- Introduzione
- Sintomi
- Causa
- Percorso diagnostico e test
- Trattamenti e gestione del paziente
- Prevenzione
- Schede riassuntive
- Pratiche e rischio di contagio
- AIDS e HIV (sintomi, cause, test e trasmissione cura, pericoli, prevenzione e diagnosi)
- Epatiti virali
- Vaginosi batterica
- Clamidia
- Piattole e pidocchi del pube
- Gonorrea
- Herpes
- Mollusco contagioso
- Uretrite non gonococcica
- Malattia infiammatoria pelvica
- Scabbia
- Sifilide
- Tricomoniasi
- Condilomi (e HPV)
- Candida
- Linfogranuloma venereo
- Fonti e bibliografia
Introduzione
Il termine MST (malattie sessualmente trasmesse) identifica un gruppo di malattie che si trasmettono da un soggetto all’altro durante
- coito,
- sesso orale
- o altre forme di giochi erotici
e che rendono conto di circa un milione di contagi al giorno nel mondo; il contagio avviene attraverso il contatto sessuale con pene, vagina, bocca o ano.
Tali malattie possono essere causate da
- batteri,
- virus,
- lieviti
- o parassiti;
Le MST vengono anche chiamate malattie veneree o IST (infezioni sessualmente trasmissibili). Gli operatori sanitari preferiscono parlare di “infezioni” piuttosto che di “malattie”, perché è possibile che un soggetto, benché asintomatico, sia portatore di batteri o virus e necessiti di trattamenti. La comunità scientifica ha identificato oltre 20 diverse MST/IST.
In Italia la fascia d’età più colpita è quella dei giovani adulti (tra i 15 e i 24 anni), ma chiunque abbia avuto o stia avendo rapporti sessuali o orali, o abbia/stia partecipando a un gioco erotico, è per definizione a rischio di MST/IST. Per fortuna, è possibile ridurre il proprio rischio di contagio praticando sesso protetto e/o conoscendo lo stato MST/IST proprio e del/della partner.
Segnaliamo inoltre il numero verde del Ministero per qualsiasi dubbio:
- Telefono Verde Aids/InfezioniSessualmenteTrasmesse 800.861.061

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Sintomi
Chi è affetto da MST/IST può accusare un qualche malessere e lamentare uno o più dei seguenti segni e sintomi:
- perdite anomale da pene o vagina,
- ulcere o verruche nell’area genitale,
- minzione dolorosa e frequente,
- prurito e arrossamenti dell’area genitale,
- vesciche o ulcere in o intorno alla bocca,
- odore vaginale anomalo,
- prurito, dolore o sanguinamento anali,
- dolore addominale,
- febbre.
In alcuni casi le MST/IST non provocano alcun sintomo o, se presenti, possono migliorare spontaneamente nel tempo; è per questo purtroppo molto comune che un soggetto sia affetto da MST/IST e contagi i propri partner senza esserne consapevole.
Consultare il medico se si ritiene di essere affetti da, o avere un partner con, MST/IST. Anche in assenza di sintomi è possibile che la salute sessuale propria o del partner richieda il trattamento di un’eventuale malattia sessualmente trasmissibile.
Causa
Le cause più comuni delle malattie veneree sono quattro:
- batteri, tra cui clamydia, gonorrea e sifilide,
- virus, tra cui HIV/AIDS, virus herpes simplex, virus del papilloma umano (HPV), virus dell’epatite B (HBV) e citomegalovirus (CMV),
- lieviti e protozoi, come Trichomonas vaginalis,
- parassiti e/o insetti come piattole o acari della scabbia.
Tutte le malattie sessualmente trasmesse possono diffondersi attraversi i rapporti sessuali, ma alcune si trasmettono anche con i rapporti orali e lo scambio di giochi erotici (sex toys).
Si noti che non deve necessariamente esserci eiaculazione per trasmettere una MST/IST. Anche condividere aghi contaminati per inocularsi droghe o impiegare strumenti infetti per piercing e tatuaggi può veicolare infezioni, per esempio HIV, epatite B e C.
