Cos’è il papilloma virus
Il papilloma virus umano (HPV) è la più diffusa tra le malattie sessualmente trasmissibili (MST).
Esistono più di quaranta tipi di papilloma virus in grado di colpire
- gli organi genitali (maschili e femminili),
- bocca,
- gola.
Spesso l’infezione decorre in modo asintomatico, tanto che la maggior parte delle persone infettate non sa di essere stata contagiata, mentre in alcuni pazienti può invece avere pericolose conseguenze.
Il papillomavirus è diverso sia dall’herpes virus sia dall’HIV, il virus che causa l’AIDS: si tratta in tutti i casi di virus trasmissibili attraverso contatti sessuali, che però provocano manifestazioni e complicazioni diverse.
Si stima che oltre il 50% della popolazione sessualmente attiva venga a contatto con il virus contraendolo almeno una volta nella vita, con un picco di diffusione nel sesso femminile fino ai 25 anni di età.
L’HPV nella maggior parte dei casi non causa alcun sintomo; alcuni ceppi sono responsabili della comparsa di fastidiose verruche genitali, ma il vero rischio è legato alla possibile comparsa di tumori dell’area genitale e più raramente anche del cavo orale in caso di contagio attraverso rapporti orogenitali:
- tumore del collo dell’utero,
- tumore dell’ano,
- alcune forme di tumore orale e della gola,
- tumore della vagina,
- tumore del pene.
L’evoluzione del contagio dipende dalla risposta del sistema immunitario del soggetto infettato e può seguire essenzialmente tre strade:
- regressione dell’infezione,
- persistenza,
- progressione.
La maggior parte delle infezioni HPV ad alto rischio viene superata spontaneamente nell’arco di 1-2 anni senza causare complicazioni, ma in alcuni casi l’infezione può persistere per molti anni e innescare cambiamenti cellulari in grado di diventare maligni. La persistenza dell’infezione rappresenta una tappa necessaria per l’evoluzione verso forme tumorali, cui si arriva attraverso lo sviluppo di lesioni precancerose.
L’elevata frequenza di contagio è segno che l’infezione da HPV è una condizione molto comune, mentre il carcinoma del collo dell’utero rappresenta un evento relativamente più raro, ma su cui tuttavia è importante non abbassare la guardia (il tumore al collo dell’utero è il quarto più frequente nel sesso femminile); nella donna un utilissimo strumento di screening è rappresentato da anni dal PAP-test, ormai progressivamente sostituito dall’HPV-test
L’uso corretto dei preservativi in lattice riduce notevolmente, anche se non elimina completamente, il rischio di contagio e/o di diffusione dell’HPV, ma è disponibile da qualche anno un efficace vaccino che permette un’elevata protezione verso questo temibile microrganismo.

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Diffusione
Attualmente negli Stati Uniti circa 20 milioni di persone sono infette (su circa 312 milioni, ossia circa il 6%, paragonabile alla situazione italiana) e si registrano circa 6 milioni di nuovi contagi ogni anno. Il papillomavirus è talmente comune che circa la metà delle persone sessualmente attive viene contagiata almeno una volta nella vita.
- Negli Stati Uniti l’1 per cento circa degli adulti sessualmente attivi è stato colpito almeno una volta nella vita dalle verruche genitali.
- Tumore al collo dell’utero. Negli Stati Uniti ogni anno si registrano 12.000 nuovi casi di tumore al collo dell’utero (2.300 nuovi casi in Italia, prevalentemente in forma iniziale).
- Gli altri tipi di tumore causati dal papillomavirus sono meno diffusi rispetto al cancro del collo dell’utero. Ogni anno negli Stati Uniti si registrano:
- 3.700 casi di tumore alla vulva
- 1.000 casi di tumore alla vagina
- 1.000 casi di tumore al pene.
Inoltre:
- 2.700 donne e 1.700 uomini sono colpiti dal tumore all’ano
- 2.300 donne e 9.000 uomini si ammalano di tumori della testa e del collo (attenzione: il papillomavirus è responsabile solo di alcuni tipi di tumore della testa e del collo; le altre forme sono connesse al fumo e al consumo eccessivo di alcoolici.)
