Aspergillosi polmonare: cause, sintomi e cura

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Introduzione

L’aspergillosi è un cosiddetto termine ombrello che racchiude diverse patologie, infettive e allergiche, causate dall’inalazione delle spore del fungo Aspergillus, una muffa che è in grado di proliferare sia in ambienti interni che esterni.

La maggior parte delle persone inala ogni giorno le spore del microrganismo senza ammalarsi, ma pazienti con sistema immunitario indebolito o malattie polmonari preesistenti possono non essere in grado di prevenire l’insorgenza d’infezione.

I sintomi caratteristici dell’aspergillosi polmonare sono:

È tuttavia possibile sviluppare forme d’infezione differenti, caratterizzate da un corteo di sintomi specifico.

La forma più grave di aspergillosi, aspergillosi invasiva, si verifica quando l’infezione si diffonde ai vasi sanguigni e da qui al resto dell’organismo.

A seconda della forma contratta il trattamento può richiedere la sola somministrazione di antifungini o, più raramente, la chirurgia.

Meccanismo alla base dell'aspergillosi

iStock.com/ttsz

Causa

L’Aspergillus è una muffa che prolifera comunemente in:

  • suolo, concime e strato nel sottobosco dove le foglie vanno incontro a decomposizione
  • piante, alberi e colture
  • polvere
  • ambienti umidi
  • impianti di condizionamento.

È importante sottolineare che di norma l’inspirazione delle spore non si trasforma in infezione, evento che si verifica solo nel caso di difese immunitarie indebolite o pazienti affetti da condizioni specifiche, come nel caso di:

Non si può invece essere contagiati da altri pazienti né da animali (domestici o selvatici che siano).

Classificazione

  • Aspergillosi bronchiale: si manifesta nei soggetti con sistema immunitario sano, quando nonostante tutto il fungo riesce a proliferare sulla superficie dei bronchi. In alcuni pazienti può scatenare una reazione allergica (aspergillosi broncopolmonare allergica).
  • Sinusite fungina: Infezione dei seni.
  • Aspergillosi invasiva (o diffusa): forma che si sviluppa nel paziente immunodepresso, come una grave polmonite.
  • Aspergilloma: forma che si riscontra in pazienti con preesistenti lesioni polmonari (enfisema, tubercolosi, sarcoidosi, …).

Sintomi

I sintomi dell’aspergillosi broncopolmonare allergica sono simili a quelli dell’asma:

  • Respiro affannoso e fiato corto
  • Tosse
  • Broncospasmo
  • Febbre (poco comune)

I sintomi da sinusite fungina allergica si manifestano in forma di:

  • Febbre
  • Naso che cola
  • Mal di testa
  • Riduzione dell’olfatto

L’aspergilloma, agglomerato di funghi che si forma in una cavità preesistente del polmone, è spesso asintomatico, ma può causare occasionalmente

  • Tosse (eventualmente con sangue)
  • Fiato corto

I sintomi dell’aspergillosi polmonare cronica includono:

  • Perdita di peso
  • Tosse (con sangue)
  • Affaticamento
  • Fiato corto

L’aspergillosi polmonare invasiva acuta è tipica di soggetti deboli ed immunocompromessi, ma si tratta di una forma grave che si manifesta con:

Sono possibili altri sintomi nel caso di interessamento dell’infezione in altri distretti dell’organismo e, se non trattata, l’aspergillosi polmonare invasiva può avere esiti fatali.

Nei pazienti affetti da malattie polmonari i sintomi relativi possono andare incontro ad un peggioramento.

Complicazioni

A seconda del tipo d’infezione, l’aspergillosi può essere causa di gravi complicazioni:

  • Sanguinamento. Sia gli aspergillomi che l’aspergillosi invasiva possono causare un grave sanguinamento polmonare che, se non controllato, può diventare fatale.
  • Infezione sistemica. La complicanza più grave dell’aspergillosi invasiva è la diffusione dell’infezione ad altre parti del corpo, verso organi nobili come cervello, cuore e reni.

Quando rivolgersi al medico

Si raccomanda di rivolgersi al medico in caso di

  • tosse che persiste per più di 3 settimane
  • una preesistente condizione polmonare che peggiora
  • sistema immunitario indebolito e comparsa di sintomi anomali.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per l’aspergillosi è complesso e varia sensibilmente in base alla forma clinica sospettata. Il medico inizia generalmente con un’anamnesi dettagliata, valutando i fattori di rischio (come l’immunodepressione o malattie polmonari croniche) e i sintomi riportati.

