Bicarbonato di sodio: efficacia, effetti collaterali e controindicazioni

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Cos’è il bicarbonato di sodio?

Il bicarbonato di sodio (formula chimica NaHCO3), o spesso solo bicarbonato, è una polvere bianca che si trova comunemente in natura disciolto acque superficiali e sotterranee e, più raramente, anche come minerale, in forma di “efflorescenze, incrostazioni e masse concrezionate”.

Rientra tra gli additivi alimentari previsti dall’Unione europea (sigla E 500).

Ha una solubilità modesta in acqua (ovvero è possibile scioglierne una quantità relativamente ridotta) dove dà vita ad una soluzione lievemente basica (pH inferiore a 8.6).

È interessante notare che miscelato a sostanze acide, ad esempio aceto o limone, si decompone a formare acqua, un sale di sodio variabile in base all’acido usato ed anidride carbonica in forma di gas, che è possibile osservare in forma di piccole bollicine; questa reazione è alla base del funzionamento del lievito chimico (istantaneo) usato in cucina.

Bicarbonato di sodio

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Che differenza c’è tra bicarbonato e percarbonato?

Il percarbonato di sodio è una sostanza usata a scopo sbiancante; ha formula chimica 2 Na2CO3 · 3 H2O2 ed è un derivato del bicarbonato, che viene fatto reagire in condizioni controllate con l’acqua ossigenata (H2O2).

A cosa serve?

Esaurire l’argomento sugli utilizzi del bicarbonato è pressoché impossibile, ma è doveroso premettere che molte delle proprietà mediche che gli si attribuiscono popolarmente sono, nella migliore delle ipotesi, sopravvalutate (con evidenti eccezioni in campo ospedaliero, tra cui la più evidente è rappresentata dal suo utilizzo, in forma endovenosa, per il trattamento dell’acidosi metabolica o condizioni correlate).

Un discorso analogo vale per le supposte proprietà pulenti o sgrassanti quando unito all’aceto, che purtroppo sono anche in questo caso poco fondate dal punto di vista scientifico.

Data la vastità dell’argomento ho deciso di avvalermi di un video del Prof. Bressanini per quanto riguarda l’utilizzo in cucina, per dedicarmi alla valutazione di alcuni utilizzi comuni del bicarbonato in condizioni di salute, tralasciando consapevolmente gli utilizzi ospedalieri.

Bicarbonato in cucina

Per digerire? Acidità di stomaco, reflusso, …

L’utilizzo come coadiuvante della digestione è probabilmente il più noto e si basa sulla sua capacità di neutralizzare gli acidi dello stomaco, tanto da essere usato anche per la formulazione di noti prodotti commerciali (Citrosodina®, Polvere Brioschi®, …).

Viene per questo consigliato in caso di:

L’efficacia è modesta, ma alle dosi corrette è sostanzialmente sicuro (in casi eccezionali può tuttavia condurre all’esplosione dello stomaco, si veda l’ultimo paragrafo); vale la pena notare che potrebbe indurre un riflesso gastrico di produzione acida che limita nel tempo il sollievo dall’iperacidità.

Contro i tumori?

L’idea nasce probabilmente dall’osservazione che spesso il tumore dà vita ad un ambiente acido attorno a sé (al contrario del bicarbonato che contrasta l’acidità, essendo lievemente basico quando sciolto in acqua), ma su questo argomento è importante essere chiari: l’efficacia è nulla. L’assunzione per bocca di bicarbonato di sodio non ha alcun effetto sull’ambiente tumorale a livello degli organi interni, mentre sono allo studio approcci ospedalieri che prevedono un utilizzo differente della sostanza.

Per sbiancare i denti?

Lavarsi i denti con il bicarbonato di sodio è un approccio promosso come metodo efficace per sbiancare i denti; l’effetto è basato sul potere abrasivo della polvere, che quindi potrebbe a dosi eccessive (o frequenze eccessive) causare lesioni allo smalto dei denti. L’utilizzo sistematico di una pasta casalinga al bicarbonato al posto del normale dentifricio non sarebbe praticabile anche per l’assenza del fluoro, necessario a mantenere una buona salute dei denti.

Si tratta quindi di un approccio con ragionevole efficacia, anche e soprattutto nei protocolli che prevedono il contemporaneo utilizzo dell’acqua ossigenata, ma che dovrebbe essere condotto solo seguendo le istruzioni del proprio dentista e non consigli generici reperiti in rete, perché il rischio di andare incontro ad effetti indesiderati gravi è elevato.

Per fare suffumigi/fumenti?

