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Introduzione
Il mollusco contagioso (o Molluscum contagiosum) è un’infezione virale causata da un poxvirus (molluscum contagiosum virus); il risultato dell’infezione è una malattia benigna della pelle caratterizzata dalla comparsa di piccole lesioni (escrescenze) che possono manifestarsi in qualsiasi zona del corpo.
Può colpire adulti e bambini e il contagio avviene per contatto con la cute infetta; negli adulti le lesioni si manifestano soprattutto su
- cosce,
- natiche,
- inguine,
- basso ventre
ma in alcuni casi possono interessare anche i genitali esterni e la zona anale.
I bambini di norma presentano invece lesioni su volto, tronco, gambe e/o braccia, ma può venire interessato anche qualsiasi altro distretto corporeo.
L’infezione non comporta particolari rischi di salute, ma è oggettivamente fastidiosa ed in grado di creare disagio psicologico soprattutto nei bambini, che possono vergognarsi delle papule in contesti scolastici o sportivi.

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Cause
La malattia è causata dal molluscum contagiosum virus.
Chiunque può venire contagiato, ma sono più a rischio:
- bambini di età compresa tra 1 e 4 anni,
- pazienti con sistema immunitario indebolito (soggetti con HIV, pazienti trapiantati e in terapia con immunosoppressori, …),
- pazienti con dermatite atopica.
Trasmissione
Il virus che causa il mollusco contagioso si diffonde per contatto diretto della pelle o attraverso fomiti contaminati: i fomiti sono tutti quegli oggetti che possono venire a contatto con il virus, per esempio biancheria, abbigliamento, asciugamani, spugne da bagno, piscina e giocattoli.
Si sospetta che il contagio possa avvenire anche in caso di condivisione di ambienti caldi e umidi come piscine e saune, ma questa via di trasmissione al momento manca ancora di conferme definitive (è probabile che il virus venga trasmesso più dagli oggetti che dall’acqua stessa).
È invece stata dimostrata la possibilità di autoinoculazione (autocontagio): toccando o graffiando una lesione e poi portando le mani in un altro punto del corpo il virus può diffondersi in altre zone, anche per esempio in caso di depilazione e rasatura (in questo caso il rasoio agisce da fomite).
Il mollusco contagioso negli adulti è considerato una malattia a trasmissione sessuale, anche se in realtà non tutti i pazienti vengono contagiati in seguito ad un contatto sessuale.
Resta ancora da chiarire se il contagio possa avvenire per contatto con la papula integra, o se debba in qualche modo danneggiarsi per permettere la fuoriuscita del virus; si sa invece con certezza che il microrganismo rimane confinato negli strati più superficiali della cute e non passa in circolo, quindi il contagio NON può avvenire attraverso tosse o starnuti, né tanto meno per scambio di sangue.
A differenza del virus che causa l’herpes simplex o lo zoster, questo virus non può entrare in stato latente per poi comparire nuovamente in seguito; in caso di ricomparsa si tratta quindi di un nuovo contagio o di episodio mai superato completamente.
Non si sa con certezza per quanto si rimanga contagiosi, ma i ricercatori ritengono che il virus, finché non viene eliminato, possa sempre essere trasmesso ad altri.
Sintomi
Il periodo di incubazione in media dura generalmente 2 o 3 mesi, ma in letteratura l’intervallo riportato prevede un’arco di tempo che va da una settimana a sei mesi.
Le lesioni, spesso chiamate molluschi (anche se ovviamente non hanno legami con i frutti di mare o altri animali appartenenti al phylum mollusca), si presentano come piccole papule in rilevo e di colore bianco, rosa o color carne, con una piccola fossetta al centro. Spesso hanno un aspetto perlaceo e al tatto si presentano lisce.
Le dimensioni possono variare da una punta di spillo a quella di una gomma da matita (da 2 a 5 mm di diametro) e tipicamente tendono ad ingrandirsi con il passare delle settimane.
Generalmente asintomatiche, possono talvolta causare prurito, fastidio, rossore e gonfiore. Non provocano invece dolore.
L’infezione può colpire praticamente ogni zona del corpo, compreso volto, collo, braccia, gambe, addome e la zona genitale; possono comparire singole papule o manifestarsi in forma multipla. Solo raramente si trovano sui palmi delle mani e le piante dei piedi.
Se molto grosse e infiammate le papule possono lasciare cicatrici quando rimosse in modo traumatico.
In genere si va incontro a risoluzione spontanea in 6-18 mesi senza alcuna cicatrice residua, ma in casi particolari la manifestazione può durare fino a un paio d’anni.
I malati di AIDS e tutti coloro con sistema immunitario compromesso potrebbero avere eruzioni cutanee più gravi.
Pericoli
A seguito della guarigione dall’infezione non rimane alcuna traccia del virus dell’organismo, anche se ovviamente non si possono escludere nuovi episodi di contagio (non si acquisisce immunità).
A meno di rimozione traumatica delle papule in genere la malattia non è causa di cicatrici né di altre complicazioni.
È in teoria possibile un’infezione batterica secondaria, ma è un rischio più che altro circoscritto a pazienti HIV-positivi.
Diagnosi
Nella stragrande maggioranza dei casi, la diagnosi di mollusco contagioso è di natura clinica. Il medico o il dermatologo sono in grado di identificare l’infezione semplicemente osservando le caratteristiche morfologiche delle lesioni durante l’esame obiettivo.