Le principali indagini utilizzate oggi includono:

  • Imaging radiologico: La TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) del torace ad alta risoluzione è lo strumento d’elezione per individuare lesioni polmonari. Nei casi di aspergillosi invasiva, può mostrare segni caratteristici come il “segno dell’alone”. La radiografia del torace rimane utile come primo screening, ma spesso non è sufficientemente sensibile per una diagnosi definitiva.
  • Ricerca di biomarcatori: Uno dei test più importanti è la ricerca del galattomannano, una componente della parete del fungo, effettuata su sangue o tramite broncoscopia con lavaggio broncoalveolare (BAL). Questo test permette una diagnosi precoce, fondamentale nelle forme invasive.
  • Esami microbiologici e molecolari: La coltura del muco (espettorato) o del liquido ottenuto con la broncoscopia permette di identificare il fungo e testarne la sensibilità ai farmaci. Le moderne tecniche di PCR (reazione a catena della polimerasi) consentono un’identificazione rapida del DNA di Aspergillus e l’individuazione di eventuali resistenze ai farmaci antifungini.
  • Test per le forme allergiche (ABPA): La diagnosi si basa sul dosaggio delle IgE totali (spesso molto elevate) e specifiche per l’Aspergillus, oltre alla ricerca di anticorpi IgG specifici. Possono essere utilizzati anche i test cutanei (skin prick test).
  • Biopsia: Sebbene sia l’esame definitivo per confermare l’invasione dei tessuti da parte del fungo, viene riservata ai casi di difficile interpretazione a causa della sua invasività in pazienti spesso fragili.

Cura

Il trattamento dell’aspergillosi ha l’obiettivo primario di eradicare l’infezione, prevenire la diffusione sistemica del fungo o controllare la risposta infiammatoria allergica. L’approccio terapeutico dipende strettamente dalla gravità della condizione e dallo stato immunitario del paziente.

Le opzioni terapeutiche includono l’uso di farmaci antifungini sistemici, terapie steroidee per le componenti allergiche e, in casi selezionati, l’intervento chirurgico.

Terapia farmacologica

I farmaci antifungini rappresentano il pilastro del trattamento. Attualmente, le classi di farmaci più utilizzate sono:

  • Triazoli: Il voriconazole è considerato il farmaco di prima scelta per l’aspergillosi invasiva. L’isavuconazole rappresenta una valida alternativa di recente introduzione, spesso meglio tollerata a livello epatico e renale. L’itraconazolo è invece frequentemente utilizzato per le forme croniche e allergiche.
  • Amfotericina B liposomiale: Viene impiegata come terapia d’attacco o nei casi in cui i triazoli non possano essere utilizzati o risultino inefficaci a causa di resistenze fungine.
  • Echinocandine: Farmaci come la caspofungina possono essere usati, talvolta in combinazione con altri antifungini, in casi particolarmente complessi o resistenti.

Nelle forme allergiche (come l’aspergillosi broncopolmonare allergica), l’obiettivo è ridurre l’iperattività immunitaria. Per questo si ricorre all’uso del cortisone per via orale, spesso associato a un antifungino (come l’itraconazolo) per ridurre il dosaggio degli steroidi e prevenire le riacutizzazioni. In casi selezionati che non rispondono alle terapie standard, possono essere prescritti farmaci biologici (anticorpi monoclonali).

Trattamento chirurgico

La chirurgia trova indicazione principalmente nel trattamento dell’aspergilloma (una massa fungina che si sviluppa in una cavità polmonare preesistente). L’asportazione chirurgica è raccomandata soprattutto se il paziente presenta sanguinamenti polmonari (emottisi) ripetuti o gravi. Qualora l’intervento sia troppo rischioso per le condizioni del paziente, si può ricorrere all’embolizzazione delle arterie bronchiali, una procedura mini-invasiva per bloccare l’emorragia.

Stile di vita e supporto

Sebbene la terapia farmacologica sia centrale, la gestione dello stile di vita è fondamentale per supportare la guarigione e prevenire ricadute. È essenziale mantenere un ambiente domestico sano, privo di muffe e con un corretto grado di umidità (evitando, ad esempio, di asciugare il bucato all’interno o di tenere troppe piante in camera da letto). Una nutrizione equilibrata aiuta a sostenere il sistema immunitario, mentre l’astensione assoluta dal fumo di sigaretta è necessaria per non irritare ulteriormente le vie respiratorie. La massima aderenza alla terapia è determinante: i trattamenti possono durare molti mesi e richiedono un monitoraggio costante della funzionalità di fegato e reni tramite esami del sangue periodici.

Prevenzione

Una prevenzione certa delle infezioni polmonari è purtroppo impossibile, ma soprattutto nel caso di soggetti a rischio può essere utile:

  • evitare ambienti a rischio,
  • indossare una mascherina in presenza di grandi quantità di polvere
  • utilizzare purificatori d’aria con filtri HEPA.

Fonti e bibliografia

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