Mughetto lingua e bocca (candida orale) in bambini e adulti

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Cos’è il mughetto?

Il mughetto, più correttamente candidosi orale, è un’infezione da candida che si verifica in bocca, ossia una micosi (infezione fungina) sostenuta da funghi appartenenti alla specie Candida sulle membrane mucose della bocca.

Questo microrganismo è comunemente presente all’interno del cavo orale della maggior parte delle persone, ma solo in piccole colonie, incapaci di causare sintomi o altri fastidi. Nel caso in cui per qualche motivo riescano a prendere il sopravvento sul nostro sistema immunitario, la presenza può aumentare fino alla comparsa di infezione, condizione caratterizzata dalla presenza di placche bianche sulla lingua e talvolta anche nel resto della bocca.

Molto comune nei neonati, può colpire anche gli adulti in caso di calo delle difese immunitarie o uso di specifici farmaci (come il cortisone).

Tra gli altri sintomi dell’infezione ricordiamo la possibile comparsa di:

  • ulcerazioni ai lati della bocca (cheilite angolare),
  • percezione di un gusto sgradevole,
  • dolore (che può portare a difficoltà ad alimentarsi).

La prognosi nei neonati è generalmente ottima, mentre negli adulti affetti da un importante calo delle difese immunitarie l’infezione può cronicizzare e mostrarsi particolarmente ostica da risolvere.

Foto e immagini

Lingua bianca a causa della candidosi orale

Shutterstock/sruilk

Fotografia di un severo mughetto

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Cause

Le specie di miceti appartenenti al genere Candida sono comunemente presenti in bocca, così come in numerosi altri distretti corporei (orecchie, occhi, tratto gastrointestinale, vagina, pelle, feci, …), in quanto presenza fisiologica come flora batterica vaginale, orale, della gola e del resto del tratto gastrointestinale.

L’utilizzo di specifici farmaci o un indebolimento del sistema immunitario possono tuttavia consentire un’eccessiva proliferazione, capace di trasformarsi in una vera e propria infezione.

Negli adulti sani è quindi poco comune, mentre si verifica più frequentemente in

  • neonati (soprattutto nel primo mese di vita, a causa di un sistema immunitario ancora immaturo),
  • bambini,
  • anziani,
  • soggetti con sistema immunitario indebolito, ad esempio a causa di

Tra gli ulteriori fattori di rischio ricordiamo anche:

  • cattiva igiene orale,
  • bocca secca (a causa di farmaci o altre condizioni),
  • fumo,
  • uso di dentiera,
  • somministrazione di antibiotici, soprattutto se terapie lunghe e/o ad alte dosi.

Nel caso dei neonati la spiccata tendenza a contrarre il cosiddetto mughetto è dovuta alla presenza di un sistema immunitario ancora immaturo; i soggetti nati pretermine sono particolarmente a rischio, ma qualsiasi lattante può contrarla anche più volte.

Anche nel caso dei bambini il ricorso a una terapia antibiotica ad ampio spettro è spesso una causa scatenante del disturbo, in quanto diminuisce la flora batterica orale consentendo ai funghi presenti (soprattutto al genere Candida) di prendere il sopravvento.

È contagioso?

Fra gli adulti non è considerata una condizione contagiosa, ma va evitata la condivisione di posate, bicchieri, … a scopo preventivo. Un lattante affetto da mughetto può invece trasmettere l’infezione alla mamma durante l’allattamento al seno, in forma di candidosi del capezzolo.

Sintomi

La candidosi orale può manifestarsi attraverso numerosi sintomi, ma il più comune è la comparsa di una patina bianca sulla lingua e sulle muscose, oppure la presenza di placche di colore bianco sulla gola. Se rimosse rivelano un intenso rossore delle mucose, che in alcuni casi possono anche arrivare a sanguinare.

Altri sintomi includono:

Nel caso dei bambini più piccoli e dei neonati i sintomi sono sovrapponibili, con la differenza che in alcuni casi è possibile scambiare la presenza di latte residuo sulla lingua per mughetto. Posano talvolta diventare restii a mangiare, a causa del fastidio presente.

Durata: in quanto tempo si guarisce?

Nei neonati il disturbo tende in genere a risolversi in pochi giorni.