Alcune malattie (CMV e mollusco contagioso) possono essere sessualmente trasmesse, ma si diffondono anche tramite un contatto ravvicinato non sessuale. A prescindere dalle modalità di esposizione, una volta infettati si diventa fonte di contagio per altri soggetti con il sesso orale, vaginale o anale, anche se asintomatici.
Le malattie veneree sono oggetto di preoccupazioni particolari nelle donne incinte, perché alcune infezioni possono essere trasmesse al neonato prima della nascita o durante il parto. Il rischio di trasmissione madre-figlio può essere tuttavia diminuito, donde l’importanza di controllare ogni donna in gravidanza.
Per esempio l’HIV può essere trasmesso al neonato durante la gravidanza prima della nascita, al momento del parto o dopo il parto durante l’allattamento al seno. Il contagio può essere prevenuto con l’assunzione di alcuni farmaci durante la gravidanza e all’avvicinarsi del parto. Dopo la nascita, una donna con HIV può molto spesso procedere a un allattamento esclusivo, a patto di garantire alcune piccole attenzioni per azzerare o ridurre il rischio di contagio.
In altri casi, se la madre è affetta da infezioni come gonorrea o herpes, in cui il rischio di contagio è alto durante il parto, esistono altre contromisure da mettere in atto per ridurre le probabilità di infezione del neonato. In questi casi il medico può trattare la malattia nella donna durante la gravidanza prima del parto o ricorrere al parto cesareo invece di quello vaginale.
Il citomegalovirus infetta circa 1% di tutte le nascite. Una donna gravida contagiata da CMV può trasmettere il virus al feto in utero, durante il parto o tramite l’allattamento al seno. Potrebbe contaminare il figlio dopo la nascita anche per contatto con i propri liquidi corporei (saliva, urina,…) contenenti il virus. In presenza di una sospetta infezione da CMV durante la gravidanza, la salute del feto viene studiata con l’ecografia, esami del sangue e altri test. La maggior parte dei bambini infettati durante la gravidanza non ha alcun problema dopo la nascita. Una percentuale del 10 – 20% avrà però sequele maggiori, tra cui sordità e disabilità intellettuali. Alcune donne scelgono di interrompere la gravidanza se i test fetali mostrano un rischio aumentato di problemi gravi. La comunità scientifica sta studiando farmaci antivirali, trattamenti immunitari e altri approcci medici per controllare l’infezione in gravidanza. Alcune ricerche si focalizzano sull’impiego di vaccini per prevenire l’infezione da CMV.
Percorso diagnostico e test
La diagnosi delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST) ha l’obiettivo di identificare precocemente il patogeno per interrompere la catena dei contagi e prevenire complicanze gravi, come l’infertilità o danni d’organo permanenti. Poiché molte IST decorrono in modo totalmente asintomatico, il sospetto clinico deve basarsi non solo sui sintomi, ma soprattutto sulla storia dei comportamenti a rischio.
Esame clinico e anamnesi
Il primo passo è la visita medica, durante la quale lo specialista (dermatologo-venereologo, ginecologo o urologo) valuta la presenza di segni visibili come ulcere, verruche, secrezioni o arrossamenti cutanei. L’anamnesi serve a identificare il tempo intercorso dall’ultimo rapporto a rischio per calcolare correttamente il cosiddetto “periodo finestra”, ovvero l’intervallo di tempo necessario affinché un test possa rilevare con certezza l’infezione.
Test molecolari e colturali
Per la diagnosi di infezioni come clamidia, gonorrea e tricomoniasi, lo standard attuale è rappresentato dai test di amplificazione degli acidi nucleici (NAAT). Questi test sono estremamente sensibili e possono essere eseguiti su:
- Campioni di urine (primo getto).
- Tamponi vaginali, cervicali o uretrali.
- Tamponi rettali o faringei, essenziali se i rapporti sono avvenuti per via anale o orale.
Esami del sangue e biomarcatori
Le analisi del sangue sono fondamentali per identificare i patogeni che circolano per via sistemica. I test principali includono:
- HIV: I test di quarta generazione ricercano contemporaneamente l’antigene p24 e gli anticorpi, riducendo il periodo finestra a circa 3-4 settimane.
- Sifilide: Si utilizzano test treponemici e non treponemici (come il VDRL) per confermare l’infezione e monitorare l’efficacia della cura.
