Introduzione
Il cancro della gola è una forma di tumore che rientra tra quelli della testa e del collo e prende per questo nomi diversi a seconda della zona anatomica interessata (orofaringe, nasofaringe, laringe, …).
I principali fattori di rischio per il tumore alla gola sono l’alcool e il fumo, ma negli ultimi anni sta emergendo gradualmente il ruolo dell’HPV, il papilloma virus conosciuto soprattutto per essere la causa principale dei tumori alla cervice nella donna.
I sintomi più comuni del cancro alla gola includono:
- mal di gola che non passa,
- la presenza di una formazione solida a livello del collo,
- dolore e/o ronzio alle orecchie,
- disturbi della deglutizione.

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Cenni di anatomia
Il termine gola viene usato nel linguaggio comune per indicare le diverse strutture presenti a livello del collo, ossia
- faringe,
- laringe
- e le porzioni cervicali dell’esofago e della trachea

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Parlando di tumore alla gola in genere si fa riferimento a faringe (eventualmente orofaringe) e laringe.
Faringe
La faringe è un canale che collega la cavità nasale, la bocca, l’esofago, la laringe e l’orecchio medio.
È un organo muscolo-membranoso comune sia alle vie respiratorie che a quelle digerenti ed è lungo mediamente dai 12 ai 14 cm con una larghezza variabile; rappresenta un importante punto di unione tra l’apparato digerente e quello respiratorio, sia dal punto di vista anatomico che delle funzioni svolte e contiene strutture con meccanismi di difesa verso microrganismi patogeni.
Viene convenzionalmente divisa in tre porzioni tra loro comunicanti: la rinofaringe, l’orofaringe e la laringofaringe.
Laringe
La laringe è un organo localizzato nella gola, nella parte anteriore del collo.
Quest’organo ha una larghezza di circa cinque centimetri ed è costituita da due fasci di muscoli che formano le corde vocali. La cartilagine situata nella parte anteriore della laringe è talvolta chiamata pomo d’Adamo.
La laringe è costituita da tre parti principali:
- Superiore: La parte superiore della laringe è la sovraglottide.
- Centrale: La parte centrale è la glottide. In questa zona si trovano le corde vocali.
- Inferiore: La parte inferiore è la sottoglottide. Si collega alla trachea.
La laringe si apre o si chiude per consentire:
- Respirazione: Quando si trattiene il respiro, le corde vocali si chiudono ermeticamente. Quando si espira o si inspira, le corde vocali si rilassano e si aprono.
- Parola: La laringe produce il suono della voce. Quando si parla, le corde vocali si stringono e si avvicinano una all’altra. L’aria proveniente dai polmoni è frenata tra le corde e le fa vibrare. Questa vibrazione produce un suono che viene trasformato in parole dalla lingua, dalle labbra e dai denti.
- Deglutizione: La laringe protegge i polmoni dal cibo e dai liquidi. Quando si deglutisce, un lembo chiamato epiglottide copre l’apertura della laringe per mantenere il cibo e liquidi all’esterno dei polmoni. L’immagine seguente mostra come il cibo o il liquido attraversano l’esofago nel passaggio dalla bocca allo stomaco.
Sintomi
I sintomi del cancro alla gola dipendono principalmente dalla dimensione e dalla posizione del tumore.
Tra i sintomi iniziali che consentono una diagnosi relativamente precoce del tumore alla laringe ricordiamo i cambiamenti della voce (che possono comunque avere anche altre spiegazioni!), che si presenta per esempio con raucedine che persiste per più di due settimane. Per i tumori che iniziano nella zona della laringe al di sopra/sotto delle corde o nell’ipofaringe in genere non sono presenti cambiamenti della voce se non nelle fasi più avanzate, ma in questo caso compaiono inizialmente altri segnali.
I sintomi più comuni dei diversi tipi di tumore alla gola includono:
- Rinofaringe:
- difficoltà a inspirare aria dal naso,
- fuoriuscita di secrezioni e di sangue dal naso,
- sensazione di orecchie tappate.