La papillomatosi respiratoria ricorrente è molto rara, negli Stati Uniti si stima che meno di 2.000 bambini si ammalino ogni anno.
Perché è pericoloso?
Il papilloma virus provoca anomalie nelle cellule delle mucose che riesce ad infettare, anche se nella maggior parte dei casi i cambiamenti cellulari non sono visibili ad occhio nudo e passano inosservati.
Quasi sempre l’organismo attiva le proprie difese contro l’HPV e quindi le cellule infette ritornano in breve tempo alla normalità. Quando l’organismo non è in grado di vincere la sfida contro il virus questo può provocare cambiamenti visibili, cioè manifestarsi in forma di verruche genitali o tumore.
Le verruche possono apparire dopo settimane o mesi dall’infezione, mentre il tumore il più delle volte impiega diversi anni per svilupparsi.
Trasmissione: come si contrae?
Il papilloma virus si trasmette tramite contatto sessuale, soprattutto durante i rapporti vaginali e anali, ma può anche trasmettersi durante i rapporti orali o con il semplice contatto tra genitali. Il contagio può avvenire tra partner eterosessuali ed omosessuali, anche se il partner infetto non presenta alcun sintomo.
La trasmissione avviene prevalentemente attraverso i microtraumi che si verificano durante i rapporti sessuali; è tuttavia importante sottolineare che il contagio può avvenire anche in caso di:
- rapporti non completi,
- utilizzo del preservativo (riduce il rischio di infezione, ma non lo elimina).
L’HPV rimane attivo anche dopo anni dal contatto sessuale con un partner infetto, quindi una diagnosi di HPV non è necessariamente correlata all’attuale partner. La maggior parte delle persone che sono state contagiate non sanno di esserlo e nemmeno di trasmettere il virus al proprio partner. È inoltre possibile essere contagiati da diversi tipi di HPV.
In casi rarissimi una donna incinta portatrice di papillomavirus può contagiare il bambino al momento del parto, in tali situazioni il bambino rischia di essere colpito dalla papillomatosi respiratoria ricorrente.
Tra i fattori di rischio di contagio principali ricordiamo:
- giovane età,
- giovane età al momento del primo rapporto sessuale,
- rapporti sessuali con più partner e/o partner occasionali.
Gravidanza
Il rischio di trasmissione in gravidanza, da madre a figlio, è ritenuto limitato e generalmente l’infezione nella madre non presenta rischi specifici per la gestazione (ma eventuali trattamenti sono di norma rimandati a dopo il parto).
Sintomi
La maggior parte dei pazienti affetti dal papilloma virus non presenta né sintomi né problemi di salute ad esso collegati: nell’80% dei casi il sistema immunitario distrugge l’HPV in modo naturale nel giro di due anni.
In alcuni casi, al contrario, specifiche forme di papillomavirus possono causare verruche genitali, sia negli uomini sia nelle donne; più raramente si formano anche verruche nella gola (questo disturbo è detto papillomatosi respiratoria ricorrente).
Altri tipi di papilloma virus sono in grado di provocare il cancro del collo dell’utero ed anche altre forme di tumori, meno comuni ma gravi, che ad esempio colpiscono
- la vulva,
- la vagina,
- il pene,
- l’ano
- e alcune zone della testa e del collo (lingua, tonsille e gola).
I tipi di papillomavirus che provocano le verruche genitali sono diversi da quelli responsabili del tumore, dopo il contagio da HPV non è possibile prevedere che cosa succederà, cioè se si svilupperà un tumore o se si avranno altri problemi di salute.
Come si manifestano i disturbi causati dal virus?
