Introduzione
Il papillomavirus umano genitale (chiamato anche HPV) è la più comune infezione sessualmente trasmessa (IST) in moltissimi Paesi; degli oltre 100 tipi esistenti, la maggior parte delle tipologie di HPV non è pericolosa, ma ne esistono più di 40 ceppi che possono infettare non solo le zone genitali, bocca e gola.
A peggiorare la situazione è la considerazione che la maggior parte delle persone colpite non sa di aver contratto il virus, contribuendo così alla sua diffusione.
Il contagio in bocca e gola può avvenire attraverso rapporti orali, ma non solo; se nella maggior parte dei soggetti contagiati il sistema immunitario riesce a reagire ed eradicare il virus in circa 1-2 anni, in una minoranza di pazienti questo non avviene e l’infezione può progredire fino a favorire la comparsa di tumori dell’orofaringe. Si stima che l’HPV sia responsabile di circa il 70% di questi tumori nei Paesi sviluppati.
Non è ancora chiaro se l’HPV da solo sia sufficiente a causare tumori orofaringei o se altri fattori (come il fumo o il tabacco da masticare) interagiscano con il virus, ma è ovviamente indispensabile essere consapevoli del rischio per intraprendere le necessarie cautele in termini di prevenzione e diagnosi precoce.

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HPV e gola
Le stesse tipologie di papilloma virus che infettano le zone genitali possono infettare anche la bocca e la gola.
Alcuni gruppi (ad alto rischio) possono causare i tumori della testa e del collo, oltre che il tumore al collo dell’utero.
Altri gruppi (a basso rischio) possono invece essere causa di verruche nella bocca o nella gola.
Nella maggior parte dei casi le infezioni da HPV di tutti i tipi spariscono prima che possano causare problemi di salute.
Quali tumori della testa e del collo possono essere causati dall’HPV?
L’HPV può causare tumori nella parte posteriore della gola, più comunemente nella base della lingua e delle tonsille, in una zona conosciuta come “orofaringe.” Questi tumori sono chiamati “tumori orofaringei“.
In che modo l’HPV causa il cancro?
Il virus può indurre la trasformazione delle cellule normali in anormali sulla pelle infetta. Nella maggior parte dei casi il corpo combatte l’infezione in modo naturale e le cellule infette tornano alla normalità, ma nei casi in cui l’organismo non sia in grado di difendersi, l’HPV può causare verruche o tumori (a seconda dei ceppi presenti).
Il cancro causato dal virus spesso richiede anni per svilupparsi dal momento dell’infezione e non è chiaro se questa da sola sia sufficiente o se altri fattori (come il fumo o il tabacco da masticare) interagiscano con l’HPV.
Segni e sintomi del tumore
I sintomi principali del tumore alla gola sono:
- mal di gola persistente,
- dolore alle orecchie,
- raucedine,
- ingrossamento dei linfonodi,
- dolore durante la deglutizione,
- perdita di peso inspiegabile.
Alcune persone purtroppo non accusano alcun sintomo fin nelle fasi più avanzate e questo ritarda pericolosamente la diagnosi.
Diffusione
Gli studi epidemiologici indicano che l’HPV orale è presente in una percentuale significativa della popolazione, con una prevalenza nettamente superiore negli uomini rispetto alle donne. Il ceppo HPV 16 rimane il principale responsabile della trasformazione neoplastica orofaringea.
Ogni anno il numero di diagnosi di tumore dell’orofaringe HPV-correlato è in aumento, superando in alcune regioni l’incidenza del tumore della cervice uterina, colpendo prevalentemente soggetti di sesso maschile.
Trasmissione
Solo pochi studi hanno approfondito le modalità di trasmissione e di contagio dell’HPV orale e, a complicare la situazione, alcuni di questi mostrano risultati contrastanti. Alcuni lavori suggeriscono che la trasmissione possa avvenire durante i rapporti orali (dal contatto della bocca con i genitali o della bocca con l’ano) o il bacio con la lingua (alla “francese”), ma non c’è ancora unanimità in proposito.
La probabilità di contagio al momento non è nota, ma è risaputo che i partner che stanno insieme da molto tempo tendono a condividere l’HPV genitale, nel senso che entrambi possono esserne affetti.
I rapporti orali causano la comparsa di tumore?
I principali fattori di rischio relativi alla comparsa di tumore in bocca e/o gola sono l’assunzione di bevande alcoliche e il fumo, ma come detto si stanno accumulando in letteratura le evidenze che una vasta percentuale di casi sia legato al contagio da HPV.
La ricerca è resa difficile, tra l’altro, dall’osservazione che evidenziare la presenza di HPV nel cavo orale di un paziente colpito da tumore non significa che il virus ne sia stato necessariamente la causa scatenante.
Più chiaro è invece il fatto che la presenza di HPV sia nella quasi totalità dei casi legata ad un contagio avvenuto durante un rapporto orale.
Il cancro orofaringeo HPV-correlato è due volte più comune negli uomini rispetto alle donne, in particolare negli uomini eterosessuali di età compresa tra i 40 e i 60 anni; questo potrebbe indicare che praticare un rapporto orale a una donna è più rischioso che praticarlo ad un altro uomo, forse a causa del fatto che la concentrazione di HPV nella pelle più sottile e umida dei genitali di una donna (vulva) è molto più elevata della carica virale presente a livello del pene; si noti tuttavia che a complicare lo studio subentrano altri fattori in grado di confondere la valutazione (come il numero di partner).
