Acantosi nigricans: cause, sintomi e cura

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Introduzione

L’acanthosis nigricans (o acantosi nigricans) è una condizione caratterizzata da ispessimento e di iperpigmentazione (scurimento) della cute che si verifica nelle pieghe cutanee del corpo, in particolare a livello di

  • collo,
  • ascelle,
  • inguine,
  • mammelle

e talvolta anche in altre zone corporee.

È un segno cutaneo che può essere associato a

  • problemi endocrinologici per lo più ereditari, a
  • obesità,
  • assunzione di farmaci
  • e ad alcuni tumori.

L’acanthosis nigricans è stata classificata in base all’associazione con la patologia sottostante e la prognosi dipende proprio da questa; alcuni tipi di acanthosis nigricans si risolvono spontaneamente con l’età e di per sé la condizione è benigna, essendo certamente meno grave della patologia sottostante che la determina.

Acantosi Nigricans sotto l'ascella

By Madhero88 – http://www.dermnet.com/Acanthosis-Nigricans/picture/22985, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9710451

Causa

L’acanthosis nigricans dipende dalla stimolazione della crescita delle cellule dell’epidermide (lo strato più superficiale della pelle) consecutiva ai livelli eccessivi di ormoni o fattori di crescita che si riscontrano in diverse patologie endocrinologiche e neoplastiche: si tratta di

  • insulina e fattori di crescita insulino-simili (come l’insulin-like growth factor 1, IGF-1),
  • fattori di crescita epidermica (come l’epidermal growth factor, EGF),
  • farmaci e
  • fattori di crescita tumorali (transforming growth factor β, TGFβ).

L’eccesso di questi fattori determina l’iperproliferazione (cioè una produzione eccessiva) delle cellule che costituiscono la pelle (cheratinociti) e dei fibroblasti (che fanno parte della matrice extracellulare), portando alla formazione delle tipiche lesioni.

La condizione non è contagiosa.

Classificazione

La classificazione dell’acanthosis nigricans si basa sulla condizione patologica sottostante, che rappresenta quindi il fattore di rischio per il suo sviluppo:

  • Tipo 1: Acanthosis nigricans ereditaria benigna. È definita ereditaria perché si trasmette da genitore a figlio con modalità autosomica dominante: il figlio di un individuo affetto ha cioè la probabilità del 50% di esserne anch’egli affetto.
  • Tipo 2: Acanthosis nigricans benigna. Si verifica in caso di disturbi endocrinologici correlati a insulino resistenza, come ad esempio:
  • Tipo 3: Pseudo acanthosis nigricans. Si associa all’obesità, specialmente nei soggetti con fototipo scuro (come ad esempio nei pazienti di etnia afroamericana).
  • Tipo 4: Acanthosis nigricans indotta da farmaci. Si verifica in chi assume farmaci che interferiscono con il metabolismo lipidico come l’acido nicotinico (vitamina B3) ad alto dosaggio o di tipo ormonale come
  • Tipo 5: Acanthosis nigricans maligna. Rappresenta il segno cutaneo di una malattia neoplastica interna, solitamente in fase avanzata. Si riscontra soprattutto nei tumori del tratto gastrointestinale (fegatostomaco e intestino) e meno frequentemente genito-urinario (prostatauteromammellaovaio) e polmone.

Sintomi

Tutti i tipi di acanthosis nigricans si presentano con manifestazioni cliniche simili: piccole papule (lesioni cutanee rilevate) delle dimensioni di pochi millimetri, strettamente raggruppate a formare delle placche, di colore grigio-marrone che fanno assumere alla pelle un aspetto vellutato ed apparentemente sporco.

Le linee cutanee diventano accentuate, ispessite e con superficie rugosa.

Le lesioni si sviluppano simmetricamente alle superfici laterali del collo, alle ascelle, all’inguine, nelle aree flessorie degli arti (pieghe dei gomiti e delle ginocchia), a livello dell’ombelico e dei capezzoli.

Può essere interessata simmetricamente una sola di queste zone oppure in contemporanea più di una. La malattia è diffusa e grave quando si tratta di un’acanthosis nigricans associata a neoplasia.

Le lesioni sono totalmente asintomatiche, non causano alcun fastidio, ad eccezione dei casi in cui insorge macerazione, che può essere accompagnata da prurito.

Il tipo 3, associato ad obesità, si caratterizza per la presenza di fibromi penduli a livello delle pieghe cutanee e del collo; il tipo 5, che è associato a tumori, si distingue per l’ipercheratosi, ovvero l’ispessimento marcato, dei palmi delle mani, delle piante dei piedi (pachidermatoglifia) e delle altre aree colpite, per l’iperpigmentazione particolarmente pronunciata e per il coinvolgimento della mucosa orale e del bordo delle labbra, anch’esse ispessite e con superficie verrucosa.

Complicazioni

Le manifestazioni cutanee possono rappresentare per lo più un problema di tipo estetico, poiché la cute delle zone interessate appare sporca e difficile da pulire.

Eventuali complicazioni si verificano solo nei casi in cui l’acanthosis nigricans interessi pieghe cutanee molto abbondanti (ad esempio nei grandi obesi), laddove si sviluppi macerazione con sovra-infezioni microbiche.