Negli adulti altrimenti sani la maggior parte dei casi di candidosi orale si risolve spontaneamente entro una settimana o due senza alcuna terapia, ma il medico potrebbe prescrivere una soluzione antimicotica per accelerare e favorire la guarigione.

Negli adulti con sistema immunitario indebolito è in genere richiesto un intervento farmacologico, ma i tempi richiesti per una completa guarigione sono in ogni caso più lunghi.

Complicazioni

La prognosi della candidiasi orale è ottima nei neonati, mentre negli adulti che presentino fattori di rischio non modificabili è comune andare incontro a frequenti recidive.

In soggetti con difese immunitarie compromesse è possibile candidosi si diffonda da/verso la bocca, a siti come

  • gola,
  • esofago,
  • polmoni,
  • fegato,
  • genitali,
  • pelle,
  • unghie.

Se non curatanei soggetti con sistema immunitario gravemente indebolito può diventare invasiva ed arrivare ad interessare distretti delicati come:

Quando chiamare il medico

  • Chiamate il medico nel caso in cui la lingua sia persistentemente bianca o avvertiate i gusti in modo anomalo.
  • Se vostro figlio continuasse a contrarre il mughetto, soprattutto se ha più di nove mesi, avvisate il pediatra, perché potrebbe essere indicativo di un diverso problema di salute.

Diagnosi

La diagnosi del mughetto è prevalentemente clinica: il medico, il pediatra o l’odontoiatra sono solitamente in grado di identificare l’infezione semplicemente osservando il cavo orale durante la visita. La presenza delle caratteristiche placche biancastre, che ricordano la consistenza del latte cagliato o della ricotta e che lasciano una base arrossata o sanguinante se rimosse, è un segno distintivo quasi inequivocabile.

Esami di laboratorio

Sebbene la diagnosi visiva sia spesso sufficiente, in casi selezionati possono essere necessari approfondimenti:

  • Esame microscopico a fresco: il medico preleva un piccolo campione di placca strofinando delicatamente la mucosa con un tampone o una spatola. Il materiale viene analizzato al microscopio (spesso previa aggiunta di idrossido di potassio o KOH) per visualizzare direttamente le ife del fungo.
  • Coltura fungina: utile soprattutto nelle infezioni resistenti ai trattamenti comuni o ricorrenti. Il tampone viene inviato in laboratorio per identificare con precisione la specie di Candida e testare la sensibilità ai diversi farmaci antimicotici (antimicogramma).
  • Biopsia: raramente necessaria, viene riservata a lesioni che non rispondono alla terapia e che potrebbero simulare altre patologie delle mucose.

Ricerca delle cause sottostanti

In un adulto che non presenta fattori di rischio evidenti, la comparsa di candidosi orale impone una valutazione medica più approfondita. Il medico potrebbe prescrivere analisi del sangue per escludere condizioni silenti come il diabete o stati di immunodeficienza non ancora diagnosticati. Negli adulti che portano protesi dentarie, verrà valutata anche l’aderenza e l’igiene delle stesse.

Cura e terapia

L’obiettivo principale della terapia è arrestare la proliferazione del fungo e prevenire la sua diffusione in altri distretti corporei. La scelta del trattamento dipende dall’età del paziente, dallo stato di salute generale e dalla gravità dell’infezione. In molti casi, soprattutto nei soggetti sani, l’approccio è locale e minimamente invasivo.

Trattamenti topici (locali)

Per le forme lievi o moderate di mughetto, la prima scelta è rappresentata da farmaci antimicotici applicati direttamente in bocca sotto forma di gel, sospensioni orali o compresse orosolubili:

  • Nistatina: è il trattamento storico, disponibile in sospensione liquida. Viene utilizzata effettuando degli sciacqui (che vanno trattenuti in bocca il più possibile prima di essere deglutiti o sputati, a seconda delle indicazioni mediche) diverse volte al giorno.
  • Miconazolo: spesso formulato come gel orale, è particolarmente efficace e pratico per l’applicazione mirata sulle lesioni.
  • Clotrimazolo: disponibile in compresse da sciogliere lentamente in bocca.

