Elettroencefalogramma (EEG): a cosa serve, preparazione e risultati

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Cos’è l’elettroencefalogramma

L’elettroencefalogramma (EEG) è una procedura strumentale che permette di registrare l’attività elettrica delle cellule cerebrali tramite il posizionamento di alcuni elettrodi sulla testa del paziente.

Il risultato consiste nella produzione del tracciato delle onde cerebrali rilevate e visibili sull’elettroencefalografo, ossia su un dispositivo che che permette di osservarle in tempo reale su un monitor e di stamparle su carta.

La procedura non è invasiva, ed è per questo adatta a soggetti di qualsiasi età, e permette al medico di osservare le attività cerebrali: è utilizzato a fini di ricerca nell’ambito delle neuroscienze (ad esempio per lo studio dei disturbi del sonno o di memoria) e per la valutazione medica e la diagnosi di alcune patologie come epilessie o tumori primitivi del cervello ed eventuali metastasi che comportano episodi epilettici.

L’EEG consente non solo la registrazione delle attività anomale, ma anche la loro localizzazione.

A cosa serve

L’EEG permette di studiare la condizione cerebrale in diversi stati del paziente:

  • durante la veglia e durante il sonno;
  • durante una particolare attività o durante l’inattività del soggetto;

permette poi d’identificare le attivazioni causate da alterazioni anomale dell’attività elettrica, come le epilessie.

Ha validità diagnostica, permette cioè la diagnosi di numerose malattie, ma può anche essere usato per le diagnosi di esclusione (ovvero per escludere una patologia o delle anomalie cerebrali, piuttosto che per confermarne la presenza).

Tra le condizioni che più beneficiano dell’esame si annoverano:

Preparazione

L’EEG è una procedura semplice che non richiede alcuna specifica preparazione da parte del paziente; viene esclusivamente raccomandato di evitare l’assunzione di sostante che possano alterare l’attività elettrica cerebrale (ad esempio la caffeina) e di lavare accuratamente i capelli senza apporvi prodotti che possano ostacolare il posizionamento degli elettrodi (ad esempio gel, spume, spray, …).

Può essere richiesto di non esagerare con l’assunzione di cibo durante i pasti precedenti, per evitare alterazioni causate da manifestazioni post prandiali come l’ipoglicemia.

In alcuni casi specifici, come le procedure di monitoraggio delle attività durante il sonno, potrebbe essere richiesto al paziente di non dormire la sera precedente all’elettroencefalogramma.

Procedura

Il posizionamento degli elettrodi sullo scalpo del soggetto risponde ad una disposizione topografica standard detta “sistema internazionale 10-20”, che richiede l’apposizione di 20 elettrodi secondo specifici riferimenti strutturati:

  • Il nasion, posizionato in corrispondenza dell’attaccatura nasale
  • L’inion, in corrispondenza della protuberanza cranica in sede occipitale
  • Il vertex (elettrodo di vertice Cz) posizionato al centro esatto del cranio

I restanti elettrodi vengono posizionati di conseguenza, a distanze fisse l’uno dall’altro, in modo che possano coprire un’ampia superficie del cranio e rilevare l’attività di più zone; si noti tuttavia che l’apposizione manuale è ormai poco comune, a favore dell’utilizzo di un’apposita cuffia sulla quale gli elettrodi sono già collocati nelle posizioni corrette.

Elettroencefalogramma su una donna

iStock.com/yacobchuk

Prima del posizionamento viene applicata una crema che ha lo scopo di favorire migliorare la conduzione elettrica e la conseguente lettura del tracciato.

L’attività viene descritta in base alla frequenza delle onde, misurata in Hz, e all’ampiezza delle stesse, misurata in microvolt.

Durante la registrazione al paziente può essere richiesto di eseguire delle attività come leggere, effettuare dei calcoli, osservare uno stimolo, oppure viene sottoposto a a stimoli visivi, ad esempio luminosi.

In base alla condizione oggetto di studio è possibile optare per differenti declinazioni dell’elettroencefalogramma:

  • EEG base: della durata compresa tra i 20 e i 40 minuti. L’esame si svolge chiedendo al paziente di rimanere fermo e tranquillo, talvolta chiudendo o aprendo gli occhi sotto indicazione del tecnico; viene proposto al paziente uno stimolo luminoso intermittente e viene richiesto di iperventilare mediante un aumento della frequenza respiratoria (viene cioè chiesto di respirare in modo profondo e rapido). Durante questa tipologia di elettroencefalogramma, il paziente è posizionato seduto o disteso su un lettino per facilitarne il rilassamento.
  • EEG dopo privazione di sonno: viene effettuato per il monitoraggio, lo studio o la diagnosi delle malattie del sonno; viene richiesto al paziente di rimanere insonne per poter assicurare il sonno durante questa procedura che, appunto, viene svolta con il soggetto dormiente e dura circa 60 minuti.
  • EEG dinamico (Holter):  ha una durata più prolungata con una registrazione che arriva a 24 ore e che permette di monitorare l’attività per un tempo maggiore al fine di aumentare le probabilità di rilevare anomalie poco frequenti. Questa tipologia di strumentazione permette al paziente di svolgere normali attività sia diurne che notturne, tutte registrate sull’apposito tracciato consultabile al termine.
  • EEG video: il soggetto sottoposto ad EEG viene ripreso (con una videocamera infrarossi durante la notte), al fine di individuare le anomalie comportamentali e motorie durante gli episodi critici (come una crisi epilettica), o per individuare cosa possa scatenarli.

Durata

La durata dell’EEG varia in base alla tipologia che viene utilizzata:

  • Elettroencefalogramma di base: 20/40 minuti;
  • EEG dinamico (Holter): 20-24 ore
  • EEG dopo privazione di sonno: 60 minuti.

Fa male?

No, l’elettroencefalogramma è un esame non invasivo e ben tollerato; durante l’esame alcuni soggetti potrebbero tuttavia avere difficoltà a restare fermi e/o rilassati per un tempo troppo lungo, mentre alcuni pazienti segnalano un certo fastidio legato ad un effetto di trazione degli elettrodi su capelli.

 

Controindicazioni e rischi

Non si segnalano controindicazioni, l’esame può essere effettuato anche sui bambini e sulle donne in stato di gravidanza senza pericolo alcuno; al termine della procedura il paziente può tornare a casa autonomamente e la rispesa delle normali attività quotidiane è immediata.

Il gel utilizzato per facilitare l’adesione degli elettrodi potrebbe creare modeste irritazioni sulla cute dei soggetti allergici, che tuttavia tendono alla risoluzione spontanea entro pochi giorni.

 

Raramente, infine, in soggetti epilettici predisposti potrebbe scatenarsi una crisi a causa degli stimoli luminosi inviati dal tecnico

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