Tra i tanti rimedi della nonna relativi all’utilizzo del bicarbonato non può certamente mancare una menzione ai suffumigi/fumenti/inalazioni, praticate con soluzioni acquose di bicarbonato ed eventualmente varie foglie/erbe balsamiche o con supposte proprietà emollienti e lenitive; sull’efficacia è difficile esprimersi per la mancanza di studi controllati e l’enorme pletora di approcci diversi in cui è peraltro difficile distinguere l’apporto dei singoli principi attivi.

La sensazione è che l’efficacia sia limitata, un po’ effetto placebo ed un po’ sollievo momentaneo legato al vapore caldo, ma in genere esiste un unico grande rischio, sufficiente a renderlo controindicato almeno nei bambini: il rischio di ustione.

L’utilizzo nell’apparecchio dell’aerosol non soffre di questa controindicazione, ma persiste il dubbio sulla reale efficacia, benché ci siano prospettive interessanti in merito.

Come pediluvio

Rischi zero.

Utilizzare il bicarbonato per un rilassante pediluvio non espone ad alcun rischio e può essere praticato senza problemi né preoccupazioni; rimane il dubbio sull’effettiva utilità, che potrebbe essere limitata ad un blando effetti antisettico utile in caso di cattivi odori.

Per la cistite?

La cistite è un’infezione delle vie urinarie e, in particolare, della vescica; il bicarbonato può essere utilizzato in due modi:

  • uso esterno, come lavaggio dei genitali, ed in questo modo l’utilità è assolutamente nulla in quanto non può raggiungere la vescica, sede dell’infezione;
  • uso interno, bevendo piccole quantità di soluzione acquosa contenente bicarbonato; i rischio sono quelli esplorati nei paragrafi dedicati (“Effetti Indesiderati” e “Controindicazioni”) mentre il razionale sarebbe quello di rendere alcaline (basiche) le urine.

Per i calcoli renali?

L’idea è quella di basificare le urine (aumentare il pH) per prevenire la formazione di calcoli renali di acido urico; le evidenze sono buone, seppure limitate, ma va purtroppo detto che la maggior parte delle coliche è in realtà dovuta a cristalli di calcio (tipicamente calcio ossalato) che non rispondono al trattamento.

L’aumento del pH delle urine a circa 6,5 ​​fornisce le condizioni ottimali per la dissoluzione dei calcoli di acido urico, ma valori superiori a 7,0 aumentano purtroppo il rischio di formazione di calcoli di fosfato di calcio (fonte).

Per la candida?

La candida è un fungo commensale del nostro organismo, ovvero normalmente presente in quantità limitate ed in equilibrio, che tuttavia in specifiche circostante può prendere il sopravvento e causare fastidiose infezioni, molto comuni ad esempio a livello vaginale ed in bocca (mughetto).

Lavaggi con bicarbonato sono considerati utili, seppure blandi, rimedi per il contrasto di queste infezioni; si possono ad esempio effettuare lavaggi vaginali esterni, oppure, dietro consiglio del pediatra, passare una garzina sterile imbevuta di acqua e bicarbonato sulla lingua di neonati che dovessero sviluppare l’infezione nel cavo orale.

Per la balanite?

La balanite è un’infezione della parte terminale del pene (balanopostite quando coinvolge anche il glande); benché probabilmente non sufficiente a risolvere, può comunque contribuire per il blando effetto antisettico (peraltro non è raro che l’infezione sia da ascrivere alla candida).

Per il raffreddore?

In virtù della sua blanda azione antivirale viene spesso proposto nel trattamento di raffreddore ed altre patologie invernali in forma di lavaggio nasale; anche in questo caso, come per i fumenti, rimane il dubbio se il beneficio provenga maggiormente dal bicarbonato o dal lavaggio in sé (molto comune anche l’uso di semplice acqua fisiologica od ipertonica), ma va detto che non presenza specifiche controindicazioni.

Per il mal di gola?

Sciolto in acqua tiepida potrebbe essere di leggero sollievo al mal di gola quando usato in forma di gargarismi.

Per l’erezione?

Non mi risulta alcuna efficacia nel favorire l’erezione maschile in caso di disfunzione erettile, mentre è presente uno studio in letteratura che ha indagato il sollievo dal dolore offerto dalla presenza del bicarbonato in specifiche formulazioni iniettabili usate a questo scopo, ma in cui la presenza della sostanza serviva solo a tamponare l’acidità dei principi attivi presenti (papaverina, fentolamina e prostaglandina E1).

Tappi di cerume?

