Condilomi acuminati genitali in uomo e donna: foto, sintomi e cura

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Introduzione

Le verruche genitali, più spesso conosciute come condilomi acuminati o creste di gallo, sono escrescenze (protuberanze) visibili su cute e mucose e contratte attraverso il contatto sessuale.

Sono causate da alcuni ceppi del papilloma virus umano (HPV), una delle più comuni cause di malattie a trasmissione sessuale (MST), e possono comparire nella zona genitale o anale; Il virus responsabile può essere trasmesso anche in assenza di manifestazioni visibili, tanto che molti pazienti non hanno sintomi ma possono ugualmente essere fonte di contagio.

Il tempo d’incubazione è ampiamente variabile, spesso da qualche mese a diversi anni; i condilomi sono in genere indolori e non sono pericolosi, ma possono essere esteticamente fastidiosi e spesso diventano causa di disagio psicologico e di imbarazzo.

Non sono causa di riduzione della fertilità.

Foto

Data la natura piuttosto forte delle immagini si è preferito pubblicare dei ritagli delle foto originali per rendere la visione adatta ad un sito divulgativo. È possibile osservare le immagini originali su Wikipedia.

https://en.wikipedia.org/wiki/File:SOA-Condylomata-acuminata-around-anus.jpg

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https://en.wikipedia.org/wiki/File:SOA-Condylomata-acuminata-man.jpg

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Cause

Le verruche genitali sono causate da un virus, il cosiddetto papillomavirus umano o HPV.

Esistono oltre 200 tipi diversi di HPV e:

  • molti non causano sintomi/disturbi,
  • alcuni causano la comparsa di verruche in parti del corpo diverse dai genitali,
  • i tipi 6 e 11 sono quelli più comunemente collegati alle verruche genitali,
  • altri tipi di HPV possono indurre modifiche precancerose della cervice o il tumore alla cervice. Questi tipi sono conosciuti come HPV ad alto rischio. Possono portare causare anche tumori alla vagina, all’ano, al pene e al cavo orale.
Ricostruzione grafica del virus HPV

Shutterstock/Naeblys

Trasmissione

È importante sapere che:

  • L’infezione da HPV si trasmette con contatti sessuali anali, orali o vaginali, per contatto con mucose infette (ma il virus si può diffondere anche in assenza di verruche visibili).
  • Le verruche possono comparire da settimane a diversi anni dopo il contagio.
  • Non tutti quelli che hanno contatti con il virus HPV e verruche genitali svilupperanno a loro volta formazioni visibili.
  • Le statistiche indicano che la probabilità di contrarre e diffondere verruche sono maggiori nei soggetti che:
    • hanno più partner sessuali,
    • diventano sessualmente attivi precocemente,
    • fanno uso di tabacco o alcolici,
    • hanno contemporaneamente un’infezione virale, come l’herpes genitale, o una situazione di stress,
    • donne incinte,
    • hanno un sistema immunitario fragile per condizioni come il diabete, la gravidanza, HIV/AIDS o farmaci immunosoppressori.

Nel caso di verruche genitali in un bambino, si dovrà prendere in considerazione la possibilità di una condizione di abuso sessuale.

La via di trasmissione più comune è quella dei rapporti sessuali, ma il contagio è possibile anche attraverso rapporti orali o sex toys.

L’HPV non viene invece trasmesso attraverso baci, abbracci o con la condivisione di asciugamani, abbigliamento e oggetti di uso quotidiano, come posate o la tavoletta del wc.

Il preservativo può aiutare a proteggersi dalle verruche genitali ma, poiché non copre tutta l’area genitale, l’efficacia non è assoluta.

In rari casi la madre può trasmettere l’HPV al suo neonato durante il parto.

Sintomi

Una volta infettato penetrato nell’organismo, il virus richiede in genere un tempo di incubazione compreso tra 3 settimane e 8 mesi prima dell’esordio della manifestazione clinica. Tipicamente le verruche genitali fanno la loro comparsa 2-3 mesi dopo il contatto iniziale, ma il virus è tuttavia in grado di rimanere dormiente all’interno delle cellule epiteliali per periodi di tempo anche molto prolungati, l’infezione può cioè persistere inosservata per l’intera durata della vita di un individuo senza manifestare verruche clinicamente evidenti.

Le verruche sono in genere indolori, anche se su alcuni pazienti possono causare prurito e infiammazione. Se una verruca si infiamma può arrivare a perdere sangue.

Nelle donne le verruche genitali compaiono come condilomi vaginali o nell’ano (o intorno a queste zone), oppure sul collo dell’utero.

Negli uomini, invece, i condilomi possono comparire su

  • pene,
  • scroto,
  • glande,
  • inguine,
  • attorno all’ano,
  • sulle cosce;

si noti che non è necessario avere rapporti anali passivi per vedere la comparsa di condilomi in questa zona, quindi anche soggetti eterosessuali possono esserne colpiti.