Esame obiettivo e dermoscopia
L’elemento patognomonico (ovvero distintivo della malattia) è la presenza della tipica umbilicatura centrale sulle papule perlacee. Per rendere la diagnosi ancora più accurata e immediata, lo specialista utilizza spesso la dermoscopia (o epiluminescenza). Questa tecnica non invasiva permette di visualizzare strutture vascolari specifiche e i cosiddetti “corpi del mollusco” (strutture biancastre o giallastre all’interno della lesione), differenziando con certezza il mollusco da altre formazioni come verruche, cheratosi o piccoli tumori cutanei.
Esami di approfondimento
Sebbene raramente necessari, esistono test di laboratorio per confermare i casi clinici atipici o dubbi:
- Esame istologico: il prelievo di una papula (biopsia) permette di osservare al microscopio i “corpi inclusi di Henderson-Paterson”, confermando l’infezione virale.
- Test microbiologici: il materiale spremuto dal centro della lesione può essere analizzato per identificare il DNA del virus tramite PCR, sebbene questa pratica sia riservata solitamente alla ricerca o a casi clinici estremamente complessi.
In presenza di lesioni multiple e giganti in un paziente adulto, il medico potrebbe consigliare approfondimenti sul sistema immunitario, inclusi test per l’HIV, poiché il mollusco può essere una spia di una sottostante immunodeficienza.
Cura e terapia
L’obiettivo della terapia è triplice: accelerare la guarigione, prevenire l’autoinoculazione (la diffusione del virus in altre parti del proprio corpo) e ridurre il rischio di contagio verso altre persone. Sebbene le lesioni tendano a sparire spontaneamente, l’approccio terapeutico viene oggi fortemente consigliato per limitare la persistenza della malattia, che può durare mesi o anni.
Le opzioni terapeutiche principali includono l’osservazione, la rimozione fisica ambulatoriale e l’applicazione di farmaci topici.
Osservazione e attesa (Watchful Waiting)
Nei bambini con poche lesioni e in zone non soggette a sfregamento, il medico può proporre di non intervenire. Questa scelta si basa sul presupposto che il sistema immunitario risolverà l’infezione autonomamente senza causare cicatrici. Tuttavia, questa strategia richiede una gestione rigorosa dell’igiene per evitare che il bambino trasmetta il virus ai coetanei o ai familiari.
Trattamenti fisici e ambulatoriali
Sono considerati trattamenti di prima linea per la loro efficacia immediata, ma possono risultare fastidiosi o dolorosi, specialmente per i pazienti più piccoli:
- Curettage: consiste nella rimozione manuale della papula tramite uno strumento chiamato curette. È molto efficace ma richiede spesso l’applicazione preventiva di una crema anestetica.
- Crioterapia: l’applicazione di azoto liquido “congela” la lesione, causandone la caduta dopo alcuni giorni. Può richiedere più sedute.
- Laserterapia: il laser a colorante pulsato (Dye laser) viene utilizzato in casi selezionati o resistenti, offrendo una rimozione rapida con un basso rischio di esiti cicatriziali.
Terapie topiche (Farmaci da applicare)
Esistono diverse sostanze che possono essere applicate direttamente sulle papule per indurre una risposta infiammatoria che aiuti l’eliminazione del virus:
- Idrossido di potassio: disponibile in soluzioni a diverse concentrazioni, provoca una piccola infiammazione che stimola la reazione immunitaria locale.
- Acido salicilico e acido glicolico: utilizzati per “sciogliere” gradualmente gli strati della lesione.
- Cantaridina: un agente vescicante applicato rigorosamente dal medico in studio. Non causa dolore immediato (rendendolo adatto ai bambini), ma provoca la formazione di una piccola bolla che rimuove il mollusco.
- Imiquimod: una crema che stimola localmente le difese immunitarie, utilizzata soprattutto in casi persistenti o nei pazienti adulti.
Stile di vita e gestione domiciliare
Il successo di qualsiasi cura dipende strettamente dal comportamento quotidiano. È fondamentale evitare di “strizzare” o grattare le papule: la rottura della lesione libera milioni di particelle virali, aumentando drasticamente il prurito e la diffusione dell’infezione. Si consiglia di mantenere la pelle ben idratata, soprattutto nei soggetti con dermatite atopica, poiché una barriera cutanea integra è la prima difesa contro l’espansione del virus.
Prevenzione
- Lavarsi le mani è la miglior strategia per difendersi dalla gran parte della malattie infettive e il mollusco contagioso non fa eccezione.
- Non toccare né grattare le lesioni, né le proprie, né quelle di un altro paziente; venire a contatto con le papule presenta infatti alto rischio di (auto)contagio.
- Coprire con vestiti, bende o cerotti le manifestazioni dell’infezione, in modo da prevenire il contatto accidentale con altre persone e il relativo contagio. Prestare particolare attenzione in caso di rapporti sessuali, dove il contatto può essere particolarmente ravvicinato, prolungato e in grado di irritare la superficie delle papule a seguito di sfregamento.
- Non condividere asciugamani, saponi, spugne, biancheria e altri oggetti che possano essere venuti a contatto con le papule causate dal mollusco.
- Evitare di rasarsi le zone di pelle colpite.
- In caso di lesioni sulle zone genitali evitare rapporti e contattare un dermatologo.
Fonte principale: CDC
Le domande più frequenti
Cosa sono i molluschi contagiosi della pelle?
Come si prende?
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Quanto dura l'infezione?
Gentalyn Beta è efficace per il mollusco contagioso?
Quali sono i trattamenti più efficaci per il mollusco contagioso?
Il mollusco contagioso può riapparire anche dopo il trattamento? Se sì, perché?
È possibile trasmettere il mollusco contagioso attraverso il contatto fisico?
Quando si può considerare di essere completamente guariti dal mollusco contagioso?
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.

