Herpes labiale (simplex): rimedi, cause, sintomi, cura

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Introduzione

L’herpes labiale è una malattia infettiva causata dal virus herpes simplex (HSV), di cui ne esistono due tipi:

  • Il tipo 1 è quello che più comunemente colpisce le labbra,
  • il tipo 2 è invece il principale responsabile dell’herpes genitale.

Se alcuni soggetti non manifestano alcun sintomo a seguito dell’infezione, altri sviluppano dolorose vescicole ai margini delle labbra o in zone limitrofe, appena al di fuori della bocca. Possono comparire anche all’interno del cavo orale, sul palato o sulle gengive.

Purtroppo non esiste cura definitiva per eradicare il virus dall’organismo, quindi a seguito del contagio si sarà per tutta la vita soggetti a sviluppare l’herpes labiale più o meno frequentemente, o in alcuni casi mai; la manifestazione può cioè comparire ciclicamente, con periodi di malattia attiva seguiti da fasi asintomatiche, in base a fattori di stress (fisici e non). Il primo episodio è spesso più grave.

Sono disponibili farmaci antivirali in grado di

  • accelerare il processo di guarigione,
  • prevenirne la comparsa (usati solo in pazienti selezionati, con manifestazioni particolarmente severe).

Lo specialista che si occupa di quest’infezione è tipicamente il dermatologo.

La condizione non va confusa con le afte, che non sono contagiose e hanno origine poco chiara.

Foto

Herpes labiale sulle labbra di una donna

Shutterstock/Cherries

Primo di labbra con le tipiche bollicine causate dall'herpes labiale.

iStock.com/LeventKonuk

http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Herpes_labialis_-_opryszczka_wargowa.jpg

Cause

Virus

Le vescicole tipiche dell’herpes labiale sono causate dal virus herpes simplex, di cui ne esistono due tipi:

  • HSV-1,
  • HSV-2.

In passato, indicativamente fino a qualche decina di anni fa, gli episodi di infezione sulle labbra erano causati quasi esclusivamente dall’infezione di tipo 1, mentre il tipo 2 era responsabile della quasi totalità dei casi di herpes genitale; a seguito dei profondi cambiamenti avvenuti nei comportamenti e nei costumi sessuali la separazione ad oggi non è più così netta, in quanto il contagio può avvenire in entrambi i sensi durante i rapporti oro-genitali.

Contagio

Il virus herpes simplex è molto contagioso e si trasmette per contatto diretto fra persone, tramite le lesioni erpetiche (o più raramente attraverso la saliva).

La trasmissione avviene principalmente per contatto diretto con la mucosa infetta; il soggetto è più contagioso nel periodo di manifestazione delle vescicole, ma è purtroppo possibile che la trasmissione dell’herpes avvenga anche nei giorni che ne precedono la comparsa.

È possibile andare incontro ad un auto-contagio, cioè contagiare altre parti del proprio corpo come il naso, l’occhio o i genitali; si raccomanda quindi di non toccarsi le vescicole e di seguire un’accurata igiene generale, nonché lavarsi spesso le mani soprattutto prima di maneggiare oggetti condivisi e cibo.

È meno comune, ma possibile, la trasmissione attraverso fomiti (asciugamani, rasoi, bicchieri, posate, …), ma il bacio rimane probabilmente la via di contagio più comune.

Il contagio può avvenire sia a livello delle labbra che, in caso di rapporti oro-genitali, a livello genitale; è in altre parole possibile che la trasmissione avvenga in entrambi i sensi per contatto di:

  • bocca-bocca,
  • bocca-genitali,
  • genitali-genitali.

A seconda dei casi si svilupperà la forma labiale o genitale.

Fattori scatenanti

Una volta che si è stati contagiati dal virus, questo trova rifugio a livello dei gangli nervosi per riattivarsi periodicamente manifestandosi sotto forma di vescicole.

Una riacutizzazione può essere scatenata o favorita da:

In molti casi i sintomi compaiono tuttavia senza un motivo (almeno apparentemente).