Terapie sistemiche

Se il trattamento locale non risulta efficace, o se il paziente è gravemente immunocompromesso, si ricorre a farmaci per via orale (compresse o sciroppi) che agiscono in tutto l’organismo:

  • Fluconazolo: è l’antifungino di prima scelta per via sistemica grazie alla sua elevata efficacia e facilità di assunzione.
  • Itraconazolo o Voriconazolo: farmaci di seconda linea utilizzati in caso di ceppi resistenti al fluconazolo o in situazioni cliniche particolarmente complesse.

Gestione nel neonato e allattamento

Se un neonato allattato al seno presenta il mughetto, è fondamentale il trattamento simultaneo di madre e bambino, anche se la madre non presenta sintomi evidenti sui capezzoli. Questo evita l’effetto “ping-pong” dell’infezione. Per il piccolo si utilizzano solitamente gel a base di miconazolo o soluzioni di nistatina applicati dopo i pasti, mentre la madre può utilizzare creme antimicotiche specifiche sui capezzoli dopo ogni poppata.

Stile di vita e rimedi di supporto

Il supporto alla terapia farmacologica passa attraverso piccoli ma fondamentali accorgimenti quotidiani:

  • Igiene orale rigorosa: spazzolare i denti delicatamente e sostituire lo spazzolino dopo l’inizio della cura per evitare re-infezioni.
  • Pulizia delle protesi: le dentiere devono essere rimosse ogni notte e disinfettate con soluzioni specifiche raccomandate dal dentista.
  • Alimentazione: limitare temporaneamente il consumo di zuccheri semplici e lieviti può aiutare a togliere “nutrimento” al fungo. L’integrazione di probiotici (fermenti lattici) può essere utile per ripristinare l’equilibrio della flora batterica.
  • Igiene degli inalatori: chi usa cortisonici spray deve sempre sciacquare la bocca con acqua (o una soluzione di acqua e bicarbonato) dopo ogni utilizzo e, se possibile, impiegare una camera di espansione (distanziatore).

Prevenzione

Attraverso una regolare igiene orale (lavaggio dei denti dopo aver mangiato e comunque almeno due volte al giorno, check-up regolari dal dentista, …) è possibile prevenire l’insorgenza di micosi da candida nei soggetti sani e ridurre il rischio nei soggetti a rischio (lattanti, bambini e adulti immunodepressi); secondo alcuni studi l’utilizzo di collutori a base di clorexidina potrebbe essere utile a ridurre la possibilità di comparsa nei soggetti sottoposti a terapia antitumorale, mentre nel caso di pazienti asmatici è raccomandabile sciacquare abbondantemente la bocca dopo l’inalazione del farmaco.

Smettere di fumare è sicuramente d’aiuto, così com’è indispensabile uno scrupoloso controllo della glicemia nei soggetti diabetici.

Nei neonati è più difficile prevenire la comparsa del mughetto, alcuni pediatri consigliano di procedere a sterilizzare regolarmente tettarelle e succhietti, mentre è sicuramente raccomandabile lavarsi bene le mani dopo il cambio del pannolino (altra zona ad alto rischio di candida).

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Cos'è il mughetto?

Il mughetto, noto in medicina come candidosi orale, è un'infezione della bocca causata da funghi del genere Candida. È comune nei neonati, ma può svilupparsi anche negli adulti, specialmente in presenza di fattori di rischio come un sistema immunitario indebolito, uso di antibiotici o cortisone, e diabete non controllato.

Come si manifesta il mughetto?

I sintomi caratteristici del mughetto includono una patina biancastra sulla lingua e talvolta anche in altre aree del cavo orale. Quando questa patina viene rimossa, possono apparire mucose arrossate e, occasionalmente, sanguinanti. Possono anche verificarsi alterazioni del senso del gusto e senso di bruciore.

Come si cura il mughetto?

Il mughetto si tratta generalmente con medicinali antifungini topici, applicati direttamente sulle aree infette. Se non ci sono miglioramenti entro 7-14 giorni, o se ci sono fattori di rischio significativi, il medico può decidere di somministrare farmaci per via orale. I farmaci comunemente utilizzati includono clotrimazolo, miconazolo, nistatina o fluconazolo.

È possibile contrarre il mughetto in età adulta?

Sì, il mughetto è relativamente comune anche negli adulti, specialmente dopo trattamenti antibiotici o in condizioni di immunosoppressione. Pertanto, è importante prestare attenzione a segni di candidosi orale anche negli adulti.
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