Introduzione
L’epatite B è una grave infezione del fegato causata dal virus HBV, che viene trasmessa attraverso sangue e altri fluidi corporei.
L’infezione da epatite B può essere di breve durata (acuta) o di lunga durata (cronica):
- L’infezione da epatite B acuta dura meno di sei mesi. Se la malattia è acuta il sistema immunitario è generalmente in grado di eliminare il virus dal corpo per poi riprendersi completamente entro pochi mesi.
- L’epatite B cronica dura sei mesi o più. Quando il sistema immunitario non riesce a vincere la lotta contro il virus, l’infezione può diventare permanente e causare gravi complicazioni. La maggior parte dei neonati con infezione da HBV alla nascita e molti bambini infettati prima dei 5 anni di età diventano cronicamente infetti. L’infezione cronica può restare silente per decenni, per poi comparire in seguito in tutta la sua gravità.
Il periodo d’incubazione del virus dell’epatite B è in media 75 giorni, ma può variare da 30 a 180 giorni. Il virus può essere rilevato entro 30-60 giorni dall’infezione.
Spesso non provoca sintomi evidenti e, soprattutto negli adulti, in molti casi passa in genere nel giro di pochi mesi, senza trattamento; in alcuni pazienti invece l’infezione può diventare cronica, portando a
- insufficienza epatica,
- cancro del fegato,
- cirrosi epatica (una condizione che danneggia permanentemente il fegato).
La maggior parte delle persone infettate dal virus dell’epatite B in età adulta riescono a riprendersi completamente, anche in caso di sintomatologia grave, mentre neonati e bambini hanno molte più probabilità di sviluppare un’ infezione cronica.
Anche se non esiste ad oggi alcuna cura eradicante definitiva per l’epatite B, il vaccino rappresenta un’efficace arma di prevenzione ed è stato reso obbligatorio in Italia dal 1991.

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Virus
L’epatite B è un’infezione causata dal virus HBV, che si trova nel sangue e nei fluidi corporei di una persona infetta.
Molte persone con epatite B manifestano in realtà pochi o nessun sintomo e potrebbero quindi anche non sapere di essere stati infettati, diffondendo così l’infezione senza rendersene conto; nell’ambiente il virus è in grado di sopravvivere almeno 7 giorni, durante i quali può ancora causare l’infezione se riesce a penetrare le difese di un organismo non vaccinato.
Nel mondo l’OMS stima che ci siano circa 300 milioni di persone positive al virus e che le complicanze correlate causino circa un milione di decessi ogni anno.
Fattori di rischio
Il rischio di infezione da epatite B è maggiore se:
- hai rapporti sessuali non protetti con più partner,
- hai rapporti sessuali non protetti con un paziente infetto da HBV,
- hai una malattia sessualmente trasmissibile come la gonorrea e la clamidia,
- condividi aghi usati (droghe, tatuaggi, trasfusioni in Paesi in via di sviluppo, …),
- condividi la casa con qualcuno che ha un’ infezione cronica da HBV,
- svolgi un lavoro che ti espone al sangue umano,
- vivi o viaggi nelle regioni con elevati tassi di infezione del virus dell’epatite B come l’Africa, il Centro e il Sud-Est asiatico e l’Europa orientale.

Di Nanoxyde – travail personnel / adaptation en SVG de l’image Image:HBV prevalence 2005.png, CC BY-SA 3.0, Collegamento
Trasmissione
L’infezione da epatite B è causata dal virus HBV, che si trova principalmente in
- sangue,
- saliva (carica virale molto bassa),
- sperma e secrezioni vaginali.
Tracce del virus sono state individuate anche in
- feci,
- secrezioni nasali,
- espettorato,
- sudore,
- lacrime,
- urina,
- vomito,
- liquido sinoviale (lubrificante articolare),
- liquido amniotico,
- liquido cerebrospinale,
- fluido peritoneale (presente nella cavità addominale),
ma l’impatto che questi liquidi hanno nella diffusione è del tutto trascurabile nella maggior parte dei casi.
Quando l’HBV entra nel fegato ne invade le cellule ed inizia a moltiplicarsi: questo ne causa l’infiammazione e la comparsa dei sintomi.
Le modalità più comuni di trasmissione sono:
- Rapporti sessuali. Si può venire infettati avendo rapporti sessuali non protetti con un partner malato il cui sangue, la saliva, lo sperma o le secrezioni vaginali entrino in contatto con il corpo sano. Il virus HBV è considerato da 50 a 100 volte più contagioso dell’HIV.