- Epatiti virali: Ricerca di antigeni e anticorpi per HBV e HCV.
Screening e prevenzione oncologica
Per quanto riguarda il virus del papilloma umano (HPV), la diagnosi nelle donne si avvale dello screening periodico tramite HPV test e PAP-test, strumenti indispensabili per prevenire il tumore della cervice uterina. Negli uomini, la diagnosi è prevalentemente clinica (osservazione delle verruche), sebbene in casi specifici possano essere indicati approfondimenti proctologici.
Trattamenti e gestione del paziente
L’approccio terapeutico alle malattie sessualmente trasmesse si è evoluto drasticamente negli ultimi anni. Gli obiettivi principali della terapia sono l’eradicazione dell’agente infettivo (quando possibile), la riduzione della sintomatologia, il controllo della replicazione virale e la prevenzione della trasmissione ai partner.
Infezioni batteriche e parassitarie: la guarigione definitiva
Le infezioni causate da batteri, protozoi o parassiti sono generalmente curabili con cicli specifici di farmaci. È fondamentale che la terapia venga completata esattamente come prescritta, anche se i sintomi scompaiono dopo le prime dosi.
- Antibiotici: Sono il cardine per la cura di clamidia, sifilide e gonorrea. Per quest’ultima, a causa della crescente antibiotico-resistenza, le linee guida attuali raccomandano spesso una terapia combinata.
- Antiprotozoari: Farmaci specifici (come il metronidazolo) sono altamente efficaci contro la tricomoniasi e la vaginosi batterica.
- Trattamenti topici: Per scabbia e piattole si utilizzano creme o lozioni a base di permetrina o altre sostanze ad azione antiparassitaria.
Infezioni virali: gestione e controllo
Sebbene alcuni virus (come l’HIV e l’Herpes) non possano essere ancora eliminati definitivamente dall’organismo, la medicina moderna permette di gestirli come condizioni croniche con un impatto minimo sulla qualità della vita.
- HIV: La terapia antiretrovirale (ART) è oggi così efficace da azzerare la carica virale nel sangue. Un paziente con carica virale non rilevabile non trasmette il virus ai partner (concetto U=U, Undetectable = Untransmittable).
- Epatite C: Rappresenta un successo straordinario della medicina; grazie ai nuovi farmaci antivirali ad azione diretta, è possibile ottenere la guarigione completa in oltre il 95% dei casi con un trattamento orale di poche settimane.
- Herpes Genitale: I farmaci antivirali riducono la durata delle manifestazioni e la frequenza delle recidive, oltre a diminuire il rischio di contagio.
- HPV: Non esiste una cura per il virus stesso, ma si trattano con successo le lesioni che esso provoca (verruche o alterazioni precancerose) tramite crioterapia, laser o chirurgia.
Gestione dei partner e stile di vita
La cura di una IST non può prescindere da un approccio condiviso. È essenziale informare i partner sessuali recenti affinché possano sottoporsi a test e trattamenti, evitando il cosiddetto “effetto ping-pong” (re-infezione continua tra partner).
Dal punto di vista dello stile di vita, è raccomandata l’astensione totale dai rapporti sessuali fino al completamento della terapia e alla scomparsa dei sintomi. L’uso costante del profilattico rimane la barriera più efficace per la prevenzione futura, unitamente alla vaccinazione (disponibile e caldamente raccomandata per HPV ed Epatite B). Una corretta igiene intima e la limitazione del numero di partner occasionali sono ulteriori fattori che riducono significativamente il rischio clinico.
Prevenzione
Il modo più sicuro di evitare di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile è di astenersi dal contatto sessuale o avere rapporti monogami e stabili con un partner di cui sia noto lo stato di salute. Le seguenti misure possono inoltre essere di ulteriore aiuto:
- Conoscere lo stato MST/IST del partner e la sua storia medica.
- Informarsi sui rischi e sottoporsi regolarmente ai test per le MST/IST.
- Vaccinarsi contro i virus dell’epatite A e B (HAV, HBV) e del papilloma umano (HPV).
- Usare correttamente e coerentemente profilattici di comprovata qualità.
