Cattivo odore del sudore (ascelle e corpo): la bromidrosi

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Introduzione

Qualsiasi animale, e l’uomo non fa eccezione, è caratterizzato da un odore che può essere influenzato da numerosi fattori, come il comportamento e le strategie di sopravvivenza adottate in natura.

Negli esseri umani l’odore corporeo è influenzato tra l’altro da

  • dieta,
  • sesso,
  • salute e farmaci assunti,

anche se il contributo maggiore è quello derivante dall’attività batterica esercitata sulle secrezioni (sudore) delle ghiandole della pelle e che può essere influenzata anche dall’igiene personale.

Il sudore è un liquido secreto dalle ghiandole sudoripare della pelle e composto di acqua, minerali (principalmente sodio, potassio e cloro), urea ed anticorpi; la sudorazione assolve a tre funzioni principali:

  • abbassamento della temperatura corporea mediante l’evaporazione dell’acqua contenuta (questa efficace strategia di raffreddamento consente la sopravvivenza dell’uomo anche in ambienti così caldi da essere proibitivi per altre specie animali),
  • comunicazione non verbale con altri mammiferi (apparentemente poco significativa nell’essere umano, mentre è molto più rilevante in altre specie),
  • escrezione di sostanze di rifiuto.

La sudorazione di un essere umano adulto è compresa tra 0,5 litri al giorno fino a un massimo di 10 litri, in base al lavoro fisico e alle condizioni ambientali; si noti che la sudorazione può aumentare considerevolmente anche in conseguenza di condizioni emotive (ansia, agitazione, paura, …).

Le sostanze responsabili del cattivo odore sono molecole volatili (cioè in grado di vaporizzarsi facilmente) come basi volatili (metilammina, trimetilammina) ed acidi grassi volatili.

Gli esseri umani dispongono di tre tipi di ghiandole sudoripare:

  • ghiandole sudoripare eccrine, presenti fin dalla nascita (poco odorose perché in grado di secernere sudore composto in gran parte da acqua),
  • ghiandole sudoripare apocrine e ghiandole sebacee, che si attivano invece durante lo sviluppo.

Tra i diversi tipi di ghiandole l’odore corporeo è principalmente il risultato delle secrezioni delle ghiandole sudoripare apocrine, che producono la maggior parte dei composti chimici metabolizzati in sostanze odoranti dalla flora batterica cutanea.

L’uomo presenta circa 3 milioni di ghiandole sudoripare sparse sulla superficie cutanea, ma la massima concentrazione è raggiunta su

  • pianta dei piedi,
  • palmo delle mani,
  • ascelle,
  • distretti che circondano le aperture corporee di faccia e genitali,

che rappresentano anche le principali fonti dell’eventuale sgradevole odore, una condizione che prende il nome di bromidrosi.

Ascella bagnata di sudore

Getty/Siriporn Kaenseeya / EyeEm

Fattori di rischio

Tra i comportamenti e le condizioni in grado di peggiorare la situazione si annoverano:

  • predisposizione genetica
  • attività fisica ed esposizione a temperature elevate (che causano aumento della sudorazione)
  • cambiamenti ormonali
  • sovrappeso ed obesità
  • condizioni croniche di salute (diabete, insufficienza renale, malattie epatiche, …)
  • effetti collaterali di alcuni farmaci (ad esempio alcune classi di antidepressivi).

Diagnosi e valutazione medica

La diagnosi di bromidrosi è essenzialmente clinica e si basa sull’anamnesi dettagliata del paziente e sull’esame obiettivo condotto dal medico o dal dermatologo. Durante la visita, lo specialista valuta non solo l’intensità e la tipologia dell’odore, ma anche la presenza di eventuali segni cutanei associati, come la macerazione della pelle o infezioni secondarie (ad esempio l’eritrasma, un’infezione batterica che può essere identificata tramite l’uso della lampada di Wood).