- Orofaringe:
- difficoltà e dolore alla deglutizione
- Ipofaringe:
- alterazioni del timbro di voce,
- difficoltà respiratorie,
- dolore irradiato all’orecchio.
- Laringe:
- raucedine o altri cambiamenti di voce che durano per più di 3 settimane,
- mal di gola o difficoltà a deglutire per più di 6 settimane,
- nodulo localizzato al collo,
- difficoltà a respirare,
- tosse persistente,
- mal d’orecchie persistente.
Questi sintomi possono essere causati anche da altri problemi di salute, ma se ne riconosci alcuni, è consigliabile informare il medico in modo da individuare una diagnosi e una terapia che sia il più tempestiva possibile.
Diagnosi
Il percorso diagnostico per il tumore della gola inizia con un’accurata valutazione clinica e prosegue attraverso indagini strumentali mirate a definire con precisione la sede, l’estensione e la tipologia del tumore.
Valutazione clinica ed endoscopica
Il medico specialista (solitamente l’otorinolaringoiatra) esegue inizialmente l’anamnesi e l’esame obiettivo, che comprende la palpazione del collo per individuare eventuali linfonodi ingrossati o masse anomale. L’indagine fondamentale è la laringoscopia o la faringoscopia a fibre ottiche: attraverso un sottile tubicino flessibile dotato di telecamera inserito nel naso o in bocca, il medico può visualizzare direttamente le mucose della gola e identificare eventuali lesioni sospette.
Biopsia e analisi molecolare
Qualora venga individuata un’area anomala, è necessario procedere a una biopsia. Questo esame consiste nel prelievo di un piccolo frammento di tessuto che verrà analizzato al microscopio dal patologo. La biopsia è l’unico strumento che permette di confermare con certezza la presenza di un tumore maligno. Attualmente, per i tumori dell’orofaringe, è diventato standard procedere anche al test per la ricerca dell’HPV (spesso tramite la determinazione della proteina p16), poiché la positività al virus influenza significativamente la prognosi e le scelte terapeutiche.
Imaging e stadiazione
Per definire l’estensione della malattia (stadiazione), si ricorre a test di imaging avanzati:
- TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) con mezzo di contrasto: utile per valutare le dimensioni del tumore e il coinvolgimento delle strutture ossee o dei vasi sanguigni.
- Risonanza magnetica (RM): offre un dettaglio superiore per lo studio dei tessuti molli e della base della lingua.
- PET-TC: una metodica di medicina nucleare fondamentale per escludere la presenza di metastasi a distanza o per valutare il coinvolgimento dei linfonodi in casi complessi.
Cura
Il trattamento dei tumori della gola è oggi un processo multidisciplinare che coinvolge chirurghi, oncologi, radioterapisti e logopedisti. Gli obiettivi principali sono l’eradicazione del tumore, la massimizzazione della sopravvivenza e, non meno importante, la conservazione delle funzioni vitali come la parola, la respirazione e la deglutizione.
Chirurgia
L’approccio chirurgico è variato profondamente verso tecniche sempre meno invasive. Laddove possibile, si predilige la chirurgia mininvasiva trans-orale, che utilizza il laser o il supporto di un robot (TORS – Transoral Robotic Surgery) per asportare il tumore attraverso la bocca, evitando cicatrici esterne e riducendo i tempi di recupero. Nei casi più avanzati può essere necessaria la chirurgia a cielo aperto, che può arrivare alla laringectomia (asportazione parziale o totale della laringe). In questi contesti, la chirurgia ricostruttiva moderna permette di ripristinare le strutture anatomiche rimosse utilizzando lembi di tessuto prelevati da altre parti del corpo del paziente.
Radioterapia e chemioterapia
La radioterapia viene spesso utilizzata come trattamento primario per i tumori in stadio iniziale (con ottime probabilità di guarigione e conservazione dell’organo) o come terapia post-operatoria per ridurre il rischio di recidiva. Nei tumori localmente avanzati, viene frequentemente associata alla chemioterapia (trattamento combinato chemio-radioterapico), che agisce come sensibilizzante potenziando l’effetto delle radiazioni.