- Le verruche genitali (condilomi) di solito si presentano come un piccolo rigonfiamento o come un gruppo di verruche nella zona genitale. Possono essere indifferentemente grandi o piccole, piatte, in rilievo o a grappolo. Per diagnosticarle è sufficiente una normale visita ginecologica o andrologica. Le verruche possono apparire settimane o mesi dopo il contatto sessuale con un partner infetto, anche se il partner non presenta alcun sintomo visibile. Se non vengono curate possono scomparire, rimanere come sono oppure aumentare di dimensione e di numero. In ogni caso non si trasformeranno in un tumore.
- Il cancro del collo dell’utero di solito rimane asintomatico finché non è in fase avanzata, proprio per questo è fondamentale sottoporsi regolarmente ad esami di screening, utili per diagnosticare la malattia già nelle prime fasi, e per curarla con tempestività, addirittura prima che si trasformi in tumore.
- Altri tipi di tumore connessi all’HPV possono rimanere asintomatici finché non sono in fase avanzata e più difficili da curare. Tra di essi ricordiamo i tumori della vulva, della vagina, del pene, dell’ano, della lingua, delle tonsille e della gola.
- La papillomatosi respiratoria ricorrente causa la crescita di verruche nella gola, in alcuni casi può provocare raucedine o difficoltà respiratorie.
Diagnosi e screening
La diagnosi dell’infezione da HPV e delle sue complicanze ha l’obiettivo principale di identificare precocemente le lesioni che potrebbero evolvere in tumore. In Italia, i protocolli di screening sono ben definiti e si differenziano in base all’età e al rischio individuale.
Screening femminile
Il percorso diagnostico per la donna si avvale di strumenti complementari:
- Test DNA HPV (Test primario): Attualmente è il test di screening d’elezione per le donne di età superiore ai 30-35 anni. Viene eseguito ogni 5 anni in caso di negatività. Questo esame cerca direttamente la presenza del DNA dei ceppi virali ad alto rischio oncogeno. È considerato più sensibile del Pap-test nell’identificare precocemente il rischio di lesioni precancerose.
- Pap test (Triage e screening giovanile): Nelle donne tra i 25 e i 29-34 anni rimane spesso il test di screening primario (ogni 3 anni). Nelle donne più mature, viene utilizzato come “triage” se l’HPV-test risulta positivo: serve a verificare se il virus ha già causato alterazioni visibili nelle cellule del collo dell’utero.
- Colposcopia e biopsia: Se i test di screening risultano positivi o mostrano anomalie citologiche, si procede con la colposcopia. Attraverso un apposito microscopio, il ginecologo osserva la cervice uterina dopo l’applicazione di reagenti (come l’acido acetico). Se necessario, viene prelevato un piccolo campione di tessuto (biopsia) per confermare la natura delle lesioni (ad esempio per distinguere tra lesioni di basso grado, L-SIL, o di alto grado, H-SIL).
Diagnosi nell’uomo e in altre sedi
A differenza dello screening cervicale, non esistono programmi di screening di massa validati per l’uomo o per le infezioni orali/anali.
- Esame clinico: La diagnosi si basa principalmente sull’osservazione visiva da parte del medico (dermatologo, andrologo o urologo) durante la visita.
- Peniscopia: È un esame che utilizza il colposcopio per analizzare la cute del pene alla ricerca di lesioni subcliniche, non visibili a occhio nudo. Sebbene utile in certi contesti specialistici, non è raccomandata come esame di routine.
- Test anale e orofaringeo: In pazienti ad alto rischio (ad esempio soggetti HIV positivi o partner di persone con lesioni accertate), il medico può valutare l’esecuzione di un Pap-test anale o di un’ispezione accurata del cavo orale, sebbene non esistano protocolli di screening standardizzati per la popolazione generale.
Cura e trattamenti
È fondamentale chiarire che, ad oggi, non esiste una cura farmacologica specifica per eliminare il virus HPV dall’organismo. L’obiettivo della medicina è trattare le manifestazioni cliniche (verruche) e le lesioni precancerose provocate dal virus, prevenendo la loro evoluzione in tumori maligni. Nella maggior parte dei casi sani, il sistema immunitario riesce a “ripulire” l’infezione spontaneamente.
