Broncopolmonite in adulti e bambini: sintomi, cause e cura

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Introduzione

La broncopolmonite è un’infezione acuta dei bronchi e dei polmoni, generalmente di natura batterica o virale. I batteri coinvolti possono essere

  • pneumococchi,
  • streptococchi
  • o stafilococchi.

I sintomi più comuni della broncopolmonite sono:

  • febbre alta,
  • tosse produttiva (con catarro),
  • dolore al petto,
  • affanno (dispnea),
  • aumento della frequenza respiratoria.

Nei bambini possono comparire inoltre:

  • disinteresse verso il cibo e il gioco,
  • irritabilità,
  • difficoltà a dormire.

Non è raro infine lo sviluppo di sovra-infezioni.

La cura generalmente non può prescindere dal riposo; dal punto di vista dei farmaci la cura antibiotica viene in genere prescritta solo in caso di broncopolmonite batterica, mentre gli anti-virali, di contro, sono prescritti raramente e solo in caso di broncopolmonite virale particolarmente grave.

La prognosi è generalmente buona in caso di pazienti altrimenti sani, ma una diagnosi tardiva o una terapia non ottimale possono predisporre allo sviluppo di temibili complicanze come la sepsi (infezione diffusa).

Uomo che si tocca il petto a causa del dolore dovuto alla broncopolmonite

iStock.com/valentinrussanov

La broncopolmonite è contagiosa?

In genere la broncopolmonite in sé non è considerata una patologia contagiosa, a meno di casi molto particolari (come la tubercolosi) e/o esposizione di pazienti immunodepressi; essendo causata da batteri e virus, tuttavia, l’esposizione a secrezioni infette potrebbe comunque diventare causa di sviluppo di altre infezioni dell’apparato respiratorio.

Una polmonite virale può infatti essere causata dagli stessi virus responsabili di influenza e raffreddore, che sono invece malattie contagiose a tutti gli effetti. Il virus responsabile è quindi contagioso, mentre non lo è la broncopolmonite.

È possibile avere una broncopolmonite senza febbre?

Sebbene non sia una presentazione comune, sì, è possibile che l’infezione si manifesti (almeno inizialmente) senza i sintomi caratteristici come febbre e tosse.

Cause

La broncopolmonite può avere origine infettiva o non infettiva.

Tra gli agenti patogeni infettivi, ritroviamo

  • batteri (broncopolmonite batterica),
  • virus (broncopolmonite virale)
  • e funghi (broncopolmonite fungina).

I microrganismi più comunemente responsabili sono:

L’infezione viene spesso contratta durante un ricovero ospedaliero legato ad altre patologie, favorita soprattutto da una lunga degenza; in questi casi si parlerà di infezione nosocomiale.

Tra gli agenti patogeni non infettivi ricordiamo gli agenti chimici, fisici e ambientali, tra cui ricordiamo:

  • radiazioni,
  • gas nocivi,
  • oli minerali,
  • acidi,
  • sostanza chimiche irritanti,
  • inquinanti atmosferici e ambientali,
  • succhi gastrici o ingestione di materiale estraneo o cibo nell’albero bronchiale (polmonite ab ingestis),
  • malattie croniche gravi,
  • complicanza di un intervento chirurgico polmonare,

ed infine le polmoniti da ipersensibilità, ossia

  • malattia dei trebbiatori,
  • degli allevatori di piccioni,
  • da corteccia di acero,
  • bagassosi,
  • sequoiosi,

La broncopolmonite è causa della comparsa di un’infiammazione a focolai multipli in uno o entrambi i polmoni (per cui si parla di broncopolmonite o polmonite lobulare), a differenza della polmonite lobare che è ad estensione lobare, cioè interessa un lobo polmonare.

L’infiammazione è causata da un’infezione promossa da un agente patogeno giunto fino ai bronchioli, agli alveoli ed all’interstizio polmonare generalmente per via aerea. Talvolta l’infezione si trasmette per via linfatica o sanguigna (ad esempio in presenza di una malattia in corso come il morbillo, la pertosse o l’influenza di cui pertanto la broncopolmonite costituisce di fatto una complicanza).