Ricordarsi comunque che nonostante i profilattici riducano notevolmente il rischio di contrarre alcune MST/IST, non offrono la certezza assoluta di prevenzione da tutte le malattie veneree, perché i virus e alcuni batteri possono essere trasmessi per contatto cutaneo nell’area genitale non protetta dal profilattico.
Schede riassuntive
Pratiche e rischio di contagio
- Scambio di biancheria intima:
- herpes,
- papilloma virus,
- piattole,
- scabbia.
- Contatti cutanei e petting:
- scabbia,
- piattole,
- papilloma virus,
- herpes.
- Baci:
- clamidia,
- cytomegalovirus,
- gonorrea,
- herpes,
- papilloma virus,
- sifilide.
- Tutti i tipi di contatto sessuale:
- HIV,
- candidosi,
- clamidia,
- cytomegalovirus,
- gonorrea,
- herpes,
- papilloma virus,
- sifilide.
- Rapporti vaginali:
- HIV,
- candidosi,
- cytomegalovirus,
- clamidia,
- gardnerella,
- epatiti B e C,
- gonorrea ,
- herpes,
- papilloma virus,
- sifilide,
- ulcera molle,
- tricomoniasi.
- Rapporti anali:
- HIV,
- candidosi,
- cytomegalovirus,
- clamidia,
- epatiti B e C,
- gonorrea,
- herpes,
- papilloma virus,
- sifilide,
- ulcera molle.
- Anilingus:
- candidosi,
- cytomegalovirus,
- clamidia,
- epatite A,
- gonorrea,
- herpes,
- papilloma virus,
- sifilide.
AIDS e HIV
(sintomi, cause, test e trasmissione
cura, pericoli, prevenzione e diagnosi)
- Sintomi
- Attenzione: quasi tutti i sintomi dell’AIDS sono aspecifici e possono indicare la presenza di molte malattie diverse. Se uno dei seguenti sintomi vi preoccupa, vi consigliamo di rivolgervi al pronto soccorso o alla divisione malattie infettive più vicino a voi.
- Nelle donne e negli uomini: dimagrimento rapido e inspiegabile, tubercolosi attiva, tosse secca continua, sudorazione notturna, diarrea continua, linfoadenopatia (gonfiore dei linfonodi), candidosi a carico della mucosa orale, inspiegabili perdite di memoria a breve termine, noduli colorati in bocca o sulla pelle.
- Nelle donne: tra i primi sintomi comuni troviamo la malattia infiammatoria pelvica ricorrente, la candida e alcune forme pretumorali a carico della cervice.
- Incubazione
- Virus HIV: da due settimane a 6 mesi (generalmente meno di un mese).
- AIDS: da 2 a 10 anni (in media 5, 7 anni).
- Cause
- Virus dell’immunodeficienza umana.
- Contagio
- Attività sessuali che comportano lo scambio di fluidi corporei.
- Contatto con sangue infetto, ad esempio quando si usano droghe iniettabili condividendo la stessa siringa.
- Contagio dalla madre infetta al neonato.
- Diagnosi
- Esami del sangue
- Cura
- Non è ancora stata scoperta alcuna cura definitiva, ma le terapie attualmente disponibili garantiscono una sopravvivenza praticamente pari a soggetti non sieropositivi.
- Terapie diverse per le altre malattie dovute alla soppressione del sistema immunitario.
- Prognosi
- Malattia grave, ma oggi non più mortale grazie alla terapia.
Epatiti virali
- Sintomi
- Variabili in base alla forma contratta, ma nella fase acuta possono comprendere ittero, febbre, affaticamento, perdita di appetito, nausea, vomito, dolore addominale, dolore articolare, urine scure, feci chiare.
- Incubazione (fonte)
- Cause
- Virus HAV (epatite A), virus HBV (epatite B), virus HCV (epatite C)
- Contagio
- L’epatite A può essere trasmessa soprattutto attraverso pratiche sessuali che implichino il contatto oro-fecale, ma in virtù della vicinanza anatomica tra genitali ed ano anche un rapporto orale è considerato a rischio. È possibile proteggersi con il vaccino.
- L’epatite B può essere trasmessa attraverso i rapporti sessuali. Il vaccino è obbligatorio.
- L’epatite C solo raramente viene trasmessa attraverso rapporti sessuali.