I condilomi possono essere in rilievo o piatti, piccoli o grandi; talvolta possono essere raggruppati, ed assumere una forma che ricorda un polipo o un cavolfiore. Spesso, però, sono dello stesso colore della pelle e non causano dolore. In alcuni casi le verruche sono talmente piccole e piatte che possono addirittura passare inosservate.

Nelle donne alcuni ceppi virali possono causare modifiche al collo dell’utero che potrebbero innescare la formazione di un tumore, quindi è importante diagnosticarlo e curarlo il prima possibile. Gli uomini portatori di HPV possono anche essere a rischio di tumore al pene e all’ano.

Le verruche che si sviluppano vicino o all’interno dell’uretra (il canale che permette la fuoriuscita dell’urina) possono interferire o interrompere il normale flusso di urina.

Nei bambini, la presenza di un’infezione MST potrebbe essere un indizio di abuso sessuale. Se avete un qualche timore o sospetto, parlatene apertamente con il pediatra.

Quando contattare il medico

Lo specialista che si occupa di questa condizione è il dermatologo-venereologo, ma è possibile rivolgersi con fiducia in prima battuta anche all’urologo o al ginecologo.

Si raccomanda di rivolgersi ad un medico nei casi in cui:

  • un partner sessuale, attuale o passato, ha o abbia avuto verruche genitali;
  • compaiano verruche visibili sui genitali esterni, oppure sintomi quali prurito, perdite o sanguinamenti vaginali anomali. Ricordarsi che le verruche possono comparire anche mesi o anni dopo aver avuto rapporti sessuali con soggetti infetti;
  • si sospetta la presenza di verruche genitali in un bambino.

Il Pap test andrebbe eseguito regolarmente secondo le linee guida nazionali; in gran parte dei programmi di screening l’esame è ormai stato sostituito o affiancato dal più sensibile HPV-test.

Pericoli

I ceppi virali che causano la comparsa di verruche genitali non sono solitamente gli stessi responsabili di tumori, ma è purtroppo comune che la trasmissione di ceppi diversi avvenga in contemporanea; in Italia i programmi di screening e l’introduzione del vaccino hanno drasticamente ridotto l’impatto delle complicanze oncologiche legate all’HPV.

Gravidanza

Le verruche genitali nelle donne durante la gravidanza potrebbero:

  • Sanguinare e crescere (in termini di dimensioni e numero) a causa di cambiamenti ormonali nel corpo durante la gravidanza.
  • Bloccare il canale del parto, rendendo necessario un taglio cesareo per partorire.
  • Esporre il neonato al contagio da HPV durante il parto, con la possibilità di sviluppare una rara condizione chiamata papillomatosi respiratoria ricorrente e causa di comparsa di verruche nelle vie aeree dei bambini.

Una donna incinta portatrice di malattie a trasmissione sessuale può contagiare il bambino, anche se la malattia non presenta sintomi evidenti. Lo screening di alcune malattie a trasmissione sessuale (ma non di tutte!) è ormai una prassi durante l’assistenza prenatale ma, se avete sintomi o preoccupazioni di qualsiasi natura, parlatene con il vostro medico durante la gravidanza.

Diagnosi

La diagnosi delle verruche genitali è prevalentemente clinica. Nella maggior parte dei casi, un medico esperto (generalmente un dermatologo, un ginecologo o un urologo) può identificare i condilomi attraverso una semplice ispezione visiva dell’area genitale, perianale e anale.

Per una valutazione completa, il percorso diagnostico può includere:

  • Esame obiettivo approfondito: Il medico esamina la morfologia delle lesioni, che possono apparire come escrescenze filiformi, papule piatte o masse “a cavolfiore”. In alcuni casi può essere utilizzato un dermatoscopio per distinguere i condilomi da altre formazioni cutanee.
  • Anoscopia e valutazione interna: Se vi è il sospetto di lesioni interne, può essere necessaria un’anoscopia per l’ano o una colposcopia per il collo dell’utero e la vagina. Queste tecniche permettono di visualizzare lesioni non visibili a occhio nudo sulla superficie esterna.
  • Biopsia cutanea: Non è un esame di routine, ma viene eseguita se le lesioni hanno un aspetto atipico (ad esempio se sono pigmentate, ulcerate o fisse ai tessuti sottostanti), se non rispondono alle terapie standard o se il paziente è fortemente immunocompromesso.
  • Diagnosi differenziale: È fondamentale distinguere le verruche da altre condizioni come il mollusco contagioso, le papule perlacee del pene, i grani di Fordyce o, in rari casi, da carcinomi cutanei.

È importante sottolineare che l’HPV-test e il Pap test sono strumenti di screening per i ceppi di HPV ad alto rischio oncologico e non sono indicati per la diagnosi clinica delle verruche genitali esterne (solitamente causate da ceppi a basso rischio come l’HPV 6 e 11). Tuttavia, la presenza di verruche può suggerire la necessità di verificare l’aggiornamento dei test di screening cervicale nella donna.

