di screening precoce e tecniche di tipizzazione molecolare avanzata. La diagnosi inizia spesso in assenza di sintomi evidenti grazie ai programmi di prevenzione o in presenza di segnali clinici sospetti.

Screening e test di primo livello

Il primo passo, specialmente nei programmi di screening nazionali, è la ricerca del **sangue occulto nelle feci (FIT – Fecal Immunochemical Test)**. Questo test, molto semplice e non invasivo, è in grado di rilevare tracce microscopiche di sangue non visibili a occhio nudo, che possono essere prodotte da un tumore o da un polipo. Se l’esito è positivo, non significa necessariamente che sia presente un cancro, ma è fondamentale procedere ad approfondimenti.

Colonscopia: lo standard di riferimento

La colonscopia rimane l’esame fondamentale per la diagnosi. Grazie a una sonda flessibile dotata di telecamera, il medico può ispezionare l’intero colon e il retto. Questo esame ha un duplice valore:

  • **Diagnostico**: permette di visualizzare direttamente la massa tumorale o i polipi.
  • **Terapeutico e preventivo**: consente di eseguire biopsie (prelievo di piccoli frammenti di tessuto) o di rimuovere direttamente i polipi sospetti prima che evolvano in cancro.

In casi selezionati, o quando la colonscopia tradizionale non è eseguibile, si può ricorrere alla **colonscopia virtuale (TC-colonografia)**, un esame radiologico che ricostruisce tridimensionalmente l’intestino tramite TAC.

Disegno della rimozione di un polipo con il colonscopio

Disegno della rimozione di un polipo con il colonscopio (iStock.com/Lin Shao-hua)

Stadiazione e approfondimenti strumentali

Una volta confermata la presenza di un tumore tramite biopsia, è essenziale definire l’estensione della malattia (stadiazione) per pianificare la cura migliore. Gli esami principali includono:

  • **TAC torace-addome-bacino**: con mezzo di contrasto, per verificare se il tumore si è diffuso ad altri organi o ai linfonodi.
  • **Risonanza Magnetica (RM)**: fondamentale soprattutto per il tumore del retto, per valutare con estrema precisione l’estensione locale della massa.
  • **Marcatori tumorali (CEA)**: esami del sangue che possono aiutare nel monitoraggio della malattia, sebbene non siano usati per la diagnosi iniziale poiché non sempre specifici.

Diagnostica molecolare

Oggi la diagnosi include sempre la caratterizzazione genetica del tumore. Analizzando il DNA delle cellule tumorali, i medici ricercano specifiche mutazioni (come quelle dei geni KRAS, NRAS, BRAF e lo stato di instabilità microsatellitare – MSI). Queste informazioni sono cruciali per la medicina di precisione, poiché indicano se il paziente risponderà a determinati farmaci biologici o all’immunoterapia.

Cura e terapia

Il trattamento del tumore al colon-retto è oggi personalizzato e basato su un approccio multidisciplinare: un team di esperti (chirurghi, oncologi, radioterapisti e radiologi) collabora per definire la strategia più efficace. L’obiettivo primario è la rimozione completa della malattia, la prevenzione delle recidive e il mantenimento della migliore qualità di vita possibile.

Le principali opzioni terapeutiche includono:

  • Chirurgia oncologica
  • Chemioterapia (neoadiuvante o adiuvante)
  • Terapie a bersaglio molecolare (farmaci biologici)
  • Immunoterapia
  • Radioterapia (principalmente per il retto)

Chirurgia

La chirurgia è il pilastro del trattamento, specialmente per i tumori in stadio iniziale. L’intervento consiste nella rimozione del tratto di intestino colpito e dei linfonodi circostanti.

  • **Tecniche mininvasive**: Attualmente si prediligono la laparoscopia e la chirurgia robotica, che permettono incisioni molto piccole, riducendo il dolore post-operatorio e accelerando i tempi di recupero.
  • **Anastomosi e Stomia**: Dopo la rimozione del tumore, i tratti di intestino sani vengono solitamente ricongiunti (anastomosi). In alcuni casi, per permettere all’intestino di guarire, può essere necessaria una colostomia temporanea. Solo in situazioni specifiche (soprattutto nel cancro del retto molto basso) la stomia può diventare definitiva.

Terapie sistemiche: chemioterapia e farmaci biologici

La terapia farmacologica mira a distruggere le cellule tumorali circolanti o a ridurre le dimensioni della massa prima dell’intervento.

  • **Chemioterapia**: Può essere somministrata dopo l’intervento (adiuvante) per eliminare eventuali cellule residue e ridurre il rischio che compaiano metastasi, o prima (neoadiuvante) per rimpicciolire il tumore.
  • **Terapie mirate (Targeted Therapy)**: Sono farmaci che colpiscono specifici meccanismi di crescita delle cellule tumorali (come gli anti-VEGF o gli anti-EGFR). La scelta dipende dal profilo genetico ottenuto durante la fase di diagnosi.
  • **Immunoterapia**: Rappresenta una frontiera innovativa, indicata per i pazienti con specifiche caratteristiche molecolari (instabilità microsatellitare – MSI-H). Questi farmaci “istruiscono” il sistema immunitario del paziente a riconoscere e attaccare il tumore.