- Diagnosi
- Esami del sangue
- Prognosi
- A: Tende in genere all’auto-risoluzione spontanea.
- B: Negli adulti solo raramente si sviluppa una forma cronica.
- C: Malattia grave, la più temibile, ma oggi curabile attraverso farmaci antivirali.
Vaginosi batterica
- Sintomi
- Nelle donne: perdite vaginali, cattivo odore, prurito, bruciore.
- Negli uomini: non applicabile.
- Incubazione
- Sconosciuta.
- Cause
- Interazione di diversi batteri.
- Contagio
- Di solito si trasmette durante i rapporti vaginali, ma può verificarsi anche durante i periodi di astinenza.
- Diagnosi
- Visita ginecologica e esami del fluido vaginale
- Cura
- Antibiotici orali.
- Prognosi
- La gravità di questa malattia è sconosciuta: forse potrebbe avere un ruolo nelle infezioni post parto e nella malattia infiammatoria pelvica.
Clamidia
- Sintomi
- Nelle donne: perdite vaginali, mestruazioni irregolari, irritazione dell’uretra, sintomi della malattia infiammatoria pelvica (vedi dopo). Nei 2/3 delle donne la malattia rimane asintomatica.
- Negli uomini: perdite dal pene, prurito, bruciore. In 1/3 degli uomini la malattia rimane asintomatica.
- Incubazione
- Dai 7 a i 21 giorni.
- Cause
- Chlamydia trachomatis (batterio).
- Contagio
- Rapporti vaginali ed anali, più raramente orali.
- Diagnosi
- Visita ginecologica e esami del fluido vaginale
- Cura
- Antibiotici orali. Deve essere curato anche il partner ed è opportuno usare il preservativo.
- Prognosi
- Per le donne: malattia infiammatoria pelvica, sterilità.
- Per gli uomini: epididimite, prostatite, artrite.
Piattole e pidocchi del pube
- Sintomi
- Nelle donne e negli uomini: prurito e irritazione nella zona pubica. I pidocchi spesso sono visibili a occhio nudo nella biancheria o attaccati al corpo: sono grandi all’incirca come una capocchia di spillo. Le uova impiegano una settimana per schiudersi e due settimane per maturare.
- Incubazione
- Trasmissione diretta ed immediata.
- Cause
- Phthirus pubis (parassita).
- Contagio
- Di solito si trasmettono durante i rapporti sessuali oppure tramite il contatto corporeo.
- Modalità di trasmissione frequenti di natura non sessuale: condivisione di lenzuola, asciugamani e vestiti infetti.
- Diagnosi
- Visita medica
- Cura
- Lozioni e shampoo per uso topico. Lavaggio accurato di tutti gli oggetti infetti.
- Prognosi
- Non grave. Il prurito può continuare anche dopo la cura.
Gonorrea
- Sintomi
- Nelle donne: perdite vaginali, mestruazioni irregolari, sintomi della malattia infiammatoria pelvica. Nel 25% delle donne la malattia rimane asintomatica.
- Negli uomini: perdite dal pene o dall’ano, prurito, bruciore. Nel 5-10% dei casi la malattia rimane asintomatica.
- Incubazione
- Dai 2 ai 7 giorni.
- Cause
- Neisseria gonorrhea (batterio).
- Contagio
- Rapporti vaginali o anali. Rapporti orogenitali (provocano infezioni orali).
- Diagnosi
- Esame delle urine e/o tampone
- Cura
- Antibiotici orali. Deve essere curato anche il partner ed è opportuno usare il preservativo.
- Prognosi
- Per le donne: malattia infiammatoria pelvica, sterilità.
- Per gli uomini: epididimite, prostatite, artrite.
Herpes
- Sintomi
- Prima della comparsa: prurito, formicolio, sensibilità nella zona che verrà colpita, sintomi parainfluenzali.
- Al momento della comparsa: le vesciche scoppiano, lasciando la pelle esposta. Le lesioni sono dolorose e si coprono di croste. L’herpes può colpire la bocca, il pene, la vulva, la vagina, la cervice e l’ano. Si stima che i 2/3 dei casi di herpes si trasmettano inconsapevolmente durante l’incubazione, perché i sintomi sono aspecifici e il virus si propaga quando ancora le lesioni non sono visibili.