- Condivisione di siringhe. L’HBV si trasmette facilmente attraverso aghi e siringhe contaminati con sangue infetto.
- Condivisione di rasoi o spazzolini da denti.
- Tatuaggi, piercing, trattamenti odontoiatrici, … effettuati in carenza delle necessarie attenzioni igieniche (strumenti sterili).
- Contatto diretto con il sangue di un soggetto infetto, su ferite o mucose.
- Punture accidentali con ago contaminato. Il rischio di contagio da epatite B è una fonte di preoccupazione per gli operatori sanitari e per chiunque viene a contatto con sangue umano.
- Trasmissione da madre a figlio. Le donne in gravidanza con infezione da HBV possono trasmettere il virus ai loro bambini durante il parto.
È bene ricordare che un soggetto può essere infetto senza saperlo.
Il virus NON può essere trasmesso attraverso:
- condivisione di posate, strumenti musicali, …,
- allattamento al seno,
- abbracci,
- baci,
- strette di mano,
- tosse,
- starnuti.
Il virus può sopravvivere al di fuori del corpo per almeno 7 giorni.
Sintomi
- Solo alcune persone manifestano i sintomi legati all’infezione, che di solito si sviluppano due o tre mesi dopo l’esposizione al virus dell’epatite B (in media il tempo d’incubazione è di 90 giorni, ma l’intervallo possibile è compresa tra le 6 settimane e i 6 mesi).
- Adulti e bambini di età superiore ai 5 anni hanno maggiori probabilità di avere sintomi; circa il 70% degli adulti ne sviluppa le classiche manifestazioni, ma allo stesso tempo riusciranno con maggior probabilità a superare l’infezione.
I principali sintomi di epatite B sono:
- stanchezza,
- senso di malessere e dolore diffuso,
- febbre elevata,
- perdita di appetito,
- diarrea,
- dolore addominale,
- ingiallimento della pelle e degli occhi (ittero),
- urine scure e feci tendenti al grigio.
Molti di questi sintomi possono essere scambiati per malattie più comuni, come l’influenza o gastroenterite.
Per quanto tempo durano i sintomi?
L’epatite B negli adulti di solito passa in 1-3 mesi; si parla in questi casi di infezione acuta e non lascia complicazioni.
Di tanto in tanto l’infezione può durare per sei mesi o più: questa forma è nota come epatite B cronica e colpisce soprattutto neonati e bambini piccoli. I sintomi sono uguali a quelli sopra menzionati, ma tendono ad essere molto lievi e possono andare e venire. Alcune persone potrebbero non manifestare alcun sintomo, ma in assenza di trattamento possono sviluppare problemi come la cicatrizzazione del fegato (cirrosi), evenienza che si verifica nel 15-25% dei soggetti.
La maggior parte delle persone con epatite cronica B rimangono senza sintomi per circa 20 o 30 anni.
Pericoli
Avere una infezione cronica da HBV può portare a gravi complicazioni, quali:
- Cicatrizzazione del fegato (cirrosi). L’infezione da epatite B può provocare una reazione infiammatoria che genera estese cicatrici nel tessuto del fegato, che possono compromettere la capacità del fegato di funzionare.
- Cancro del fegato. Le persone con infezione cronica da epatite B presentano un maggior rischio di cancro al fegato.
- Insufficienza epatica. L’insufficienza epatica acuta è una condizione in cui vengono meno tutte le funzioni vitali del fegato. Quando ciò si verifica un trapianto di fegato è necessario per garantire la sopravvivenza.
- Infezione da epatite D. Chiunque abbia un’infezione cronica da HBV è sensibile anche alle infezioni con un altro ceppo di epatite virale, l’epatite D. Non è possibile infettarsi con il virus dell’epatite D a meno che non stiate già infettati da HBV. Avere sia l’epatite B che l’epatite D rende più probabile che si sviluppino delle complicanze.
- Problemi ai reni. L’infezione da epatite B può causare problemi ai reni, fino a causare insufficienza renale. I bambini hanno maggiori probabilità di riprendersi da questi problemi ai reni rispetto agli adulti.
- Infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite). L’infiammazione dei vasi sanguigni può causare ulteriori complicazioni, anche se questa è in realtà una complicazione rara di infezione da epatite B.