Radioterapia

La radioterapia utilizza radiazioni ad alta energia per distruggere le cellule cancerose. È impiegata quasi esclusivamente nel tumore del retto, spesso in combinazione con la chemioterapia prima della chirurgia, per facilitare l’asportazione della massa e preservare la funzionalità degli sfinteri.

Gestione del follow-up e stile di vita

Dopo la fase attiva delle cure, il paziente entra in un programma di sorveglianza periodica che include visite cliniche, esami del sangue e indagini radiologiche. Lo stile di vita gioca un ruolo determinante nel processo di guarigione e nella prevenzione delle recidive:

  • **Alimentazione**: Si raccomanda una dieta ricca di fibre (frutta, verdura, legumi e cereali integrali) e povera di carni rosse e processate.
  • **Attività fisica**: Mantenersi attivi, anche con semplici camminate quotidiane, riduce significativamente il rischio di recidiva e migliora la tolleranza alle terapie.
  • **Controllo del peso**: Evitare il sovrappeso è fondamentale, poiché il tessuto adiposo in eccesso può favorire uno stato infiammatorio che stimola la crescita cellulare anomala.

Prevenzione

Metà dei casi di cancro del colon potrebbero essere evitati adottando sei semplici suggerimenti noti per ridurre il rischio; la ricerca suggerisce che ogni anno il 50% dei cancri del colon-retto si possa prevenire attraverso

Vediamo i 6 consigli nel dettaglio:

  1. Dimagrire e poi mantenere un peso sano, così da limitare in particolare la presenza di grasso sulla pancia, che è stato collegato a un maggior rischio di cancro del colon (e numerose altre patologie), a prescindere dal peso corporeo.
  2. Praticare attività fisica moderata (dai lavori di casa alla corsa) con regolarità.
  3. Mangiare molti alimenti ricchi di fibre. Per ogni 10 g di fibre (un po’ meno di una tazza di fagioli) nella dieta giornaliera, il rischio di cancro del colon si riduce del 10%. Si consiglia di assumere almeno 30 g di fibra al giorno.
  4. Ridurre il consumo di carne rossa ed evitare carni conservate, come hot-dog, bacon, salsicce e piatti pre-confezionati. Grammo dopo grammo, le carni conservate aumentano il rischio di cancro del colon due volte più della carne rossa.
  5. Evitare alcolici o limitarne il consumo a non più di due bevande al giorno per gli uomini, una per le donne.
  6. Consumare regolarmente aglio. Ci sono prove che una dieta ricca di aglio riduca il rischio di cancro del colon.

Parlando di prevenzione non si può non sottolineare l’importanza degli screening, ossia di esami suggeriti a tappeto su tutta la popolazione considerata a rischio ma che, per definizione, non mostra alcun sintomo né segno clinico di malattia; obiettivo dello screening è individuare il cancro prima che diventi sintomatico, quando è più facile da trattare e la speranza di sopravvivenza è maggiore.

La società americana di oncologia raccomanda che si inizi lo screening del cancro del colon nei soggetti di 50 o più anni, anche se in realtà modi e tempi non trovano ancora piena unanimità nella comunità scientifica; una recente pubblicazione di linee guida per la prima volta suggerisce che non sia solo l’età a determinare la necessità di ricorrere ad una procedura più o meno invasiva di screening, basandosi anche su:

  • sesso,
  • etnia,
  • livello di attività fisica praticata,
  • bmi (per valutare un eventuale sovrappeso),
  • abitudine al fumo,
  • famigliarità ed altri fattori di rischio medici.

Gli interventi suggeriti, in ordine di invasività, sono i seguenti:

  • ricerca di sangue occulto ogni due anni,
  • ricerca di sangue occulto ogni anno,
  • sigmoidoscopia (endoscopia della sola parte terminale dell’intestino),
  • colonscopia.

Da un punto di vista generale gli autori suggeriscono che, quando il rischio è inferiore al 3% sui successivi 15 anni, non vale la pena procedere all’esame.

Aspirina

Assumere aspirina a basse dosi ogni giorno per almeno 5 anni riduce il rischio di sviluppo e di morte per tumore al colon, ma i possibili danni dovuti all’aspirina includono un rischio di sanguinamento dello stomaco, dell’intestino, o del cervello più alto della norma.

Si tratta di una strategia da valutare in base alla presenza di specifici fattori di rischio.

Terapia ormonale sostitutiva combinata

Gli studi hanno dimostrato che la terapia ormonale sostitutiva combinata (TOS) per la menopausa che include sia estrogeno che progesterone, riduce il rischio di cancro invasivo nelle donne in post-menopausa, tuttavia non riduce il rischio di morte.

I possibili danni della terapia ormonale sostitutiva includono un maggiore rischio di sviluppare:

  • tumore al seno,
  • malattie cardiache,
  • formazione di trombi.

Rimozione di polipi

La maggior parte dei polipi intestinali sono adenomi che possono trasformarsi in tumore. La rimozione di quelli più grandi di 1 centimetro (cm) può ridurre il rischio. Non è noto se la rimozione di polipi più piccoli sia ugualmente efficace.

