Malattia “mani piedi bocca” in adulti e bambini: sintomi, pericoli e cura

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Introduzione

Mani piedi bocca, piedi bocca mani oppure bocca mano piede… sembra uno scioglilingua, invece è il curioso nome popolare dato ad una malattia esantematica diffusa soprattutto nei bambini.

Una malattia esantematica è una condizione che causa la comparsa di un esantema, ossia un’eruzione cutanea di pustole, vescicole o bolle; come dice il nome stesso della malattia, in questo caso l’esantema si concentra in:

  • cavo orale (bocca),
  • palmi delle mani,
  • piante dei piedi.

Si tratta di un’infezione particolarmente comune in neonati e bambini che, oltre alla manifestazione cutanea, spesso manifestano un po’ di febbre e un leggero malessere.

La malattia ha generalmente decorso benigno e tende a guarire spontaneamente senza particolari complicanze nell’arco di 1-2 settimane (nei bambini il recupero è più rapido rispetto agli adulti).

Lavarsi spesso le mani e osservare le comuni norme igieniche è sufficiente a ridurre il rischio di infezione.

La mani-piedi-bocca può essere causata da numerosi virus, che in Italia circolano con maggior intensità nei mesi invernali ed estivi, ma che di fatto possono colpire tutto l’anno.

Virus

La mani piedi bocca è causata da virus appartenenti al genere Enterovirus:

  • Il Coxsackievirus A16 è il responsabile più comune.
  • Il Coxsackievirus A6 potrebbe indurre un quadro clinico più grave.
  • L’Enterovirus 71 (EV-A71) è stato associato a casi ed epidemie nell’est e nel sud-est asiatico, con quadri molto severi (encefalite, gonfiore del cervello).

In Italia risulta particolarmente diffuso nei mesi estivi e, in minor misura, invernali.

Trasmissione e contagio

Nei soggetti infetti, i virus che provocano la malattia mano-piede-bocca possono essere isolati in:

  • secrezioni di naso e gola (per esempio, saliva, espettorato o muco nasale),
  • liquido delle vescicole,
  • feci.

Un individuo infetto può diffondere ad altri i virus alla base della malattia attraverso:

  • stretto contatto personale,
  • aria (tossendo o starnutendo),
  • contatto con le feci,
  • contatto con oggetti e superfici contaminati.

Ad esempio ci si potrebbe infettare baciando un soggetto infetto, oppure toccando prima la maniglia contaminata di una porta, poi i propri occhi, bocca o naso.

È possibile infettarsi con il virus responsabile ingerendo acqua ricreativa, per esempio l’acqua delle piscine, anche se ovviamente non è una situazione comune. È più probabile che accada se l’acqua, contaminata dalle feci di un soggetto malato, non viene adeguatamente disinfettata con il cloro.

In genere il picco di contagiosità si verifica durante la prima settimana di malattia, ma si può talvolta rimanere contagiosi per giorni o settimane dopo la scomparsa dei sintomi.

Alcuni soggetti, soprattutto adulti, possono non sviluppare sintomi ma comunque diffondere il virus ad altri. Per questo motivo, si dovrà cercare di mantenere un buon livello di igiene (per esempio, lavandosi le mani) così da minimizzare le possibilità di diffondere l’infezione o contagiarsi.

In caso di malattia mano-piede-bocca, si dovrà stare a casa per la durata dell’infezione e consultare il medico se incerti su quando ricominciare scuola o lavoro.

Lo stesso ragionamento si applica a bambini che frequentano l’asilo nido.

La malattia non è trasmessa da o a cuccioli o altri animali.

Gli adulti genitori possono venire contagiati?

Sì, anche un adulto può contrarre e sviluppare la malattia mani-piedi-bocca, sebbene sia meno comune perché spesso già portatore degli anticorpi in seguito ad un passato contatto con il virus (è quindi tendenzialmente immune).

Nel complesso, la malattia di solito si risolve in poche settimane, ma alcuni sintomi possono persistere più a lungo:

  • febbre e mal di gola durano circa una settimana,
  • le lesioni alle mani possono durare per due settimane,
  • le lesioni a gola e ai piedi anche un po’ di più.

Incubazione

Dal momento del contagio trascorrono di norma da 3 a 6 giorni prima della comparsa dei sintomi (tempo di incubazione).

Sintomi

L’evoluzione tipica della mani-piedi-bocca prevede i seguenti sintomi in successione:

  • irritazione in bocca o alla gola e talvolta febbre,
  • malessere o spossatezza,
  • riduzione dell’appetito,
  • lesioni su mani, piedi e talvolta inguine,
  • rari episodi di vomito (quando è causata dal virus EV-71).

I primi segni della mani piedi bocca sono in genere una leggera febbre (in media 38.3°C), scarso appetito, sensazione di malessere e dolori addominali. La malattia esordisce quindi dopo 1-2 giorni con la manifestazione di macule rosse in bocca e sulla lingua di 4-8 mm che tendono spontaneamente a rompersi, causando dolorose ulcerazioni alle mucose che possono provocare difficoltà a mangiare; dopo 2 giorni compaiono quindi manifestazioni cutanee anche su mani e piedi per un periodo di alcuni giorni. Molto frequente è poi la comparsa di pustole anche sui glutei (sedere).