Sintomi

L’infezione primaria da HSV-1 è spesso asintomatica, la maggior parte degli adulti sono infatti portatori di anticorpi senza avere avuto episodi evidenti della patologia; nei casi sintomatici l’infezione presenta numerose forme cliniche possibili, tuttavia la più comune è sicuramente la comparsa di dolorose vescicole vicino alle labbra.

Le fasi chiave dell’herpes labialis ricorrente sono essenzialmente quattro.

  1. Fase prodromica, in cui il soggetto può avvertire dei sintomi specifici come pizzicore, prurito, bruciore e dolore. Questa fase dura da poche ore ad un giorno e si è già potenzialmente contagiosi, anche se non si sono ancora formate le vescicole. Riconoscere questi sintomi anticipatori è di grande aiuto in quanto l’applicazione di preparati topici antivirali riduce l’ampiezza delle lesioni cutanee.
  2. Fase delle vescicole, che possono diventare grandi dai 2 ai 5 mm e sono ripiene di liquido giallognolo.
  3. Fase ulcerosa, in cui le pustole scoppiano e confluisco a formare un’unica grande ulcera dolente di colore grigio. Il liquido che fuoriesce è ancora molto contagioso.
  4. Fase della crosta dura, in cui la crosta molle già formatasi diventa via via più dura ed assume un colore rosso scuro. In questa fase il soggetto può lamentare prurito e dolore dovuto al sanguinamento della crosta. A questo punto il soggetto non è più contagioso.

In genere l’evoluzione si completa in 7-10 giorni in assenza di trattamento senza lasciare cicatrici.

La frequenza di comparsa e la severità dei sintomi variano significativamente da un paziente all’altro, ma la tendenza generale è una riduzione del numero di episodi e della gravità con il passare degli anni.

Prima manifestazione

È difficile individuare un tempo di incubazione, in quanto la prima manifestazione può avvenire anche a distanza di molto tempo dal contagio, ma mediamente tende a comparire tra 3 giorni e una settimana dall’esposizione.

Può manifestarsi in modo particolarmente grave ed evidente (soprattutto nei bambini) con la comparsa di gengivostomatite-erpetica:

Oltre ai sintomi più severi anche la durata del primo episodio è più lunga delle seguenti riacutizzazioni (fino a 2-6 settimane).

Diagnosi

La diagnosi di herpes labiale è prevalentemente clinica, basata sull’osservazione diretta delle lesioni da parte del medico di medicina generale o del dermatologo. La comparsa delle tipiche vescicole a grappolo su base eritematosa (arrossata), preceduta dai sintomi prodromici caratteristici (bruciore e formicolio), è solitamente sufficiente per confermare il sospetto clinico senza necessità di ulteriori indagini.

Tuttavia, in casi selezionati o in presenza di presentazioni atipiche, il medico può richiedere approfondimenti diagnostici:

  • Test molecolare (PCR): Rappresenta oggi il “gold standard”. Attraverso un tampone eseguito sulla lesione (preferibilmente nella fase vescicolare), si ricerca il DNA virale. È un test estremamente sensibile e rapido, capace di distinguere con certezza tra HSV-1 e HSV-2.
  • Esame citologico (Test di Tzanck): Un metodo più datato che prevede l’analisi al microscopio delle cellule prelevate dalla base della vescicola. Sebbene rapido ed economico, è meno sensibile della PCR e non distingue il tipo di virus.
  • Sierologia: La ricerca nel sangue di anticorpi specifici (IgM e IgG) può essere utile per distinguere un’infezione primaria (contagio recente) da una riattivazione di un’infezione latente, sebbene non sia un esame di routine per la diagnosi delle comuni manifestazioni labiali.

In fase diagnostica, il medico dovrà escludere altre condizioni simili come le afte (che colpiscono tipicamente la mucosa interna e non presentano vescicole), l’impetigine batterica o reazioni allergiche da contatto.

Quanto dura?