I possibili danni di rimozione dei polipi durante la colonscopia o sigmoidoscopia includono una lacerazione della parete del colon e il sanguinamento.

Caffè

Più che altro a titolo di curiosità segnalo che una recente metanalisi (un’analisi comparativa degli studi presenti in letteratura) cinese pubblicata su Oncotarget suggerisce che il consumo regolare di caffè, quantificato in almeno 4 tazze al giorno (presumibilmente riferite alle tazze all’americana) ridurrebbe del 7% del rischio di ammalarsi di cancro del colon.

Secondo gli autori questa è quindi un’ulteriore conferma del fatto che il caffè dovrebbe essere incluso tra le bevande considerate utili per la salute, più che una vera e propria arma di difesa.

Diffusione e sopravvivenza

Nel mondo occidentale questo tumore è il primo cancro maligno per diffusione e mortalità, rispettivamente

Decisamente poco diffuso sotto i 40 anni, la percentuale di soggetti colpiti aumenta gradatamente con l’età fino a raggiungere il picco verso gli 80 anni, indipendentemente dal sesso.

In base a statistiche americane (anni 2010-16) la sopravvivenza media a cinque anni è del 64.6%.

Negli ultimi anni si è assistito generalmente a una progressiva diminuzione della mortalità.

Fonti e bibliografia

Sezione alimentazione tratta dal capitolo 7.9 del WCRF-AICR Diet and Cancer Report,

a cura del Dott. Giuliano Parpaglioni
Biologo nutrizionista,
Master internazionale di II livello in nutrizione e dietetica
http://www.nutrizionistabrescia.com

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Quali sono i sintomi del tumore al colon?

Nella maggior parte dei casi in fase iniziale non sono purtroppo presenti sintomi, solo in cinque pazienti su 100 è possibile rilevare precocemente la presenza di sangue occulto nelle feci. In fase più avanzata possono comparire stanchezza, riduzione dell'appetito, anemia, perdita inspiegabile di peso, alternanza di stitichezza e diarrea. Fonte: https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-colon-retto

Come riconoscere il sangue nelle feci?

Quando presente in modo massivo è possibile osservare ad occhio nudo la presenza di sangue vivo o di colore nero, a seconda del tratto in cui avviene il sanguinamento. Molto più spesso si tratta invece del cosiddetto sangue occulto, visibile cioè solo all'analisi al microscopio.

Dove si trova il colon?

Il colon è la parte terminale intestino, che si collega nel suo tratto terminale al retto e all'ano. Si trova nella parte bassa dell'addome (pancia).

In quanto tempo si sviluppa un tumore al colon?

Si stima che possano passare indicativamente fino a 10 anni e più.

Dolore al gluteo: può essere segno di tumore al colon?

Sebbene raro, è possibile che il dolore al gluteo possa essere conseguenza della presenza di un tumore al colon, ad esempio a causa della diffusione di metastasi. Per approfondire:Dolore al gluteo: è un tumore?

Ho paura di avere un tumore al colon...

È naturale avere preoccupazioni riguardo alla salute. Se hai sintomi che ti preoccupano, è importante parlarne con un medico che può valutare la situazione e, se necessario, consigliare esami appropriati.

Il tumore al colon causa mal di schiena?

Il tumore al colon può causare dolore, ma il mal di schiena non è un sintomo tipico.

Si guarisce dal tumore al colon?

La prognosi per il tumore al colon dipende dallo stadio della malattia, dalla salute generale del paziente e dalla tempestività del trattamento. Molti pazienti possono guarire, soprattutto se diagnosticati precocemente.

Quali sono le cause di sangue nelle feci?

Il sangue nelle feci può derivare da diverse cause, tra cui emorroidi infiammate, ragadi anali, infiammazioni intestinali, infezioni gastrointestinali o, in rari casi, tumori del colon. È fondamentale consultare un medico per una valutazione adeguata e, se necessario, procedere agli esami diagnostici prescritti.

Quando è necessario effettuare una colonscopia?

Una colonscopia è consigliata se si presentano sintomi persistenti come sangue nelle feci, dolori addominali gravi, cambiamenti nelle abitudini intestinali, o in presenza di familiarità per tumori del colon. Il medico valuterà l'opportunità di questo esame in base alla situazione clinica.

Cosa fare se i sintomi del colon irritabile persistono?

Se i sintomi del colon irritabile persistono nonostante cambiamenti nella dieta e nell'assunzione di farmaci, è consigliabile ricontattare il medico per una rivalutazione. Potrebbero essere necessari ulteriori accertamenti o una modifica del piano di trattamento.

Quali segnali indicano che potrebbe esserci un problema serio, come un tumore al colon?

Segnali preoccupanti possono includere cambiamenti persistenti nelle abitudini intestinali, dolore addominale intenso che non si allevia, feci nere o sanguinolente, perdita di peso inspiegabile e sintomi di anemia. In questi casi un consulto medico è essenziale per approfondire la situazione.
Articoli Correlati
Articoli in evidenza