Immunoterapia e terapie mirate
Per le forme recidivanti o metastatiche, la ricerca ha introdotto l’immunoterapia (farmaci come pembrolizumab o nivolumab), che stimola il sistema immunitario del paziente a riconoscere e colpire le cellule tumorali. Esistono anche terapie a bersaglio molecolare (come il cetuximab) che colpiscono specifici recettori presenti sulla superficie delle cellule del cancro della gola.
Riabilitazione e stile di vita
La riabilitazione è un pilastro fondamentale della cura. Il supporto logopedico aiuta il paziente a recuperare la voce e la capacità di deglutire correttamente dopo l’intervento o i trattamenti radianti. Il supporto nutrizionale è altrettanto cruciale per prevenire il calo di peso e la debolezza durante le terapie.
Per quanto riguarda lo stile di vita, è imperativo l’abbandono totale del fumo e dell’alcol. Continuare a fumare durante la terapia non solo riduce drasticamente l’efficacia delle cure (specialmente della radioterapia), ma aumenta esponenzialmente il rischio che il tumore si ripresenti o che ne insorga uno nuovo nelle aree limitrofe. Una dieta ricca di frutta e verdura e una corretta igiene orale sono raccomandate per favorire i processi di guarigione dei tessuti.
Diffusione e sopravvivenza
A livello mondiale il cancro della gola rappresenta il 10% circa di tutti i tumori negli uomini e il 4% nelle donne.
La probabilità di guarigione dipende come sempre in questi casi da
- sede,
- estensione
- e soprattutto da quanto è avanzato il tumore (una diagnosi precoce migliora la prognosi),
- oltre che dalle condizioni generali di salute.
La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è del 60% circa, con ampia variabilità in base ai fattori descritti. È importante sottolineare che i tumori legati all’infezione da HPV mostrano generalmente tassi di sopravvivenza significativamente più alti rispetto a quelli correlati esclusivamente a fumo e alcol.
Fattori di rischio
Quando viene diagnosticato un cancro alla gola, è naturale chiedersi cosa possa aver causato questa malattia. I medici non sempre sanno spiegare perché una persona possa essere affetta da un cancro e un’altra no, tuttavia è risaputo che le persone con determinati fattori di rischio possono avere maggiore probabilità di altre di sviluppare questa tipologia di cancro. Un fattore di rischio è qualcosa che può aumentare la probabilità di sviluppare una malattia.
- Età:
- L’età media alla diagnosi di un tumore della faringe è di 64 anni e il 95% insorge dopo i 40 anni.
- Il cancro della laringe colpisce soprattutto le persone di età superiore ai 55 anni ed è più diffuso nei maschi.
- Il fumo è la causa della maggior parte dei tumori alla laringe ed alla faringe. I grandi fumatori che hanno fumato per un lungo periodo di tempo hanno un rischio maggiore di sviluppare il cancro.
- Le persone che consumano grandi quantità di alcol hanno maggiore probabilità di sviluppare un tumore in gola rispetto alle persone che non bevono alcolici. Il rischio diventa maggiore con l’aumentare della quantità di alcol che una persona assume ed aumenta ulteriormente per le persone che consumano elevate quantità di alcol e fumano molte sigarette, anche se non tutte svilupperanno la malattia.
- HPV è il nome dato a un gruppo di virus (papilloma virus) in grado di alterare la pelle e le mucose dell’organismo umano, in particolare quelle della cervice (collo dell’utero), dell’ano, della bocca e della gola. L’HPV è un fattore di rischio noto per il tumore al collo dell’utero, ma sono sempre maggiori le evidenze che possa sortire gli stessi effetti anche a livello della gola. Viene trasmesso attraverso il rapporti sessuali (oro-genitali). Per approfondire clicca qui.
Una recente area di ricerca sta verificando se il reflusso (la risalita di liquido dallo stomaco alla gola) possa aumentare il rischio di cancro alla laringe.
Prevenzione
- Non fumare o smettere di farlo,
- non consumare tabacco in alcuna forma,
- limitare l’alcol,
- proteggere con preservativo/dental dam i rapporti oro-genitali.
Fonti e bibliografia
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.