Il sodio bicarbonato viene talvolta usato in soluzione acquosa per contribuire a sciogliere tappi di cerume nelle orecchie; al di là delle controindicazioni classiche di questi casi (ad esempio la presenza di un timpano perforato) si tratta di un rimedio ragionevolmente sicuro, ma in grado di seccare la pelle.

Acufene?

L’acufene è la sgradevole ed invasiva percezione di un rumore (fischio, sibilo, brusio, …) che in realtà non esiste; le cause non sono note, ma in alcuni pazienti può determinare un fastidio notevole perché continuo e persistente.

Su alcune community di pazienti si consiglia il bicarbonato come rimedio per alleviare il fastidio, ma la realtà è che probabilmente eventuali benefici potrebbero al limite essere da ascrivere esclusivamente all’aumentato consumo di acqua, ammesso e non concesso che la correzione di un’eventuale disidratazione possa essere di sollievo.

Per le piaghe da decubito?

Il razionale è probabilmente quello di sfruttare l’effetto antisettico, ma le piaghe da decubito richiedono in genere approcci più strutturati ed avanzati per essere realmente almeno gestite.

Per la bocca urente?

La sindrome della bocca urente è un disturbo ancora poco compreso, che causa la sensazione di un forte bruciore in bocca in assenza di lesioni evidenti; disciogliere un cucchiaio di bicarbonato di sodio in acqua tiepida e sciacquare la bocca consente di neutralizzare l’acidità e, secondo alcuni, fornire un certo sollievo al bruciore. Difficile dire se sia realmente efficace, ma avendo cura di non deglutire la soluzione (limitandosi cioè a sciacqui) non ci sono controindicazioni a provare.

Per il mollusco contagioso? Per il lichen sclerosus?

Si trovano aneddotiche testimonianze dell’utilizzo del bicarbonato per le più svariate affezioni dermatologiche (mollusco contagioso, lichen sclerosus, psoriasi, …), ma che purtroppo difficilmente trovano un reale riscontro di efficacia. A meno di eccezioni, il lavaggio con acqua e bicarbonato non ha in genere controindicazioni, salvo il caso di ferite aperte su cui raccomando il preventivo parere del medico.

Per i pidocchi?

Purtroppo non c’è ragione perché possa funzionare, nemmeno come coadiuvante, nel trattamento delle infestazioni di pidocchi del capo o del pube (piattole). Non ha nemmeno alcun effetto preventivo.

Per la secchezza intima?

Il ricorso a lavaggi con il bicarbonato in caso di secchezza vaginale non solo non è utile, ma potrebbe essere addirittura controproducente perché potenzialmente in grado di alterare la flora batterica residente.

Per la stitichezza? Per andare in bagno?

Il sodio bicarbonato viene talvolta usato in formulazioni utili a contrastare la stitichezza, o addirittura in preparazione ad esami medici che richiedano una completa pulizia intestinale, ma in questi casi si tratta di prodotti commerciali (ad esempio Isocolan®) in cui l’effetto viene espletato soprattutto dagli altri principi attivi presenti, tipicamente ad esempio polietilenglicole, sodio solfato, …

Se assunto da solo, alle dosi considerate sicure, l’effetto è invece probabilmente trascurabile.

Per la diarrea?

Non è indicato come tale in caso di diarrea, a meno di non utilizzarlo nella preparazione di soluzioni reidratanti con formula consigliata dal pediatra o approvata da un’affidabile società scientifica.

Come deodorante?

Il bicarbonato non gode di proprietà deodoranti, leggenda nata da un’efficace campagna di marketing degli anni ’70; il modesto effetto antisettico potrebbe tuttavia essere in grado di ridurre lievemente l’odore prodotto da distretti corporei in cui il sudore, macerando, è in grado di favorire sgradevoli proliferazioni batteriche (ascelle e piedi, ad esempio).

L’applicazione della pasta ottenuta miscelando bicarbonato e poca acqua può tuttavia avere un effetto irritante, non giustificando la debole azione antimicrobica.

Effetti collaterali

Quando applicato esternamente sulla cute sana, ad esempio in caso di pediluvio, non presenta in genere specifiche controindicazioni. L’assunzione per bocca richiede invece qualche precauzione in più, soprattutto relativamente alle dosi che devono essere estremamente limitate per evitare che:

Controindicazioni

L’assunzione di bicarboanto è controindicata in caso di:

Si raccomanda di non assumerlo a breve distanza da altri medicinali.

Prende bicarbonato ed esplode lo stomaco… davvero?

Ma può davvero esplodere lo stomaco?

E può davvero capitare a seguito dell’assunzione di bicarbonato di sodio?