Gravidanza
Se una donna incinta ha l’epatite B, può trasmettere l’infezione al suo bambino durante il parto, ma questo può essere evitato attraverso una serie di vaccinazioni e trattamenti per il neonato. Senza la vaccinazione i bambini nati da donne con infezione da HBV possono sviluppare un’infezione cronica, che può causare gravi problemi di salute.
Quasi tutti i casi di epatite B possono essere evitati se il neonato riceve le iniezioni necessarie nei tempi corretti (immunoglobuline e vaccino).
La maggior parte dei neonati che si infettano con il virus dell’epatite B non hanno sintomi, ma hanno una probabilità del 90% di sviluppare l’epatite cronica B. Questa può portare a gravi problemi di salute, tra cui
- danni al fegato,
- cancro al fegato,
- persino la morte.
Quando chiamare il medico
Cercate assistenza medica se avvertite segni e sintomi che vi destano preoccupazione; se sapete di essere stati esposti al virus dell’epatite B, contattate immediatamente il medico. Un trattamento preventivo può ridurre il rischio che il virus infetti il vostro corpo, ma l’intervento deve essere iniziato il più rapidamente possibile.
Diagnosi
La diagnosi di epatite B ha l’obiettivo non solo di confermare la presenza del virus, ma anche di distinguere tra un’infezione acuta e una cronica e di valutare lo stato di salute del fegato. Il percorso diagnostico moderno è prevalentemente non invasivo e si basa sulla combinazione di marcatori sierologici, test molecolari e tecniche di imaging avanzate.
Esami del sangue e biomarcatori
La valutazione iniziale prevede un “pannello per l’epatite B” che analizza tre marcatori fondamentali:
- HBsAg (Antigene di superficie): se positivo, indica che l’infezione è in corso (acuta o cronica) e che il soggetto può trasmettere il virus.
- Anti-HBs (Anticorpo contro l’antigene di superficie): la sua presenza indica immunità, derivante da una passata infezione guarita o dalla vaccinazione.
- Anti-HBc (Anticorpo contro l’antigene core): permette di capire se il soggetto è mai entrato in contatto con il virus. La ricerca delle IgM anti-HBc è cruciale per diagnosticare un’infezione acuta recente.
Se viene confermata l’infezione cronica (HBsAg positivo per più di 6 mesi), il medico richiederà ulteriori approfondimenti:
- HBV-DNA (Carica virale): misura la quantità di materiale genetico del virus nel sangue. È fondamentale per decidere se iniziare la terapia e per monitorarne l’efficacia.
- HBeAg e Anti-HBe: indicatori della replicazione virale e dell’infettività del paziente.
- Dosaggio delle transaminasi (ALT/AST): per monitorare il grado di infiammazione del fegato in atto.
- Screening per Epatite D (HDV): raccomandato in tutti i soggetti HBsAg positivi, poiché la co-infezione aggrava drasticamente la prognosi.
Valutazione del danno epatico
Oggi la valutazione della fibrosi (la “cicatrizzazione” del fegato) avviene raramente tramite biopsia epatica. Il protocollo attuale predilige test non invasivi:
- Elastografia epatica (Fibroscan): un esame simile a un’ecografia che misura la rigidità del fegato. È rapido, indolore e fornisce informazioni precise sul rischio di evoluzione verso la cirrosi.
- Ecografia addominale: eseguita periodicamente (solitamente ogni 6 mesi nei pazienti a rischio) per lo screening precoce del tumore del fegato.
Cura e terapia
L’approccio terapeutico all’epatite B si è evoluto significativamente. L’obiettivo principale della cura non è più solo l’eliminazione del virus (difficile da ottenere completamente), ma la soppressione stabile della replicazione virale per prevenire la progressione verso la cirrosi e il carcinoma epatocellulare.
Trattamento dell’infezione acuta
Nella maggior parte degli adulti, l’epatite B acuta si risolve spontaneamente. Il trattamento è sintomatico e si basa su riposo, idratazione e una dieta equilibrata. In rari casi di epatite fulminante o decorso particolarmente severo, può essere indicato l’uso di farmaci antivirali orali per prevenire l’insufficienza epatica.
