Introduzione
Se togliendo le scarpe avverti un cattivo odore non sei il solo, si tratta infatti di un disturbo molto diffuso ed indicato con il termine medico di bromidrosi plantare (la bromidrosi è la condizione generale di produzione di un odore corporeo sgradevole, plantare è l’aggettivo che ne specifica la localizzazione ai piedi).
Spesso si dà la colpa al sudore, sicuramente molto abbondante nei piedi (le ghiandole sudoripare eccrine sono presenti in quasi tutta la superficie del corpo, ma in massima densità sul palmo delle mani e proprio nella pianta dei piedi), ma la realtà è che i veri responsabili sono i microrganismi presenti sulla cute e nelle calze/scarpe, che proliferano grazie all’ambiente caldo-umido-buio che si forma e metabolizzano le sostanze presenti producendo molecole volatici dal caratteristico (e sgradevole) odore.
Gli specialisti di microbilogiaitalia spiegano che “[l]a caratteristica puzza di piedi, […] deriva essenzialmente dall’esalazione di ammine ed acidi grassi a corta catena prodotti dai germi a partire dalla metabolizzazione di cheratina, sudore e lipidi cutanei.”

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Fattori di rischio
È possibile individuare alcune condizione e situazioni predisponenti in grado di favorire la formazione di un odore sgradevole, come ad esempio:
- Temperatura ambientale elevata
- Stimoli emozionali (che favoriscono la produzione di sudore non solo a livello dei piedi, ma anche nel nelle ascelle, ai lati del tronco e nel palmo delle mani)
- Scarpe troppo strette, chiuse e/o non traspiranti
- Infezioni dei piedi (come ad esempio il piede d’atleta)
- Adolescenti e donne in gravidanza potrebbero sudare di più a causa di sbalzi ormonali
- Soggetti affetti da iperidrosi
- Igiene insufficiente
Diagnosi
La diagnosi di bromidrosi plantare è essenzialmente clinica e si basa sull’osservazione diretta del paziente e sull’anamnesi (la raccolta della storia medica). Il medico, solitamente il dermatologo, valuta non solo l’intensità dell’odore, ma anche lo stato della pelle e il grado di sudorazione del piede.
Esame obiettivo e ispettivo
Durante la visita, lo specialista ricerca segni di macerazione cutanea, erosioni o cambiamenti di colore che possano suggerire complicanze. Una particolare attenzione viene rivolta alla ricerca della cheratolisi puntata, una condizione batterica caratterizzata da piccoli “crateri” sulla pianta del piede, spesso associata a un odore particolarmente pungente.
Strumenti diagnostici e test
In casi selezionati, possono essere utilizzati strumenti specifici per approfondire la diagnosi:
- Lampada di Wood: una luce ultravioletta che permette di evidenziare fluorescenze specifiche (ad esempio il rosso corallo per l’eritrasma), utili per distinguere la bromidrosi da altre infezioni batteriche o fungine come l’onicomicosi o il piede d’atleta.
- Test allo iodio-amido (Test di Minor): utile se si sospetta un’iperidrosi primaria sottostante. Si applica una soluzione di iodio sul piede e, una volta asciutta, si spolvera con amido; le aree di eccessiva sudorazione diventano blu scuro/nere.
- Tamponi cutanei: vengono eseguiti raramente, solo se si sospetta una sovrainfezione batterica o micotica resistente ai trattamenti standard, per identificare con precisione il microrganismo responsabile.
Cura e trattamenti
L’obiettivo della terapia è triplice: ridurre la quantità di sudore prodotto, controllare la proliferazione dei batteri responsabili dell’odore e mantenere l’integrità della barriera cutanea. L’approccio moderno è multidisciplinare e combina correzioni dello stile di vita, prodotti topici e, nei casi più severi, interventi medici avanzati.
Interventi di prima linea e gestione domiciliare
Il pilastro del trattamento rimane l’igiene rigorosa e la gestione dell’ambiente del piede:
- Detersione mirata: lavaggio quotidiano con detergenti a pH fisiologico o lievemente acido, eventualmente addizionati con agenti antisettici come la clorexidina.
- Asciugatura meticolosa: è fondamentale asciugare perfettamente gli spazi tra le dita per prevenire la macerazione.
- Agenti assorbenti: l’uso di polveri a base di talco, amido di mais o polveri medicate aiuta a mantenere la pelle asciutta durante la giornata.
Terapie farmacologiche topiche
Se l’igiene non è sufficiente, si ricorre a prodotti specifici prescritti dal medico:
- Antitraspiranti: i sali di alluminio (come il cloruro di alluminio esaidrato) sono il gold standard. Agiscono ostruendo temporaneamente i dotti delle ghiandole sudoripare. Vanno applicati preferibilmente la sera sulla pelle asciutta.
- Anticinetici e anticolinergici topici: nuove formulazioni (come il glicopirronio bromuro in crema o salviette) agiscono bloccando i segnali nervosi che attivano la sudorazione.
- Antibiotici topici: in caso di bromidrosi severa associata a cheratolisi puntata, l’uso di creme a base di eritromicina o clindamicina può eliminare i batteri produttori di odore.
Trattamenti medici avanzati
Per i pazienti affetti da iperidrosi che non rispondono ai trattamenti topici, esistono opzioni più incisive:
- Tossina botulinica (Botox): le iniezioni locali bloccano temporaneamente il rilascio di acetilcolina, il neurotrasmettitore responsabile della sudorazione. L’effetto dura solitamente dai 6 ai 9 mesi.
- Ionoforesi: una tecnica che utilizza una corrente elettrica di bassa intensità per “disattivare” temporaneamente le ghiandole sudoripare mentre i piedi sono immersi in acqua. Richiede diverse sessioni iniziali e mantenimento periodico.
- Terapie basate sull’energia: l’uso di dispositivi a microonde o laser per distruggere selettivamente le ghiandole sudoripare è un’opzione emergente per risultati a lungo termine.
Stile di vita e prevenzione
La gestione a lungo termine non può prescindere da corrette abitudini quotidiane:
- Scelta delle calze: privilegiare fibre naturali (cotone, lana, bambù) o tessuti tecnici traspiranti progettati per l’attività fisica, che allontanano l’umidità dalla pelle. Evitare assolutamente il poliestere e il nylon puro.
- Rotazione delle calzature: non indossare mai lo stesso paio di scarpe per due giorni consecutivi, permettendo loro di asciugarsi completamente (almeno 24-48 ore).
- Materiali traspiranti: preferire scarpe in pelle o tessuto tecnico rispetto ai materiali sintetici o alla gomma. In casa, l’uso di sandali o calzature aperte è vivamente raccomandato.
- Gestione delle solette: utilizzare solette ai carboni attivi o con proprietà antibatteriche, sostituendole frequentemente.
Quando rivolgersi al medico
È consigliabile rivolgersi al proprio medico curante o ad un dermatologo quando si ipotizzi la presenza di:
- eccessiva produzione di sudore che interferisce con la vita sociale
- comparsa di arrossamenti, prurito intenso o dolore
- segni di infezioni batteriche o fungine (piede d’atleta, onicomicosi, …)
- mancata risposta ai comuni accorgimenti igienici dopo 2-4 settimane.
Fonti e bibliografia
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Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.