Il periodo di guarigione dell’infezione secondaria da HSV-1 di norma si aggira intorno ai 9 – 11 giorni; talvolta persiste una macchia rossastra che si attenua con il passare del tempo, mentre l’infezione da HSV-2 ha un tempo di guarigione leggermente più lungo e la lesione può essere più accentuata, soprattutto per il sesso femminile.

L’applicazione topica di creme antivirali ai primissimi sintomi può accelerare il decorso.

Quando contattare il medico

In presenza di precedenti sintomi riferibili alla presenza dell’herpes labiale è normale per il soggetto aspettarsi nuovi episodi, ma è necessario contattare il medico in presenza di:

  • sintomi dubbi o atipici,
  • comparsa delle vescicole in zone diverse (per esempio torace, oppure vicino agli occhi),
  • assenza di guarigione dopo 7-14 giorni,
  • sintomi particolarmente gravi,
  • episodi eccessivamente frequenti.

Pericoli

In genere l’infezione da herpes simplex causa manifestazioni che si risolvono spontaneamente e senza complicazioni nel giro di 1-2 settimane; ci sono tuttavia alcuni casi specifici, per esempio in caso di sistema immunitario indebolito, in cui possono insorgere rischi rilevanti.

L’HSV-1 può colpire anche le dita (patereccio erpetico), causando una dolorosa infezione che si presenta spesso su pollice e/o indice; è particolarmente comune negli operatori sanitari che vengono a contatto con il virus presente per esempio nelle secrezioni orali dei pazienti.

L’herpes simplex dell’occhio rappresenta una delle cause più frequenti di cecità infettiva nel mondo, per questo serve attenzione nell’evitare un auto-contagio.

Può infine colpire la cute in altre zone del corpo, soprattutto in caso di presenza di eczema.

Molto raramente il virus può diventare causa di infiammazione del cervello (encefalite), una condizione grave che richiede immediata assistenza ospedaliera per scongiurare il rischio di complicazioni permanenti o addirittura un esito fatale.

Gravidanza e allattamento

In gravidanza l’herpes sul labbro non rappresenta in genere un problema.

Il virus dell’herpes simplex (HSV) nei bambini può essere grave, quindi durante l’allattamento è necessaria qualche attenzione supplementare: le madri affette da HSV possono continuare ad allattare al seno se non sono presenti lesioni sul seno e se le vescicole in altre parti del corpo sono accuratamente e completamente coperte.

Le madri con lesioni attive sul seno, eventualità peraltro non comune, dovrebbero invece interrompere temporaneamente l’allattamento dal seno interessato, il cui latte non va utilizzato.

Bambini

Se nei bambini più grandi l’herpes non è in genere fonte di preoccupazione, i rischi aumentano tanto più il paziente è giovane, a causa dell’immaturità del sistema immunitario (al di là del patereccio erpetico, un’infezione che colpisce le dita e che è più comune rispetto agli adulti a causa dell’abitudine di succhiarsi il pollice durante la manifestazione erpetica).

In alcuni casi l’infezione è limitata alla bocca o sulla pelle e, in questi casi, ci si aspetta un recupero completo a seguito del trattamento antivirale (la situazione è più delicata, ma generalmente con prognosi ottima, quando l’infezione coinvolge l’occhio).

La condizione è molto più grave se si diffonde agli organi del neonato, in cui l’infezione si rivela fatale in quasi un terzo dei casi; si raccomanda di rivolgersi tempestivamente al pediatra in caso di:

  • stanchezza,
  • inappetenza (calo dell’appetito non solamente legato al fastidio delle vescicole),
  • febbre.

Rivolgersi in Pronto Soccorso in caso di:

Si noti che in alcuni casi d’infezione da herpes la manifestazione cutanea non è presente.

Cura e trattamenti

Il trattamento dell’herpes labiale ha come obiettivi principali la riduzione del dolore, l’accelerazione della guarigione e la limitazione del rischio di contagio. Sebbene non sia possibile eliminare definitivamente il virus dall’organismo, le moderne terapie permettono una gestione ottimale delle recidive.