Diagnosi

La diagnosi di acanthosis nigricans è essenzialmente clinica e si avvale della valutazione visiva delle lesioni durante una visita dermatologica o medica generale. Il medico osserva le caratteristiche tipiche delle macchie: l’aspetto vellutato, l’ispessimento della pelle (ipercheratosi) e il colore marrone-grigiastro localizzato simmetricamente nelle pieghe del corpo.

Tuttavia, l’identificazione della lesione cutanea è solo il primo passo. Essendo l’acanthosis nigricans un segnale di allarme per disordini sistemici, il protocollo diagnostico attuale prevede una ricerca approfondita delle cause sottostanti attraverso diversi step:

Valutazione metabolica ed endocrina

Data l’elevata associazione con la resistenza all’insulina, i primi esami prescritti sono solitamente volti a valutare il metabolismo glucidico:

  • Misurazione della glicemia a digiuno ed emoglobina glicata (HbA1c) per escludere il diabete o uno stato di pre-diabete.
  • Valutazione dell’insulina a digiuno (spesso utilizzata per calcolare l’indice HOMA) per confermare la sindrome metabolica.
  • Test ormonali specifici se si sospettano patologie come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) o disturbi della tiroide.

Esclusione di patologie maligne

Nei casi in cui l’insorgenza sia improvvisa, le lesioni siano molto estese o il paziente presenti un inspiegabile dimagrimento (sospetto di acanthosis nigricans maligna), il medico programmerà accertamenti per individuare eventuali tumori interni:

Supporto strumentale e istologico

Sebbene raramente necessaria, la biopsia cutanea può essere eseguita in casi dubbi per confermare l’ipercheratosi e l’iperpigmentazione, escludendo altre patologie dermatologiche simili (diagnosi differenziale). In alcuni centri specialistici, la dermatoscopia può aiutare a visualizzare meglio la struttura papillare tipica della condizione.

Cura

L’obiettivo primario della terapia non è la semplice rimozione della macchia cutanea, ma la correzione della condizione medica che l’ha generata. Nella maggior parte dei casi, la risoluzione della causa sottostante porta a un miglioramento o alla scomparsa spontanea delle lesioni.

Trattamento della causa sottostante

L’approccio terapeutico varia in base al tipo di acanthosis nigricans diagnosticato:

  • Gestione dell’insulino-resistenza: È l’approccio più comune. Oltre ai cambiamenti dello stile di vita, il medico può prescrivere farmaci sensibilizzanti all’insulina (come la metformina) per migliorare il controllo metabolico e, di riflesso, l’aspetto della pelle.
  • Sospensione di farmaci: Se la condizione è indotta da terapie farmacologiche (come ormoni o alte dosi di acido nicotinico), la sospensione o la sostituzione del farmaco (sotto controllo medico) solitamente risolve il problema.
  • Intervento oncologico: In presenza di una neoplasia, la rimozione chirurgica o il trattamento chemio-radioterapico del tumore è l’unica via per la risoluzione della forma maligna.

Terapie topiche e sintomatiche

Per migliorare l’aspetto estetico e ridurre l’ispessimento cutaneo, si possono utilizzare diversi preparati applicabili direttamente sulle lesioni:

  • Agenti cheratolitici: Creme o lozioni a base di urea (in concentrazioni tra il 10% e il 20%), acido salicilico o acido lattico. Questi prodotti aiutano a “sciogliere” l’eccesso di pelle e ad ammorbidire la zona.
  • Retinoidi topici: Derivati della vitamina A (come tretinoina o adapalene) possono essere efficaci nel normalizzare la crescita cellulare cutanea.
  • Agenti schiarenti: In alcuni casi possono essere prescritti prodotti per ridurre l’iperpigmentazione, sebbene l’effetto sia spesso limitato se non si agisce sulla causa sistemica.

Trattamenti sistemici e procedurali

Nelle forme più gravi o resistenti ai trattamenti topici, possono essere valutati retinoidi per via orale, sempre sotto stretto monitoraggio medico per i possibili effetti collaterali. In casi selezionati e per finalità puramente estetiche, alcuni trattamenti laser o la dermoabrasione possono essere presi in considerazione per ridurre lo spessore delle placche, sebbene il rischio di recidiva rimanga alto se la patologia di base persiste.

Stile di vita

La modifica dello stile di vita rappresenta il pilastro fondamentale per la maggioranza dei pazienti (Tipo 3 e Tipo 2). Una significativa perdita di peso ottenuta attraverso una dieta a basso indice glicemico e un’attività fisica regolare riduce drasticamente i livelli di insulina circolante. Questo non solo previene complicazioni cardiovascolari, ma è spesso l’unico rimedio realmente risolutivo per far regredire le lesioni cutanee e restituire alla pelle il suo aspetto naturale.

Fonti e bibliografia

  • Braun-Falco O., Plewing G., Wolff H.H., Burgdorf W.H.C. Dermatologia. Edizione italiana a cura di Carlo Gelmetti. Sprienger – Verlag Italia 2002.
  • Wolff K., Johnson R., Saavedra A. Fitzpatrick Manuale ed Atlante di Dermatologia clinica. Edizione italiana sulla settima di lingua inglese a cura di Mauro Alaibac. Piccin 2015.

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