Arrivo in ritardo su una notizia di qualche giorno fa, rimbalzata su diverse testate on-line; secondo le ricostruzioni che ho letto, dopo aver mangiato troppo, a causa di difficoltà a digerire, un uomo di circa 40 anni avrebbe assunto due cucchiai di bicarbonato e bevuto abbondanti quantità di acqua gasata. Nell’arco di pochi minuti l’uomo ha raccontato in seguito di aver percepito una sorta di esplosione addominale, seguita da un forte dolore. Presentatosi in Pronto Soccorso è stato sottoposto ad intervento chirurgico e ricoverato poi in terapia intensiva.

Ma possibile che sia davvero andata così? Con il bicarbonato di sodio? Che poi potrebbe essere bicarbonato come tale, oppure Citrosodina o Polvere effervescente Brioschi, entrambi a base di bicarbonato. Possono davvero avere questo effetto?

Ebbene sì, può succedere. Cercando in letteratura senza troppi sforzi si trovano diverse segnalazioni, per quanto aneddotiche:

Se mi permetti una traduzione molto libera uno di questi descrive che “La rottura spontanea dello stomaco è una condizione rara con una prognosi generalmente sfavorevole. La rottura si verifica a causa di un aumento della pressione contro la parete dello stomaco.

Da un punto di vista chimico quello che succede è presto spiegato: il bicarbonato di sodio reagisce con l’acido presente nello stomaco, producendo rapidamente anidride carbonica, lo stesso gas disciolto nelle bevande gassate; quanto gas?

  • Beh, se si prende un cucchiaino di bicarbonato abbastanza da stimolare il classico ruttino,
  • se la dose è maggiore, accompagnata come sembra da abbondanti quantità di acqua gassata, molto, molto più gas.

La produzione di gas in quel frangente è così drammatica ed improvvisa che, anche ammesso che possa cedere una delle due valvole che separano lo stomaco dall’esofago in alto, o dall’intestino in basso, non è sufficiente a garantire un adeguato deflusso, quindi lo stomaco si dilata improvvisamente: da un punto di vista medico si dice che le pareti si distendono, fino al cosiddetto punto di rottura, come un palloncino gonfiato un alito di troppo.

Le conseguenze sono ovviamente drammatiche, perché salvare l’organo è difficile spesso impossibile, ma soprattutto il contenuto si riversa improvvisamente in addome, con due pericolose conseguenze:

  • la prima, più immediata e rilevante in caso di squarci di grandi dimensioni, è la presenza dei liquidi estremamente acidi, che sostanzialmente avrebbero l’effetto di digerire tutto ciò con cui dovessero venire in contatto.
  • La seconda, non meno grave, è la presenza del cibo in un ambiente sterile come è quello che circonda gli organi interni.

Il paziente in questo caso si è salvato, sicuramente grazie alla bravura dei medici che l’hanno visitato individuando tempestivamente la ragione del dolore, che se ci pensi non è una sfida banale: quanti pazienti ti capitano in una vita di Pronto Soccorso con lo stomaco perforato da bicarbonato? Ma è stato bravo anche il paziente a farsi accompagnare in Pronto Soccorso, sicuramente il dolore era tale da non lasciare molta scelta, ma a volte potremmo essere tentati di minimizzare un po’.

E allora, cosa ci portiamo a casa da quanto è accaduto? A mio avviso due importanti insegnamenti:

  • Con i farmaci non dobbiamo mai ragionare pensando che se un po’ fa bene, di più fa meglio. Il razionale dietro all’uso del bicarbonato come digestivo è a mio avviso un po’ traballante, nel senso che l’idea è quello di aiutarci a digerire buttando fuori un po’ d’aria in eccesso, magari tamponando anche l’acidità gastrica, ma si tratta comunque di un rimedio blando. Mi rendo che sia del tutto umano pensare che una dose maggiore possa fare meglio, ma chiaramente non è così: e bada bene che quando lavoravo in farmacia mi accertavo sempre che il paziente non assumesse una dose inferiore a quella prescritta dal medico, io sono per usare pochi farmaci, ma quando si usano vanno dosati correttamente, né troppo, né troppo poco. Quindi ricorda sempre, attieniti alla dose prescritta dal medico o suggerita dal farmacista, non di più, non di meno.
  • Secondo insegnamento, la prossima volta che sentirai qualcuno dire “è un rimedio naturale, prendilo tranquillamente perché tanto se non fa bene non fa neanche male”, ricordagli cosa è accaduto. Fatico a pensare ad un rimedio più naturale del bicarbonato di sodio, una polvere che si usa regolarmente anche per cucinare, eppure guarda cos’è in grado di fare. Naturale NON significa sicuro, mai.

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