L’infiammazione, a prescindere dal patogeno responsabile e dalla via di trasmissione, produrrà sempre

  • essudato purulento,
  • edema della parete degli alveoli e dei bronchioli respiratori,
  • obliterazione degli acini polmonari che risultano ripieni di essudato

con conseguente ostacolo al flusso dell’aria e agli scambi gassosi (ossigeno/anidride carbonica) tra polmoni e sangue. Ossia, in poche parole, difficoltà a respirare in forma più o meno grave.

Fattori di rischio

È più frequente diagnosticare broncopolmoniti nei mesi invernali, perché favorite da un clima più rigido, anche se in realtà possono manifestarsi in qualsiasi periodo dell’anno.

I soggetti più a rischio sono

  • bambini piccoli,
  • e anziani,

tuttavia anche le persone che presentano

  • una compromissione delle normali difese immunitarie per cause varie,
  • una condizione di stasi polmonare dovuta ad una malattia,
  • un intervento chirurgico
  • oppure una condizione di lungo allettamento,

sono più suscettibili allo sviluppo di una broncopolmonite.

Tra i fattori di rischio più rilevanti ricordiamo:

Soprattutto in questi casi gli agenti patogeni possono essere anche virus, protozoi o funghi, microrganismi normalmente poco aggressivi in un soggetto sano, ma che diventano fortemente virulenti in persone con un deficit del sistema immunitario (broncopolmonite atipica).

Sintomi

I principali sintomi della broncopolmonite sono:

Più raramente possono comparire sintomi gastrointestinali come nausea o diarrea; si noti che è possibile, sebbene poco comune, trovarsi di fronte a broncopolmonite senza febbre o senza tosse.

I sintomi potrebbero avere un esordio improvviso o peggiorare gradualmente nel tempo, magari come complicanza di una anche banale infezione respiratoria; in alcuni pazienti la sintomatologia regredisce in pochi giorni, senza lasciare alcun esito, in altri i sintomi si possono protrarre per alcune settimane alternando periodi di remissione ad altri di riacutizzazione.

Negli anziani è possibile la comparsa di confusione ed eventualmente delirio.

Il decorso generalmente dipende da

  • stato generale del paziente,
  • agente patogeno responsabile dell’infezione,
  • efficacia e tempestività delle cure praticate.

Sintomi nei bambini

I sintomi di broncopolmonite nei bambini sono essenzialmente sovrapponibili a quelli degli adulti:

  • irritabilità,
  • riduzione di interesse verso il cibo e verso il gioco,
  • febbre,
  • stanchezza,
  • difficoltà a dormire,
  • difficoltà respiratorie,
  • congestione.

Complicanze

Una diagnosi formulata in ritardo, la prescrizione di cure errate o non ottimali, o ancora la presenza di agenti patogeni particolarmente aggressivi (o caratterizzati da resistenza antibiotica) o condizioni cliniche favorenti, sono tutti fattori che possono predisporre allo sviluppo di complicazioni; tra le più comuni ricordiamo:

La setticemia, detta anche sepse, è la complicanza più grave perché legata a un quadro generale di infezione a causa del passaggio dei microorganismi patogeni nel sangue, e quindi in tutto l’organismo. Richiede un intervento medico immediato, perché gravata dallo sviluppo di sintomi gravi comprendenti

In assenza di assistenza medica ospedaliera può diventare fatale.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per la broncopolmonite mira a confermare la presenza dell’infezione, valutarne la gravità clinica e, quando possibile, identificarne la causa specifica (batterica, virale o fungina). La diagnosi integra la valutazione dei sintomi con esami strumentali e di laboratorio.

Esame obiettivo e auscultazione

Il primo passo è la visita medica approfondita. Il medico valuta i segni vitali, con particolare attenzione alla frequenza respiratoria (per rilevare un’eventuale tachipnea) e cardiaca. L’auscultazione del torace tramite fonendoscopio è fondamentale: la presenza di rumori aggiunti, come rantoli, crepitii o ronchi, localizzati in più aree polmonari, suggerisce la presenza di focolai infiammatori tipici della broncopolmonite.

Imaging polmonare

La conferma definitiva avviene solitamente tramite esami radiologici:

  • Radiografia del torace (RX): Rappresenta l’esame standard. In caso di broncopolmonite, la radiografia mostra tipicamente opacità “a chiazze” distribuite in uno o entrambi i polmoni, corrispondenti ai lobi coinvolti dall’infezione.
  • Ecografia polmonare: Sempre più diffusa per la sua rapidità e assenza di radiazioni, è particolarmente utile nei bambini e in regime di urgenza per identificare consolidamenti polmonari o versamenti pleurici.
  • TAC del torace: La TAC viene richiesta solo in casi selezionati, ad esempio se i sintomi persistono nonostante la terapia o se si sospettano complicazioni come un ascesso o un tumore sottostante.