Immagine con puntini nelle mani

By Kessalia19 – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=35822120

L’eruzione si concentra sopratutto sui palmi delle mani e piante dei piedi: anche in questo caso compaiono inizialmente delle macchie rosse di 2-10 mm che si trasformano in vescicole di un caratteristico colore grigio, sono ellittiche e presentano l’asse più lungo parallelo alle linee di tensione cutanea. Al termine del decorso le vescicole possono andare incontro a desquamazione.

In genere non provocano prurito, con occasionali eccezioni.

Immagine con desquamazione dei puntini del piede

By Gzzz – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=55048391

Quanto dura?

La prognosi per la maggior parte dei pazienti è eccellente, con una completa guarigione entro poche settimane senza alcuna sequela residua; la fase acuta di solito dura da 10 a 14 giorni e l’infezione raramente si ripresenta o persiste (sebbene possa richiedere qualche settimana in più per una completa regressione delle bolle).

Pericoli

La guarigione avviene spontaneamente con un pieno recupero nella stragrande maggioranza dei casi; negli adulti il decorso può essere più severo e debilitante, ma anche in questo caso l’insorgenza di complicazioni è rarissima.

La complicazione più frequente è la disidratazione. La malattia può infatti causare la formazione di vesciche in bocca e in gola, che causano dolore e difficoltà di deglutizione. Controllate che vostro figlio beva frequentemente, perché se la disidratazione fosse grave si renderebbe necessaria la somministrazione di fluidi per endovena.

Occasionalmente si può osservare la caduta delle unghie (onicomadesi)

Se la malattia di solito è un disturbo lieve che provoca alcuni giorni di febbre e sintomi non gravi, una forma rara di coxsackievirus (osservata prevalentemente in Asia) può colpire il cervello e causare complicazioni più preoccupanti e potenzialmente gravi:

  • meningite virale, che è l’infezione e infiammazione delle membrane (meningi) e del liquido cerebrospinale che circondano il cervello e il midollo spinale. La meningite virale di norma è lieve e guarisce spontaneamente;
  • encefalite, un’infiammazione del cervello grave e potenzialmente letale, ma per fortuna molto rara.

Diagnosi

La diagnosi viene in genere formulata attraverso la visita medica e l’osservazione dei segni e dei sintomi presenti; in caso di dubbi è possibile in casi selezionati ricorrere a un tampone faringeo o un esame delle feci e procedere all’identificazione colturale del virus.

Chiama il medico se…

  • Credi che vostro figlio debba essere visitato per qualsiasi motivo.
  • Le gengive del bambino sono doloranti, arrossate e gonfie o ha delle ulcere e delle vesciche sulle labbra.
  • Ha la febbre da più di 3 giorni.

Vai all’ospedale se…

Gravidanza

Decisamente più importante deve invece essere l’azione di prevenzione verso donne in gravidanza, a possibile rischio di gravi complicazioni, anche se la relazione causa-effetto non è del tutto chiara.

In gravidanza infatti la malattia può avere un andamento molto subdolo, a volte i sintomi compaiono solo in epoca avanzata e non sono sufficientemente specifici da permettere una corretta diagnosi; è infine possibile la comparsa di un anasarca fetale (incremento del liquido negli interstizi con accumulo dello stesso in cavo addominale e/o nella cavità pleurica oltre che nel sottocutaneo) ed un incremento del volume del liquido amniotico con conseguenze molto gravi per il feto. In caso di potenziale contagio è quindi indispensabile avvertire tempestivamente il ginecologo che potrebbe consigliare di eseguire frequenti controlli ecografici e di misurare periodicamente la febbre per evidenziare l’inizio dello sviluppo della malattia. Più avanzata è la settimana raggiunta e, in genere, minori sono i rischi.

Cura

Non esiste cura specifica, ma è possibile somministrare, meglio se dietro consiglio del pediatra, paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan, Sanipirina, …) per la febbre ed eventualmente rimedi locali per attenuare il dolore in bocca e facilitare l’ingestione di cibo e liquidi.

In caso di prurito può essere fatto ricorso ad antistaminici e rimedi topici (crema, gel, …).

DI norma si acquisisce immunità verso il virus contratto, ma il paziente già colpito dalla malattia rimane comunque sensibile agli altri ceppi responsabili della stessa.

Prevenzione

È difficile consigliare azioni specifiche per prevenire l’insorgenza della mani piedi bocca, generalmente si consiglia semplicemente di lavarsi accuratamente le mani ed osservare con scrupolo le comuni norme igieniche.

Evitare di rompere le bolle limita la diffusione del virus.

Dal 2015 è disponibile in Cina un vaccino, che tuttavia non è (ancora?) in vendita né in Europa né negli Stati Uniti.

Riammissione a scuola

In genere il bambino può tornare a scuola in seguito alla scomparsa della febbre mentre, nei casi degli asili nido, talvolta vi sono norme un pochino più restrittive.

Fonti e bibliografia

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Domande e risposte
  1. Domanda

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