Trattamento delle verruche genitali (condilomi)
Se le verruche causano disagio fisico o psicologico, il medico può proporre diverse opzioni:
- Terapie farmacologiche locali: Applicazione di creme o soluzioni a base di principi attivi come l’imiquimod (che stimola il sistema immunitario locale) o la podofillotossina. Questi trattamenti possono essere spesso eseguiti a casa dal paziente sotto stretto controllo medico.
- Trattamenti ambulatoriali: Includono la crioterapia (congelamento con azoto liquido), l’elettrocauterizzazione, la terapia laser o l’asportazione chirurgica tradizionale. La scelta dipende dal numero, dalla dimensione e dalla localizzazione delle verruche.
Trattamento delle lesioni precancerose della cervice
Se la diagnosi evidenzia alterazioni cellulari (displasie), il trattamento mira a rimuovere il tessuto anomalo preservando l’integrità dell’organo:
- LLETZ/LEEP: Escissione elettrochirurgica dell’area anomala. È la procedura più comune, rapida ed efficace per trattare le lesioni di alto grado.
- Conizzazione: Rimozione di un frammento a forma di cono dal collo dell’utero. Viene riservata a casi più complessi o quando è necessario un esame istologico approfondito.
- Monitoraggio (Watchful Waiting): Per le lesioni di basso grado (CIN 1 / L-SIL), che hanno un’altissima probabilità di regredire spontaneamente, si preferisce spesso un monitoraggio stretto nel tempo piuttosto che l’intervento immediato.
Stile di vita e supporto al sistema immunitario
Sebbene non esistano “diete anti-HPV”, mantenere uno stile di vita sano è clinicamente rilevante per supportare la risposta immunitaria naturale.
- Smettere di fumare: Il fumo di sigaretta è un co-fattore critico che ostacola la clearance (eliminazione) del virus, facilitando la persistenza dell’infezione e la progressione verso il tumore.
- Gestione dello stress e nutrizione: Una dieta equilibrata e il controllo dello stress contribuiscono all’efficienza del sistema immunitario.
- Utilizzo del preservativo: Sebbene non offra una protezione totale, riduce la “carica virale” a cui si è esposti e accelera il tempo di guarigione delle lesioni nei partner conviventi.
Vaccino
Il rischio di contagio può essere ridotto in diversi modi, ma la migliore arma di difesa che abbiamo a disposizione è sicuramente il vaccino; le attuali formulazioni proteggono sia l’uomo che la donna da alcune delle varietà più comuni di papilloma virus. Vengono somministrati in 2-3 dosi ed è importante riceverle tutte per essere protetti al meglio; sono più efficaci se ricevuti prima di iniziare ad avere rapporti, cioè prima della possibile esposizione al virus, per questo motivo in Italia viene offerto alle bambine adolescenti.
- Ragazze e donne. Sono in commercio due vaccini (Cervarix® e Gardasil®) che proteggono le donne da quelle forme di HPV che causano la maggior parte dei casi di tumore al collo dell’utero. Uno di essi, il Gardasil®, è in grado di prevenire anche la maggior parte dei tipi di verruche genitali. Entrambi i vaccini sono consigliati per le ragazze, nell’undicesimo e dodicesimo anno di età, e per le donne dai 13 ai 26 anni che non si sono fatte vaccinare in precedenza o che non sono state completamente immunizzate. Questi vaccini possono anche essere somministrati alle bambine, addirittura a partire dai nove anni. Si consiglia di farsi vaccinare, se possibile, sempre con la stessa marca di vaccino.
- Ragazzi e uomini. Il vaccino in commercio, il Gardasil®, protegge gli uomini dalla maggior parte dei tipi di verruche genitali e può essere somministrato dai 9 ai 26 anni d’età.