Diagnosi: come si identifica il tumore orofaringeo da HPV
Ad oggi non esiste un test di screening universale per l’HPV orale paragonabile al Pap-test per la cervice uterina. La diagnosi avviene solitamente attraverso un percorso multidisciplinare che parte dalla valutazione dei sintomi o da un riscontro occasionale durante una visita odontoiatrica o otorinolaringoiatrica.
Esame clinico e laringoscopia
Il primo passo è un’ispezione accurata del cavo orale e della gola. Il medico specialista (ORL) utilizza comunemente la fibrolaringoscopia a fibre ottiche, un tubicino flessibile con telecamera che permette di visualizzare aree non visibili a occhio nudo, come la base della lingua e le tonsille. Se viene individuata una lesione sospetta, è necessaria una biopsia (prelievo di un piccolo frammento di tessuto) per l’analisi istologica.
Il ruolo dei biomarcatori: il test p16
Una volta confermata la presenza di un carcinoma squamocellulare, è fondamentale determinare se sia causato dal virus. Il protocollo attuale prevede la ricerca della proteina p16 tramite immunoistochimica. L’iperespressione della p16 è un indicatore affidabile della presenza di HPV e ha un valore prognostico fondamentale, poiché i tumori “p16 positivi” tendono a rispondere meglio alle cure rispetto a quelli causati da fumo e alcol. In alcuni casi si procede anche alla ricerca diretta del DNA virale (HPV-DNA test).
Diagnostica per immagini
Per valutare l’estensione della malattia e l’eventuale coinvolgimento dei linfonodi del collo, vengono prescritti esami radiologici:
- TC (Tomografia Computerizzata) con mezzo di contrasto per definire i rapporti con i vasi e i tessuti circostanti.
- Risonanza Magnetica (RM), particolarmente utile per valutare i tessuti molli come la lingua.
- PET-TC, utilizzata per escludere metastasi a distanza e valutare l’attività metabolica del tumore.
Nuove prospettive: la biopsia liquida
La ricerca scientifica sta validando l’uso della “biopsia liquida” per monitorare la presenza di frammenti di DNA di HPV nel sangue. Sebbene non sia ancora lo standard per la diagnosi iniziale, si sta rivelando uno strumento prezioso per monitorare l’efficacia delle terapie e individuare precocemente eventuali recidive prima che siano visibili radiologicamente.
Cura e opzioni terapeutiche
Il trattamento del tumore alla gola HPV-correlato ha come obiettivo non solo l’eliminazione del cancro, ma anche la preservazione delle funzioni vitali come la deglutizione e la parola. Fortunatamente, i pazienti con tumori positivi all’HPV hanno generalmente una prognosi migliore e una sopravvivenza a lungo termine più elevata.
Protocolli di trattamento
La scelta della terapia dipende dallo stadio della malattia e dalla localizzazione:
- Chirurgia mini-invasiva (TORS): La Chirurgia Robotica Transorale permette di asportare il tumore attraverso la bocca, senza incisioni esterne. Questo approccio riduce drasticamente i tempi di recupero e minimizza i danni funzionali.
- Radioterapia: Spesso utilizzata come trattamento principale o dopo l’intervento chirurgico. Le moderne tecniche (come la IMRT) permettono di colpire il tumore con estrema precisione, risparmiando le ghiandole salivari.
- Chemioterapia: Viene frequentemente somministrata in combinazione con la radioterapia (chemio-radioterapia concomitante) per potenziarne l’efficacia nei casi più avanzati.
- Immunoterapia: Farmaci che stimolano il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali sono oggi una realtà consolidata, specialmente nei casi di recidiva o malattia metastatica.
La “de-intensificazione” delle cure
Data l’elevata sensibilità dei tumori HPV-positivi alla radio e chemioterapia, la comunità scientifica sta adottando protocolli di “de-intensificazione”. L’obiettivo è ridurre l’intensità dei trattamenti (ad esempio dosi minori di radiazioni) per diminuire gli effetti collaterali a lungo termine, garantendo comunque la stessa efficacia curativa.
Stile di vita e riabilitazione
Il successo della cura dipende anche dal supporto riabilitativo. Molti pazienti necessitano di un percorso con logopedisti per ottimizzare la deglutizione e la voce. È inoltre imperativo l’abbandono totale del fumo e il limite drastico nel consumo di alcol: continuare a fumare durante e dopo le cure riduce significativamente le probabilità di successo e aumenta il rischio di complicanze gravi.
Vaccino e prevenzione
Attualmente è probabile che i preservativi e i dental dam, se usati costantemente e correttamente, possano ridurre le probabilità di contrarre o trasmettere l’HPV orale durante il sesso orale in quanto fungono da barriere fisiche.
I vaccini contro l’HPV disponibili sono lo strumento di prevenzione più efficace. Originariamente sviluppati per prevenire il tumore alla cervice, i dati attuali confermano una protezione estremamente elevata anche contro le infezioni orali dai ceppi oncogeni più pericolosi. La vaccinazione è raccomandata per bambini e adolescenti di entrambi i sessi, idealmente prima dell’inizio dell’attività sessuale, ma può essere somministrata con beneficio anche in età adulta secondo le indicazioni del medico.
La vaccinazione previene nuove infezioni, ma non è in grado di curare un’infezione o una lesione tumorale già esistente.
Fonte
- CDC – HPV and Oropharyngeal Cancer
- Linee Guida AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) – Tumori della testa e del collo
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.