Per una valutazione più approfondita, possono essere impiegati test specifici:

  • Test dell’amido-iodio (Test di Minor): utile per mappare le aree di eccessiva sudorazione (iperidrosi) che spesso alimentano la bromidrosi.
  • Valutazione della flora batterica: in casi selezionati, possono essere effettuati tamponi cutanei per identificare la prevalenza di ceppi batterici specifici responsabili della degradazione del sudore.
  • Esami di laboratorio: se si sospetta che l’odore sia il sintomo di una patologia sistemica sottostante (come il diabete o disfunzioni metaboliche rare come la trimetilaminuria), il medico può prescrivere analisi del sangue o delle urine.

È fondamentale distinguere la bromidrosi comune da condizioni psicologiche come la bromidrosifobia, in cui il paziente percepisce erroneamente di emanare un cattivo odore pur in assenza di riscontri oggettivi.

Trattamento e gestione della bromidrosi

L’obiettivo principale della terapia è duplice: ridurre la quantità di sudore disponibile (il substrato) e diminuire la carica batterica sulla pelle responsabile della produzione di molecole odorose. L’approccio terapeutico segue generalmente un percorso graduale, partendo da modifiche dello stile di vita fino ad arrivare, nei casi più complessi, a procedure medico-chirurgiche d’avanguardia.

Interventi medici e terapie avanzate

Quando le misure igieniche non sono sufficienti, il dermatologo può proporre diverse opzioni terapeutiche:

  • Agenti topici ad azione mirata: L’uso di antitraspiranti a base di sali di alluminio (in concentrazioni variabili tra il 10% e il 20%) rappresenta la prima linea di trattamento per ridurre la secrezione ghiandolare. In associazione, possono essere prescritti antibiotici topici (come clindamicina o eritromicina) o detergenti antisettici per controllare la proliferazione batterica.
  • Iniezioni di tossina botulinica: Il trattamento con Botox è una soluzione consolidata ed estremamente efficace. La tossina blocca temporaneamente i segnali nervosi diretti alle ghiandole sudoripare, riducendo drasticamente la sudorazione nell’area trattata per un periodo che va dai 6 ai 9 mesi.
  • Termolisi a microonde (miraDry): Una tecnologia innovativa e non invasiva che utilizza l’energia delle microonde per eliminare in modo permanente le ghiandole sudoripare e odorifere ascellari. È considerata oggi una delle soluzioni a lungo termine più promettenti per i pazienti affetti da iperidrosi e bromidrosi.
  • Terapie sistemiche: In casi di sudorazione generalizzata, il medico può valutare l’uso di farmaci anticolinergici per via orale, monitorando attentamente i possibili effetti collaterali come secchezza delle fauci o visione offuscata.
  • Ionoforesi: Utilizzata principalmente per la bromidrosi localizzata ai piedi, sfrutta una corrente elettrica a bassa intensità per “disattivare” temporaneamente le ghiandole sudoripare.

Stile di vita e rimedi pratici

La gestione quotidiana è il pilastro fondamentale per il successo del trattamento. Un’accurata igiene personale, unita a scelte consapevoli, può ridurre drasticamente l’impatto sociale della bromidrosi:

  • Detersione specifica: Lavare le aree critiche (ascelle, inguine, piedi) almeno due volte al giorno con saponi a pH fisiologico o antibatterici, asciugando con estrema cura per evitare l’umidità che favorisce i batteri.
  • Gestione dei peli superflui: La depilazione delle ascelle è fortemente raccomandata, poiché i peli trattengono il sudore e forniscono una superficie ideale per la colonizzazione batterica.
  • Scelta dei materiali: Privilegiare tessuti naturali e traspiranti come cotone, lino o seta. Oggi sono disponibili anche capi tecnici con fibre trattate agli ioni d’argento, che vantano proprietà antimicrobiche intrinseche.
  • Alimentazione consapevole: Esiste una correlazione diretta tra dieta e odore corporeo. Limitare il consumo di alimenti ricchi di composti solforati (aglio, cipolla, asparagi, broccoli) e spezie forti (curry, cumino) può aiutare. Anche la riduzione di alcol e caffeina è utile, poiché queste sostanze stimolano l’attività delle ghiandole sudoripare.

Fonti e bibliografia

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