Poiché il vaccino non protegge da altre malattie sessualmente trasmesse, si raccomanda di prendere in considerazione anche queste precauzioni aggiuntive, che valgono a maggior ragione per i soggetti non vaccinati:
- Per chi è sessualmente attivo, il preservativo può diminuire il rischio di contagio. Per una maggior efficacia si consiglia di indossarlo in tutti i rapporti e per l’intera durata del rapporto. Il papillomavirus, però, può contagiare le zone non coperte dal preservativo; proprio per questo, quindi, non si può parlare di protezione totale.
- È anche possibile diminuire il rischio di contagio da papilloma virus rimanendo fedeli al proprio partner, diminuendo il numero dei partner e scegliendo un partner vergine o che ha avuto pochi partner in precedenza. Ricordiamo, però, che è comunque possibile contrarre il papillomavirus anche rimanendo fedeli per tutta la vita a un partner solo. Inoltre può essere impossibile capire se un partner che in passato è stato sessualmente attivo sia attualmente infetto. In conclusione, quindi, l’unico modo sicuro al 100 per cento di prevenire l’HPV è l’astinenza.
Prevenzione delle patologie connesse all’HPV
È possibile prevenire i problemi di salute causati dal papillomavirus, compresi i due più diffusi, le verruche genitali e il tumore al collo dell’utero.
- Prevenzione delle verruche genitali. È in commercio un vaccino, il Gardasil®, che protegge sia le donne sia gli uomini dalla maggior parte dei tipi di verruche genitali.
- Prevenzione del tumore al collo dell’utero. Sono in commercio due vaccini (Cervarix® e Gardasil®) in grado di proteggere le donne dalla maggior parte delle forme di tumore al collo dell’utero. È anche possibile prevenire il tumore al collo dell’utero con normali esami di screening e follow-up in caso di esiti anomali. Con il pap test è possibile individuare cellule anomale nel collo dell’utero, in modo da rimuoverle prima che il tumore si sviluppi. In alcuni casi, insieme al Pap test, è anche possibile usare un test del DNA apposito, in grado di individuare il papillomavirus nelle cellule del collo dell’utero. Anche le donne vaccinate in giovane età devono sottoporsi regolarmente ad esami di screening, perché il vaccino non è efficace per tutti i tipi di tumore al collo dell’utero.
- Prevenzione del tumore all’ano e al pene. Per la diagnosi precoce di questi tipi di tumore non è ancora stato individuato né approvato alcun test di screening. Alcuni esperti consigliano di effettuare ogni anno il pap test anale nel caso di uomini gay o bisessuali e di pazienti sieropositivi, perché il tumore all’ano ha una maggiore incidenza tra queste categorie di persone. Questi test, però, non sono ancora consigliati come esami di routine per lo screening del tumore all’ano, perché non si sa ancora con esattezza se siano efficaci o meno.
- Prevenzione dei tumori della testa e del collo. Non è stato approvato alcun esame per la diagnosi precoce dei tumori della testa e del collo, ma presso gli specialisti è possibile effettuare esami appositi, se si sospetta che i sintomi siano causati proprio da questi tipi di tumori.
- Prevenzione della papillomatosi respiratoria ricorrente. Per le donne affette da verruche genitali non è consigliabile il parto cesareo per impedire che il bambino contragga la papillomatosi, non si conosce infatti ancora esattamente se questa scelta sia utile per prevenire la papillomatosi del neonato e del bambino.
Fonti e bibliografia
Le domande più frequenti
Cos'è il papilloma virus?
Cosa sono i condilomi?
Come si cura il papilloma virus?
Come si contrae?
Come avviene il test HPV nell'uomo?
Cosa fare se la mia ragazza ha il papilloma virus?
Ho l'HPV, posso avere rapporti sessuali?
Dopo quanto tempo si manifesta il papilloma virus?
Si può essere portatori sani di papilloma virus?
Oltre al preservativo, quali altre precauzioni possono aiutare a proteggersi dall'HPV?
Ho ricevuto un Pap test negativo in passato, ma recentemente ho avuto un HPV positivo. È possibile che il virus sia incubato per anni?
Quali sono i rischi associati all'HPV e come si può affrontare la situazione se si risulta positivi?
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.