Esami del sangue e biomarcatori

Le analisi ematiche permettono di confermare lo stato infiammatorio e orientare la terapia. Si monitorano il numero di globuli bianchi e la Proteina C Reattiva (PCR). In alcuni casi può essere valutata la procalcitonina per distinguere meglio tra infezioni batteriche e virali. La misurazione della saturazione dell’ossigeno del sangue tramite pulsossimetro (o saturimetro) è un parametro vitale per determinare la necessità di ossigenoterapia.

Identificazione del patogeno

In ambito ospedaliero o per forme resistenti, si può procedere a:

  • Test molecolari rapidi (multiplex PCR) su tamponi o espettorato per identificare virus o batteri atipici.
  • Analisi colturale dell’espettorato o emocolture per testare la sensibilità agli antibiotici.
  • In rari casi, una broncoscopia per prelevare campioni direttamente dalle vie aeree profonde.

Cura

Il trattamento della broncopolmonite ha l’obiettivo di eradicare l’infezione, gestire i sintomi e prevenire l’insufficienza respiratoria. La maggior parte dei pazienti immunocompetenti può essere curata a casa, ma il ricovero ospedaliero diventa necessario se i livelli di ossigeno scendono o se sono presenti comorbidità gravi.

Terapia farmacologica

Il protocollo terapeutico dipende strettamente dall’origine dell’infezione:

  • Antibiotici: Costituiscono la terapia cardine per le forme batteriche. Le attuali linee guida raccomandano cicli di durata ottimizzata (spesso 5-7 giorni per casi non complicati) per garantire l’efficacia e minimizzare le resistenze. La scelta del farmaco è inizialmente basata sulla probabilità statistica dei patogeni circolanti.
  • Antivirali: Sono indicati se la broncopolmonite è causata da virus specifici (come l’influenza o il SARS-CoV-2) in pazienti ad alto rischio di progressione grave.
  • Gestione sintomatica: Il paracetamolo (Tachipirina) è il farmaco più utilizzato per controllare la febbre e alleviare il dolore toracico o muscolare. L’uso di sedativi della tosse è generalmente sconsigliato, poiché la tosse è necessaria per eliminare le secrezioni infette.

Supporto ospedaliero e terapie avanzate

In caso di forme severe, il trattamento può includere l’ossigenoterapia per mantenere la saturazione a livelli di sicurezza. In pazienti selezionati con una forte risposta infiammatoria sistemica, il medico può prescrivere un breve ciclo di corticosteroidi per ridurre l’infiammazione polmonare, secondo le più recenti evidenze cliniche.

Stile di vita e recupero

Il supporto non farmacologico gioca un ruolo cruciale nella guarigione:

  • Riposo e idratazione: Il riposo assoluto è necessario nella fase acuta. Bere molti liquidi (acqua, tisane, brodi) è fondamentale per fluidificare il muco e facilitarne l’espulsione, oltre a prevenire la disidratazione causata dalla febbre.
  • Alimentazione: Una dieta leggera ma nutriente aiuta il sistema immunitario nella lotta contro l’infezione.
  • Astenersi dal fumo: È tassativo non fumare e non esporsi al fumo passivo, poiché irritano ulteriormente le vie aeree e bloccano le ciglia bronchiali, deputate alla pulizia dei polmoni.

La convalescenza può essere lunga: anche dopo la scomparsa della febbre, una sensazione di stanchezza marcata può persistere per diverse settimane. È importante non forzare il ritorno alle attività abituali senza il parere del medico.

Prevenzione

Sottoporsi a specifiche vaccinazioni è un’abitudine che consente di ridurre il rischio di sviluppare una broncopolmonite, soprattutto nel caso di pazienti facenti parte di categorie a rischio.

Si consiglia in particolare il vaccino anti-pneumococco e l’antinfluenzale.

Uno stile di vita sano è sicuramente un buon modo per prevenire infezioni e malattie, broncopolmonite compresa, e si attua

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