- Incubazione
- Dai 5 au 21 giorni.
- Cause
- Virus Herpes Simplex (HSV) genitale e labiale
- Contagio
- Rapporti vaginali e anali.
- Contatto orale, orogenitale o oroanale.
- Contagio dalla madre infetta al neonato.
- Diagnosi
- Visita medica ed eventualmente esami del sangue.
- Cura
- Non è ancora stata scoperta alcuna cura; viene usato l’aciclovir, un farmaco per uso orale, per impedire le frequenti ricadute.
- Se le lesioni si trovano nella zona anale o se l’aciclovir non riesce a sconfiggere le ricadute, fate un test per l’HIV.
- Prognosi
- Grave solo nel caso delle donne incinte: se il primo episodio avviene durante la gravidanza, si può avere un parto prematuro. La malattia può presentarsi al momento del parto; può infettare il neonato.
Mollusco contagioso
- Sintomi
- Nelle donne e negli uomini: piccole papule lucide di forma tondeggiante che di solito appaiono nella zona dei genitali, sulle cosce, sulle natiche e sulla parte bassa dell’addome.
- Incubazione
- Alcune settimane.
- Cause
- Virus.
- Contagio
- Rapporti sessuali.
- Forma di contagio frequente, di natura non sessuale: contatto con una persona infetta.
- Diagnosi
- Visita medica.
- Cura
- Azoto liquido o rimozione delle pustole con strumenti chirurgici sterili.
- Prognosi
- Non è grave, ma spesso è difficile da sconfiggere.
Uretrite non gonococcica
- Sintomi
- Nelle donne: non applicabile
- Negli uomini: i sintomi sono gli stessi della clamidia e della gonorrea.
- Incubazione
- Dai 7 ai 21 giorni
- Cause
- Di norma il batterio della clamidia.
- Contagio
- Rapporti vaginali ed anali.
- Diagnosi
- Visita medica e tampone
- Cura
- Antibiotici orali. Deve essere curato anche il partner ed è opportuno usare il preservativo.
- Prognosi
- Vedi clamidia/gonorrea.
Malattia infiammatoria pelvica
- Sintomi
- Nelle donne: dolore addominale, perdite, febbre, nausea, mestruazioni irregolari. Nel 50% circa dei casi può rimanere asintomatica.
- Negli uomini: non applicabile
- Incubazione
- A seconda del microrganismo patogeno.
- Cause
- Di solito è il batterio della clamidia o della gonorrea.
- Contagio
- Rapporti vaginali.
- Diagnosi
- Anamnesi, visita medica ed esami strumentali (ecografia, biopsia, …).
- Cura
- Astinenza.
- Deve essere curato anche il partner.
- Se si ripresenta frequentemente è opportuno fare il test per l’HIV.
- Prognosi
- Aumento del rischio di gravidanza tubarica, sterilità, dolore pelvico cronico.
Scabbia
- Sintomi
- Nelle donne e negli uomini: forte prurito, arrossamento della cute.
- Incubazione
- Da alcuni giorni ad alcune settimane
- Cause
- Sarcopties scabiei (acaro della scabbia)
- Contagio
- Rapporti sessuali.
- Forme di contagio frequente, di natura non sessuale: contatto ravvicinato, condivisione di lenzuola, asciugamani e vestiti con la persona infetta.
- Diagnosi
- Visita medica
- Cura
- Lozioni e shampoo per uso topico.
- Lavaggio accurato di tutti gli oggetti infetti.
- Prognosi
- Non è una malattia grave, ma il prurito può essere molto forte.
Sifilide
- Sintomi
- Sifilide primaria: comparsa di una sola lesione cutanea che non causa dolore; ha la forma di un piccolo cratere e i bordi arrotondati e regolari.
- Sifilide secondaria: eruzione cutanea sulla schiena, sull’addome, sulle mani e sui piedi. Piccole macchie non in rilievo, simili alle verruche.
- Sifilide terziaria: gravi danni ai tessuti, al cervello e al sistema nervoso.
- Incubazione
- Da 10 a 90 giorni; in media da 20 a 25 giorni.