Cura e terapia

L’obiettivo principale del trattamento non è l’eradicazione definitiva del virus (che il sistema immunitario può eliminare spontaneamente nel tempo), ma la rimozione delle lesioni visibili, il sollievo dai sintomi (prurito o dolore) e la riduzione del rischio di trasmissione al partner.

Le opzioni terapeutiche si dividono in due grandi categorie: trattamenti domiciliari e trattamenti ambulatoriali eseguiti dal medico.

Trattamenti domiciliari (automedicazione assistita)

Questi farmaci richiedono una prescrizione medica e devono essere applicati seguendo rigorosamente le indicazioni del professionista per evitare irritazioni alla pelle sana circostante:

  • Imiquimod: Una crema che stimola il sistema immunitario locale a combattere il virus. Si applica solitamente alla sera, per alcune volte a settimana, per un periodo che può estendersi fino a 16 settimane.
  • Podofillotossina: Un principio attivo di origine vegetale che blocca la replicazione delle cellule della verruca, portandole alla necrosi. È disponibile in soluzione o crema.
  • Sinecatechine: Un estratto derivato dal tè verde, indicato per il trattamento dei condilomi esterni e perianali.

Trattamenti ambulatoriali (eseguiti dal medico)

Queste procedure sono spesso preferite per lesioni voluminose, numerose o interne:

  • Crioterapia: Utilizzo di azoto liquido per “congelare” la verruca. È un metodo rapido, spesso richiede più sessioni a distanza di 1-2 settimane.
  • Elettrocauterizzazione o Diatermocoagulazione: Utilizzo di corrente elettrica per bruciare il tessuto infetto. Viene generalmente eseguita in anestesia locale.
  • Terapia Laser (CO2): Particolarmente utile per verruche estese, recidivanti o difficili da raggiungere (come quelle uretrali o vaginali).
  • Escissione chirurgica: La rimozione fisica con bisturi o forbici chirurgiche, indicata per masse di grandi dimensioni.
  • Acido Tricloroacetico (TCA): Un agente chimico caustico che brucia le proteine delle cellule virali. Viene applicato direttamente dal medico con estrema precisione.

Gestione delle recidive e stile di vita

Le recidive sono molto comuni (fino al 30-40% dei casi nei primi mesi), poiché il virus può persistere nella pelle sana circostante anche dopo la rimozione della verruca visibile. Per migliorare l’efficacia delle cure, è fondamentale adottare alcuni comportamenti:

  • Smettere di fumare: Esiste una forte correlazione tra il fumo e la persistenza dei condilomi; la nicotina indebolisce la risposta immunitaria locale a livello delle mucose genitali.
  • Astensione dai rapporti: È consigliabile evitare i rapporti sessuali (o utilizzare il preservativo, sebbene non protegga al 100%) fino alla completa guarigione delle lesioni per minimizzare l’effetto “ping-pong” con il partner.
  • Gestione dello stress: Uno stile di vita sano e il riposo adeguato supportano il sistema immunitario nel controllo dell’infezione.

Sebbene il vaccino per l’HPV sia principalmente preventivo, alcune evidenze suggeriscono che possa aiutare a ridurre il rischio di recidive in chi ha già contratto l’infezione, proteggendo inoltre da altri ceppi del virus.

Prevenzione

È stato approvato e introdotto un vaccino (attualmente viene utilizzato il tipo 9-valente) offerto gratuitamente a ragazzi e ragazze, utile per prevenire l’infezione dai ceppi di HPV responsabili della maggior parte dei casi di cancro e di verruche genitali. Il vaccino viene somministrato secondo schemi che variano in base all’età. Non cura le infezioni già in corso, ma rimane lo strumento più efficace per la prevenzione primaria.

Poiché le verruche genitali si diffondono attraverso il contatto sessuale, il miglior modo per prevenire nuove infezioni rimane l’astinenza o una relazione monogama con un partner non infetto.

Il contatto sessuale con diversi partner aumenta il rischio di contrarre qualsiasi tipo di malattia sessualmente trasmissibile. Se usato in maniera corretta e costante, il preservativo può diminuire significativamente il rischio, anche se non esclude del tutto il contagio poiché il virus può trovarsi su aree di pelle non coperte dal lattice.

L’uso di lavande vaginali è sconsigliato, poiché può modificare la flora batterica naturale della vagina e alterare le difese immunitarie locali, facilitando l’attecchimento di agenti patogeni.

Fonti e bibliografia

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Perché le verruche genitali possono ricomparire a distanza di tempo?

I condilomi sono causati dall'HPV, un virus in grado di trovare un nascondiglio in pelle e mucose per proteggersi dai trattamenti in corso, per poi manifestarsi nuovamente in seguito. Questa è la ragione per cui potrebbe essere necessario ripetere più volte il trattamento scelto prima di raggiungere una guarigione definitiva.
Si ricorda infine che NON si acquisisce immunità, si è quindi eventualmente soggetti a nuove infezioni in caso di rapporti con partner infetti.
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