Farmaci antivirali

Gli antivirali rappresentano il cardine della terapia e sono più efficaci se iniziati entro le prime 24-48 ore dalla comparsa dei sintomi prodromici (fase del pizzicore).

  • Trattamenti topici (Creme e Gel): I farmaci più utilizzati sono l’aciclovir (presente in prodotti come Zovirax® o Cycloviran®) e il penciclovir (Vectavir®). L’aciclovir va applicato solitamente ogni 4 ore durante il giorno per 5-10 giorni. Il penciclovir, che ha dimostrato efficacia anche se iniziato in fase di vescicola già formata, richiede applicazioni ogni 2 ore per 4 giorni.
  • Trattamenti sistemici (Compresse): In caso di manifestazioni severe, recidive molto frequenti o pazienti immunocompromessi, il medico può prescrivere antivirali per via orale come il valaciclovir o l’aciclovir in compresse. Il valaciclovir è spesso preferito per la sua comodità posologica, permettendo cicli terapeutici brevi ma molto efficaci nel bloccare la replicazione virale.

Protezione e dispositivi medici

Un’opzione molto apprezzata per il comfort del paziente è l’uso di cerotti idrocolloidali trasparenti. Questi dispositivi:

  • Proteggono la lesione dagli agenti esterni.
  • Riducono il rischio di auto-contagio e trasmissione ad altri.
  • Creano un ambiente umido che favorisce la guarigione senza la formazione di croste dolorose che possono sanguinare.
  • Permettono di nascondere esteticamente la lesione (possono essere coperti dal trucco).

Sollievo dai sintomi e rimedi pratici

Per alleviare il fastidio è possibile utilizzare gel a base di cloruro d’alluminio ad azione astringente o pomate lenitive con ossido di zinco. In caso di dolore significativo, il medico può suggerire l’uso di paracetamolo o ibuprofene per via orale.

È fondamentale evitare il contatto con sostanze irritanti durante la fase acuta. Il contatto con alimenti acidi (pomodori, agrumi), salati o particolarmente duri può accentuare il dolore. Si raccomanda inoltre di non rimuovere le croste e di lavarsi accuratamente le mani dopo ogni contatto con la zona infetta.

Stile di vita e nutrizione

Lo stile di vita gioca un ruolo cruciale nella prevenzione delle recidive. Poiché il virus si riattiva quando le difese immunitarie calano, è importante garantire un riposo adeguato e gestire lo stress. Dal punto di vista nutrizionale, sebbene non esistano diete curative, una dieta equilibrata ricca di micronutrienti supporta il sistema immunitario. L’uso di filtri solari ad alta protezione (SPF 30-50+) sulle labbra è fortemente raccomandato per chi nota che l’esposizione al sole funge da fattore scatenante.

Prevenzione

Da un punto di vista generale per prevenire il contagio da parte del virus è necessario evitare contatti ravvicinati (baci, rapporti sessuali, scambi di posate e altri oggetti, …) con soggetti infetti; purtroppo spesso non è sufficiente o, ancora più spesso, il contagio risale all’infanzia.

Ad oggi non esistono vaccini per l’herpes simplex.

A seguito del contagio è possibile intervenire sul alcuni dei fattori che sembrano favorire la comparsa dei sintomi, quindi si consiglia di:

  • curare lo stile di vita, per mantenere in forza il sistema immunitario,
  • fare quanto possibile per ridurre e gestire lo stress,
  • proteggersi dal sole e dal vento.

Evitando questi fattori di innesco spesso è possibile prevenire o diminuire la gravità dell’herpes labialis, anche se nei casi più gravi può essere necessario ricorrere a periodici cicli di farmaci antivirali per bocca.

Di fondamentale importanza è lavarsi spesso le mani durante le manifestazioni erpetiche, per ridurre il rischio di autocontagio e di trasmissione dell’herpes simplex a terzi.

Fonti e bibliografia

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