- Cause
- Treponema pallidum (batterio).
- Contagio
- Rapporti vaginali e anali.
- Contatto orogenitale.
- Contagio dalla madre infetta al neonato.
- Diagnosi
- Esami del sangue.
- Cura
- Iniezioni di penicillina; è sempre consigliabile effettuare il test per l’HIV.
- Prognosi
- È grave solo in quel 30% dei casi che passa alla terza fase.
- Degenerazione dei principali apparati dell’organismo, decesso.
- Le donne incinte, se non ricevono nessuna cura, possono contagiare il neonato.
Tricomoniasi
- Sintomi
- Nelle donne: perdite vaginali, bruciore, prurito, cattivo odore.
- Negli uomini: perdite dal pene e bruciore. Nella maggior parte dei casi la malattia rimane asintomatica.
- Incubazione
- Circa 7 giorni.
- Cause
- Trichomonas vaginalis (protozoo)
- Contagio
- Rapporti vaginali e anali.
- Diagnosi
- Visita ginecologica ed analisi dei fluidi vaginali
- Cura
- Antibiotici orali.
- Prognosi
- Non è grave.
Condilomi (e HPV)
- Sintomi
- Nelle donne e negli uomini: le verruche visibili hanno dimensione variabile. Possono essere piccole e leggermente in rilievo, oppure più grandi e ruvide. Le verruche invisibili invece provocano cambiamenti nella struttura della cellula, che possono essere visti soltanto grazie a esami specifici. Le verruche possono provocar prurito. Possono colpire il pene, la vulva, la vagina, la cervice e l’ano. Una percentuale variabile dal 40 al 60% delle verruche è invisibile e non provoca sintomi evidenti.
- Incubazione
- In media da 3 settimane a 8 mesi, ma in alcuni casi fino a 18, 20 mesi.
- Cause
- Papilloma virus umano (HPV)
- Contagio
- Rapporti vaginali e anali.
- Contagio dalla madre infetta alla trachea del neonato.
- Diagnosi
- Cura
- Non è ancora stata scoperta alcuna cura definitiva e le verruche potrebbero quindi ripresentarsi dopo il trattamento finché l’organismo non sarà in grado di risolvere autonomamente l’infezione.
- Prognosi
- Alcuni ceppi di HPV (che non sono causa di verruche) possono far aumentare il rischio di cancro alla cervice per le donne e altre forme di tumore (pene, ano, …) negli uomini.
Candida
- Sintomi
- Nelle donne: perdite vaginali biancastre e dense, prurito, bruciore e infiammazione.
- Negli uomini: eruzione cutanea e irritazione del pene dopo il contatto con le perdite della partner.
- Incubazione
- Sconosciuta.
- Cause
- Moltiplicazione anomala dei lieviti presenti nella vagina.
- Contagio
- Rapporto vaginale.
- Diagnosi
- Visita ginecologica ed eventuali analisi dei fluidi vaginali
- Cura
- Creme ed ovuli vaginali.
- Terapia antimicotica orale.
- Prognosi
- Non è grave.
- Sintomi
- Alcuni ceppi di HPV (che non sono causa di verruche) possono far aumentare il rischio di cancro alla cervice per le donne e altre forme di tumore (pene, ano, …) negli uomini.
Linfogranuloma venereo
- Sintomi
- In alcuni casi può essere asintomatica.
- Compare inizialmente un’ulcerazione nella sede di penetrazione del batterio, che guarisce spontaneamente pochi giorni dopo; in seguito aumentano di dimensione i linfonodi in zona, che diventano dolenti, e possono evolvere verso complicanze anche gravi.
- Incubazione
- 3 giorni – 4 settimane
- Cause
- Chlamydia trachomatis (batterio), che in questo caso colpisce i linfonodi
- Contagio
- Il LGV è tramesso attraverso un rapporto sessuale, anche non completo: l’infezione è contratta infatti mediante contatto diretto con secrezioni vaginali/uretrali infette.
- Diagnosi
- Analisi del sangue e dei fluidi corporei.
- Cura
- Terapia antibiotica.
- Prognosi
- La prognosi è in genere favorevole, soprattutto in caso di trattamento precoce.
Fonti e bibliografia
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.