Trattamento dell’infezione cronica
Non tutte le persone con epatite cronica necessitano di farmaci immediati; la decisione dipende dalla carica virale (HBV-DNA), dai livelli di transaminasi e dal grado di fibrosi. Le opzioni attuali includono:
- Analoghi Nucleos(t)idici (NA): sono farmaci assunti per via orale (una compressa al giorno) che bloccano la replicazione del virus. I più utilizzati sono l’Entecavir, il Tenofovir Disoproxil (TDF) e il più recente Tenofovir Alafenamide (TAF). Quest’ultimo è spesso preferito perché garantisce un’elevata efficacia con minori rischi di effetti collaterali a carico di reni e ossa. Questi farmaci sono estremamente efficaci nel rendere il virus “non rilevabile” nel sangue, ma solitamente richiedono un’assunzione a lungo termine.
- Interferone Pegilato (Peg-IFN): somministrato tramite iniezioni settimanali per un periodo definito (solitamente 48 settimane). Viene riservato a pazienti selezionati (giovani, con bassa carica virale e fegato non cirrotico) perché, pur avendo più effetti collaterali, offre una maggiore probabilità di ottenere una “cura funzionale” (la perdita dell’HBsAg) che permette di sospendere le terapie.
Stile di vita e gestione quotidiana
La gestione dell’epatite B non può prescindere da corrette abitudini quotidiane che riducano lo stress ossidativo sul fegato:
- Astensione totale dall’alcol: l’alcol accelera drasticamente il danno epatico e il rischio di tumore nei soggetti con HBV.
- Alimentazione sana: mantenere un peso corporeo ideale è fondamentale. La steatosi epatica (fegato grasso) combinata con l’epatite B aumenta il rischio di cirrosi.
- Cautela con i farmaci: consultare sempre il medico prima di assumere nuovi medicinali o integratori erboristici, che potrebbero essere tossici per un fegato già infiammato.
- Vaccinazione contro l’Epatite A: raccomandata per proteggere il fegato da ulteriori insulti virali.
La ricerca scientifica sta attualmente testando nuove classi di farmaci con l’obiettivo di raggiungere una cura definitiva (eradicazione del genoma virale dalle cellule epatiche), un traguardo che appare sempre più vicino grazie ai nuovi protocolli di combinazione terapeutica.
Vaccino
Il vaccino per l’epatite B consiste di norma in 3 iniezioni nell’arco di 6 mesi l’una dall’altra.
Non è possibile contrarre la malattia dal vaccino.
Il vaccino può essere somministrato praticamente a tutte le categorie di persone, inclusi bambini (dai 3 mesi in poi), anziani e pazienti immunocompromessi.
In Italia il vaccino è raccomandato per le seguenti categorie a rischio (Fonte: Ministero):
- neonati e bambini (è obbligatoria dal 1991)
- addetti ai servizi cimiteriali e funebri
- addetti al lavaggio di materiali potenzialmente infetti
- addetti al soccorso e al trasporto di infortunati e infermi
- addetti alla raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti
- lavoratori incaricati della gestione dell’emergenza e del pronto soccorso aziendale
- personale addetto alla lavorazione degli emoderivati
- personale della Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo degli agenti di custodia, Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco, Comandi Municipali dei Vigili Urbani, appartenenti al Corpo forestale dello Stato
- personale di assistenza in centri di recupero per tossicodipendenti
- personale di istituti che ospitano persone con disabilità fisiche e mentali
- personale religioso che svolge attività nell’ambito dell’assistenza sanitaria
- personale sanitario di nuova assunzione nel Servizio Sanitario Nazionale e personale del Servizio Sanitario Nazionale già in servizio; studenti dei corsi di laurea di area sanitaria
- persone che si rechino per motivi di lavoro in aree geografiche ad alta endemia di HBV
- soggetti che svolgono attività di lavoro, studio e volontariato nel settore della sanità
- tatuatori e body piercers, personale dei centri estetici, manicure e pedicure.
Altre precauzioni per diminuire il rischio di contagio prevedono:
- Avere la certezza che nuovi partner sessuali non siano infetti; in caso di dubbio è d’obbligo l’uso del preservativo, che tuttavia non è garanzia di protezione.
- Non fare uso di droghe iniettabili o, quantomeno dal punto di vista dell’epatite non utilizzare siringhe usate.
- Porre particolare cautela nel fare piercing e tatuaggi.
Fonti e bibliografia
Le domande più frequenti
Cos'è l'epatite B?
Come si trasmette?
Come si cura?
Si guarisce?
Come faccio a sapere se sono vaccinato?
Qual è il significato di un valore di anticorpi anti-HBsAg quantitativo superiore a 10?
Che cosa indica un risultato di HBsAb negativo?
Come posso sapere se sono immune all'epatite B e cosa devo fare se non lo sono?
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.